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Milano | Acquabella – Il bosco incantato sul mercato coperto di piazza Fusina

Il mercato coperto dell’Acquabella in piazza Fusina è diventato un piccolo bosco incantato diviso in due, da un lato il paesaggio autunnale-invernale e dall’altro il paesaggio primaverile-estivo.

Si sono conclusi i lavori per la riqualificazione dei muri esterni del mercato coperto di piazzale Fusina con evocativi disegnirealizzati dallo street artist Cristian Sonda.

La parte pittorica ha previsto lo sviluppo di un murale bucolico che rappresenta un bosco, la cui visione cambia cromaticamente e concettualmente durante le stagioni dell’anno, all’interno di questo background che è l’opera preponderante del dipinto, sono state inserite delle figure nello stile dell’autore, che aiuteranno la lettura del murale e l’interazione con esso.

L’ispirazione è venuta naturalmente osservando il luogo in cui è inserito il mercato, una piazzetta circondata da alti platani, già un bosco naturale che ora si fonde con il murale delle pareti.

Il bosco è anche simbolo di un ecosistema complesso da preservare, non barattabile e sfruttabile a fini commerciali.

Il progetto, supportato dal Municipio3 – Comune di Milano, ha puntato a rivalutare sia l’estetica di questo storico mercato, ma anche la funzione sociale. Nasce così l’idea di un murales che smuova le menti dei cittadini e sottolinei l’attenzione dei cittadini verso il nostro pianeta e l’ambiente. Dopo un’iniziale fase preparatoria, di pulizia e ristrutturazione della struttura esterna, rovinata da anni di abbandono, l’artista Cristian Sonda si è dedicato alla realizzazione vera e proprio del murales in tutte le pareti di cinta dello stabile e alla ristrutturazione delle insegne “Mercato Comunale Fusina”.

Qui il video (https://youtu.be/EsTHjO4zlAs)

Adesso attendiamo una riqualificazione del contesto e dell’interno.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Acquabella – Il bosco incantato sul mercato coperto di piazza Fusina

  1. Anonimo

    Quasi tutte le zone di Milano dove sono presenti diversi alberi sono stupende. Ancora non capisco come mai nonostante i vari proclami per una Milano più vivibile questa giunta di alberi in città ne anni piantati ben pochi. Onde evitare fraintendimenti da parte di quelle persone che difendono i nostri governanti per partito preso, mi riferisco a vie e piazze in città e non ad arbusti piantati in parchi, zone rurali o bordo tangenziale.

    1. Anonimo

      In realtà tutte le piazze che hanno realizzato e che realizzeranno sono state caratterizzate da un aumento di alberi. Lo stesso in altri angoli che saranno sistemati. A me sembra che sia lei quello contro a priori.

      1. Anonimo

        Ma prima di scrivere se è fermato un attimo a contare quanti alberi sono stati piantati in quelle poche piazze ristrutturate in questi 5 anni ? Le assicuro che gli alberi caduti con l’ultima nevicata delle scorse settimane sono molti di più. Per non accontentarsi di poco ( problema tutto italiano) si faccia un giro per qualche capitale europea per capire cosa vuol dire un piano di piantumazione serio in ambito urbano

    2. Anonimo

      Piantare alberi al posto di asfalto e cemento non è una cosa semplice e costa parecchio. Il suolo può essere non adatto, con un intrico di sottoservizi da spostare (condotte del gas, fibra ottica, acqua ecc) o per via di strutture sotterranee (stazioni metro, parcheggi, cantine..)
      Se fosse più economico e veloce lo si farebbe di più. Ecco la risposta.

      1. Anonimo

        Quindi perché ha un costo maggiore (che scoperta) non piantiamo alberi dove ce n’è bisogno ma li piantiamo in parchi e zone agricole ?

        Sono sicuro che concorda che me che quindi tutte le promesse e proclami di una città più verde e a misura d’uomo sono solo retorica.

        Benissimo se non ci sono i soldi (ma non credo si tratti di questo) per piantare nelle zone bisognose, ma allora basta con i proclami e le attività di marketing basate su rendering

      2. Lorenzo Lamas

        Secondo me invece il vero problema non sono i soldi che mancano ma il fatto che per piantare alberi sia necessario intaccare posti auto. Se metti alberi devi togliere auto dalle aiuole sterrate. Se metti alberi magari devi allargare marciapiedi e devi restringere la carreggiata e quindi di nuovo meno posti auto.
        Belli i disegni ma con il resto in quelle condizioni il miglioramento sembra poco incisivo.

    1. Anonimo

      Io penso che in 5 anni sono stati piantati ramoscelli spelacchiati , “alberi” è un insulto chiamarli, se poi la maggior parte non viene realizzato un sistema di irrigazione non servono a molto credo, per quanto riguarda gli alberi caduti, pochi ne sanno che il nostro sindaco la affidata a una società senza bando pubblico la gestione della potatura, pochi interventi effettuati in 5 anni, strano…..

  2. Wf

    Ok l’esterno.

    Ma l’interno del mercato è rimasto agli anni 10.

    Andrebbero tutti ristruttrati bene dentro e fuori e non una semplice bomboletta di vernice.

    I disegni sono bellissimi cmq.
    Ma siamo lontani anni luce dai mercati coperti di Barcellona o Parigi

    1. V.

      A Milano si dovrebbe chiarire il ruolo dei Mercati Comunali.

      Possibile che non possano diventare l’equivalente al coperto dei mercati in mezzo alla strada che ogni settimana costellano la città?

      Sembra invece che non ci sia alternativa al chiamare l’imbianchino (più o meno glorificato in “street artist”) e lasciare a morire l’interno.

      Ancora più strani sono mercati coperti come quello al Giambellino, che è diventato una gigantesca tavola calda che ha assorbito quasi tutta la superficie.

  3. Maurizio

    La rivisitazione pittorica è bellissima, complimenti all’autore.
    Indipendentemente da ciò, occorre dire che questi mercati sono vecchi “dentro”, non recuperabili con un semplice maquillage esterno.
    Andrebbero infatti ristrutturati completamente, come si sta facendo con quello di piazzale Lagosta, rendendoli permeabili verso la piazza, per esempio prevedendo posti per consumare i prodotti all’esterno.

  4. Anonimo

    Infatti per evitare inutili rimbalzi, stile se mettiamo alberi bisogna togliere posti auto, creando i soliti 2 partiti avversari: gli integralisti del verde a tutti i costi e gli automuniti a tutti costi, ecco , dicevo: IL PUBBLICO / IL COLUNE / LAREGIONELOMBARDIA(sic!) cosa dovrebbe fare? illustrare una strategia per il futuro. E convincere tutti con studi, dati, proiezioni, VISION. Come? SPIEGANDO/COMUNICANDO un progetto da qui ai prossimi 30 anni; con i valori che si hanno a cuore per le generazione presenti e future. E dando soluzioni a tutti i bisogni – DI TUTTI i cittadini/utenti. Finche’ lasciamo speculare su Milano solo i palazzinari che pensano unicamente al valore al metroqubo e che chiaramente se ne infischiano del ragionamento macrourbano…..Milano, ecco sarà sempre piu’ quel cesso di città che è diventato. E con la crisi che è dietro l’angolo è un attimo che da cesso si trasformi in cloaca….E stiamoti a contare il numero di alberi, stiamo! Mah!

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