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Milano | Centro Storico – Collegamento M3-M4: 9 minuti a piedi e all’aperto

E’ stato illustrato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 gennaio, durante una commissione consiliare online, il progetto che trasformerà l’area di via Pantano e vie limitrofe, per “collegare” in superficie la futura stazione della M4 Sforza-Policlinico, con la stazione M3 di Missori a circa 350 metri di distanza, la qual cosa naturalmente non ha convinto l’opposizione in Consiglio.

In sostanza si prevede la pedonalizzazione di un tratto di via Pantano e il rifacimento di alcune strade tra via Sforza, via Larga e Largo Richini, per permettere una sicura “passeggiata” di circa nove minuti a piedi tra le due stazioni Missori e Sforza-Policlinico. Forse, in parte, è meglio così, piuttosto di avere un collegamento metà in tunnel e metà in superficie come si era visto in questo articolo.

Come previsto, la farsa del mancato collegamento tra la nuova linea blu e le altre metropolitane (anche il collegamento con la linea verde e rossa lascia alquanto perplessi come avevamo già tempo fa spiegato in questo articolo), oramai sembra più un “contentino” da dare agli utenti, piuttosto che una vera e propria soluzione valutata seriamente.

In origine il collegamento doveva avvenire con la stazione di Crocetta (qui un altro articolo in cui ne parliamo) passando in un tunnel sotto il policlinico e a poca distanza dal teatro Carcano, ma è storia ormai di una decina d’anni fa, poi non se n’è più fatto nulla. Ultimamente si era valutato di creare un tunnel (vedere questo articolo) che percorresse in sotterraneo via Pantano da piazza Velasca, per giungere nei pressi di Largo Richini e consentire un più breve tratto all’aperto per giungere alla stazione Sforza per chi dovesse cambiare linea (e viceversa). Ora questa bella novità che non ci sarà più alcun tunnel (cosa che, a dire il vero, già si paventava).

Pianificare il collegamento tra le due linee del metrò, come ha ammesso l’assessore alla Mobilità Marco Granelli: “non sarebbe stato facile perché le due linee non si incrociano nelle stesso punto ma seguono due tracciati diversi”. I due progetti che prevedevano di effettuare uno scavo (a cielo aperto e sotterraneo) sono stati scartati dall’amministrazione per i costi elevati (sopra i 30milioni di euro) e per l’impatto archeologico che avrebbero potuto avere sulla zona (qui si trovava un laghetto in epoca romana e un cimitero nei pressi della Basilica di San Nazaro). “Per questo abbiamo optato per una soluzione di collegamento quasi integralmente in superficie, con una piccola parte di scavo che viene fatta per poter allungare lo spazio sotterraneo della stazione di Missori e portare l’uscita all’altezza di via Pantano”, ha spiegato l’assessore. “Il progetto prevede la riqualificazione di via Pantano e l’ambito che congiunge via Larga a via Sforza, spazi che oggi sono parzialmente sotto utilizzati”, ha proseguito Granelli.

Il piano, che costerà circa 10milioni, prevede la pedonalizzazione della parte finale di via Pantano fino in Piazza Velasca con la mobilità di servizio e di accesso al parcheggio solo lungo la parte iniziale della via e l’istituzione di una Ztl in via Sant’Antonio per permettere la continuità pedonale dalla fermata M4 alla fermata M3, che verrà dotata di una nuova uscita, più o meno all’altezza del largo tra le vie Pantano, Larga e Chiaravale, per accorciare le percorrenze in superficie rispetto alle intersezioni e garantire “continuità pedonale” senza dover attraversare la strada.

Inoltre tutta la zona sarà ripavimentata, saranno piantate 30 alberature, inserite sedute in pietra, tavoli da studio e panchine. Circa cinquanta posti auto a pagamento saranno eliminati e in parte riconvertiti per recuperare 40 stalli per i residenti. Mentre saranno 65 gli stalli moto che andranno persi in via Pantano, ma verranno in parte recuperati in due punti adiacenti. “Avevamo studiato tutte le possibili alternative, l’esplorazione è stata davvero a 360 gradi. Questa è la soluzione che permette di realizzare un collegamento pedonale insieme alla riqualificazione di un’area di pregio”, ha spiegato Fabio Terragni, presidente di M4, sottolineando che si tratta di una soluzione “sub ottimale”.

