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Milano | Segrate – M4 verso Est con due fermate

Mentre il progetto per il grande centro commerciale di Westfield Milan a Segrate prosegue dopo un piccolo stop dello scorso anno dovuto alla pandemia, ecco che si delinea lo sviluppo ad Est della grande Milano.

Milan East Gate Hub (purtroppo ormai si continua ad usare l’inglese per ogni cosa) vedrà la realizzazione di: due fermate della M4; una nuova stazione ferroviaria dell’alta velocità con un terminal degli autobus nelle immediate vicinanze; una riorganizzazione della viabilità locale e un potenziamento dei percorsi ciclopedonali.

Col progetto Milan East Gate Hub – i cui dettagli sono stati illustrati mercoledì scorso (15-12-2021) in un evento che ha chiamato a raccolta tutti gli enti coinvolti tra i quali Comune di Milano, MM, RFI e lo stesso Comune di Segrate – la città è destinata a diventare uno snodo strategico. Ciò avverrà non solo a livello locale, nell’ambito della viabilità e dei trasporti, ma trasformerà di fatto la città di Segrate nella porta di accesso a Milano lungo la direttrice Est.

Il piano di fattibilità del progetto ha un costo di 2,5 milioni di euro finanziato al 50% da fondi europei, mentre per la realizzazione del centro di raccordo è stimato un investimento dei circa 450 milioni.

Tra i punti nevralgici del progetto c’è il prolungamento della linea M4 oltre l’attuale capolinea di Linate. Il tunnel della metropolitana sotto il lago artificiale dell’Idroscalo, creando la stazione di Idroscalo-San Felice nei pressi del palazzo Mondadori. Quindi avverrà un futuro sviluppo urbano di San Felice Bis, e di Segrate Porta Est, entrambi nel territorio di Segrate. 

Il costo stimato per la realizzazione del prolungamento è di 350 milioni di euro. I lavori si concluderanno in quattro anni a partire dalla consegna delle aree.

Inoltre, la futura stazione M4 di Segrate Porta Est, attraverso un sottopasso pedonale, sarà collegata alla nuova stazione ferroviaria dell’alta velocità. Infatti, la stazione sorgerà a 500 metri dall’attuale fermata dei treni di Segrate e sarà destinata ad essere dismessa con l’entrata in funzione del nuovo scalo. La stazione si propone d’integrare l’alta velocità sulle direttrici Torino-Milano-Venezia con le linee regionali e suburbane dell’area metropolitana di Milano Est; per la realizzazione dell’opera s’ipotizza un costo di circa 80 milioni di euro.

Con l’avvio di questi nuovi servizi di trasporto, l’aeroporto di Linate e la nuova stazione Fs Segrate avranno dunque un collegamento diretto attraverso il metrò, così da favorire l’interscambio e un sistema di mobilità. Cosa che si spera, disincentiverà l’utilizzo delle auto private e di conseguenza ci sarà un abbattimento delle emissioni inquinanti. I mezzi pubblici che in questo modo graviteranno su Segrate potranno essere usati anche dai visitatori del futuro centro commerciale Westfield

A tutto ciò saranno realizzate opere a corredo come: percorsi protetti per ciclisti e pedoni; adeguamenti della viabilità, a partire dal completamento della Cassanese bis, una bretella di collegamento tra la BreBeMi e la tangenziale Est di Milano. Un primo lotto dell’opera, in capo a Serravalle, è già stato realizzato, mentre un secondo tratto, in carico a Westfield, è stato completato al 90%; nei primi mesi del 2022 si procederà alla cantierizzazione del terzo e ultimo lotto.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Google, MM

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


34 thoughts on “Milano | Segrate – M4 verso Est con due fermate

  1. Anonimo

    Solo in italia costruiscono ancora sti maledetti centri commerciali…
    Che schifo. La gente che va in questi posti è proprio triste…

    1. Pier Arrigo

      Sì un posto tristissimo e anacronistico il centro commerciale. Assurdo che li facciano ancora. Purtroppo i ragazzini zarri di provincia ci vanno ancora.

        1. Anonimo

          Ma che commento è?
          Secondo te tra il monaco tibetano e lo spendere il sabato tra Game7athletics e Bata non c’è una via di mezzo? Che so, andare a un negozio in città quando ti serve qualcosa?

        2. Anonimo

          certo, vita ascetica, nutrìti dal prana.
          magari provaci anche tu, caro, mi sembra tu sia un filino (ma proprio poco) troppo teso e infelice.
          Ne trarresti sicuro giovamento.

