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Milano | Malpensa: 2035, i progetti per il futuro

Presentati i progetti di Malpensa 2035. Intanto che si cerca di recuperare faticosamente la normalità, si pianifica l’aeroporto dei prossimi 15 anni.

Presentato il Piano di sviluppo di Malpensa per i prossimi 15 anni che come si evince dai render pubblicati sul sito del ministero dell’Ambiente sarà più moderno e avveniristico anche se dovrà fare a meno – per ora – della terza pista. Si punta tutto su un minore consumo di suolo e sull’ottimizzazione degli spazi già a disposizione di Sea, con un focus particolare sul raddoppio dell’attuale Cargo city. Un volo completamente nuovo avrà invece l’area intorno al Terminal principale, e nell’area di parcheggio sulla quale si affaccia il mastodontico hotel Sheraton, dove è prevista l’edificazione di un Business District.

Airport city – un business district al servizio di Malpensa

Il mondo dell’aviazione civile sta(va) vivendo, al netto del Covid-19 che ha di fatto arrestato l’interno comparto, un periodo di enorme sviluppo e Malpensa ha registrato negli ultimi anni crescite mensili a 2 cifre portando il sistema aeroportuale milanese allo stesso livello di quello romano, che gode della presenza di Fiumicino. A questa crescita si accompagna la necessità di dotare gli aeroporti di molteplici servizi complementari che saranno quindi sviluppati in un vero e proprio comparto immobiliare situato dove ora è situato il parcheggio denominato P3 (i posti auto verranno in larga parte interrati)

La sua vicinanza al T1, consente di creare un polo sinergico fra sviluppo aeroportuale e sviluppo di funzioni a vocazione urbana collegate al trasporto aereo, in linea con gli esempi di “airport cities” già realizzati in altri contesti europei.
Questa nuova area ha una superficie complessiva di circa 110.000 metri quadrati. e si prevede che proprio qui nasca in nuovo quartier generale di SEA.

Nuova vita per il Terminal 1

Per il 2035 si prevede di rimettere mano al Terminal 1 con un ampliamento sviluppato verso Sud e con un nuovo molo  destinato ai voli Schengen anche in funzione dello sviluppo del network ipotizzato per i prossimi tre lustri

Sempre a supporto della crescita prevista è stata pianificata la nascita di un quarto satellite a complemento dei tre esistenti che in alternativa potrebbero essere sviluppati ed ingranditi – soluzione a dire il vero non ottimale, soprattutto per l’operatività dei voli.

Una Cargo city sempre più grande.

Il Masterplan prevede anche un importante sviluppo dell’area cargo al fine di garantire un’adeguata capacità delle infrastrutture destinate alla gestione del traffico merci, coerentemente con i significativi incrementi stimati nel medio e lungo periodo dei volumi di merce servita. L’area individuata per la realizzazione dei nuovi fabbricati è adiacente all’attuale Cargo city, a sud del sedime aeroportuale, al fine di ottimizzare le infrastrutture esistenti e consolidare la vocazione di questa area. Il Piano industriale prevede 3 nuovi edifici cargo “di prima linea”, ciascuno avente una superficie di ingombro a terra pari a circa 15.000 metri quadrati e un’altezza massima pari a 15 metri.

Il Masterplan ha pianificato anche lo sviluppo di nuove strutture cargo di “seconda linea”, fino a un massimo di nove nuovi edifici non direttamente affacciati sul piazzale ma comunque adiacenti alle infrastrutture aeroportuali esistenti.

Si ipotizza infine la realizzazione, all’interno del sedime aeroportuale esistente, di un nuovo Centro servizi destinato agli autotrasportatori: risponde all’esigenza di potenziare l’area operativa della Cargo City mediante la fornitura di alcune funzioni (parcheggi, officine meccaniche, punto di ristoro) frequentemente richieste dagli utenti. Lo schema di sviluppo prevede la realizzazione di alcuni fabbricati di dimensioni relativamente contenute e di un vasto piazzale di sosta dei veicoli pesanti.