Qui di seguito i rendering e le suggestioni del progetto in raffronto con la situazione attuale.

Qualche commento dalle opposizioni, cominciando da Gabriele Abbiati, consigliere comunale della Lega, che ha commentato: “Ero convinto di essere alla presentazione di un collegamento tra due metropolitane, invece mi sono ritrovato a una lezione sulla riqualificazione dell’esistente. Questo collegamento così com’è fatto per me non è un collegamento. I nove minuti di collegamento, che sono già tanti, saranno sicuramente molti di più per chi percorrerà il tratto sotto la pioggia e con borse e valigie. Da tempo chiedo di poter vedere lo studio sullo scavo cieco per capire perché non si può fare”. Anche il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca Corrado si dice “perplesso sul senso del progetto”. Mentre il consigliere di Milano in Comune, Basilio Rizzo, chiede se “dato che non si tratta di un vero collegamento, è proprio necessario spendere questi soldi della collettività per realizzarlo?”. Granelli ha replicato che “questo progetto oltre a permettere il collegamento tra due metro, consente di collegarsi agevolmente alla Statale di Milano e di riqualificare una parte importante della città di Milano”. 

Aggiungiamo noi: bella la riqualificazione dell’area, che è sempre ben accetta, ma la mancanza di un collegamento diretto tra le due fermate, è veramente una enorme pecca, l’ennesima occasione sprecata. Poiché ci piace essere ottimisti e propositivi, non disperiamo che in futuro si possa riprendere il discorso e fare un collegamento pedonale serio e sotterraneo. Noi già una mezza idea per una proposta in tal senso l’abbiamo e magari la esporremo in un prossimo articolo.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


66 thoughts on “Milano | Centro Storico – Collegamento M3-M4: 9 minuti a piedi e all’aperto

  1. Luca

    A me piace anche il nuovo collegamento della M3 Con la M2 in Duomo, tramite il percorso pedonale da piazza Duomo a Cadorna lungo via dei Mercanti, via Dante, Piazza Castello.
    Bisognerebbe proporglielo a Granelli a cui piace prenderci in giro con 10 milioni di soldi che non sono i suoi.

    1. Anonimo

      Anche il collegamento M5/M1 tramite isola, porta nuova brera e montenapoleone è molto piacevole.
      Ma rimaniamo umili e non chiediamo 10 milioni

      questa cosa qui è la risposta a TUTTI quelli che zittiscono le critiche dicendo “sono solo rendering, sono esperti sapranno bene cosa fare loro etc etc”

      Sta cosa qui sarà dimenticata quando vedremo cosa combineranno su scalo Farini e Romana, ma rimane davvero un macchia.

      Era meglio se avessero detto: abbiamo scazzato, chi ha fatto il primo piano non ha fatto i calcoli.

      Detto questo, a questo punto non sarebbe meglio sistemare anche il passaggio verso crocetta, allargando marciapiede e fare senso unico come si discuteva tempo da su facebook?

      o fare un’uscita di crocetta dietro al carcano cosi davvero la passeggiata all’esterno è di pochi minuti?

  2. Albe

    Bella riqualificazione. Non c’è collegamento diretto ma il mezzo tunnel non aveva senso. Spunta qualche albero in centro! Qualche aiuola in via Pantano non guasterebbe ma probabilmente spunteranno locali con tavolini. In via Larga l’uscita M3 sarà comodissima ed anche là gli alberi servivano.

  3. Vergognoso

    Vergognoso… una giunta fallimentare che però i più non colgono… 10 milioni poi per rifare due panchine ed una strada ? Mah

      1. _

        Non sarà una giunta fallimentare ma sul più colossale investimento che si è trovata a gestire (il miliardo e mezzo di euro di MM4), ha fatto cilecca.

        Era un tema da lavorarci giorno e notte, non una piccola scocciatura cui dedicare qualche tweet rassicurante e poi alla fine una ciofeca come “soluzione”.