      1. Marco Longoni

        Indipendentemente da quanto si possa dire dei centri commerciali (questo ha un target apparentemente diverso dal solito, ma non importa) questa operazione della stazione porta di Milano Est, connessa con M4 e con l’aerostazione, è una fondamentale operazione di chiusura di una maglia del trasporto pubblico di portata regionale e sovraregionale.
        Il centro commerciale potrebbe anche chiudere il giorno dopo ma il salto di qualità e quantità delle connessioni rimarrebbe intatto.

  2. Andrea

    Due nuove fermate della M4, una nuova stazione ferroviaria dell’alta velocità, un terminal degli autobus, un potenziamento dei percorsi ciclopedonali.

    Tante belle parole per arrivare alla fine dell’articolo e scoprire che in verità quello che stanno realmente facendo è un centro commerciale e l’ennesima bretella automobilistica per raggiungere l’autostrada.

    Che schifo!

    1. GIGI 51

      Continuano a sussistere i romantici della DECRESCITA FELICE ! Almeno (provano ?) a mettere una pezza alla M4 : credo l unica linea metro al mondo che parte da un Aeroporto e nn collega direttamente un stazione ferrata ! ( tanto x evitare battute qualora qualcuno miope presumo che sia un romantico del traffico privato automobilistico).
      Certo la proliferazione della GDO nn è il massimo ma l eccellenze si salveranno sempre : la massa – indottrinata – richiede i MALL !
      Piuttosto xkè nessuno riconsidera il progetto M6 di un collegamento fra OPERA e BOLLATE : unico vero asse verticale che collegherebbe Autostrade e Periferie…

      1. Marco

        Le stazioni del passante Forlanini e Dateo non sono abbastanza ferrate per te? San Cristoforo allora, ci passano pure i regionali.

      2. Anonimo

        A Londra la Piccadilly che arriva a Heathrow tocca solo King’s Cross, ma dopo 5.827 fermate e un’ora e rotti di viaggio e nessuna persona sana di mente andrebbe da King’s Cross a Heathrow in metro (provate a far stare un trolley anche solo medio nei mini corridoi dei treni del Tube…)
        London City (forse l’aeroporto europeo più simile a Linate come posizionamento) sta sul DLR (un trenino a parte rispetto alla metro “normale”) e bisogna cambiare per raggiungere qualsiasi stazione principale.

        A Parigi la metro non arriva né a CDG né a Orly, bisogna prendere la RER (che è come le nostre linee S). Idem a Berlin Brandenburg o a Monaco dove arriva solo la S-Bahn. A Francoforte o a Schiphol ci vai solo col treno.

        A Madrid la linea che collega l’aeroporto finisce in una stazione d’interscambio semiperiferica (come se da noi finisse a Loreto, per dire) e bisogna cambiare per andare sia a Chamartín che ad Atocha. Anche a Barcellona bisogna cambiare per arrivare a Sants.

        Consiglio spassionato: prima viaggiate, poi fate esempi “unici al mondo”.

        1. Anonimo

          Resta il fatto che Linate è quasi unico al mondo per come è quasi appiccicato alle due dorsali dell’alta velocità italiana (Nord Sud ed Est Ovest).

          Ma malgrado questa incredibile opportunità e pure una linea di metro in costruzione, arrivare ai treni non sarà facile come sarebbe potuto essere.

        2. Kibdbekgs

          A Londra è pieno di gente che dal centro va ad Heathrow con la Piccadilly. Ci si mette un’ora perché Londra è enorme, ma rimane il mezzo largamente più utilizzato è comodo.
          A Parigi stanno allungando la m14 e costruendo la m18 per collegare Orly… e comparare la rer alle linee S è semplicemente delirante.
          Non diciamo baggianate spacciandoci per uomini di mondo dopo un fine settimana all’estero per favore.

          1. Anonimo

            E le valige dove le metti quando vai a Heathrow in metro, tu uomo di mondo? Sulle ginocchia dei passeggeri seduti?

            Io non conosco NESSUNO che vada a Heathrow in metro, a meno che non abitino già in zona ovest. Prendono tutti l’Heathrow Express, o il bus, o si mettono d’accordo e prenotano un minicab o un Uber.