Si ringrazia Malpensa24.it per le sempre preziose informazioni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


43 thoughts on “Milano | Malpensa: 2035, i progetti per il futuro

  1. Anonimo

    Tutto molto bello ma quando ci decideremo a chiudere Linate? Un aeroportino inutile e sfigato che drena traffico verso altri aeroporti concorrenti e frena lo sviluppo di tutto il nord Italia.
    Linate dovrebbe diventare un enorme parco unito al forlanini, con un nuovo grande quartiere residenziale moderno a zero emissioni.

  2. Anonimo

    Concordo che Linate a parte il valore affettivo ed il fatto che per metà dei Milanesi ed il 90% degli Alti Dirigenti di SEA sia più comodo, non abbia molto senso.

    Però non capisco perchè a Malpensa non costruiscano una monorotaia T1 T2 interna all’aeroporto. A tenere così separati i terminal, è quasi come se di aeroporti ne avessimo due diversi pure all’interno dello stesso.

  3. Anonimo

    Mi sembra assurdo far espandere di nuovo la Malpensa.
    si dovrebbe far sviluppare prima Linate e Orio.
    La zona di Malpensa è protetta nel parco del Ticino

    Almeno hanno tolto la inutile 3 pista

    1. Anonimo

      Concordo: l’area attorno a Malpensa ha un elevato valore dal punto di vista naturalistico e andrebbe preservata. Ammodernamento e razionalizzazione degli spazi esistenti sono la chiave di volta per uno sviluppo sostenibile.

    2. Si Tav

      Caro anonimo delle 19.48, è proprio grazie agli imbecilli come te che l’Italia è ostaggio di politiche obsolete.
      Senza contare che, visto che non sai un cazzo di aviazione civile, dovresti rimanere in silenzio e parlare di cose più futili, meglio se con gli amici al bar.

      1. Anonimo

        però so capire che il territorio circostante non sarebbe in grado di sostenere i altri passeggeri.
        Con il bridge si è arrivati al limiti e ha mostrato che le infrastrutture del aeroporto esistenti sono (quasi) sufficienti.
        Ma dove si riescono a mettere le nuove macchine?
        E i treni?
        Via Saronno i treni sono già ogni 30 minuti.
        Nella proposta linea via Gallarate a oggi(e per i prossimi anni) non è praticabile.
        il limite di treni lo si è già raggiunto.

  4. Anonimo

    Ma il Terminal 3 che doveva sorgere tra le due piste è sparito dai radar? (Tanto per stare in metafora)

    E del restyling del terminal 2 non ci dite niente?

    1. Anonimo

      E la nuova versione della terza pista? (parallela all’area cargo)
      Più che “progetti per il futuro” sembra “downsizing del futuro” 🙂

  5. Francesco De Collibus

    Linate è una meraviglia, Malpensa è il male assoluto, l’aeroporto di Milano a una distanza siderale da Milano, un errore madornale, una catastrofe

      1. Ale

        Condivisibile o meno, la realtà è che Linate è un piccolo aeroporto circondato da centri abitati, senza NESSUNA possibilità di crescita.

        1. Anonimo

          Esatto…Malpensa aeroporto nella brughiera, non ci sono più le mezze stagioni e marzo marzo pazzariello un giorno sole e un giorno ombrello….

          1. Anonimo

            una volta qui era tutta campagna, la macchina nera d’estate è un forno e al mare la sera un golf serve sempre

        2. Anonimo

          Se cortesemente mi dici come si chiama la fermata della metropolitana che serve CDG e su che linea sta perché io non la vedo su nessuna mappa della metro di Parigi…

          A CDG ci arriva solo la RER che è come le nostre linee S, metro zero

          1. Wf

            Il problema vero è paragonare “le nostre linee s” con la Rer.

            Parliamo di trenord…

          2. Anonimo

            Anche se poi io ho ricordi molto peggiori dei transfer tra i terminal di CDG e della RER che del Malpensa Express

          3. wf

            Posso anceh darti ragione ma la stazione dei treni a Malpensa hai visto che roba è??

            Mancano pure le indicazioni sui binari…

            Ma senza polemica proprio.

            Solo Willie Il Coglione (che non sei tu ndr) difende il servizio ferroviario Trenord..

