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Milano | Traporti – Investmenti per i trasporti e il sogno della linea M6

Nuove risorse per il piano trasporti

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala ha annunciato pochi giorni fa che il Governo ha previsto nella Finanziaria nuove risorse per il piano trasporti che il Comune spera possano arrivare sino a 800 milioni. Serviranno per prolungare le linee della metropolitana e far partire i lavori della M1 a Baggio e della M4 a Segrate, per progettare il viaggio della M2 sulla direttrice di Vimercate e per allungare il tragitto della M3 in direzione Paullo. Serviranno anche per dare finalmente corpo al sogno della M6: un’opera considerata fondamentale per la mobilità dell’intero quadrante Sud di Milano, il meno servito da metropolitane, nonostante sia attualmente in grande sviluppo urbanistico. Adesso, dopo quasi 15 anni di ipotesi, può cominciare a vivere almeno sulla carta.

Lo stanziamento statale arriva dall’articolo 132 della legge di Bilancio, con la previsione del reperimento di “risorse per la progettazione e l’acquisto o il rinnovo del materiale rotabile per il trasporto nelle città di Genova, Milano, Napoli e Roma” lungo un arco temporale di 15 anni.

Bisognerà comunque aspettare un decreto del ministero delle Infrastrutture che definirà come e a quali voci assegnare gli investimenti. Ma Palazzo Marino, che non quantifica ancora formalmente gli importi, spera di riuscire a conquistare tra i 700 e gli 800 milioni di euro.

Denaro che servirà per finanziare ulteriormente un elenco corposo che, grazie a un ordine del giorno presentato dal senatore del Pd Franco Mirabelli, include anche l’allungamento della M3 lungo la direttrice Paullese (con ogni probabilità arrivando a Peschiera Borromeo). Un passaggio necessario per l’assessora alla Mobilità Arianna Censi. Come ha dichiarato lei stessa, in questo modo, potenziando le infrastrutture che collegano Milano con la Città metropolitana, sarà possibile ridurre il traffico e il numero delle auto, abbassando anche l’inquinamento e diventando sempre più sostenibili.

Tra i progetti già in stato di avanzamento ci sono:

  • il prolungamento della linea M1 da Bisceglie a Baggio-Olmi – 3,5 chilometri e un investimento di 350 milioni che in parte (210 milioni) è già stato finanziato dallo Stato –
  • altra considerazione da valutare e considerare, è il prolungamento della linea M4 verso Segrate, diventando la porta d’accesso verso Est di Milano. Ricordiamo che finalmente quest’anno sarà inaugurata la prima tratta tra Linate e Dateo
  • per la M2 e la M3 i fondi serviranno per la stesura dei progetti di prolungamento
  • ma la novità, o meglio, la scoperta è per la M6

La linea Rosa

La linea Rosa come ormai è conosciuta, è in studio da diverso tempo, un’ipotesi che oramai si sta sempre più concretizzando. Lo stesso Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune delinea uno scenario di massima ancora indefinito (partenza da Molino Dorino/Baranzate e arrivo a Noverasco con diversi tracciati alternativi nella parte intermedia. Per un tracciato complessivo che dovrebbe superare i 20 km). Un punto strategico per la parte a Sud di Milano e soprattutto per il comprensorio del Vigentino e di via Ripamonti, creando connessioni con le altre linee della metro.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, Comune di Milano

Trasporti,Finanziaria, Governo, Comune di Milano, Metropolitana, Linea M6,

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


52 thoughts on “Milano | Traporti – Investmenti per i trasporti e il sogno della linea M6

  1. Anonimo

    Secondo me la M6 dovrà passare nei pressi di certosa, corso sempione, arco della pace.. una delle zone più importanti di Milano che non ha metro vicine..

    1. Ale

      Concordo.
      Ma la sfida è la definizione del percorso in zona centro, dove la cantierizzazione è più impattante.
      Resta un’opera strategica!

  2. Ale

    Un allungamento a nord verso Limbiate della M3 sarebbe salutare, si toglierebbero auto dei pendolari che intasano la vecchia Comasina e la Milano- Meda e ci sarebbe anche spazio per coinvolgere i privati e costruire abitazioni

  3. Giancarlob

    Apprezzabile il prolungamento ma si deve andare ben oltre quanto delineato nella cartina ad esempio la viola, va bene fino a Settimo, ma prevederla fino a Magenta dovrebbe essere il target.