            Forse sei tu quello che ragiona da turista del weekend.
            Se dovessi farlo una volta ogni 15 giorni, della Piccadilly ti passerebbe la voglia, te lo assicuro,

          2. Kibdbekgs

            Le valigie le tieni con le manine come fanno tutti. È scomodo come è scomodo prendere qualunque mezzo pubblico con le valigie. Prendila la Piccadilly e le vedi le persone con le valigie. Ad Heathrow ci ho lavorato per un anno, quindi la Piccadilly direi che la prendevo abbastanza di frequente.

    2. Anonimo

      L’ennesima bretella automobilistica mi permetterà di arrivare al lavoro in 20-25 minuti invece dei 45-50 di oggi senza rompere le palle ai residenti di Segrate passando in mezzo al centro abitato. Sarei felice di usare i mezzi ma nel caso i tempi salirebbero all’ora e un quarto, quando va tutto bene (quasi mai, ci ho provato ma ho rinunciato per la disperazione). non vedo l’ora sia fatta.

  3. Anonimo

    Arrivare in idroscalo in metro sarebbe una gran bella cosa. Speriamo che va avanti anche il prolungamento della MM4 fino a Monza e la MM6. Dobbiamo fare di tutto per rendere Milano una città connessa con l’hinterland. Solo così riusciamo ad abbatttere l’inquinamento. Sperem…

  4. Wf

    Se i pendolari lasciano le macchine a segrate nel parcheggio del centro commerciale e prendono la metro per entrare a milano io posso essere solo che contento…

    Non tutto il male viene per nuocere.

    Meglio un centro commerciale con una metro sotto che senza.

    Così si smette di prendere l’auto per ogni cosa.

  5. Anonimo

    Mi chiedo se i commentatori che parlano a vanvera di zarri e negozi di videogiochi abbiano mai messo piede in un Westfield in vita loro. Come al solito chi scrive robe del tenore “solo in Italia” mette il naso oltre le Alpi ogni 10 anni (forse).

    Nei Westfield ci trovi Armani (prima linea), Hermès, Dior, i negozi di design, mica GameStop o Intimissimi. Sono delle Via Spiga al coperto, in un Westfield i ragazzini, e in generale la fauna da mall medio-basso tipo Carosello di Carugate, si possono permettere al massimo il gelato.

    1. Andrea

      Non è tanto importante la soggettiva qualità dei negozi o dei prodotti venduti. I centri commerciali sono la sconfitta delle istituzioni pubbliche che implicitamente dichiarano di non essere più in grado di promuovere e finanziare uno sviluppo umano e pubblico del territorio, demandando questo sviluppo a dei privati che giustamente, pensando ai loro interessi come è loro diritto fare, sviluppando bretelle automobilistiche, rotonde, parcheggi e “non luoghi” dedicati esclusivamente ad usufruire del centro commerciale: un posto solitamente chiuso, ben delimitato e dedicato in tutto per tutto all’attività di compravendita.

      I paesi e i Comuni situati nei dintorni dei centri commerciali sono squallidi e privi di identità, per molti residenti non è nemmeno possibile svolgere la prima attività che l’uomo impara a fare cioè: camminare, in quanto non sono stati realizzati nemmeno i marciapiedi e le case sono state costruite nel nulla. La natura non esiste perché è stata mangiata via dai centri commerciali e dai servizi (principalmente automobilistici) necessari per raggiungerli, oppure, quando esiste, non è usufruibile in quanto è stata tagliata, spezzettata e “annullata” da autostrade e quartieri dormitorio formati da condomini sparsi.

      La “piazza”, dove poter consumare una o due birre e passare ore e ore a socializzare non esiste nei centri commerciali, viene ricercata a Milano, città che ovviamente viene raggiunta in automobile, l’unico mezzo che i pigri Comuni dell’hinterland hanno insegnato ad utilizzare ai loro cittadini.

      Il “male” dei centri commerciali non sono tanto gli”zarri” che li frequentano ma il territorio che consumano per offrire un servizio che nelle città, nelle cittadine o nei centri dei paesi viene ugualmente offerto in modo più umano e molto meno impattante ma che allo stesso tempo necessita di una sapiente organizzazione e direzione da parte delle istituzioni pubbliche.

      1. Anonimo

        Il Foro delle città romane era un mall.
        Nel Medioevo a Milano il portico di S. Ambrogio era un centro commerciale.
        I bazar delle città arabe o arabizzate sono dei mall.

        Nihil novi sub solem.