      1. Joe

        Sono d’accordo con te, anonimo delle 18.19.
        Nonostante la M4 sia in arrivo, penso che Linate vada chiuso o destinato ai voli privati.
        In alternativa potrebbe essere creata una grandissima area destinata allo sport e al tempo libero. Ossia dove andare in particolare durante le assolate giornate estive o gli uggiosi fine settimana invernali

    1. Jo

      Linate ha il problema di essere in mezzo ad un’area densamente abitata. Per chi non lo sapesse anni fa ci furono varie proteste da parte dei comuni della zona per il rumore causato dagli aerei in fase di decollo. Pensare di puntare ancora su Linate è sbagliato.

      Il “problema” della distanza di Malpensa è assolutamente risolvibile: migliorare i collegamenti su ferro, in termini di frequenza e collegamenti, come succede ad esempio ad Amsterdam, dove dalla stazione SOTTO l’aeroporto di Schipol si raggiunge TUTTA l’Olanda e il Belgio (almeno la parte settentrionale) nel giro di 3-3.30 ore. Malpensa potrebbe davvero diventare l’hub del nord/nord-ovest, basterebbe solo fare dei collegamenti veloci e decenti. Ad esempio, Torino, Genova, l’asse della Via Emilia e l’asse verso Venezia potrebbero essere collegate già da domani senza troppe spese infrastrutturali (grossomodo buona parte delle linee esiste già, con alcune eccezioni). A provare un azzardo, si potrebbero addirittura fare dei servizi internazionali decenti (la S50 ogni ora per Lugano-Bellinzona da sola non basta) con la Svizzera, specialmente la parte più prossima al confine, che potrebbe trovare più utile volare da Malpensa anziché dover raggiungere Zurigo. A livello regionale, ipotizzare dei collegamenti passanti da Malpensa aiuterebbe eccome e amplificherebbe di fatto l’area servita dall’aeroporto a zone come il mantovano ed il bresciano.
      Malpensa avrà i suoi difetti (e ne ha), ma non mi sembra una buona ragione per arrendersi e buttar via tutto

      1. Joe

        Caro quasi omonimo Jo, finalmente un intervento intelligente.
        Ho letto troppe vaccate da parte dei caproni che urlano se la Sea strappa un filo d’erba o che dicono che mio dovrebbe rimanere così, magari con un po’ di pittura (arcobaleno, va da sé) e un paio fi pannelli luminosi. L’intervento di WF è pure cretino e off topic more solito.
        Sono d’accordo con te, ovviamente., caro Jo

  6. Anonimo

    Il vero problema di MPX è che realisticamente si può volare direttamente verso pochissime rotto intercontinentali. Fino a quando non si risolverà questo problema e per farlo MPX deve diventare un hub ( di conseguenza sottrarre traffico a Linate ) l’aereo porto non decollerà mai e con esso la città di Milano. Avete presente quante occasioni Di business stiamo perdendo proprio per la mancanza di collegamenti intercontinentali diretti con le più grandi capitali mondiali ?

    1. Anonimo

      E’ sbagliato dire che Malpensa non sia decollato.
      E’ un ottimo aeroporto, abbastanza moderno, ben collegato e nemmeno troppo affollato.

      Certo potrebbe avere più destinazioni intercontinentali, ma qui non è solo un problema di Linate: ad esempio gran parte del mercato Asia è drenato dalla compagnie del Golfo che con Linate non hanno nulla a che fare.

      Il boom del turismo a Milano (che speriamo continui) mostra che Malpensa il suo lavoro lo fa abbastanza bene. Forse aver puntato (forzatamente) su low cost e arabi, piuttosto che su una compagnia classica col suo bell’hub, in prospettiva futura potrebbe non essere del tutto una sfortuna.

      1. Anonimo

        La politica a suo tempo ha deciso di non decidere. Lasciando Fiumicino come hub di Alitalia e lasciando Linate a regalare passeggeri delle aziende del nord agli hub del nord Europa.
        Peccato, è stato un danno enorme che non risolveremo più visto che la nostra compagnia di bandiera è spacciata.
        Linate ha senso come grande parco, e prima o poi ci arriveremo.

        1. Anonimo

          Linate ha senso come city airport sulla falsariga di quello di Londra, sarebbe sbagliato chiuderlo. E’ utile per servire il traffico bizjet, che ha bisogno di essere vicino alla città, e per voli di linea verso destinazioni italiane e aeroporti schengen secondari.

