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Milano | Porta Magenta – L’incantevole Via Alberto da Giussano

Nel lussuoso ed elegante quartiere Magenta, a due passi dalle stazioni M1 Concilliazione e Pagano, si trova Via Alberto da Giussano, forse una delle vie più belle di Milano e sicuramente una delle vie da prendere come esempio per una città che ci piace.

Via Alberto da Giussano fu, con ogni probabilità, una delle prime strade del quartiere: ricalcava infatti già una più antica strada che da Porta Vercellina (oggi piazzale Baracca) portava alla Cascina la Colombara (situata dove oggi si incrociano via Tiziano, via Luca della Robbia, viale Belisario e viale Casiodoro); il nuovo nome le venne attribuito con delibera del 7 giugno 1878.

Naturalmente lo sviluppo del quartiere è avvenuto a partire dalla fine dell’Ottocento e inizio Novecento, con bei palazzi della borghesia milanese che lasciavano il centro storico e i vecchi palazzi per nuove case con tutti i comfort dell’epoca.

La via, come si vede dalle immagini, venne sistemata circa venticinque anni fa, con una pista ciclabile lungo i marciapiedi, aiuole e alberature (già presenti). Questa sistemazione dobbiamo dire, è l’ideale per una strada cittadina e ci piacerebbe parecchio che il Comune ne prendesse ispirazione per copiarla un po’ in tutta la città.

Naturalmente abbiamo scattato anche qualche foto in questi gironi d’autunno, che regalano colori meravigliosi.

Qui si trovano anche veri e propri gioielli architettonici come Casa Annoni e Pagani al civico 11, realizzata su progetto dell’ingegnere Erminio Annoni nel 1910. Palazzo Mira 1914, architetto Achille Binda Ingegnere Marino Volpe al civico 15. Villa Orsino Bongi al civico civico 6.

Casa Macchi al civico 16, realizzata nel 1914 su progetto dell’architetto Giulio Macchi e l’ingegnere  e Giuseppe Rusconi Clerici è un vero capolavoro eclettico-liberty e déco. Decori geometrici tipici del periodo déco, ferri battuti liberty, colonnine tortili per le bifore, mascheroni e graffiti rendono la palazzina in mattoni particolarmente riconoscibile nel contesto.

Come dicevamo, i marciapiedi sono suddivisi in due per consentire il passaggio di una ciclabile e separati dalle auto parcheggiate da cespugli e alberature.

La torre realizzata nel 1952 dall’architetto Ettore Rossi al civico 21. Si tratta di un’elegante torretta di 12 piani, arretrata rispetto all’incrocio con via Pagano. Presenta due facciate distinte, bianca verso via Pagano, scandita da ampie vetrate e logge, e un fronte intonacato di rosso sul lato di via Alberto da Giussano.

Purtroppo anche in questa idilliaca strada milanese non possono mancare le auto parcheggiate selvaggiamente sui marciapiedi, così all’imbocco della via, all’angolo con Via Guido D’Arezzo ecco che ogni spazio diventa luogo dove lasciare l’automobile parcheggiate, impedendo il passaggio anche ai pedoni.

Info: “Le Strade di Milano”, Newton Peridici 1991, Pure Milano Photo Project – Sosthen Hennekam

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Porta Magenta, Via Pagano, Pagano, quartiere Magenta, Concilliazione, Via Alberto da Giussano, Architettura, Arredo Urbano, Verde Pubblico,




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


5 thoughts on “Milano | Porta Magenta – L’incantevole Via Alberto da Giussano

  1. R

    Avendo appreso in questo blog che i vigili non servono, considerato che i dissuasori non ci sono e che la gente non si vergogna a parcheggiare così come si fa a togliere quelle macchine dai marciapiedi? Non le tollero più.

    1. Anonimo

      La risposta è semplice ed è: i dissuasori dovrebbero esserci, punto.
      Lavorano H24, non si mettono in malattia e non vanno in pensione. E non vanno neanche al bar a bere il caffè.

      Anzi, dove c’è il parterre alberato, come qui, basterebbe anche il doppio cordolo che è meno invasivo dal punto di vista estetico.

  2. Massimo Losa

    Passo spesso da quella bella via per recarmi a fare una camminata al parco, e anch’io noto il parcheggio selvaggio: simbolo anche della maleducszione civica, visto che a due passi c’è il parcheggio di Pagano. Ben vengano comunque i dissuasori, ma non come li hanno messi nella mia via a pochi passi da lì, via Rasori, dove rendono difficoltoso il transito pedonale e quasi impossibile alle mamme con carrozzina e disabili. Fateci un giretto!

  3. Wf

    Ma questo è jn esempio tipico di come far apparire brutta pure una via bellissima. A Milano ovviamente. Perché a Milano della bellezza non gliene frega un cazzo.

    Scorci romantici rovinati dalle automobili che fanno il c.. che gli pare dovunque e chiunque

    Glielo si lascia fare.

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