Milano | Corvetto Gamboloita – Ripensamento del cavalcavia per ricucire il tessuto urbano

Per ora solo un idea, ma magari, in futuro, potrebbe esser realtà o almeno in parte (chissà quando però).

L’idea è quella di un ripensamento del cavalcavia di Piazzale Corvetto per ricucire il tessuto urbano, rafforzando il mix funzionale, rimodulare il traffico veicolare, potenziando la mobilità ciclo-pedonale, ridurre l’esposizione all’inquinamento acustico e atmosferico e introdurre soluzioni innovative per l’adattamento climatico.

Uno sente il nome “Corvetto” e subito lo associa a quel brutto cavalcavia che dall’autostrada o dalla via Emilia porta le vetture sino a piazzale Bologna, scavalcando il piazzale che è intitolato al conte Luigi Emanuele Corvetto (Genova, 11 luglio 1756 – Nervi, 23 maggio 1821 che è stato un giurista, politico e avvocato italiano naturalizzato francese), ma naturalmente lo associa anche al quartiere che lo circonda, anticamente la zona era denominata Gamboloita.

Il Cavalcavia del Corvetto (vero nome è Raccordo Autostrada del Sole) venne realizzato tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del Novecento, quando non si badava alla qualità della vita cittadina, ma l’importante era rendere le vita dei nuovi automobilisti più agevole, costruendo cavalcavia e autostrade dove fosse possibile. Un po’ come successe in viale Monte Ceneri che si trasformò in quel periodo in un’autostrada tra i palazzi.

Il concorso e il progetto.

La competizione ha avuto inizio nell’Ottobre 2022 ed è terminata lo scorso Luglio 2023 con la selezione del vincitore tra le 28 proposte pervenute (più 4 menzioni speciali).

Progetto vincitore
Il progetto “Fly over live under”, elaborato dal team multidisciplinare Fab For Future (FFF), punta ad intervenire sia sopra (over) che sotto (under) il Cavalcavia Corvetto, ripensando spazi oggi dominati dalla presenza delle auto, inaccessibili e poco fruibili dagli abitanti del quartiere. Sopra, si propone di eliminare il traffico veicolare e di trasformare il viadotto in un luogo attrattivo in cui sostare, passeggiare tra pergole, sedute e aree verdi, nonchè osservare la città da un punto di vista inedito. Sotto, invece, si propone di riqualificare gli spazi oggi occupati dalle auto in sosta attraverso l’introduzione di nuove attività aggregative e sportive, come pareti di arrampicata, tavoli da ping-pong, campi da basket e da bocce. Nella proposta inoltre Piazzale Corvetto sarà trasformato da nodo viabilistico a vera e propria piazza, creando un nuovo luogo di aggregazione, vivibile e facilmente accessibile grazie anche ad un incremento delle aree pedonali. Il progetto, affrontando in dettaglio i 10 principi promossi dal bando, prevede una riduzione di circa 5,5 ettari dello spazio destinato alle auto e un incremento di circa 5,4 ettari dello spazio per i pedoni. La proposta prevede inoltre la piantumazione di 485 nuovi alberi, la creazione di una piazza multi-funzione e circa 2.400 mq di nuovi spazi per attività sportive e aggregative, nonché la realizzazione di un nuovo edificio per servizi e attività commerciali (ristorazione, spazi co-working, per eventi e di incontro tra artigianato e digitale) in prossimità di Piazzale Corvetto. La proposta è stata elaborata anche attraverso il confronto con la comunità locale e residenti, che hanno fornito input per l’elaborazione del progetto. È stato ipotizzato uno sviluppo per fasi in modo tale da controllare e garantire l’adattabilità della proposta.

Team vincitore
Federico De Angelis, Matteo Augenti, Mosè Colombi Manzi, Giorgia Cassi, Luca Forestiero, Vincenzo Cresi, Mariasole Facchi, Andrea Giunchedi & Davide Salvi | Università degli Studi di Milano – Bicocca, Politecnico di Milano & Università di Genova

Certo bella l’dea e l’impatto positivo che avrebbe se mai venisse realizzata. Uniche domande che ci poniamo sono: verrà mai attuato veramente? Come e dove sarà dirottato il traffico che giunge in città dall’autostrada A1, che qui ha il suo ingresso principale?