          1. Anonimo

            Cosa ci azzecchino tra di loro traffico “bizjet” (qualsiasi cosa significhi), voli di linea verso destinazioni italiane e soprattutto aeroporti schengen “secondari” lo sa solo chi ha scritto il post 🙂

          2. Anonimo

            Prova a pigiare le ditina su google e magari impari cosa vuol dire il termine “bizjet”. Il resto non te lo spiego nemmeno perchè sarebbe una perdita di tempo dato che se non riesci a capirlo da solo sei evidentemente ritardato.

          3. Anonimo

            Beh il genio che da del “ritardato” agli altri, si è “scordato”:
            1) che le rotte ricche che tengono in piedi Linate sono quelle con i grandi hub Europei (e questo con “bizjet” non c’entra niente).
            2) che i voli verso “aeroporti schengen secondari” a Linate son vietati da almeno 20 anni.

          4. Anonimo

            Infatti se sapessi leggere c’è una virgola nel mio post tra bizjet e voli di linea, non ho mai detto ci fosse un nesso tra i due. Linate può rimanere tranquillamente in piedi servendo aeroporti domestici e schengen secondari. Caro mio ritardato Linate li serve eccome gli scali secondari schengen: Londra city airport, Parigi Orly, Ginevra, Cologna, Stoccarda, Lussemburgo, Malta etc… Il problema per Malpensa è il feedaraggio che viene fatto da Linate agli hub Europei più importanti come Parigi CDG, Londra Heathrow, Francoforte e Amsterdam.

          5. Anonimo

            Se sapessi leggere noteresti che c’è una virgola nel mio post originale, pertanto non ho mai sostenuto che ci fosse un nesso tra traffico di linea e traffico bizjet. Linate può stare benissimo in piedi servendo aeroporti domestici e aeroporti esteri secondari. Si vede che non hai idea di cosa stai parlando, Linate li serve eccome gli scali schengen secondari: Cologna, Stoccarda, Parigi Orly, Malta, Lussemburgo Londra City etc… Le rotte che vanno eliminate sono quelle sui maggiori aeroporti come Parigi CDG, Londra Heathrow, Francoforte, Amsterdam Schiphol etc…

          6. Anonimo

            Ok non te la prendere, non volevo essere antipatico.
            .
            Il mio punto è che un aeroporto sta in piedi se fattura e fa utili per la società di gestione (cosa che nel caso di SEA è fondamentale, non siamo in altre zone d’Italia dove gli enti pubblici sovvenzionano gli aeroporti e le compagnie pur di farli stare a galla).

            Linate è piccolino e costoso e non ha praticamente traffico merci, ma col traffico verso gli hub internazionali fa (molti) soldi. E i soldi non sono solo i diritti ma anche le percentuali su tutte le spese fatte nei negozi e nei ristoranti.

            Personalmente penso che con i voli della scalcinata Alitalia verso il sud e le zone di continuità territoriale o verso i pochi aeroporti in deroga al decreto che prevede collegamenti solo con le capitali EU (che è dove si trovano gli hub), non si andrebbe lontano.

            Il traffico business degli aerei privati poi è argomento del tutto diverso e di certo non tiene in piedi lo scalo commerciale.

    2. Anonimo

      Mah secondo me è un problema relativo.

      La maggior parte dei viaggiatori a lungo raggio preferisce fare uno scalo e pagare di meno, e ormai vale anche per i viaggi di lavoro

      Una volta che i collegamenti diretti ce li hai sulle destinazioni principali, non è che ti serve avere un volo non stop per Kathmandu o Bogotà per essere un hub

  7. Anonimo

    Esatto…Malpensa aeroporto nella brughiera, non ci sono più le mezze stagioni e marzo marzo pazzariello un giorno sole e un giorno ombrello….

  8. wonty

    Mi domando se quelli che dicono che Malpensa è lontano da Milano abbiano mai preso un aereo in vita loro fuori dall’Italia..Tutti gli aeroporti di rilievo internazionale (JFK, CHARLES DE GAULLE, GATWICK, STANSTED, HEATROW, ect…..) sono a distanza tra i 45 minuti e l’ora dal centro città. Lo dico per esperienza diretta….JFK anche più di un’ora.