    1. Anonimo

      Già in campagna elettorale? Stiamo ai fatti, il DPCM 22 ottobre 2008 ha previsto la M4 tra gli interventi necessari per l’Expo 2015. Chiediamoci chi ha progettato la M4, chi ha stipulato contratti blindati e quando please..

  4. Joe

    Usando il metro di “pensiero” di questa giunta, anche malpensa collegata con tutte le linee di metropolitana.
    Basta uscire dal Terminal 1 o 2 e poi incamminarsi verso milano, un po’ nel verdecdel parco del Ticino e un po’ tra capannoni. Dopo 2h e 20′ ci si ritrova magicamente alla fermata di Rho Fiera della M1.
    Questi vanno mandati a casa. E chi vota PD è complice di questo inganno
    Vergogna!!! Buffoni. Capre

    1. Anonimo

      Si ma informarsi prima di sparare fesserie? Questo progetto è nato così quando c’era la destra in Comune quindi la smetta di scrivere falsità, lo sappiamo che siamo in campagna elettorale ma almeno abbia un po’ di onestà intellettuale.

      1. Anonimo

        Due punti fermi:
        1) E’ un progetto di Albertini.
        2) Pisapia e Sala di loro non ci han messo niente. Nemmeno risolvere in modo decente un collegamento sbagliato.

        1. Andrea

          Se Albertini avesse fatto il progettista, oggi a Milano saremo pieni di metropolitane perfette. Purtroppo però ha deciso di fare il sindaco e ora ci ritroviamo una città piena di traffico e di piazze devastate da parcheggi e box.

          Si potrebbe suggerire a Sala di farsi progettare la M6 da Albertini, basterebbe solo verificare che non ci metta un box al posto del bigliettaio al mezzanino e sono sicuro che sarebbe perfetta.

  5. sta su de doss

    Un tunnel così lungo potrebbe avere problemi di sicurezze e costi alti di mantenimento. Il collegamento a cielo aperto è l’occasione di sistemare finalmente quella parte di Miano abbandonata da mezzo secolo. Meditate.

  6. Anonimo

    È davvero una presa in giro. Meglio dire la verità: non ci sarà nessun collegamento.

    Che poi se davvero il tunnel costava 30 milioni come possono preferire una pedonalizzazione che costa 10 milioni?

  7. Alberto

    Per fare 350 m non ci vogliono 9 minuti neanche se si cammina sulle mani. Al massimo 5. Poi sinceramente meglio farsi due passi all’aria aperta piuttosto che in un tunnel sotterraneo tipo talpa

    1. Anonimo

      Evidentemente il concetto di rottura di carico ti è sconosciuto…

      Prova a informarti (Google è gratis) e scoprirai perché questo tipo di non-collegamenti sono un problema per l’efficienza del sistema (ovunque nel mondo, mica solo a Milano).

    2. Fausto

      Bravo, commento semplice e pertinente: 350 m. Cosa sono? Mezza maratona? E poi basta buttare tutto in politica. È uno stupido errore di progettazione di anni fa. Unica cosa sono i 10 milioni di spesa che giudico scandalosi!

        1. Anonimo

          Ma certo, oggi come oggi cosa vuoi che siano 10 milioni, manco ti compri una casa a St.Moritz, tant’è che è inutile dichiararla…

    3. Andrea

      Mettendoci dentro scale e tornelli, vuol dire 6 minuti e mezzo. Non 9, d’accordo, ma si può sostenere chesu questo tema questa giunta, così come la precedente, sono state totalmente inefficaci?
      Questa in particolare, sempre su questo tema, ha fatto veramente una figura di melma.
      E lo dico con dispiacere e rammarico, perché è una giunta che sostengo. Ma non riesco a negare l’evidenza.

  8. Common Wisdom

    A prescindere dal fatto che il vero errore, e madornale, è stato fatto in fase di progettazione…. quasi 20 anni fa…

    Tra l’altro mi ricordo che anche a S. Babila all’inizio le stazioni non erano vicine, poi venne fatta una variante di progetto.