  4. Anonimo

    Era ora che si incominciasse a parlare della M6, andrebbe a completare la linea della metropolitana milanese in alcune aree completamente sprovviste, certosa, ple accursio, cso sempione, e tutta la zona 5 sud di Milano.

  5. Ale

    Nell’immagine 2 (con logo UF) c’è l’ipotesi di una M6 a sud di Milano che poi prosegue lungo il percorso della M1 fino a Rho Fiera… vostra suggestione o è un’ipotesi reale?
    Lo sbinamento di un ramo della m1 è una buona idea, però non quello x Rho che ha molti più passeggeri, soprattutto durante gli eventi fieristici.
    Tuttavia questa ipotesi di collegamento a futura m6, toglierebbe il proseguimento verso Certosa, elemento inrinunciabile secondo me.

    1. Anonimo

      La M6 è di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’area nord ovest, basta pensare al mind, fiera, cimitero maggiore, nuovo consolato usa, piazzale accursio, Firenze, cso sempione, city file….

      1. Anonimo

        Scusate se mi permetto, ma… Anziché costruire una nuova linea metropolitana, (6 linee sotterranee comincerebbero ad essere troppe, temerei un cedimento del suolo) perchè non si provvede alla revisione generale degli storici tram 4600? Oggi sono dei catorci su rotaie e l’ATM non ci ha fatto la revisione per mancanza di soldi per la “pandemia”. Ora che arrivano li mantengono catorci? O fiamma ossidrica? Poi tutti a piangere

          1. Anonimo

            Grazie.
            Beh, in effetti è una bella notizia. Però i tram effettivamente ordinati sono 60 (50 urbani e 10 interurbani). Interurbani adatti a viaggiare anche dentro al comune, ma… Costruita la tranvia per Desio (chissà mai) non saranno più disponibili. Quindi 50 dentro Milano che arrivano, che sarebbe la stessa cifra dei tram da rottamare (le 4900, quelle brutte arancioni per intenderci). Ma aggiungendo la tipologia 4600 al macero se ne andrebbero via 62, ricevendone 50. Non mi sembra l’ideale…
            Poi, vista la qualità degli interni dei futuri tram qualcuno anzianotto lo terrei.
            Grazie ancora

          1. Anonimo

            Il tram non è necessariamente obsoleto.
            Quello che è obsoleta è la rete di tram milanese (ottocentesca, non protetta, senza priorità semaforica, tutta imbottigliata in centro). E sicuramente sono obsolete le 4600, per quanto simpatiche e molto meglio del Sirietto.

            Sul “cedimento del suolo” a causa di troppe linee della metro…. meglio calare un velo pietoso 🙂

          2. Anonimo

            Diciamo che il tram è un mezzo obsoleto in centro…la maggior parte delle vie del centro sono strette per cui c’è ben poco da fare..

        1. Erminio Ottone

          Cedimento del terreno?
          E a Parigi, che hanno 16 linee di metropolitana e 5 linee ferroviare suburbane come faranno mai?
          A breve ce li troviamo agli antipodi, ‘sti poracci.

    2. Anonimo

      La possibilità dello sbinamento del ramo Bisceglie era stata prevista fin dalla progettazione originaria della M1, la stazione Pagano è già potenzialmente predisposta.

  6. Wf

    Nel primo disegno la linea rosa sembrrebbe passare proprio lungo viale certosa.

    Ma se la faranno la finiranno nel 2050!

    A babbo morto

  7. Anonimo

    a)MM6, b)MM5 fino a Monza, c)MM4 fino all’Idroscalo/stazione di Segrate e d)Circle Line. Milano ha bisogno di connetteri bene e di creare le condizioni per avere molto meno traffico in città. E non dimentichiamo il traffico verso Monza/Como. Ci sono tantissimi pendolari, studenti e lavoratori che vengono da li. Dobbiamo creare le condizioni per un traffico molto organizzato del quale fa anche parte un’ammodernamento della rete ferroviaria. Trendord e il governo della Lombardia devono svegliarsi e fare pressa su RFI per avere una rete ferroviara modernizzata per garantire flussi pendolari regolari e l’accesso ai laghi famosissimi. Milano e la Lombardia non sono due cose divise. La città sta cominciando ad essere ben collegata con treni AV, quello che manca sono i servizi regionali/locali che spesso sono ancora del terzo mondo.

