Milano | Lambrate – Addio al piccolo borgo di via Folli

A Lambrate, in via Egidio Folli si sono da poco conclusi i lavori di bonifica degli stabili ai civici 41, 43 e 45. Presto saranno abbattuti per lasciare il posto ad un nuovo complesso residenziale promosso da Bluestone assieme a Patron Capital.

Siamo nella parte orientale di Lambrate, esattamente nell’area in forte sviluppo immobiliare, un tempo area industriale, a ridosso del fiume Lambro, proprio dove via Folli lo scavalca con un ponte stradale. Queste erano le uniche due palazzine residenziali di questa parte della via Folli.

Le palazzine pronte ad essere demolite, sono due edifici per affitto di inizio Novecento, uno, il civico 41, con graziose decorazioni in cemento tipiche del liberty (riproduzioni di grandi margherite e melograni) e il civico 43 dai tratti più semplici. Al civico 45 troviamo invece l’ex fabbrica di biciclette “Cinelli”. A lato, ancora visibile, c’è quel che rimane della Roggia Molina di San Gregorio. Storicamente, in questo esatto luogo, vi era l’insieme di edifici che facevano parte del Molino Gilberti, ormai scomparsi.

L’investitore ha in progetto di realizzare, forse a cura dello Studio Scandurra (non abbiamo ancora avuto conferme), un nuovo complesso residenziale di 100 appartamenti con relativi box e cantine, per un totale di 9000 mq e un valore complessivo di c. 40 milioni di euro. Mentre sono state affidate a SCE Project la progettazione e direzione lavori a livello strutturale e impiantistico.

Certo, le due palazzine non erano dei capolavori, ma forse, almeno il civico 41, certamente più elaborato, poteva venire salvato e inglobato nel nuovo complesso. Operazione forse più costosa, di sicuro, ma avrebbe preservato la storia del luogo in qualche modo.

In questo tratto di via Folli c’è il nuovo edificio direzionale della Bracco e la via, dopo un centinaio di metri si interrompe bruscamente, tagliata dalla Tangenziale Est. Ricordiamo anche che oltre Via Ugo Monneret de Villard, è in corso un cantiere per la costruzione del complesso residenziale di East Town in via Folli 24, sempre dello Studio Scandurra.

Qui alcuni estratti dalla Commissione Paesaggio del Comune di Milano.

Via Egidio Folli, 41 >>> [Consiglio Comunale >>> deliberazione 077 del 29.09.2022] >>> riconosciuto “patrimonio dismesso con criticità L.R. 12 del 11.03.2005 – art 40.bis” per l’intero compendio – tranne il subalterno 711 del foglio 281 mapp 36

=====

Via Egidio Folli, 41-45>>> [COMMISSIONE PAESAGGIO] 07 del 23/02/2023 >>> Verifica preliminare art. 40 RE con convenzione e DISC. – demolizione edifici esistenti (patrimonio dismesso) e realizzazione di nuovo complesso residenziale >>> FAVOREVOLE CONDIZIONATO

Via Egidio Folli, 41-45 >>> area ex Fabbrica Biciclette Cinelli >>> PROGETTO NON DIVULGATO * (residenziale) (nuova costruzione) * (100 appartamenti) (9.000 mq) >>> (¥ SSA – Scandurra Studio Architettura srl) – (24.01.2022: acquisto da parte di Patron Capital, Bluestone e Feo Group)

=====

Via Egidio Folli, 45 >>> [Consiglio Comunale >>> deliberazione 108 del 20.12.2021] >>> non oggetto di segnalazione >>> compreso nella tav. R.10 “Carta del consumo del suolo” >>> riconosciuto “patrimonio dismesso con criticità L.R. 12 del 11.03.2005 – art 40.bis” per l’intero compendio

Via Egidio Folli, 45 >>> [Consiglio Comunale >>> deliberazione 077 del 29.09.2022] >>> riconosciuto “patrimonio dismesso con criticità L.R. 12 del 11.03.2005 – art 40.bis” per l’intero compendio – tranne il subalterno 710 del foglio 281 mapp 71

Referenze immagini: Duepiedisbaglaiti; Google Map

Lambrate, Via Sbodio, Via Folli, Via Rombon, Fiume Lambro, Studio Scandurra, demolizioni,

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

22 commenti su “Milano | Lambrate – Addio al piccolo borgo di via Folli”

  1. A volte non ha molto senso preservare, tanto meno “inglobare”, è questo a mio modesto parere è il caso.

    Osservando dall’alto come si è ridotto il “borgo”, circondato dal delirio urbanistico più totale, fa pensare che sia meglio ricominciare da zero.

    Rispondi
  2. L’architettura milanese ….. ah!

    Prego guardare l’ultima foto.

    Mi chiedo sempre, come siamo passati da palazzi ottocenteschi (tipo zona Vincenzo Monti)
    A gli scempi moderni della fine ‘900?

    Quello che mi lascia sempre più stranito e che si continua a costruire roba brutta, palazzacci senza nessun stile architettonico gradevole.

    Adesso voi direte chi sono io per giudicare;
    la bellezza è soggettiva!

    io rispondo andiamo a fare una passeggiata nelle zone di corvetto, Loreto, via cenisio, Romolo, viale Beatrice d’este.

