Ottobre 2025. La Giunta di Palazzo Marino ha approvato le nuove linee di indirizzo del Piano Straordinario per l’Abitare Accessibile, proposto dall’assessore al Bilancio, Demanio e Casa Emmanuel Conte. Il Comune di Milano rafforza così la propria regia pubblica sulle politiche abitative, facendo evolvere il Piano Straordinario per la Casa, avviato meno di un anno fa, con importanti novità.
Resta confermato l’obiettivo di 10.000 alloggi in 10 anni a canone accessibile (circa 400 euro al mese per 60 mq), destinati a lavoratrici e lavoratori con redditi compresi tra 1.500 e 2.500 euro.
Dopo la chiusura, lo scorso maggio, dei primi avvisi esplorativi, il primo bando sarà pubblicato tra ottobre e novembre 2025 e riguarderà l’area di via Demostene 10, nei pressi della M1 Gorla: sono previsti 33 alloggi, 1.500 mq di verde pubblico e 1.200 mq di spazi per servizi e negozi. (al link la storia dell’immobile abbandonato a Gorla)





“Con questa delibera – spiega l’assessore Conte – riaffermiamo la regia pubblica del Comune: non deleghiamo, ma guidiamo. Offrire alloggi a canone sostenibile è una scelta di giustizia urbana. Il nuovo Piano Casa si fonda su un rapporto virtuoso tra pubblico e privato per rispondere all’emergenza abitativa in modo innovativo, inclusivo e sostenibile”.
Le nuove linee di indirizzo introducono quattro strumenti operativi:
- Un concorso internazionale per la progettazione delle restanti aree, aperto a progettisti anche stranieri, accompagnato da indagini ambientali e analisi economico-finanziarie per garantire solidità ai progetti. L’obiettivo è creare quartieri sostenibili e accessibili, in linea con i principi europei di accessibilità, disponibilità, economicità e accettabilità.
- La valorizzazione del patrimonio pubblico, con il recupero di immobili ERP e di edifici comunali oggi destinati alla vendita. Il primo intervento sarà in via Trivulzio 18 (alla Maddalena – M1De Angeli-Gambara), dove verranno riqualificati 12 appartamenti tramite un bando previsto tra novembre e dicembre 2025.
- L’ampliamento del patrimonio abitativo, attraverso avvisi esplorativi per l’acquisizione di immobili di altri enti pubblici da destinare a edilizia sociale, utilizzando risorse già stanziate.
- La rigenerazione urbana, con la destinazione di alcune aree (via Betti, via Trevi, via De Notaris, piazzale Martesana e via Esterle) a funzioni pubbliche e verde urbano, per valorizzare spazi di natura e socialità.
Di seguito due immagini del palazzo di via Trivulzio 18, facente parte del complesso della Torre Trianto, realizzata di fronte al Pio Albergo Trivulzio a fine anni Novanta.


La strategia per l’abitare accessibile si fonda su tre pilastri:
- il Piano Straordinario Casa del 2024, ora rinnovato in chiave più inclusiva e sostenibile;
- la valorizzazione dell’ERP, con la riqualificazione di 2.500 appartamenti tra il 2025 e il 2027;
- una visione metropolitana, con il Progetto Sistema Abitare sviluppato insieme ai comuni di Cologno Monzese, Gessate e Gorgonzola.
“Questo Piano – conclude Conte – non riguarda solo la costruzione di case, ma la creazione di una città più vivibile, inclusiva e sostenibile. Rigenerare quartieri e comunità significa investire nella coesione sociale e nel futuro di Milano, costruendo una strategia condivisa con imprese, sindacati, Terzo settore, università e cittadini, per garantire che la casa resti un diritto, non un privilegio.”

- Referenze immaigni: Comune di Milano; Googlemap; Roberto Arsuffi
- Case Popolari, Edilizia Popolare, Edilizia a canone agevolato, Comune di Milano, Porto di Mare, Corvetto, Nosedo, Via Sant’Elia, Lampugnano, Via San Romanello, Quinto Romano, Via Demostene, Gorla