    Comunque, se il punto è davvero risparmiare…

    Perché spendere per scavare una nuova uscita all’angolo di via Albricci, quando dalla M3 ci si mette meno tempo uscendo in piazza Velasca e tagliando su via Laghetto attraverso il porticato, come fanno da decenni gli studenti della Statale?

        1. Anonimo

          Mauro, o chiunque tu sia, ti stai comprendo di ridicolo: dove sperate di arrivare con questa raffica di messaggi? Ve lo ha detto la Bestia di mettervi alla tastiera?

  9. Fausto

    Bravo, commento semplice e pertinente: 350 m. Cosa sono? Mezza maratona? E poi basta buttare tutto in politica. È uno stupido errore di progettazione di anni fa. Unica cosa sono i 10 milioni di spesa che giudico scandalosi!

      1. L.

        Oltre che mettere faccine ti va di andare a leggere chi ha accettato questo progetto nel 2008? E, prima ancora, chi ha dato il via libera a non progettare un collegamento tra le due stazioni? Cosa dici?
        Prima di leggere polemiche inutili, io non difendo questa giunta in questo preciso caso perché avrebbe dovuto lottare fino all’ultimo per ottenere questo collegamento sotterraneo. Non lo ha fatto e ha fatto male. Detto questo la colpa originale è della giunta Albertini e poi di quella Moratti che hanno firmato questo progetto vincolando il Comune.

        1. _

          Son passati più di DIECI ANNI!

          Hai una vaga idea di quante varianti in corso d’opera son state approvate da allora?

          Lasciami camminare in pace fino a Crocetta, che non è neanche lontana.

          Spernacchiando Sala e Pisapia, i Sindaci che non furono in grado ci collegare tra loro la metro di Linate con quella della Stazione Centrale e Rogoredo. Perchè il progetto l’aveva pensato… Gabriele Albertini 🙂 🙂 🙂

          1. Andrea

            Gabriele Albertini… Avrebbe potuto diventare un progettista di fama internazionale ed invece ha scelto di fare il sindaco per costruire parcheggi e riempire la città di traffico. Che peccato.

        2. daniele

          La Moratti è statao ogettivamente l’unica a cercare di porre rimedio alle idiozie approvate dalla giunta Albertini contenute nei progetti presentati dai privati per M4 e M5. Per la M5 la Moratti ha spinto perché ci fosse un cambiamento di quell’aberrzione che era il nodo di Garibaldi, dove cisarebbe stata una M5 da Bignami a Garibaldi scavata alla setssa quota del tunnel della M2 e poi una M6 da Garibaldi a San Siro. Per la M4 il progetto originario prevedeva che la linea svoltasse direttamente da corso Monforte in Visconti di Modrone senza interscambuio neppure con la M1! E’ stata la Moratti a chiedere una variante per farla arrivare a San Babila. La terza questione era l’interscambio M3-M4 che non è riuscita a risolvere nei suoi 5 anni di mandato. Poi però ci sono stati 5 anni di mandato a Pisapia e quasi altrettanti di mandato a Sala e nel doppio del tempo avuto dalla Moratti i due Sidnaci del centrosinitra non sono riusciuti a rissolvere neppure la metà dei problemi risolti da chi li ha preceduti. Dico questo non per polemica politica, non me ne frega niente, ma per mettere un po’ le cose al loro posto.

  10. Andrea

    A giudicare dalle metropolitane già costruite sembra che non sia affatto semplice scavare sotto i palazzi.

    Tutte le metropolitane attualmente presenti a Milano passano sempre lungo le strade e quasi mai sotto i palazzi. La M3 fa solo un piccolo tratto tra Missori e Duomo, la M2 passa sotto un palazzo tra Lanza e Moscova, la M1 invece segue sempre un tracciato lungo le vie della città (passa per un breve tratto sotto il castello Sforzesco).

    Il tracciato della M4 già prevede un lungo tratto tra Piazza Tricolore e via Francesco Sforza che passa sotto diversi palazzi storici.

    E’ probabile che i costi sarebbero lievitati enormemente se si fosse deciso di scavare vicino alle fondamenta della Torre Velasca e poi da Missori passando sotto diversi palazzi storici fino a via Molino delle Armi.