        1. Andrea

          Certo, infatti il foro romano si trovava sempre a chilometri di distanza dal centro cittadino, era un unico edificio privato circondato dal nulla, raggiungibile solo tramite carrozze con i cavalli che venivano parcheggiate negli ampi spazi esterni e all’interno del foro erano presenti solo attività commerciali private. I plebei e i signorotti di campagna facevano la fila con i carri tutti i fine settimana per andare a fare acquisti nei forum alla ricerca degli sconti, mentre i nobili di città si chiedevano come caspita faceva la gente di fuori ad apprezzare un simile luogo.

          Tu giochi con le parole in palese malafede, sei troppo colto per non sapere che paragonare la basilica di Sant’Ambrogio con il centro commerciale di Baranzate non ha alcuna utilità se non quella di riuscire a scrivere frasi sensazionalistiche.

          Va a ciapà i ratt.

  6. Albe

    San Felice bis no però, con la stazione tattica davanti che passa comodamente sotto l’idroscalo…
    Va bene a Segrate ma Non si può farla passare da Novegro? Si beccano il centro esposizioni, il luna park.

  7. Wf

    Il costo stimato per la realizzazione del prolungamento è di 350 milioni di euro, i lavori si concluderanno in quattro anni a partire dalla consegna delle aree. Inoltre la futura stazione M4 di Segrate Porta Est, attraverso un sottopasso pedonale sarà collegata alla nuova stazione ferroviaria dell’alta velocità che sorgerà a 500 metri dall’attuale fermata dei treni di Segrate, destinata ad essere dismessa con l’entrata in funzione del nuovo scalo. La stazione si propone d’integrare l’alta velocità sulle direttrici Torino-Milano-Venezia con le linee regionali e suburbane dell’area metropolitana di Milano Est;

    Cmq ricapitolando…

    La nuova stazione della m4 segrate coinciderà con la costruzione di una NUOVA stazione della Alta Velocità Av Venezia-Torino.

    E dove passeranno anche i treni regionali e suburbani della zona Est di Milano (treni per Rogoredo Fs??)

    E coinciderà con un grande mall commerciale westfield con tanto di mega parking e collegamento stradale con le direttrici automobilistiche dell EST MILANESE.

    NON È COSÌ MALE.
    Tutto fa pensare che potrà intercettare una gran quantità di traffico automobilistico e commutarlo su:

    – treno
    -metropolitana
    -aereoplano

    Ps.
    Ci sarà anche la fernata Idroscalo che pare essere vicina ? Alle spiagge pubta dell’est…

    Andremo in idroscalo con la m4 invece che con l’auto?

    Mi sembra un otitmo progetto di integrazione di tutti i mezzi di spostamento sostenibili…

    Non è malaccio…

  8. lisander

    Pur apprezzando la capacità analitica di Andrea nella disamina della vicenda in questione, non ne condivido il radicalismo talebano con cui si approccia a questo tema; un centro commerciale infatti per quanto impattante sul territorio, puo’ avere ricadute occupazionali importanti nell’area economica ove insiste, (vedi il caso del Centro di Arese, dove sono stati assunti come dipendenti molti giovani e non, residenti nelle aree limitrofe), senza contare poi dell’indotto generato direttamente o indirettamente dalle attività commerciali.Oppure volendo citare un altro esempio virtuoso vi è quello afferente Scalo Milano, nel Comune di Locate Triulzi, ove sulle ceneri dell’ex stabilimento Saiwa, senza consumo di nuovo suolo, si è realizzato il complesso commerciale, il cui operatore si è poi prodigato nella piantumazione di nuovi alberi nello stesso territorio comunale, come opere di compensazione; va detto inoltre che il sito è altresi’ raggiungibile con la linea ferroviaria passante per Pavia, direttamente da Milano, offrendo quindi una valida alternativa al mezzo privato.Il progetto di Westfield Segrate oltre che collegato con M4,verra’realizzato sul sito dell’ex scalo merci fs, (nessuna deforestazione o consumo di suolo pregiato), in una zona infrastrutturata ed efficiente dal punto di vista dei collegamenti ferroviari e stradali (la bretella di collegamento prevista infatti non sara’ solo a beneficio del mall, ma di tutta la popolazione e delle attività ivi residenti).Concludo dicendo se verranno adottati tutti gli accorgimenti e le contromisure previste in tema di gestione ambientale e infrastrutture di trasporto non potra’ ,come ho già scritto, che portare beneficio a tutto il comparto economico dell’area est Milanese.

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