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Milano | Porta Venezia Monforte Vittoria Romana – Cantiere Cavo Redefossi: dicembre 2021

Il Seveso per attraversare Milano entra in una galleria, il primo pezzo tra Niguarda e piazza Carbonari, poi il secondo insieme alla Martesana sotto via Melchiorre Gioia, e poi con il nome Redefossi, dai bastioni di Porta Nuova fino a Porta Romana in piazza Medaglie d’oro, per poi svoltare sotto corso Lodi sino a Rogoredo, per poi raggiungere San Donato e finire nel Lambro a Melegnano.

Per il cavo Redefossi, circa 110 anni dopo la sua copertura, il Comune di Milano sta provvedendo da alcuni anni al suo consolidamento, soprattutto per consentire lo scorrere delle acque in modo migliore ed evitare nei prossimi anni le famose e sconvenienti esondazioni del fiume Seveso che nel Redefossi confluisce.

Il lungo intervento iniziato nell’estate del 2019, al canale interrato, è ora nella fase finale che vede i cantieri in viale Piave angolo via Morelli e viale Premuda angolo Pietro Maestri, oltre ad occupare ancora la parte centrale di Piazza Cinque Giornate, mentre il tratto sino a piazza Medaglie d’Oro in Porta Romana è già stato completato. Il tutto per un ammontare di circa 15milioni di euro.

Negli anni precedenti il Comune aveva già consolidato tutto il tratto tra Niguarda e piazza Carbonari, per avere più sicurezza e far scorrere meglio le acque.

Ecco le foto di cosa avviene sotto piazza 5 Giornate a Porta Vittoria, dove, sotto i piedi dei milanesi, scorre il Redefossi, con le acque del Seveso e della Martesana. Il canale è ripulito dai sedimenti accumulatisi nel corso del tempo, recuperando diversi centimetri di profondità.

Come abbiamo visto, la prima parte dei lavori ha riguardato appunto il tratto che scorre sotto viale Monte Nero, tra piazza Cinque Giornate e piazza Medaglie d’Oro, ormai sgomberate dal cantiere. Qui di seguito alcune immagini dei nuovi coperchi per chiusino, prima inesistenti, per consentire un migliore accesso in più punti quando necessario.

I lavori a Bresso per le vasche di laminazione dovrebbero concludersi entro la prossima estate.

Riferimenti fotografici: Comune di Milano

Cavo Redefossi, Seveso, Viabilità, piazza Oberdan, Porta Venezia, piazza Cinque Giornate, Porta Vittoria, piazza Medaglie d’Oro, Porta Romana, Viale Piave, Viale Premuda, Viale Monte Nero, Fiume

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Porta Venezia Monforte Vittoria Romana – Cantiere Cavo Redefossi: dicembre 2021

  1. Pier

    Che peccato interrare tutti questi corsi d’acqua. L’acqua nelle città è fondamentale, crea bellezza e aiuta a raffreddare le cappe di calore estive.
    Inoltre un corso d’acqua nella città, con una passeggiata lungo il fiume, aiuta di molto la qualità della vita e salute mentale degli abitanti. È stato dimostrato che la presenza di “uno spazio blu” in città porti a un miglioramento significativo del benessere e dell’umore.
    Che vergogna la gestione di questa città, come se in passato avessero deciso a Londra di chiudere il Tamigi, a Parigi la Senna e a Roma tombinare il Tevere.

    1. GArBa

      Eviti per favore di creare dei paragoni geografici a intuito. In tutte le città che ha elencato, i preesistenti tributari minori dei fiumi principali sono stati quasi del tutto tombinati in area urbana, esattamente come nel capoluogo Lombardo; i fiumi principali no, vuoi perchè ancora economicamente sostenibili come infrastrutture (con volumi trasportabili commercialmente rilevanti) o semplicemente per impossibilità tecnologica oggettiva (che non ha tuttavia impedito di operarvi modifiche idrauliche, come il contenimento del Tevere). La specificità di Milano è stata storicamente la mancanza di un grande corso d’acqua, quindi è stato tecnologicamente possibile tombinare o canalizzare (quasi) tutto l’esistente naturale, e quindi i navigli artificiali quando il trasporto su di essi è divenuto economicamente non più interessante. Non dico sia giusto o sbagliato, dico che è una tendenza che è esistita in tutto il mondo ed in tutte le epoche.

    2. Anonimo

      E il Nilo al Cairo non vogliamo paragonarlo ai Navigli? E la Moscova a Mosca? E il Mississippi a St. Louis e a New Orleans? Per tacere del Fiume Giallo o Yangtze a Shanghai? Il Danubio a Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado, dove lo mettiamo?

      Sarebbe gradevole avere tratti dei Navigli aperti, ma non paragoniamo questa opzione a quella di città che sono caratterizzate dalla presenza fluviale

        1. Anonimo

          Si ma è fin dai tempi degli antichi Romani che coi “fiumi” di Milano si gioca a spostarli e deviarli. Non stiamo parlando del Tamigi, della Senna o del Danubio 🙂

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