Milano | Cascina Merlata – Dal Bosco della Merlata alla nuova scuola Andrea Spezzacatena

Milano, Cascina Merlata.

Settembre 2026. A Cascina Merlata, nel moderno quartiere di UpTown, è stata finalmente completata ed apre ai primi scolari, la nuova scuola di via Emanuele Jona 5 (“iona” e non “giona”, come molti diranno), un edificio che, dobbiamo ammetterlo, ci piace particolarmente per come è stato concepito e inserito nel contesto.

Il nuovo plesso scolastico, destinato ad accogliere circa 900 alunni, è stato intitolato ad Andrea Spezzacatena, il quindicenne morto nel 2012 dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo, la cui storia è divenuta nota anche grazie al film Il ragazzo dai pantaloni rosa. La proposta di intitolazione era partita dal Collegio docenti dell’Istituto Comprensivo Giosuè Borsi, al quale fa capo la nuova scuola.

Un progetto nato con Cascina Merlata

La realizzazione dell’istituto rientra nelle opere pubbliche previste nell’ambito dello sviluppo di Cascina Merlata-UpTown, promosso da EuroMilano. Il progetto venne presentato pubblicamente nel 2020, mentre il cantiere prese concretamente avvio nel 2022.

I tempi, dunque, si sono allungati rispetto alle previsioni iniziali: al momento della presentazione l’apertura era indicata per l’anno scolastico 2023/2024, mentre il nuovo complesso entrerà effettivamente in funzione con l’anno scolastico 2026/2027.

Il progetto architettonico porta la firma di Onsitestudio, studio milanese fondato dagli architetti Giovanna Floridi e Angelo Lunati, vincitore del concorso di idee bandito da EuroMilano. Alla progettazione ha collaborato anche Sio Engineering per gli aspetti ingegneristici.

Ed è proprio l’architettura uno degli aspetti che troviamo più riusciti dell’intervento.

Una scuola che non è il solito “scatolone”

Il complesso non si presenta infatti come un unico grande volume compatto, ma come un organismo articolato, formato da diversi corpi collegati tra loro e organizzati attorno agli spazi comuni e alle aree aperte.

Una composizione che riesce a conferire all’insieme una dimensione quasi urbana, fatta di edifici, corti, percorsi e spazi verdi, evitando quell’aspetto inevitabilmente monumentale e un po’ impersonale che caratterizza molti grandi complessi scolastici.

La scuola comprende 5 sezioni dell’infanzia, 15 classi della primaria e 9 della secondaria di primo grado, oltre a numerosi spazi dedicati alle attività collettive e didattiche.

Sono presenti una palestra adatta anche all’attività agonistica, uno spazio multifunzionale utilizzabile come palestra e auditorium, due mense, nove laboratori, una biblioteca e ambienti destinati alle attività integrative e parascolastiche. All’esterno trovano posto campi per pallavolo e basket, spazi per l’atletica, un’aula all’aperto e persino un orto-frutteto didattico.

L’edificio è stato inoltre progettato secondo standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), con impianti a basso consumo energetico, pannelli radianti, teleriscaldamento, ventilazione meccanica controllata e pannelli fotovoltaici.

La ciminiera della Fornace Dall’Acqua

Ma l’elemento che rende questo progetto ancora più interessante è il rapporto instaurato con la storia del luogo.

Al centro del complesso svetta infatti la grande ciminiera in mattoni dell’ex Fornace Dall’Acqua (nella foto a seguire la ciminiera originaria nel 2014), diventata una sorta di fulcro visivo della nuova scuola.

Quella che vediamo oggi non è però integralmente la struttura originaria: durante le bonifiche dell’area nel 2014 la vecchia ciminiera si era rivelata pericolante e venne quindi smontata e successivamente ricostruita, mantenendone forma, posizione e valore testimoniale.

Una scelta che troviamo particolarmente riuscita, perché consente di conservare almeno il segno più evidente del passato industriale di quest’area, trasformandolo in elemento caratterizzante del nuovo complesso. Il mattone della ciminiera dialoga così con le geometrie contemporanee della scuola, ricordando a studenti e abitanti che questo luogo, sino a non molti decenni fa, aveva tutt’altra funzione e tutt’altro aspetto.

Prima della scuola, la fornace. E prima ancora il bosco

La storia di quest’angolo di Milano, però, va ancora più indietro.

Prima dell’espansione della città e degli insediamenti industriali, qui si estendeva il celebre Bosco della Merlata, vasta area boschiva che occupava questa parte della pianura a nord-ovest di Milano.

Un bosco entrato anche nelle cronache milanesi per una ragione non proprio edificante: la zona era nota per essere rifugio di briganti e malviventi che assalivano viandanti e carrozze lungo le strade dirette verso Milano. Fra i nomi tramandati dalle cronache figurano anche quelli di Legorino e Scorlino, briganti divenuti quasi leggendari.

Con il passare dei secoli il bosco venne progressivamente eliminato. Il terreno della zona, particolarmente ricco di argilla, favorì infatti lo sviluppo di numerose fornaci per la produzione dei laterizi: l’argilla veniva estratta direttamente dal terreno, mentre il legname del bosco poteva essere utilizzato come combustibile.

Fu così che il paesaggio cambiò radicalmente e alle aree boscate subentrarono cave, fornaci e attività produttive.

Tra queste vi era proprio la Fornace Dall’Acqua, della quale oggi sopravvive simbolicamente la grande ciminiera.

In qualche modo, dunque, nello stesso luogo possiamo leggere ancora le diverse epoche attraversate da questa parte di Milano: il Bosco della Merlata, le cave d’argilla e le fornaci, l’abbandono delle attività produttive, la grande trasformazione urbanistica di Cascina Merlata e infine la nascita di UpTown e della nuova scuola.

Una scuola rivolta al futuro senza cancellare il passato

Ed è forse proprio questo l’aspetto che apprezziamo maggiormente del nuovo complesso di via Jona.

In una città dove troppo spesso ogni trasformazione sembra voler cancellare completamente ciò che esisteva prima, qui si è cercato almeno di mantenere un filo con la memoria del luogo. Certo, della vecchia fornace praticamente non rimane più nulla e persino la ciminiera è stata ricostruita, ma quel grande segno verticale continua a raccontare, almeno simbolicamente, ciò che qui si trovava un tempo.

Attorno ad essa è sorta un’architettura contemporanea che troviamo interessante, articolata e soprattutto pensata per essere vissuta dai ragazzi, con corti, spazi aperti, verde e funzioni differenti.

Un bel modo, ci sembra, per trasformare un pezzo di città: una scuola rivolta al futuro costruita attorno alla memoria del proprio passato.

  • Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi; Luigi Petrazzoli, Google
  • Milano, Cascina Merlata, Uptown, East Uptown, Città Contemporanea, via Daimler, Via Pier Paolo Pasolini, Studio Scandurra, Antonio Citterio e Patricia Viel, Beretta Associati, Greenway, scuola Andrea Spezzacatena
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

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