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

Informazioni: Comune di Milano

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

16 commenti su “Milano | Corvetto Gamboloita – Ripensamento del cavalcavia per ricucire il tessuto urbano”

  1. Finché non ci sarà un progetto definitivo per me rimarrà tutto come ora.

    Queste foto da render sono troppo perfette e non tengono conto di molte variabili: come fai a piantate più di 400 alberi su un viadotto?

    Anni fa c’era la proposta di abbatterlo con la sostituzione di una pista ciclabile per collegare Corso Lodi, Viale Lucania e Via Marocchetti verso Rogoredo… ma di quel progetto non se ne sente più parlare.

    Io resto dell’idea che il viadotto debba essere abbattuto e comunque la zona ha molti altri problemi visto che tutta, l’area e le vie limitrofi sono piazze di spaccio, abusivismo e bivacco

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    • Che sia un progetto abbastanza faraonico sono d’accordo. Che invece il progetto non contribuirebbe a ridurre il degrado della zona no.

      In Isola la piazza di spaccio e l’abusivismo si sono potuti eliminare solo dopo l’intervento di Porta Nuova.

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  2. Rimane un bel progetto!
    Piccolo o grande l’importante è fare, siamo a ridosso del futuro scalo di porta romana. Quello spazio fa da ingresso e così non va bene.

    Speriamo venga investito tempo e soldi.

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    • E l’accesso a Milano dall’autostrada del sole e dalla Tangenziale dove lo mettiamo?
      Vogliamo dare ulteriore spazio agli spacciatori sul cavalcavia pedonalizzato?
      Oltre il fatto che si continua ad ignorare che la cintura di piazza bologna- piazza Corvetto-piazza angilberto- incrocio Ripamonti costituivano un importante raccordo fi circonvallazione esterna fra est e sud.
      Le operazioni di riqualificazione effettuate in zona (piazza Angilberto per esempio)hanno per ora portato soltanto nuovi problemi, meglio evitare nuovi errori. Secondo me meglio puntare su una migliore pedonalizzazione del livello 0 della piazza Corvetto, magari facendo dei sottopassaggi auto che alleggeriscano la situazione. Tuttavia con la metropolitana la cosa potrebbe rivelarsi difficile.

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      • Appunto, c’è la metropolitana. Avere proprio bisogno di prendere l’auto sempre e per ogni spostamento?

        Certo, c’è chi ha cose da spostare, c’è chi ha il cane, il bambino, l’anziano genitore malato, ma io vedo una selva di persone che usano sempre e solo l’auto che sarebbero perfettamente in grado di spostarsi in altri modi ma scelgono sempre e solo quello.

        Ridurre gli spazi per le auto farebbe calcare anche l’uso delle auto. Non dico che tutti debbano andare in metro o in bici, ma magari si potrebbe riuscire a rendere inutile il cavalcavia spostando una percentuale di spostamenti automobilistici verso altri mezzi.

        Abbattere il cavalcavia poi renderebbe tutta la zona più bella e attrattiva, combattendo quindi degrado e spaccio.

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  3. vivo lì vicino e per quanto sono d’accordo con molti interventi di pedonalizzazione e traffic calming, questo mi sembra uno sperpero di denaro. L’asse viabilistico è importante e agisce da buffer con l’autostrada del sole, avendo percorso spesso il cavalcavia so in che stato si trova durante il traffico e quali flussi gestisce. Un idea potrebbe essere quella di trasformarlo in asse di trasporto pubblico, ma non ho le competenze per dirne le modalità

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  4. Bello, non vedo neanche le consuete sequoie sulle solette di cemento ma arbusti e realistici alberelli (scopiazzata anche la pavimentazione dal parente newyorkese).
    Ma questa è una visione, suggestiva eh, non un progetto: vediamo le simulazioni di traffico, vediamo dove vanno le macchine con i flussi attuali ed anche con una auspicabile riduzione e non illudetevi della poca pazienza dell’automobilista media potremmo scoprire che tollererà la mezz’ora di fila causata dalla riduzione di carreggiate.

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  5. E le macchine dove le fanno passare? Soprattutto tra le 7-9 e 17-19…tutti in via Toffetti e code a partire da Rogoredo???
    Riqualificazione si, ma pensiamo anche ai lavoratori che per lavoro e non per hobby devono prendere quella strada…

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