    1. Wf

      Regione Lombardia e i leghisti proprio non gliene frega nulla della mobilità che non sia automobili e autostrade.

      Trenord è abbandonata.

      Non hanno intenzione

  8. Alessandro

    Serve una metropolitana che colleghi tutte le line esistenti in più punti, una circonvallazione tipo linea 90 91, che compia un giro completo di Milano, senza incrociare il centro, meno impattante e con obiettivo interscambio con le altre linee del metro e del passante ferroviario.

  9. lisander

    Bene la M6,anche se qualora dovesse essere approvata prevedo tempi biblici, ma occorre realizzare una vera Circle Line (perchè quella pensata non copre la zona ovest della città), o poi potenziare e velocizzare col tanto agognato asservimento semaforico le linee tranviarie radiali, cosidette di “forza”che ad oggi ne sono ancora sprovviste;sarebbe inoltre da considerare su alcune direttrici il sistema BRT (Bus Rapid Transit), con veicoli trisnodati (24 metri), che in Europa, ma anche in Italia (Metromare Rimini-riccione) stanno dando buoni risultati.

  10. Manuel

    Ma il “manager” sindaco Sala lo sa sì che esistono anche i treni (intendo linee S) e che si dovrebbe pensare a un secondo passante ferroviario ?

  11. Franco

    La M6 NON è la cosa da fare adesso a Milano.
    Sarebbe sbagliatissimo farla.
    Questo perché con le stesse risorse finanziare per fare la M6 si potrebbero fare 10 (d.i.e.c.i) nuove linee veloci di superficie su ferro.
    Che impatto avrebbero 10 nuove linee (magari sulle direttrici provenienti dall’hinterland) sulla città, piuttosto che una sola?
    La risposta è ovvia, ma a Milano si preferiscono le grandi opere che fanno figo (e un sacco di soldi per certe imprese) e portano voti.
    Sarà per questo che non sono mai state rese più efficienti le linee tranviarie (semafori asserviti e corsie riservate) in modo da far sembrare “indispensabili” le metrò sotterranee?

    1. Kasportmu

      Cosa si intende con “10 linee veloci di superficie su ferro”?

      Nuove linee ferroviarie da e per l’hinterland (per ampliare il servizio ferroviario suburbano, i.e. linee S) o linee tranviarie?

      Nel primo caso l’impatto sarebbe evidente poiché le tratte odierne per le linee S sono sature e molti pendolari automuniti utilizzerebbero il treno sulle nuove direttrici anziché i veicoli privati.

      Nel secondo caso, l’impatto sarebbe nullo perché i pendolari considerano (giustamente!) la linea metropolitana come integrativa di quella suburbana.

      Quindi ben venga la M6 ma anche una M7 circolare ed una M8 dallo sbinamento del ramo Bisceglie della rossa.

  12. Gabe

    Non si riesce a collegare M3 ed M4 decentemente e stiamo a parlare di M6? Se non si mette a sistema neppure cio’ che si ha e cio’ si sta costruendo, meglio evitare troppi voli pindarici…

  13. Claudio

    Dai dobbiamo arrivare a dieci linee se vogliamo confrontarci con le metropoli europee e mondiali. E aggiungo anche la circle line un anello che le raccoglie tutte

    1. Anonimo

      Credo che serve anche un ammordenamento delle ferrovie regionali/suburbane. I treni nuovi sono già in arrivo, ma linee e stazioni sono poco mantenute e meritano un bel upgrade. Milano deve connettersi benissimo con il hinterland con un trasporto pubblico efficiente e facile da usare (come in Austria per esempio). Così questa regione e la nostra cittá possono diventare più attraenti e vivibili.

  14. Angela io

    Io farei partire la linea 6 da famagosta e fare tutti i paesini tipo Binasco Noviglio gaggiano rosate ecc li si può fare c’è tanto verde e pochi mezzi per arrivare

  15. Alx

    Bel progetto, se andrà a coprire zone non servite dalla metropolitana come Ripamonti a sud e Accursio/Certosa a nord, ci siamo. Avremo finalmente una città ancora meglio servita. Certo, sarebbe anche ora di rendere più veloci le linee tranviarie di superficie con sempre più corsie riservate e semafori asserviti. Avanti così ❤️

  16. anonimo

    Va bene la 6 che completerebbe la mobilità sotterranea di Milano ma ritengo fondamentale realizzare prima i prolungamenti delle reti esistenti verso l’interland e non capisco perchè non si accenna mai al prolungamento della linea 3 verso Nord, oltretutto la si potrebbe realizzare in parte esterna riducendo i costi. I nostri politici hanno mai visto il traffico che proviene da Meda???

