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Milano | Trasporti: 75 milioni di euro per Malpensa e Linate

Con un un finanziamento di 75 milioni di euro, Cassa Depositi e Prestiti supporta il piano di sviluppo di Sea per gli aeroporti di Malpensa e Linate.

Mentre i due aeroporti cittadini cercano di recuperare il terreno perduto in questi mesi, e il periodo vacanziero in questo senso aiuta, arriva una buona notizia per i piani di sviluppo di Sea, che con un prestito di 75 milioni di euro trova le risorse finanziarie per adeguare le infrastrutture e migliorare la qualità dei servizi e della sicurezza.

I due aeroporti insieme rappresentano asset fondamentali per l’economia del Paese, trattandosi del secondo sistema aeroportuale in Italia con oltre 35 milioni di passeggeri nel 2019 (circa il 18% del traffico passeggeri totale del Paese). Gli aeroporti di Malpensa e Linate sono inoltre identificati come nodi strategici della rete TEN-T europea. “Con questa operazione – commenta Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti – Cdp conferma di essere in prima linea nello sviluppo infrastrutturale del Paese, anche nella fase di ripartenza dopo il COVID-19. Riteniamo infatti che il settore aeroportuale, fortemente impattato dall’emergenza sanitaria mondiale, costituisca un settore strategico e di primaria importanza per il rilancio del Paese. In particolare, gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, rappresentano snodi fondamentali del traffico aereo nazionale e il finanziamento di Sea consentirá di migliorarne le infrastrutture e la qualitá dei servizi”.

Proprio in questi mesi, Linate sta subendo un profondo restyling (l’anno scorso di questi tempi era chiuso per i lavori sulla pista e sulle infrastrutture air-side) e con il termine dei lavori e l’apertura della M4 si presenterà presto più comodo e ancor più connesso con la città.

Anche Malpensa, che nel biennio 2018 2019 ha macinato incrementi di passeggeri a 2 cifre sta pensando al proprio futuro e sono notizie di pochi giorni fa la presentazione del Masterplan 2035 e la conferma dei lavori per connettere la stazione del Terminal 2 con la linea del Sempione (fine lavori 2024)




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Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


24 thoughts on “Milano | Trasporti: 75 milioni di euro per Malpensa e Linate

  1. Anonimo

    Sempre più convinto che Linate vada chiuso da qui a 10 anni. Al suo posto un enorme parco e un nuovo quartiere progettato totalmente pedonale, senza auto, con perno sulla nuova metropolitana.
    Malpensa finalmente hub del nord Italia, con voli a lungo raggio che servono all’economia del paese

    1. Geopolitica milanese

      Si certo, per poi avere una città dormitorio senza più alcuna attività all’interno destinata alla decadenza e costretta per ogni attività a spostarsi altrove a chilometri di distanza. Le città dormitorio non hanno futuro, ed anzi la tendenza futura per le città internazionali se vogliono competere a livello europeo e mondiale sarà quella di portarsi sempre più attività all’interno, grattacieli, commercio, fiere, industrie 4.0, strutture di storage e data center, logistica, aeroporti, stadi, palazzetti, mercati all’ingrosso, centri commerciali/divertimento/sport o vie commerciali/divertimento/sport come hub dei quartieri (popolati da molti lavoratori in smart working) ecc. Oltre naturalmente a popolazione per alimentare le strutture suddette. Lo smartworking e la scarsità di risorse della terra farà in modo di assecondare questa tendenza, perchè le risorse della terra sono poche e non ha senso spostare 3 milioni di persone di Milano in aeroporti a 60 km di distanza per voli europei e italiani di un’ora/un’ora e mezzo, con eccessivo consumo di petrolio, ferraglia automobilistica e ferroviaria oltre alle inutili perdite di tempo che sono direttamente proporzionali al consumo inutile di risorse. La parola d’ordine è strutture e infrastrutture a km zero. Di voli a lungo raggio dopo il covid se ne vedranno ben pochi in Italia, ed anzi la tendenza sarà concentrarli su pochi hub europei, quindi Linate diventa fondamentale per l’accessibilità intercontinentale di Milano. Già ora Airbus afferma che il suo core business è la famiglia degli a320, cioè gli aerei a medio raggio, tutto il resto, aerei a lungo raggio compresi, è noia. La suddivisione del mondo post-covid in aree geopolitiche circoscritte e in gran parte autonome (per diminuire il consumo inutile di risorse), Usa-Inghilterra, Europa a guida tedesca, Russia e Cina, farà il resto. Per Milano e l’Italia l’accessibilità rapida a tutte le zone dell’Europa sarà più importante di quella intercontinentale, e quindi un city airport come Linate è un valore aggiunto (in entrambi i casi), perchè muove e connette il valore aggiunto economico/finanziario Italia-Europa e non quello prevalentemente turistico. Rsipetto a questa tendenza in atto ci sono gruppuscoli economico/finanziari/nazionali che possono mettersi di traverso e continuare a far consumare al mondo e a Milano risorse inutili, però questa volta sembra che il “livello superiore” non si farà influenzare e procederà alla costituzione di un mondo in senso evolutivo e non anti-evolutivo dove l’economia è pompata da stupidi e inutili consumi per arricchire i gruppuscoli di cui sopra di turno che tra l’altro per invidia e interessi personali spesso bloccano e frenano popolazioni,città e continenti, e quindi l’evoluzione umana. Ergo, oggi, a livello geopolitico Linate è più strategico di Malpensa e Orio, Linate è la ciliegina sulla torta…

