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Milano | Isola – Rinnovo Bassi Business Park: dicembre 2021, la nostra visita

Aggiornamento di dicembre dal Bassi Business Park in fase di realizzazione in via Ugo Bassi all’Isola (a ridosso di via Farini). Qui la nostra visita al cantiere in agosto.

Si tratta del rinnovo di edifici realizzati negli anni Settanta del ‘900, rimaneggiati nei primi anni 2000 e utilizzati come uffici da vari conduttori nel tempo, tra cui l’Agenzia delle Entrate oltre che da Generali. Il complesso è in corso di riqualificazione e rigenerazione, verso la sua nuova dimensione di Business Park cittadino con caratteristiche ESG ed edifici ad elevate prestazioni e ridotto impatto energetico, grazie ad un progetto dello studio OBR Open Building Research Srl per il committente Generali Real Estate. Il cantiere sta procedendo per lotti, di cui il primo già consegnato, il secondo lotto con opere prossime alla conclusione, per concludersi con gli ultimi lotti di riqualificazione nei prossimi 3 o 4 anni.

Questa nostra altra visita è avvenuta in un grigio giorno di pioggia; eppure, nonostante il meteo avverso, balza subito all’occhio come le scelte cromatiche del ‘frame’ metallico che ricopre gli edifici siano la parte più riuscita del progetto, oltre a essere quella che maggiormente lo caratterizza. Pur con una luce non particolarmente favorevole, l’effetto delle sfumature cangianti dal color oro al color argento, in una progressione digradante di ogni elemento verticale tra le varie nuance intermedie, è davvero notevole. Non era affatto scontato riprodurre fedelmente nella realtà l’effetto creato nei rendering di progetto. Per farlo, ogni componente metallico della griglia di facciata è stato singolarmente numerato per essere specificamente verniciato con un particolare RAL di colore ed essere collocato in una posizione preordinata, comportando un notevole impegno sia in fase progettuale che in termini di logistica e successione realizzativa.

La scelta progettuale è stata comunque quella di trattare i vari prospetti in maniera differente. Mentre le facciate che danno verso l’esterno dell’area sono caratterizzate da una maglia con una più fitta scansione degli elementi verticali, quelle che guardano all’interno del lotto propongono un reticolo a modulo quadrato, che ha i lati della dimensione dell’interpiano. Similmente anche le lastre di vetro qui hanno la stessa forma e dimensione. L’intenzione è quella di aprire il più possibile la vista da dentro gli edifici a quello che poi sarà il giardino interno che verrà realizzato tra i corpi di fabbrica, in aggiunta agli spazi verdi già esistenti. Altra soluzione ancora per quelli che sono i lati corti delle torri, dove viene semplicemente posizionata una fascia metallica marcapiano e creato movimento nel disegno inserendo infissi di diverse dimensioni con posizionamenti alternati.

Per gli interni si è optato per una soluzione ‘open space’, facilmente riconfigurabile e personalizzabile da chi verrà poi a occupare gli spazi. Uno degli edifici del complesso, infatti, è stato già consegnato al tenant che sta ora autonomamente procedendo al fit-out.

Per consentire questo tipo approccio è stato fatto un lavoro di razionalizzazione di tutti gli impianti tecnici in modo che la loro distribuzione ai piani non fosse di intralcio. In particolar modo sono stati sfruttati i controsoffitti e il pavimento. A tal proposito ci vorremmo soffermare su un dettaglio che riguarda il riscaldamento/raffrescamento degli ambienti che viene operato in modo combinato, non convenzionale. Infatti radianti a soffitto contribuiscono al riscaldamento e climatizzazione degli ambienti, mentre sul soffitto lato corridoio sono posizionati dei fan coil per l’ulteriore contributo invernale ed estivo. I due sistemi qui sono studiati per funzionare simultaneamente, rendendo più omogenea la distribuzione delle temperature fra la porzione interna dell’edificio e quella prossima alla vetrata di facciata.. Questo sistema è stato pensato sia per migliorare il comfort di chi occuperà gli spazi che per cercare di abbassare i consumi energetici.

Come anche già accennato nel nostro precedente articolo tutti gli impianti tecnici, comprese le UTA (Unità di Trattamento dell’Aria), sono stati spostati dalla copertura ad ambienti sotterranei: sia sotto gli edifici, sfruttando seminterrati preesistenti, che in una grande centrale termica centralizzata a servizio di tutto il complesso. Questo ha permesso di liberare lo spazio in cima agli edifici così da renderlo percorribile e sfruttabile da chi li occuperà, come ad esempio creando lastrici solari e spazi ricreativi per gli utenti  con affacci straordinari.

Ormai la prima fase della trasformazione degli immobili si sta avviando alla conclusione e il risultato è molto positivo, valorizzazzione esaltata ancor di più se raffrontata con quanto c’era di preesistente. Non vediamo l’ora che si avviino le fasi successive, che prevedono interventi altrettanto sfidanti, così da riqualificare con nuova architettura di qualità un altro pezzo di città.

Immagini: Marco Montella; Roberto Arsuffi; Duepiedisbagliati 

Bassi Business Park, via Ugo Bassi, Isola, Riqualificazione, OBR, OBR Open Building Research Srl

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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