Milano, Fiera Tre Torri.
Ai margini del moderno skyline di CityLife sopravvive un angolo di Milano dall’atmosfera completamente diversa. Attorno a piazza Giulio Cesare si estende infatti un quartiere di villette e piccoli edifici residenziali sorti a partire dagli anni Venti del Novecento, quando quest’area iniziò a svilupparsi parallelamente alla realizzazione della nuova Fiera Campionaria. Fu infatti dopo il 1923, con la nascita dei padiglioni della cosiddetta “Nuova Piazza d’Armi”, che questo settore della città iniziò a trasformarsi, ben prima che il profilo dei grattacieli ridefinisse il panorama urbano.
A pochi passi da piazza Giovanni Amendola, su un lotto di dimensioni davvero ridotte, sorgono tre edifici molto diversi tra loro. Due sono eleganti villette realizzate tra il 1928 e il 1929 in stile neo-medievale, mentre la terza è una costruzione decisamente più recente, risalente agli anni Settanta.

Le due ville storiche ripropongono il gusto per il Medioevo tanto apprezzato in quegli anni, con torrette, merlature e dettagli architettonici ispirati ai castelli antichi. Una è il celebre Castello Pozzi, progettato da Livio Cossutti per Claudio Tridenti Pozzi e affacciato tra via Berengario 8 e via Benedetto Brin 1. Poco distante sorge un’altra villetta dalle forme molto simili, anch’essa caratterizzata da un ricco apparato decorativo neo-medievale che contribuisce a rendere questo piccolo angolo di città davvero insolito.

Entrambi gli edifici, tuttavia, avrebbero ormai bisogno di un accurato intervento di restauro. Il Castello Pozzi è noto anche per aver ospitato l’installazione artistica Castello di carte da gioco, ideata da Elio Fiorucci insieme alla sorella Floria Fiorucci e a Ottavio Missoni, che per alcuni anni ha caratterizzato la facciata della villetta e segnalava la presenza dell’omonima galleria d’arte ospitata all’interno.


Di tutt’altra epoca è invece il piccolo condominio di via Berengario 10, con accesso anche da via Ambrogio Spinola 15. L’edificio è attualmente interessato da un intervento che prevede il recupero del sottotetto e la realizzazione di un nuovo piano abitabile.
Una trasformazione che, personalmente, lascia più di una perplessità. A nostro avviso l’elevazione risulta piuttosto invasiva rispetto alle proporzioni e al carattere originario dell’edificio. Se fossimo stati chiamati a esprimere un parere in sede di Commissione Paesaggio o di Soprintendenza, probabilmente avremmo scelto una soluzione differente. Ma, come spesso accade negli ultimi anni, questo genere di interventi sembra trovare sempre più facilmente il via libera.
Sembra inoltre che il vecchio sottotetto, prima dell’avvio dei lavori, sia stato oggetto di una vendita all’asta giudiziaria. Al momento, però, non siamo riusciti a reperire ulteriori informazioni, anche perché il cantiere è privo dei consueti cartelli informativi che consentirebbero di conoscere con precisione natura dell’intervento, progettisti e committenza.












- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Fiera, Tre Torri, viale Berengario, viale Ezio, viale Belisario, viale Cassiodoro, via Ambrogio, via Spinola, via Senofonte, Arredo Urbano, Gio Ponti, Architettura, piazza Giulio Cesare, Pompeo Wolf, Mario Asnago, Claudio Vender