      1. Anonimo

        E rinunciare alla possibilità di avere un enorme Parco Est che inglobi tutto il parco Forlanini, tutto l’Idroscalo e buona parte dell’area dell’aeroporto?

        Direi che possiamo fare a meno dei business jet e concentrare tutto a Malpensa, migliorando la velocità del Malpensa express che potrebbe portare i businessman in centrale/Porta Nuova in anche meno di 30 minuti

    2. Anonimo

      No potrei essere più d’accordo. Non ha senso avere tre grossi aeroporti a 50km un dall’atro. ( MPX-LIN-BGN . Si crea solo inefficienza e capacità di fare sistema, proprio come attirare voli di lungo raggio.

      MPX potrebbe essere collegata a Cadorna con un treno veloce in poco più di 20 minuti.

  2. marco

    Linate è fondamentale per Milano! Quale altra città al mondo può vantare un city airport come il nostro a 15 minuti dal centro della città?? Assolutamente da tenere e da migliorare!

    1. Anonimo

      Caro Marco, ti sei risposto da solo: quale altra città al mondo ha fatto la stupidaggine di mantenere attivo il suo city airport così a lungo? Solo noi.
      Hanno sbagliato loro o abbiamo sbagliato clamorosamente noi?
      Linate non ha futuro, non è ampliabile e non è ulteriormente migliorabile.

  3. Lindbergh

    Io prend(ev)o un volo alla settimana ad ore antelucane e partendo da Milano est c’e una differenza enorme qualsiasi sia la soluzione di trasporto (auto privata, taxi o trasporto pubblico) più di un’ora di differenza senza traffico

    Comprendo l’esigenza di ridurre il numero di aeroporti per aumentare le dimensioni di uno ma non sottovaluterei gli sforzi necessari per aumentare la capacità di Malpensa. Lo scorso anno di questi giorni, a Linate chiuso, Malpensa era un disastro ciclopico.

    Chiaramente a condizioni di trasporto pubblico competitivo in termini di tempo e di infrastrutture aeroportuali raddoppiate a Malpensa l’idea di avere un parco ancora più esteso sarebbe molto gradita.

    Lo sviluppo della MM4 e il rifacimento di Linate mi fanno dubitare che l’aeropo avrà vita breve…

    1. Anonimo

      E se proprio la metropolitana segnasse la futura dismissione di Linate? Dove si troverà, a scali ferroviari completati, un’altra zona così appetibile di sviluppo urbanistico?
      Secondo me succederà prima o poi la stessa cosa che è successa con la vecchia fiera, via il vecchio aeroportino piuttosto inutile e spazio a nuovo sviluppo.

      1. Anonimo

        Sarà una combinazione di cose.

        L’appetibilità della zona per SEA (ossia il Comune) di farci un sacco di soldi trasformandola in altro.
        La fine del concetto di “hub” (gli A380 e 747 da riempire col traffico in transito da mezzo mondo son tutti in dismissione)
        Un nuovo modo di volare (il ridimensionamento del viaggio “business” a causa delle nuove tecnologie)

        Sarà un processo lungo, ma non credo Linate vedrà ulteriori rimodernamenti dopo l’attuale e andrà a spegnersi nel giro di 25/30 anni.
        Già adesso col Covid non ha mostrato gran resilienza e non fosse stato “obtorto collo” per tenere a galla Alitalia, sarebbe rimasto chiuso ancora a lungo.