  17. Raffaele

    Non ho mai capito perché non abbiano mai pensato di sdoppiare la gialla a crocetta e fare un ramo che scende a sud lungo tutta la ripamonti. Mi sembra una soluzione più semplice e meno costosa

  18. Andrea

    Sarebbe anche da rivedere la viabilità e toglierli alcuni semafori.

    In via Ripamonti gli enormi accessi semaforici di via Val di Sole e viale Ortles hanno senso? A chi servono?

    Ha senso che la 34 debba fare il giro e utilizzare quei due incroci semaforici per percorrere un pezzo di via Ripamonti che è già servita dal tram, quando potrebbe benissimo passare nelle vicine Ferrari o in via Via dell’Assunta-Via Val di Sole?

    Ha senso che le macchine possano accedere alle vie Ortles e Val di Sole da via Ripamonti rendendo necessari appunto quei due semafori che rallentano il tram?

    Consentire alle automobili di poter utilizzare tutte le scorciatoie possibili invoglia gli automobilisti ad utilizzare e intasare vie che dovrebbero rimanere ad uso esclusivo del quartiere e inoltre ci obbliga a dover istituire semafori che poi rallentano i nostri mezzi pubblici.

  19. Anonimo

    circle line/linea S che connetta sud e nord con nuovi interscambi con i rami delle metropolitane (San Cristoforo m4 – Romolo m2 – Lodi m3 – Forlanini m4 – Lambrate m2 – Turro m1 – Istria m5 – Dergano m3)

  20. Ncassa negher

    La metropolitana serve Anche per collegare le direttrici fuori città. Pavia, Binasco, pieve Rozzano, Corsico ecc. MA IL COMUNE DI MILANO PENSA A CHIUDERE IL CENTRO ALLE AUTO.

  21. Wf

    I pendolari Trenord sul piede di guerra: “Viaggiare è diventato un incubo non solo per colpa del Covid”

    Corse passate dalle oltre 2.300 del 2018 alle 1.800 attuali, con ulteriori riduzioni delle tratte. E chiedono le dimissioni dell’assessora Terzi

    17 GENNAIO 2022

    I rappresentanti lombardi dei pendolari Trenord scrivono al presidente della Regione Attilio Fontana per denunciare lo stato del servizio, passato dalle 2.347 corse giornaliere del 2018 alle meno di 1.800 corse attuali, “senza contare la riduzione della lunghezza del percorso di molte altre”. I comitati si lamentano anche delle cancellazioni, che secondo i dati in loro possesso, negli scorsi giorni hanno raggiunto picchi del 25%, e chiedono a gran voce le dimissioni dell’assessore ai trasporti competente, Claudia Terzi.

    “Il trasporto pubblico lombardo e in particolare quello su ferro, di cui la programmazione e funzionamento ricadono nella piena competenza e responsabilità dell’esecutivo regionale”, secondo i comitati “sta conoscendo uno dei suoi più cupi periodi, degradando continuativamente e in maniera ormai non più sostenibile” e “anche se la presente pandemia costituisce un ulteriore motivo di peggioramento, non ne costituisce affatto- osservano- la causa esclusiva e nemmeno la principale”.

    I problemi non si limitano alla parte ferroviaria. “Anche nella gomma, ugualmente di competenza regionale ma demandata alle province e comuni capoluogo tramite le agenzie del tpl, c’è una situazione diffusa di difficoltà che richiede un impegno specifico sul quale l’assessorato è stato assente”, fanno sapere i rappresentanti dei pendolari. I comitati segnalano la carenza di risorse soprattutto nell’area urbana milanese, “aggravate da uno storico squilibrio a svantaggio delle aree confinanti con l’area metropolitana meneghina”.

    Trenord e la lega boicotta Milano.

    Non gliene frega niente del trasporto pubblico che considerano non elettori e spostapoveri.

    Pensano solo che uno dalla regione deve andare in città in suv a intasare le vie di Milano.

    Che poi il traffico in città diventa un problema di altri.

    Di noi che in città ci viviamo…

    Furbi eh?

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