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Milano | Sempione – Il “Teatro Continuo” di Burri, orami quasi ridotto come negli anni 70

Rivoluta dalla Giunta Pisapia e da associazioni culturali oltre che dalla Fondazione Burri nel 2014, ricostruita completamente nel 2015 la scultura del “Teatro Continuo” di Alberto Burri campeggia al centro del Parco Sempione ormai da più di 5 anni.

 Il “Teatro Continuo”, l’imponente macchina scenica realizzata nel 1973 per la XV Triennale, dall’artista Alberto Burri, venne smantellata nel 1989 dal Comune a causa del forte degrado in cui versava, suscitando la dura protesta del maestro, il quale annunciò che non avrebbe mai più esposto a Milano.

La ricostruzione (a costo zero per il Comune) nel 2015 del “Teatro Continuo” – sei quinte di acciaio alte sei metri sopra una base di cemento armato lunga oltre dieci, disposte lungo il cannocchiale ottico che dalla Torre del Filarete porta all’Arco della Pace – è stata progettata e finanziata dalla Fondazione Burri di Città di Castello nella doppia occasione dell’Expo e del centenario della nascita del grande artista (1915-1995).

All’epoca il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia disse: “Questo regalo che Milano riceve è il simbolo di una cultura dinamica e innovativa. Il Teatro Continuo è stato pensato per essere aperto e continuerà a essere così. Torna nel parco, luogo dove è nato, come grande palestra di crescita per le persone, così come avviene negli spazi verdi di Londra e New York. Un Teatro continuo perché non chiude mai, perché vive sotto il cielo, all’aria aperta e sotto gli sguardi di tutti”.

Dal 2015 lo spazio del teatro è stato utilizzato saltuariamente con varie manifestazioni teatrali o di spettacolo (pochissime). Spesso ci sono cittadini che lo utilizzano, forse come intendeva lo stesso Burri, come palco per le loro “prove” o piccole performance, persino in questo periodo di pandemia.

Ma dobbiamo dire una cosa, ogni qualvolta ci avviciniamo al monumento e l’osserviamo attentamente, scopriamo sempre più scarabocchi e sporcizia. Addirittura abbiamo notato che c’è qualcuno che l’ha trasformato nel proprio giaciglio. La manutenzione dell’opera dovrebbe essere stata affidata alla Triennale, che a quanto pare, se ne occupa raramente.

Insomma, vogliamo far tornare questo monumento al livello di degrado che raggiunse negli anni Settanta del Novecento (foto qui sopra)?

Parco Sempione, Sempione, Castello, Teatro Continuo, Monumento, scultura, Alberto Burri, Degrado,

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


23 thoughts on “Milano | Sempione – Il “Teatro Continuo” di Burri, orami quasi ridotto come negli anni 70

  1. Anonimo

    Qualcuno aveva dubbi?

    C’era un motivo se l’avevano smantellato.

    Capisco i mal di pancia degli eredi Burri p, ma andava ricostruito in una sede più adatta, ad esempio il cortile o il giardino di una dimora storica.

  2. Ale

    È li da 6 anni, non è messo male considerato quello che si trova in giro. Quello che serve, come al solito, è manutenzione ordinaria.

    1. Anonimo

      Quindi ce lo teniamo perché potrebbe essere messo anche peggio?? ma che razza di ragionamento è????

      “Potrebbe andare peggio… potrebbe anche piovere” (cit.)

  3. Manuel

    Una delle più conosciute prospettive di Milano è cosa ci mettono in mezzo ? Era stato finalmente smaltellato se proprio lo si rivoleva non si poteva sistemare in un altra area del parco??

  4. Manuel

    Una delle più conosciute prospettive di Milano è cosa ci mettono in mezzo ? Era stato finalmente smaltellato se proprio lo si rivoleva non si poteva sistemare in un altra area del parco??

  5. Anonimo

    SOno degli incapaci al comune. Come è ben evidente da anni. Manutenzione inesistente e si continuano a proporre queste trovate senza scopo se non un incentivo al degrado.

    1. Anonimo

      Quindi ce lo teniamo perché potrebbe essere messo anche peggio?? ma che razza di ragionamento è????

      “Potrebbe andare peggio… potrebbe anche piovere” (cit.)

  6. Anonimo

    Era una schifezza negli anni 70 era ovvio che lo sarebbe stato anche ora, la bellezza o bruttezza sono eterne e trascendo il tempo e i luogi.
    Quindi sta roba faceva schifo prima e fa schifo anche adesso e sarà così per sempre…
    Purtroppo Pisapia ha fatto la scelta sbagliata perchè idelogica.
    Spero che finalmente l’abbia capito, e sinceramente spendere ancora solo 1 euro per ripulirlo sarebbero soldi buttati nel cesso essendo quella cosa un cesso..senza offesa per gli eredi, magari spendete i vostri soldi per qualcosa di più utile alla comunità…

  7. Alessandro

    Ricordo negli anni ’80 il puzzo di piscio e la quantità impressionante di siringhe. Toglieva la voglia di fare ginnastica al parco.