        1. Anonimo

          Aggiungiamoci anche la concorrenza con il treno. Tra qualche anno parecchie citta francesi, svizzere e tedesche saranno più facilmente raggiungibili in treno che in aereo.
          Già oggi volare su Roma è quasi un controsenso rispetto all’av

  4. lisander

    pensare di chiudere linate che a breve verrà collegato al centro città in meno di 10 min, e che finalmente dopo decenni di inerzia assoluta vede importanti opere di riqualificazione e ampliamento è pura e demenziale follia; Linate come ho piu’ volte ribadito in qs. blog è e continuera’ ad essere l’aeroporto di riferimento della città, a soli 7 km da San Babila; Linate è una grandissima risorsa, soprattutto per i viaggiatori business ed in parte anche leisure; avere tre aeroporti relativamente vicini non è uno spreco, NY per es. consta di 3 aeoporti nell’area metropolitana, e nessuno è in competizione con l’altro, occorre solo stabilire efficaci e sensate regole di “ingaggio” da parte delle compagnie aeree, che di fatto esistono già (MXP voli intercontinentali a lungo raggio e voli leisure, low cost, BGY voli low cost, LIN voli business e quindi collegato alle capitali europee e alle città di business), il concetto di hub-carrier è ormai desueto e l’emergenza COVID-19 ha dato un ulteriore mazzata alle grandi major del trasporto aereo; MXP deve puntare ad avere un traffico intercontinentale basato su aerei a bassa capacità e grande autonomia (vedi Boein 787-7 Airbus A321LR,A330 Neo ecc.), che permettano di volare su lunghe tratte con meno passeggeri rispetto agli A380 e 747; occorre uscire dal concetto di voli feeder che apportano passeggeri perche’ almeno in italia L’Hub non esiste piu’, MXP ha un bacino potenziale di utenza enorme che comprende buona parte della Lombardia, il Piemonte orientale, e il Canton Ticino ed è su questo che deve puntare; aggiungo altresi che se chiudere Linate significa regalare l’intero sedime aeroportuale agli appetiti di costruttori senza scrupoli per farne l’ennesimo finto nuovo quartiere residenziale alla Truman Show, beh allora mi tengo Linate e la storia aeronautica della città!

    1. Anonimo

      Ma ci sei mai stato a Linate? È grande come una piccola Esselunga e ha senso giusto per farti fare scalo a Londra, Parigi o Francoforte a prendere un volo a lungo raggio che non puoi prendere a Malpensa proprio perché in troppi fanno scalo in altre città europee, facendoci perdere un sacco di tempo.
      Si è deciso di non decidere, si è fatta fallire almeno tre volte la nostra compagnia di bandiera e ora ci godiamo i risultati: uno schifo di aeroportino sotto casa che ci fa perdere competitività e attrattività internazionale. Indifendibile.
      Ben venga un nuovo quartiere con tanto verde, la città di quello ha bisogno, case relativamente economiche e parchi. A Milano bastano e avanzano 2 aeroporti.

      1. Geopolitica milanese

        A Milano di aeroporti ne bastava uno solo, Linate chè l’unico al centro della Lombardia, e quindi equidistante da tutta la Lombardia. Solo che per vendere più auto, consumare più petrolio, e appaltare più treni e aerostazioni, vendere più posti auto dei parcheggi, ne hanno creati altri due: Malpensa e Orio. Ma i tempi dello spreco di risorse inutili sono finiti, ergo bisogna puntare sull’aeroporto imposto dalla geografia, Linate. Questa si chiama evoluzione e non involuzione da spreco di risorse inutili.

    2. Anonimo

      @lisander
      In realtà Linate fa 8milioni di passeggeri, stabili e che non cresceranno per problemi di rumore, slot e spazio.

      Metà son voli nazionali (quasi tutti in perdita) e metà europei di cui circa 2/3 verso i grandi hub e quindi in buona parte per coincidenze intercontinentali.

      E’ un equilibrio fragile.
      Basta uno spostamento ulteriore del traffico nazionale sul treno, una compagnia erede di Alitalia che debba fare soldi e non perderli, la riduzione strutturale del traffico “business” e una ulteriore evoluzione tecnologica degli aerei più piccoli come autonomia intercontinentale per cambiare tutto.

      Per le compagnie aeree è ormai difficilissimo fare soldi e se l’equilibrio salta sicuramente Malpensa con la sua massa di 30 milioni di passeggeri e costi per operare più bassi sarebbe l’unica superstite.