    Non è detto che sia un errore di progettazione. Anzi, è colpa dei Romani che hanno costruito male la città 🙂

  11. Anonimo

    Peccato per il mancato collegamento. Nulla vieta però che si possa fare in futuro, magari sulla più vicina Crocetta, con un cambio ai vertici del Policlinico che ha sempre negato gli spazi (senza essere complottisti, ma andatevi a vedere chi ha negato la possibilità di usare i sotterranei del Policlinico..)

    Ottima invece la grande pedonalizzazione che ci regalerà questo intervento, notevole davvero, con questa e con le pedonalizzazioni di zona San Babila, Durini, Corso Europa e Castello finalmente avremo un centro storico degno per le Olimpiadi del 26.

      1. Andrea

        Perché scavare un tunnel da 400 metri tra le fondamenta della Torre Velasca e diversi edifici storici che rispetta tutte le norme di sicurezza (bocche di areazione, uscite di emergenza) non è una cosa irrilevante.

        Penso sia più o meno lo stesso motivo per cui hanno deciso di non far passare la metro direttamente a Missori o a Crocetta: avrebbe dovuto passare sotto ad una quantità di edifici storici impressionante e i costi di progettazione sarebbero lievitati enormemente.

        1. daniele

          Le fondamenta della Torre Velasca non c’entrano un tubo e comunque non sono un problema visto che ci hanno costruito accanto l’intero mezzanino della M3 Missori. L’unico eventuale problema potrebbe essere qualche ritrovamento archeologico in prossimità dell’abside di San Nazaro in Brolo. Ma i ritrovamenti archeologici sono una quatione piuttosto ordinaria nella costruzione di infrastrutture sotterranee in città storiche e si risolvono molto facilmente. I costi sono palesemente una scusa. L’assessore parla di 30 milioni e dice, pertanto, che ne spenderà solo 10 per il (non)collegamento in superficie, risparmiando 20 milioni. La M4 costerà 2 miliardi e Milano sta investendo altri 2 miliardi tra impermeabilizzazione della M2 (440 milioni), prolungamento della M1 a Monza-Bettola (250 milioni) ed estensione della M5 a Monza (1 miliardi e 250 milioni). Direi che 20 milioni su 4 miliardi di investimenti, nella città più ricca d’Italia non sono e non devono essere un problema.

          1. Anonimo

            Molto corretto il riferimento all’entità delle spese in discussione.

            L’unica cosa che penso si debba considerare è che amministrazioni comunali guidate da Albertini, Moratti, Pisapia e Sala non abbiano trovato la soluzione tecnica per una connessione razionale delle due linee. E specialmente i tecnici non politici che avranno svolto tutto il lavoro per valutare le alternative.

            Non credo che viviamo circondati da incapaci. Ma forse sono troppo ottimista…

  12. Gerardo Zuccalà

    è assurdo che non si possa fare un sottopasso, ma se creassero 2 nuove stazioni nell’intersezione tra la Blu e la gialla? Nella M3 tra missori e crocetta e nella M4 spostare policlinico un po pi ad ovest

  13. Marco Longoni

    Però le modalità di costruzione M4, tramite PF col costruttiore che ha mani libere o quasi, sono state decise due amminstrazioni prima, ed erano di un altro colore.
    A Cesare quel che è di Cesare.

  14. daniele

    A me pare una scelta incomprensibile. La questione dei costi è chiaramente una scusa risibile: stiamo parlando di una differenza di 20 milioni tra la soluzione del non-collegamento presentata da Granelli e quella – che dovrebbe darsi per scontata – del collegamento tra due stazioni di metropolitana di due linee diverse. Una cifra ridicola se si pensa che il costo della M4 è di circa 2 miliardi e che a Milano sono in corso o in procinto di essere cantierizzati almeno altri 2 miliardi di investimenti sulla reste metropolitana: 1 miliardo 250 milioni per M5 a Monza, 250 milioni per M1 a Monza-Bettola e 440 milioni per impermeabilizzazione della M2. E, nella città più ricca d’Italia, 20 milioni sul oltre 4 miliardi per integrare pienamente la M4 nella rete sarebbero l’ostacolo? Ma davvero?

