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Milano | Navigli – Cantiere pavimentazione Ripa di Porta Ticinese: aprile 2021

Nel gennaio scorso il Comune aveva ripreso il cantiere per la riqualificazione della pavimentazione della Ripa di Porta Ticinese, la strada che corre lungo il Naviglio Grande, già realizzato per buona parte tra il 2016/17.

Erano state eliminate le vecchie rotaie dei tram, ormai inutilizzate da decenni, e livellata la strada all’altezza dei marciapiedi laterali riposizionando i masselli in pietra del pavé. Il tratto realizzato era stato quello che da viale Gorizia giungeva al ponte di ferro (el pont de ferr) di via Pasquale Paoli.

Per cui rimaneva il restante tratto pedonale da via Pasquale Paoli sino al ponte di via Valenza. I lavori dureranno circa un anno, per un costo (come indicato sul cartello) di 393mila euro.

Qui di seguito alcune immagini che mostrano i tratti realizzati sinora.

Ad ogni modo ancora dobbiamo ribadire che i marciapiedi sono stati lasciati in asfalto e, secondo noi, non va bene e non è bello.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Navigli – Cantiere pavimentazione Ripa di Porta Ticinese: aprile 2021

  1. Bruno

    I marciapiedi in asfalto non si possono vedere.
    Potevano anche evitare di posare i masselli come se i binari ci fossero ancora.

  2. Anonimo

    vogliamo il pavè dappertutto, in ogni fottuta singola via, all’interno della circonvala e nelle vie principali a raggio centro-periferia.
    Vogliamo che il tram torni a circolare in ogni via dove passava storicamente, sforza compreso, ma anche ausonio carroccio lesmi e simili. alla bixio insomma

      1. Anonimo

        Specie per le bici… avrò forato un centinaio di volte passando sul pavé milanese neanche avessi corso la Gand-Wevelgem

        1. Anonimo

          Almeno tu in bici sul pavè ci vai… gli altri ciclisti invece tutti sul marciapiede. Meno male che in fondo non son poi molti.

    1. stefano vigo

      Questo tratto è veramente da cartolina, ed in effetti un ripristino degli impianti tranviari, ad uso esclusivo di una Linea Turistica o di Corse Speciali con vetture storiche era assolutamente realizzabile.
      Mi ricordo quando era in esercizio con i Tram della Linea 19 “Negrelli-Roserio”, che il passaggio delle vetture (a senso unico alternato) nella tratta compenetrata aveva un’innegabile fascino nell’atmosfera un pò nebbiosa della vecchia Milano.
      In effetti da una giunta “ambientalista” un ragionamento sul ripristino di qualche tratta Tranviaria ad uso turistico e cinematografico, andrebbe sicuramente fatto.
      Cosa ne direbbe Urban File di una riattivazione di qualche tratta Tranviaria abbandonata? E soprattutto quali avrebbe senso ricostruire?

    2. Andrea

      Quando in bici si incontra il pavé bisogna rallentare ma il pavé è sicuramente percorribile in bicicletta se è ben messo, vicino all’Arco della Pace l’hanno usato per farci addirittura un pezzo di pista ciclabile ed è molto più percorribile delle vecchie ciclabili con crateri e radici sparse in giro per Milano.

      Però non si può riempire tutta la città di pavé, sono necessarie vie dove si può viaggiare veloci e senza saltellare continuamente. Per esempio basta avere un sacchetto della spesa nel cestino e col pavé si rischia di piegare la ruota.

      Il pavé andrebbe messo in tutte le vie turistiche o comunque in tutti quei luoghi che sono considerati “meta” e non vie di passaggio. Allo stesso tempo andrebbero valorizzate tutte quelle vie di accesso al centro già asfaltate realizzando dei comodi percorsi ciclabili.

      A me non scoccia avere il pavé negli ultimi 200 metri di tragitto, sarebbe un delirio invece se venisse messo “in ogni fottuta singola via”. Non si può pretendere che vadano tutti in giro in bici e allo stesso modo non si può pretendere che vadano tutti in giro col tram.

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