    E’ logico che un aeroporto di portata intercontinentale che si rispetti non può far volare sulla testa della gente continuamente Airbus A 380, piuttosto che Boeing 747-8.

    Se non avete il confronto con il mondo al di là delle Alpi…tacete.

  9. GArBa

    i collegamenti con Malpensa sono facili e veloci, dalle principali stazioni ferroviarie ed interconnessi con il passante ferroviario e le metropolitane. chi parla di diligenze vive negli anni ’90.

    tutto lo sviluppo che si vede nel piano è concentrato in aree già degradate, ovvero aree comprese tra l’aeroporto ed arterie stradali, che non sono naturali nè naturalizzabili per cui non viene sottratto suolo “buono” al parco del ticino.

    la terza pista tornerà forse in auge ma chi ha seguito la storia sa che è stata congelata per non uscire da quanto sopra.

  10. Si Tav

    Ma certi interventi ti risultano spontanei come le stelle alpine su certi pascoli oppure le studi di notte invece di rendere felice la tua donna?
    Anonimo delle 9.06, riprovaci

  11. lisander

    Incredibile, c’è ancora qualcuno che si ostina a voler chiudere Linate o depotenziarlo, proprio ora che sono in corso lavori di ampliamento/ristrutturazione del fabbricato viaggiatori , costruzione di un nuovo hangar ed un hotel; inoltre fra qualche tempo sarà collegato al centro città in 10 min scarsi, e secondo qualcuno sarebbe da chiudere???Ehi dico siete strafatti o cosa?Il ruolo di Linate è ormai definito da tempo, ovvero un piccolo ma efficiente city airport in grado di soddisfare la domanda di voli business per collegare Milano alle principali destinazioni business a corto raggio in Europa (d’altronde Londra ha ben sei aeroporti di cui uno, LCY, praticamente in città e vicino al financial district); in piu il decreto Lupi ha finalmente riportato a Linate destinazioni leisure estive molto richieste e servite dalla ormai asfittica Alitalia; il problema semmai è un altro: l’ingombrante presenza di una compagnia di bandiera, (che di bandiera ormai non lo è piu’ da tempo)che grazie a regolamenti anacronistici e privilegi assurdi detiene buona parte degli slot (circa il 65%), estromettendo di fatto le altre compagnie e operando in regime di assoluto monopolio (sulle rotte nazionali è l’unico vettore a operarle); MXP, va detto è fisicamente troppo lontano dalla città e i tempi di percorrenza, per quanto siano stati fatti sforzi ammirevoli da parte delle ferrovie per avvicinarlo alla città rimane comunque troppo lontano. Pensare oggi di creare un Hub è anacronistico e folle anche perchè non esiste un hub-carrier che apporterebbe con voli feeder passeggeri da altri aeroporti (vedi debacle air Italy); dehubbing di Altalia e la fallita esperienza di Lufthansa Italia chiusa dopo un anno, hanno fatto si che Mxp sia stato equiparato ad aeroporti meno blasonati ma altrettanto virtuosi nell’attrarre traffico (vedi BGY),non a caso Easyjet prima e Ryanair poi hanno creato qui le loro basi (quella di Easyjet la seconda nel Continente dopo Londra).Il futuro ancora un volta è delle low cost che con il loro modello di business virtuoso e efficiente apportano passeggeri creano indotto e permettono a tutti di volare; le grandi Major, ahimè Covid o non Covid si vedono costrette a tagliare o ridurre sensibilmente i loro operativi; è notizia di qualche giorno fa che un’altra low cost (Wizzair, la quarta in Europa per volume di traffico) ha creato una sua base a MXP, e me ne rallegro,ma dico e concludo che mai e poi mai MXP potrà sostituire LIN, che anzi mi auguro possa tornare a crescere ripetendo i fasti del passato.
    Lunga vita a Linate!!

    1. lisander

      di un po’ ma chi è il caprone e a chi è rivolto il commento? Sei forse un esperto di aviazione civile o pianficazione territoriale e urbanistica?Abbi almeno il coraggio e la decenza di argomentare i tuoi miseri e inutili commenti!
      Ah, dimenticavo, sei forse un sinistro radical chic?
      Fammi sapere

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