    Tutto è ancora più grave alla luce del fatto che il problema era sul campo almeno dai tempi della seconda giunta Albertini e che mentre la giunta Moratti in 5 anni è riuscita a correggere le altre storture di M4 e M5 (nodo Garibaldi e mancato interscambio di San Babila) le due giunte successive non sono riuscite a trovare soluzione a questo problema pur avendo a disposizione quasi 10 anni e con un extra-finanziamento di 262 milioni di euro ottenuto nel 2018 (che avrebbe dovuto servire anche agli extra-costo del collegamento Missori-Sfroza Policlinico).

    M3 è la linea che serve le due stazioni Alta Velocità di Milano, M4 collega l’aeroporto e, in futuro, anche una nuova stazione Alta Velocità sulla linea per Venezia (Segrate). Insieme a M2 sono le linee su cui con più facilità viaggieranno persone con bagnagli, trolley, ecc. e sembra davvero pessima l’idea di costringerle a farsi 6 rampe di scale mobili e 350 metri di camminata all’aperto (sotto il sole concente e nell’afa estiva, come sotto pioggia battente o freddo invernale), a tacere delle persone anziane o con problemi di mobilità. Di fatto significa abolire il collegamento tra le due linee.

    9 minuti per chi si sposta in metropolitana sono un’enormità, più di quanto non ci si impieghi a fare da Loreto a Duomo o da Missori a Centrale, per dire.

    Una decisione a mio parere davvero pessima appena addolcita dallo specchietto per le allodeole della pedonalizzazione di via Pantano. Speriamo che qualcuno vi ponga rimendio nel corso della prossima sindacatura.

    1. Andrea

      Detesto questo modo di pensare un po’ demagogico per cui sono i sindaci a progettare e a trovare gli errori di progettazione delle metropolitane.

      Comunque volendo stare al tuo gioco la Moratti nel sistemare il collegamento di M5 con garibaldi ha creato extra costi mica da ridere ad ATM che ora si ritrova un curvone stretto stretto che richiede grande manutenzione dei binari e una riduzione della velocità di crociera.

      Per andare da Linate a Stazione Centrale, anche con il tunnel sotterraneo tra Sforza e Missori, conviene comunque scendere a Forlanini FS e fare due fermate di treno, per andare a Garibaldi stessa cosa: si cammina di meno e si impiega meno tempo.

      1. Anonimo

        Visto che il Sindaco amministra i soldi dei contribuenti, non credo che sia demagogico pensare che dovrebbe essere sua cura che due linee della metro che si costruisce sotto il suo mandato si parlino fra loro.

        Ma lasciando stare Sala, che tanto è Santo a prescindere…. basta cambiare a Sant’Ambrogio e arrivare a Centrale con la M2.

        E per Rogoredo cambiare a San Babila con la M1 e poi con la M3 a Duomo: se piove è l’unica cosa sensata da fare.

        1. Anonimo

          I tecnici di Albertini e della Moratti sono probabilmente quelli di Sala salvo una più percentuale andata in pensione.

          È un vero peccato che due linee che si intersecano non abbiano un semplice collegamento sotterraneo, ma è legittimo pensare che la soluzione non sia banale come sembrerebbe.

          C’è gente competente che temo ne capisca più di tutti noi che commentiamo.

          Direi lo stesso a parti invertite dal punto di vista politico… ma la campagna elettorale deve esser le partita

      2. daniele

        @Andrea. Detesto chi non legge e mette in bocca agli altri affermazioni che gli altri non hanno mai compiuto. Non ho scritto che i sindaci progettano alcunché; ho scritto invece che le giunte sono responsabili delle decisioni prese o non prese nel corso del loro mandato dall’amministrazione che governano. Riesci a capire che c’è una differenza o è troppo sottile?

