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Milano | Greco-Precotto – L’Innesto, il recupero dello Scalo in “green”

Pochi giorni fa si è conclusa l’operazione di vendita dell’ex scalo ferroviario di Greco-Breda, a cavallo tra il quartiere di Greco e di Precotto. Il terreno, di circa 70.000 metri quadrati, apparteneva al Gruppo RFI delle Ferrovie dello Stato, ed è stato venduto per un importo di circa 4,8 milioni di euro alla società REDO SGR S.p.A.

Il lungo percorso per la valorizzazione dell’ex scalo è stato avviato già nel 2017 con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma stipulato da Regione Lombardia, comune di Milano, RFI e FS Sistemi Urbani per la rigenerazione dei sette scali ferroviari dismessi di Milano (Greco-Breda, Farini, San Cristoforo, Porta Romana, Porta Genova, Rogoredo e Lambrate).

Lo scalo di Greco-Breda, venne candidato nel 2017 dalla società RFI, tramite la FS Sistemi Urbani che si occupa proprio della valorizzazione e commercializzazione del patrimonio immobiliare delle FS, alla prima edizione del Concorso internazionale Reinventing Cities, promosso da C40, che prevede l’alienazione di siti dismessi o degradati da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza.

Qui di seguito i rendering di realizzati dallo studio WOLF Visualizing Architecture per Barreca & La Varra.

Il progetto vincitore, nominato “L’Innesto”, presentato lo scorso anno dal team guidato dalla società REDO SGR S.p.a. e dai progettisti Barreca & La Varra, prevede la realizzazione di un nuovo quartiere di social housing, il primo in Italia a zero emissioni, con appartamenti per lo più a locazione (almeno il 40%,), che sarà sviluppato sull’intera superficie dello scalo, che verrà destinato per la maggior parte a verde  (circa il 60% dell’intera area), spazi ad uso pubblico con percorsi pedonali e aree attrezzate. Il teleriscaldamento sarà alimentato da fonti rinnovabili con un innovativo sistema di recupero calore dalle acque reflue.

Il progetto Innesto ha inoltre un’ambiziosa strategia di mobilità, ovvero limitare i posti auto, che saranno solo 100 per 700 inquilini (sarà la nuova tendenza?). Ampio spazio invece a garage per biciclette (circa 1200 mq), a colonnine di ricarica per auto elettriche e a una flotta di auto di quartiere condivisa.

L’area interessata si sviluppa da via Bernardo Rucellai a Precotto e lungo un tratto di via Breda (sia a destra che a sinistra), sino alla Cascina Fornasetta. Si ritroverà a ridosso della stazione FS di Greco Bicocca (che realizzerà un nuovo accesso a ridosso dell’area) e a poche centinaia di metri dalla fermata M1 di Precotto.

Lo scalo di Greco-Breda è uno scalo dismesso sorto lungo la via Breda, antica strada che collegava Milano a Monza e nelle cui vicinanze si trova ancora l’antica Cascina Fornasetta coi resti dell’altrettanto antica chiesetta di San Francesco. Lo scalo veniva utilizzato per lo stoccaggio di treni merci e come magazzino con funzioni logistiche fino agli anni ‘90, quando lentamente con la concentrazione delle attività nei terminal più grandi, come lo Scalo di Segrate, ha portato alla sua dismissione. Oggi è occupato da orti e sterpaglie, da un lato, e depositi, dall’altro.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Greco-Precotto – L’Innesto, il recupero dello Scalo in “green”

  1. Anonimo

    Progetto molto bello, sembra a misura d’uomo, attento al verde e alla mobilità sostenibile. Ottima l’idea di tenere poche auto da condividere.
    La vicina Bicocca sembrerà ancora più una griglia di autostrade con palazzoni fuori scala ai lati, un’idea di città fortunatamente destinata a essere superata.

    1. Anonimo

      Bellissimo progetto di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza, bravo Sala e la giunta di sinistra, avanti così

  2. Bredo Fornasetto duca conte de' Rucellai

    Vedete le tre palazzine in linea nella prima foto? guardate oltre la strada: c’è uno scheletro di 4 piani fermo lì da più di 20 anni. Colgo l’occasione per auspicarne l’abbattimento, grazie.

  3. enrico

    Sembra un buon progetto. Forse avrebbe potuto essere l’occasione per replicare anche a Greco Pirelli quanto si andrà a realizzare a Sesto S.G., una stazione-ponte in modo da creare una connessione tra le due parti di città divise dalla ferrovia meno triste, pericoloso e solitamente puzzolente di un sottopassaggio.

  4. Roberto Borri

    Un’autentica vergogna avere dismesso ben sette scali merci a servizio di una Città come Milano, così come, in passato, aver ridotto la stazione Centrale a gigantesco centro commerciale: da un punto di vista prettamente tecnico, in Centrale si potevano movimentare anche i carri su tre livelli diversi ed ora regna l’abbandono od il commercio o l’edilizia selvaggia. Mi domando come possano arrivare le merci a Milano centro, se non con il deprecabile trasporto su gomma.

    1. Anonimo

      Se tenevi gli scali ferroviari attivi dentro Milano, ti cuccavi il “deprecabile trasporto su gomma” che trasferiva le merci in mezza Lombardia e ritorno.
      Ecco perchè li han delocalizzati fuori da Milano città

  5. Davide

    Il progetto è bello, ma troppo pochi i posti auto: va bene limitarli, ma è impensabile che solo una famiglia su due abbia la macchina, specie in una zona periferica.
    Chi vi abiterà finirà per parcheggiare alla milanese un po’ ovunque.

  6. Alessandro

    Sono d’accordo, e mi sembra un dettaglio non da poco.
    A Precotto e dintorni è un fiorire continuo di cantieri, in cui si sono concesse cubature enormi.
    Siamo qui a parlare di piste ciclabili, mezzi pubblici e futuro, ma a me, da non addetto ai lavori, è chiara solo una cosa: al Comune interessa aumentare la densità di popolazione sul territorio. Poi le conseguenze, chissene…

  7. Attilio

    Progetto sballato perché orientato Nord-Sud che collega il nulla al nulla mentre in quella zona doveva valorizzare il potenziamento dell’asse Est-Ovest tra Precotto e Greco/Bicocca. Inoltre ma quando gli architetti la smetteranno di cercare di imporre stili di vita alla gente?

  8. Und Tschüß!

    Se si pensa che l’area Bicocca, Pirelli, Falck si aveva CARTA BIANCA e guardiano cosa hanno fatto… occasioni perse come tutte le altre zone industriali dismesse. Tutte zone che andavano semplicemente lasciate a verde completamente.

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