    L’eleganza dei milanesi non merita questa architettura. Milano merita di più!!!!

    Rispondi
    • concordo con te e aggiungo inoltre che lo stesso ragionamento lo si può estendere anche ad altri settori come quello dell’automobile con modelli che si somigliano tutti quanti, livree tutte uguali, marmitte finte, cambio finto, prese d’aria finte sta diventando un mondo sempre più apatico per gente depressa.

      Rispondi
    • A mio avviso lo stile Liberty, anche minore, va preservato: rappresenta un periodo in cui all’architettura partecipavano più maestranze, con lavori anche artigianali e con semplice voglia di manifestare la fantasia e celebrare la natura.

      Rispondi
      • Si parla di architettura, di sostituzione del vecchio, non una parola per le persone che nel “vecchio” ci abita, in affitto, e non si sa dove andrà a finire. Bella Milano cul coer in man.

        Rispondi
    • Gli architettoidi ti diranno che non capisci niente, ma alla fine anche loro vanno a vivere nel centro storico con le stupende architetture di fine ottocento.

      Rispondi
  3. Se ci fosse qualcuno di zona… eran brutti e vecchi e isolati. Angolo frequentato solo dai dipendenti bracco… ed ero pure stato al Bar che esisteva al piano terra di uno dei 2 condomini. non mi pare ci fosse molto da salvare. Di sicuro meglio la nuova costruzione che porterà anche un po’ di vita in questa strada

    Rispondi
      • A parte che son opinioni personali, e “vergognati” denota semplicemente il tuo livello di educatezza e ignoranza. Detto questo, conosci il posto? Io si = posso entrare più in merito rispetto a chi non sa neanche contestualizzare il tutto e guarda solo delle immagini esprimendo “vergogna”. Quello era un angolo morto di città, se ci facessero un parco non ci andrebbe nessuno comunque. Se le rivalutassero resterebbero comunque due casette sperdute. Se qualcuno riesce a rendere quell’angolo di mondo più vivo (tipo con un intervento edilizio come in questo caso) io la reputo una buona idea. Ma comunque, ciao

        Rispondi
  4. Un altro pezzo di storia che viene cancellato! Certo si tratta di edifici modesti ma sono sempre migliori dello squallore architettonico moderno senza anima e senza storia e totalmente asettico.
    La nostra Milano sta diventando sempre più brutta e anonima a tal punto che sarà confusa con una delle tante città che ci sono in giro per il mondo.

    Rispondi
  5. Continuo a indignarmi per la progressiva cancellazione della storia di Milano. Anche in questo caso e in un contesto certamente marginale del tessuto urbano, penso si potesse preservare l’architettura e lo stile liberty di questi palazzi.
    Vedremo cosa proporranno, ma lo sguardo di insieme della zona è emblematico dell’incapacità del pensiero moderno verso i temi del dialogo con il territorio e con il contesto sociale e naturale.
    Non faccio fatica a credere che “eran brutti, vecchi e isolati” ma sono stati emarginati in questa condizione da una catena di brutture susseguitesi nei decenni passati.
    Mi auguro solo che il progetto non sia un ulteriore anello

    Rispondi
  6. Venderebbero la mamma (nostra) pur di fare profitto!
    Mannaggia a loro e a chi glielo permette!
    Questa è devastazione e saccheggio!

    Rispondi
  7. Basta con complessi residenziali e brutture come zona Isola porta Nuova e ora che si pensi a ripiantare alberi e verde che per Milano e casa migliore per aumentare la qualità della vita ed avere anche meno smog

    Rispondi
    • Sono d’accordo con te. È criminale l’aver approvato simili progetti di demolizione e sostituzione del tessuto edilizio storico con edifici anonimi, come è già stato fatto in molti quartieri. La Milano storica sparirà completamente e verrà sostituita progressivamente con qualcosa di indefinibilmente squallido che la “appiattirà” tragicamente. Il problema è che quello che viene distrutto non si potrà ricreare mai più. Peccato, era una bella città….. molti anni fa

      Rispondi
  8. Oggi 14/7 ore 17-18 ci sarà un FLASHMOB organizzato da “Lambrate-Rubattino Riparte” per prostestare contro l’abbattimento di quest’angolo della Vecchia Lambrate, uno dei pochi rimasti.
    Pre-ritrovo nella rotonda di viale delle Rimembranze di Lambrate alle 17. Flashmob alle 17,20 in via Folli 41. Lungo il percorso tra la rotonda e via Folli ci fermeremo in via Dardanoni 10, stabile corrispondente a gli ex annessi della Villa Folli che erano abitati da anziani inquilini. Sono stati sfrattati dal nuovo proprietario che ha fatto una rapida ristrutturazione dei 19 appartamenti e li ha rimessi sul mercato a prezzi da “nuova Lambrate”.

    Rispondi
  9. Non ha senso abbattere un pezzo di storia della vecchia Milano.
    Milano, inevitabilmente sta cambiando fisionomia e purtroppo non in meglio.
    Dobbiamo cercare di salvare quel poco che è rimasto, soprattutto in alcune zone della città, dove l’architettura moderna la fa da padrona.
    La storia e la cultura dei primi del ‘ 900 avevano radici profonde che dovrebbero essere preservate, anche e soprattutto nella difesa del patrimonio storico urbanistico.

    Rispondi

Lascia un commento