      Non succederà adesso o fra 5 anni, ma succederà.

    3. Anonimo

      A New York hanno 3 aeroporti per gestire 130 milioni di passeggeri, non i 50 scarsi di Milano+Bergamo 🙂

      Perchè altrimenti anche la Calabria dall’alto dei suoi 2 milioni di abitanti potrebbe giustificare di avere….3 aeroporti.
      Aspetta, ma la Calabria ne ha 3 di aeroporti.
      Bandiera bianca.
      Suggerisco quindi di rivitalizzare anche Brescia Montichiari per le merci e Parma per il bacino sud Lombardia già che ci siamo 😉

      1. Andy77

        Anonimo 11:31: sei un mito! In poche parole hai distrutto papelli in difesa di un aeroporto ormai anacronistico.
        Ovvio che Linate dovrò rimanere in piedi almeno 20/30 anni dati i lavori di ammodernamento ma la strada ormai è tracciata.
        Se fossimo a Berlino avremmo ancora Tempelhof….invece i Berlinesi hanno deciso di metterci un parco….
        PS mi attendo i soliti argomentare che il nuovo aeroporto di Berlino non è ancora finito e che dai tedeschi non abbiamo nulla da imparare…..

  5. lisander

    assolutamente d’accordo con la precisa analisi di Geopolitica milanese,la società odierna, la congiuntura economico sociale e non ultimo una ritrovata ecosostenibilità impongono in molti casi un cambio di paradigma e quindi a livello infrastrutturale, strutture snelle e smart, che riducano i tempi di percorrenza e le procedure di gestione, come nel caso degli aeroporti, quindi ben venga (anche se con colpevole ritardo) la rinascita di Linate, vero valore aggiunto dell’economia meneghina (e non solo), ma anche collettore e volano di sviluppo dell’economia lombarda che grazie all’apporto di MXP e BGY fanno “sistema”convogliando nella ns. regione tutte quelle energie e risorse necessarie allo sviluppo economico.

  6. Lisander

    la Lombrdia mi risulta essere il motore trainante del paese e come tale ha estremo bisogno di infrastrutture efficienti, vero NY rappresenta uno stato federato e i propri interessi commerciali, ma come ho detto la Lombardia oltre che essere il motore economico del paese e altresi’ una delle regioni piu’ industrializzate D’Europa che quindi necessita di infrastrutture efficienti.Linate rientra tra queste e non volerlo capire è pura miopia. Montichiari potrebbe assorbire il traffico courier di BGY, visto che ormai è saturo e dare spazio a ulteriori futuri ampliamenti dell’aerostazione; di aeroporti inutili l’italia è piena, ma non certo in Lombardia, che ha bisogno di tre aeroporti , a cominciare da Linate

  7. lisander

    Vorrei aggiungere a quanti denigrano Linate e si augurano la sua chiusura, che il problema legato al “drenaggio dei passeggeri verso altri scali, quindi segnatamente Parigi CDG, Londra Heatrow, Francoforte, Madrid, Amsterdam, Bruxelles, avviene anche da Malpensa poichè le compagnie che volano su questi Hub, servono sia Linate che Malpensa, quindi non si tratta di cannibalizzare Linate a favore di Malpensa, ma di creare su MXP il giusto network di destinazioni che ne consenta un efficace rilancio (che peraltro c’è già stato, vista la crescita superiore di pax su MXP, rispetto a LIN, ante COVID e ante bridge 2019).Il Traffico su MXP, è in costante crescita, grazie e soprattutto alle compagnie low cost, ma non solo, ben vengano quindi futuri investimenti finalizzati a un continuo miglioramento e connettività sul territorio di MXP, ma non osate toccare Linate, che per inciso si spera, potrebbe tra qualche anno essere collegato tramite M4 alla futura stazione di interscambio di Segrate Porta Est e quindi all’Alta Velocità Ferroviaria, nonchè alle linee Suburbane e regionali di Fs.

    1. Anonimo

      Nessuno vuole toccare Linate.

      Ma tempo 15/20 anni sarà moribondo da solo, i tempi cambiano. Senza i voli nazionali Alitalia e con il traffico business per gli hub europei in diminuzione, non rimane molto per il piccolo terzo scalo di Milano.

  8. Davide

    Video call e smart Working
    abbatteranno gli spostamenti Business ,
    con un grosso risparmio per le aziende.

    Le conclusioni a voi.

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