  8. lisander

    Non posso che essere d’accordo con Anonimo delle 14:30, manutenzione latitante a parte ,quel manufatto è semplicemente inguardabile e fuori contesto, compromette (in parte) il canocchiale ottico da Piazza del Cannone all’Arco della Pace,un piccolo ecomostro, diciamo che se ne puo’ fare a meno

  9. Anonimo

    E’ talmente brutto che non c’è uno straccio di Associazione, di Onlus, di vecchietti nostalgici degli anni 70 quando erano giovani, che abbia voglia di perderci due ore al mese per prenderselo a cuore?

    Eppure per cose (teoricamente) di minor conto i volontari si trovano. L’unica conclusione logica e che non importandogliene niente a nessuno, vada rimosso (di nuovo)

    1. Maurizio

      Il Teatro continuo è una di quelle cose che loderemmo a gran voce qualora vista “all’estero” (“.. originale, la gente gente lo usa per improvvisare spettacoli e concerti…” e a seguire fiumi di video) ma che da noi non funziona per una sostanziale inciviltà di base, mai risolta, in continua crescita.

    2. Anonimo

      Magari la Fondazione Burri, visto che hanno pressato tanto per rimettercelo?

      Io l’avrei previsto nell’accordo di ricostruzione… lo rimettiamo ma voi ve ne prendete cura in perpetuo

  10. Anonimo

    Partiamo dal presupposto che il Sempione non è Central Park… è un parchetto relativamente piccolo e meno affari di cemento ci piazziamo, meglio è.

  11. Est71

    era scontato che sarebbe finito in questo modo. Un errore macroscopico proporre di istallarlo nuovamente in quella posizione, ma Milano ha una pessima tradizione in fatto di luoghi dedicati ai suoi monumenti

  12. Anonimo

    Il punto non è se questo ci piaccia o meno, tanto ci sono pareri contrastanti.
    È che questo è uno dei mille casi in cui il degrado viene semi-tollerato: abbiamo una città ricoperta da tag, con escrementi di cane e non lasciati per strada e nei parchi, mozziconi di sigaretta ovunque e spazzatura gettata a caso. C’è sicuramente un enorme sforzo culturale necessario, ma in attesa che questo porti i suoi frutti, un’energica repressione di comportamenti incivili e illegali è una misura ponte necessaria.

    Andate a fare i tag sui muri o a lasciare in giro i vostri bisognini a Zurigo, Stoccolma, Singapore, Madrid e vediamo con che entusiasmo le forze dell’ordine, ma anche il cittadino comune vi tratteranno… e nel caso dei primi vi tratterranno…

    1. Anonimo

      Concordo con lei anonimo 18:25.

      C’è troppa maleducazione dei cittadini e poco controllo e repressione da parte della Polizia e del Comune.

      Questa situazione causa che il bene pubblico è spesso malridotto, vedi:
      – marciapiedi pieni di piscio e cacche di cane
      – piazze e aiuole piene di rifiuti
      – parchi con panchine e giochi taggati
      – sosta selvaggia

  13. livio zangelmi

    Concordo con le proteste dei cittadini per il degrado tollerato dalle autorità colpevolmente. Amo molto questa città e
    vorrei che fosse tenuta civilmente. Ritengo si debba reprimere e sanzionare chi degrada monumenti, muri, edifici, ecc. Informiamoci come riescono altri Paesi a conservare le loro città in modo dignitoso e applichiamo i loro metodi.
    I sindaci e gli amministratori non si ac-
    contentino a denunciare ma a subire il
    degrado passivamente. Convochiamo
    assemblee pubbliche per organizzare
    campagne ed indire azioni concrete.
    Io ci stò ed anzi dò il mio voto a chi agisce e combatte il degrado !

  14. Paolo

    Magari mi ricorderò male, magari me lo sono sognato, ma all’origine del riposizionamento del teatro continuo mi pareva ci fosse stata una controversia tra Comune e fondazione Burri, risolta per vie legali. Il Comune per evitare grane e/o pesanti risarcimenti avrebbe dovuto ripristinare l’ambaradan (ma, da quanto ho letto nei commenti precedenti, a spese della fondazione?); inoltre il Comune avrebbe garantito la regolare e decorosa manutenzione della struttura A SPESE PROPRIE.
    Certo che ad un’occhiata superficiale, ci si domanda quali siano i criteri di ‘decorosa manutenzione’ di certa amministrazione.
    Premesso questo, se me lo togliessero dai piedi e soprattutto dal parco sarei felice.

  15. VinceItaly

    Ricordo la discussione che portammo avanti a lungo su Ssc. Fummo facili profeti di sventura per quest’opera, ricostruita assurdamente nel bel mezzo del “cannocchiale prospettico” del parco, senza ascoltare le molte voci critiche. Non è mai troppo tardi per smontarla, restaurarla e ricollocarla in un contesto più appropriato.

    1. Anonimo

      Penso che sia legittimo non gradire l’opera in sé, oppure la sua collocazione. Ma è accettabile anche l’opinione contraria. Quel che è inaccettabile, lì o foss’anche al Parco di Rogoredo è che di tolleri il vandalismo non tanto verso l’opera, quanto verso beni della collettività

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