        Gli extra-costi della curva sono un errore tecnico e non politico. La decisone politica è quella di dare mandato ai tecnici di trovare una soluzione all’allucinante proposta precedente del consorzio di far “schiantare” la M5 sul manufatto di stazione della M2 a Garibaldi, costringendo i passeggeri provenienti da Bignami a scendere, “scavalcare” la M2 e risalire su un’altra linea (M6) per proseguire in direzione San Siro… una roba da deficienti. Così come da defincienti era la prima proposta di M4 senza intersezioni né con la M3, né con la M1. Se poi per attuare quella decisione poltica i tecnici progettano una curva che, una volta realizzata, si rivela sbagliata, nulla di quell’errore è imputabile al decisore politico, mi pare di un’evidenza lapalissiana.
        Infine, non ho affatto parlato di tragitto Linate-Centrale (è piuttosto raro, peraltro, che uno scenda dall’aereo per salire su un treno Alta Velocità). Ho detto che sul M3 ed M4 (come su M2) è più probabile che ci siano passeggeri con bagagli perché sono le linee che collegano sia l’aeroporto e sia le stazioni A.V. di Milano presenti e future (uno che, per fare esempi qualsiasi, abita dalle parti di Brenta e deve andare a Linate a prendere l’areo oppure che abita in Lorenteggio e deve andare a Rogoredo aprendere il treno). E’ più chiaro così?

        1. Anonimo

          No, non è un’evidenza lapalissiana. Forse l’unica soluzione era una che aveva dei problemi: per cui se il decisore politico va lodato per aver risolto una mostruosità, deve anche accollarsi le critiche per quanto negativo. La somma netta nel caso della M5 e della scelta della Moratti penso sia positiva, ma ciò non vuol dire che il tuo ragionamento fili.

          Nel caso del collegamento M4/M3 può anche essere che, chiunque sieda a Palazzo Marino, non basti dichiarare con voce stentorea “Si faccia!” per superare gli ostacoli tecnici.

          Se potesse bastare la volontà del decisore politico, costui/costei potrebbe dichiarare abolita la legge di gravità e noi potremmo incolpare i fisici (nel senso di esperti della materia, ma anche di corpi umani!) per la nostra incapacità di volare

          Speriamo che un giorno lontano essere esperti di un settore dia più voce in capitolo che l’uno vale uno. E così anch’io sono finito in politica, Managgia…

          1. daniele

            Non è affatto questione di “finire in politica”. Ho esposto la cronologia degli eventi, senza alcuna presa di posizione, anche perché in questo caso (con l’eccezione del quinquennio della giunta Moratti) mi pare che i due mandati del centrodestra con Albertini e i due mandati del centrosinistra con Pisapia-Sala, paria siano nel non aver risolto i problemi di interscambio posti dai progetti presentati dai rispettivi proponenti.

            Non mi pare questa sia la sede per discettare della non neutralità della tecnica e del primato della politca nelle scelte pubbliche (che non c’entra una mazza con l’uno-vale-uno, né, ancor meno, con l’assurdo dell’abolizione della forza di gravità, mi sia consentito di dire). E no, se il decisore politico ha dato mandato di compiere un’azione e la sua attuazione rivela un errore di progettazione, la responsabilità è tutta tecnica e non politica, continua a parermi del tutto lapalissiano. Meglio non fare casino fra i due piani.

            Ciò detto, da quel che si legge nella cornaca della seduta di Commissione in cui la scelta di non collegare M3 con M4, la ragione di tale scelta sarebbe eminentemente di carattere economico. E precisamente, imputabile a una previsione di spesa di “oltre 30 milioni” (30, non 300, 3.00). Posso dire che con oltre 4 miliardi di investimenti in ballo risparmiare 20 milioni (al netto dei 10 che saranno comunque spesi per pedonalizzare via Pantano), pare una giustifcazione piuttosto debole a fronte della rottura di carico che si produce sulla rete e alle relative disfunzionalità? Non mi pare concetto campatissimo per aria. E spiace che – sempre a leggere le cronache – non ci sia stato uno straccio di consigliere a fare qualche domanda più ficccante.

  15. Anonimo

    Il tecnico prepara diverse soluzioni spiegandone vantaggi/svantaggi e costi.
    Il decisore politico sceglie l’opzione che giudica più adatta.

    Non è complesso.

    Il popolino ulula o applaude a seconda che il decisore sia dell’Inter o del Milan

    1. Anonimo

      Ci sarebbe anche da vedere quanto “il popolino che ulula” abbia avuto informazioni: La MM4 è in costruzione dal 2014 ed in progetto da ben prima…

      Adesso l’amarezza ci sta tutta. E con chi te la prendi, col tecnico che fece il progetto 20 anni fa? O con chi continuava a dire “state buoni, ci stiamo lavorando”?

      1. Andrea

        La metti giù come se bisognasse per forza prendersela con qualcuno. Magari se tu stesso avessi parlato con i tecnici avresti preso la stessa decisione di non realizzare il tunnel sotterraneo di 400 metri.

        Non lo sapremo mai se, quando Sala o l’amministratore di turno ha parlato con il tecnico, si è sentito dire che i rischi nella di realizzazione di quel tunnel di 400 metri sarebbero stati alti, che i tempi di realizzazione avrebbero potuto essere molto lunghi a seguito per esempio di muri romani che, secondo i tecnici archeologi, molto probabilmente bloccherebbero la strada. Magari i tecnici hanno avvisato l’amministratore di turno che per aggirare le fondamenta della torre Velasca e degli edifici storici presenti e allo stesso tempo congiungersi in modo intelligente al mezzanino della M3 avrebbero dovuto realizzare un percorso tortuoso che sarebbe risultato di 450 metri.

        In più chiedo: esistono a Milano tunnel sotterranei pedonali di 400 metri? Dove e come sono stati realizzati? Un tunnel pubblico di 400 metri totalmente sotto terra potrebbe avere problemi di areazione oppure banalmente problemi di sicurezza nel senso leghista del termine: il malintenzionato che si nasconde dietro l’angolo cieco, necessario per aggirare le fondamenta di un edificio.

        Io penso che un collegamento serio tra M4 e M3 in quella zona è una cosa così ovvia che anche l’amministratore più colluso o imbranato avrebbe voluto realizzarla per soddisfare il popolino. Purtroppo, come dice il commentatore più sopra, il nostro mondo ha dei limiti fisici ai quali tutti gli amministratori devono sottostare.

        1. Anonimo

          Quello che dici ha senso: ma tu mi tratti come una persona e argomenti e spieghi il tuo punto di vista, anche se non sei d’accordo con me.

          Il Comune no.
          La storia che ormai siamo tutti connessi dal web, siamo tutti umarell e tutti esperti di tutto, sta diventando una scusa per tenerci all’oscuro e buoni e zitti.

          E’ 4 anni che si solleva il punto del collegamento ed è inaccettabile che saltino fuori adesso dicendo: abbiamo scherzato, ci andate a piedi sotto la pioggia, ma il marciapiede ve lo facciamo in pietra. Gioite e non fatevi domande.

  16. Elius

    Continuo a non capire. Una metropolitana si costruisce per decongestionare il traffico e ridurre i tempi spostamenti delle persone facendole preferire l’uso del metrò all’auto. Si possono costruire 15 km di metropolitana e non 400 metri di tunnel sotterraneo. Non capisco come sia impossibile farlo. L’interconnessione fra stazioni serve per ridurre i tempi e quindi rende logica la costruzione della metropolitana. Quindi ancora….perché? Per i costi? Su un progetto come la metropolitana? Non credo

    1. Andrea

      Scavare sotto terra nel centro di una città storica non è una cosa affatto semplice.

      Guarda il tracciato delle 4 metropolitane milanesi già realizzate, il 99% del percorso passa sotto le strade della città o sotto i parchi, quasi mai le metro milanesi passano sotto edifici e quasi sempre passano sotto stradoni molto larghi.

      I percorsi sotterranei devono sottostare a diverse norme di sicurezza (uscite di emergenza, bocche di areazione) oltre che adattarsi alla situazione idrogeologica e devono convivere tra l’altro con le fondamenta e la stabilità degli edifici limitrofi.

      E’ molto più “sicuro” riqualificare ciò che già esiste all’aria aperta e che in ogni caso necessita di riqualifica (a meno che qualcuno non pensi il contrario), inoltre anche chi non utilizza la metropolitana (ciclisti e pedoni) potrà beneficiare della riqualifica delle strade superficiali.

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