Milano, Cinque Vie.
Ottobre 2026. In piazza Pio XI, davanti al Palazzo dell’Ambrosiana, dal 2014 si trova una scultura progettata dal celebre architetto Daniel Libeskind. Un’opera che, a dire il vero, sembra essere rimasta piuttosto invisibile agli occhi dei milanesi e dei turisti.
La scultura è composta da un reticolo metallico disposto geometricamente e inclinato, ancorato a un grande disco circolare sul quale è riprodotta una pianta di Milano attribuita a Leonardo da Vinci.

Il significato dell’opera richiama la storia più antica della città. La pianta leonardesca di Milano evidenzia infatti il tracciato delle mura e dei bastioni e pone idealmente il centro urbano proprio nell’area dell’Ambrosiana. Una collocazione particolarmente significativa perché, come hanno confermato anche gli scavi archeologici, la Biblioteca Ambrosiana sorge in corrispondenza dell’antico Foro della Mediolanum romana, presso l’incrocio tra cardo e decumano, i due principali assi attorno ai quali si organizzava la città.
Sin dalla sua installazione, la scultura è stata circondata da una balaustra metallica, probabilmente per impedire che la struttura, facilmente accessibile, potesse essere utilizzata come gioco dai bambini o per altri usi impropri.
Nel corso degli anni noi di Urbanfile l’abbiamo fotografata e monitorata più volte (al link il precedente articolo del 2020). E, al di là del giudizio estetico – a noi, diciamolo, non è mai sembrata particolarmente riuscita –, colpisce soprattutto quanto l’opera sembri essere stata dimenticata. Raramente vediamo qualcuno fermarsi ad osservarla o fotografarla, quasi fosse diventata un elemento invisibile della piazza.
Il problema, però, non è soltanto estetico. Da tempo la struttura mostra evidenti segni di degrado: la ruggine sta progressivamente intaccando il metallo, la verniciatura appare deteriorata e ossidata e, soprattutto nei mesi più caldi, le erbacce finiscono spesso per invadere lo spazio circostante, come abbiamo documentato più volte.













Negli ultimi anni (dal 2022 circa) la situazione della piazza è stata inoltre complicata dal grande cantiere per la ristrutturazione dell’edificio della Banca d’Italia, il massiccio palazzo bianco che domina il lato settentrionale di piazza Pio XI e che ha inevitabilmente ridotto gli spazi disponibili.
Non conosciamo le dinamiche di quanto accaduto e, naturalmente, non possiamo attribuire responsabilità. Tuttavia, questa mattina abbiamo trovato la balaustra che protegge la scultura vistosamente danneggiata: una parte risulta sollevata e divelta, tanto che persino uno dei masselli della pavimentazione in pietra è stato spostato. L’impressione è che qualcosa – forse un mezzo durante una manovra – possa averla urtata con una certa forza.
Speriamo quindi che il danno venga presto riparato e che l’occasione possa servire anche per una manutenzione complessiva dell’opera e dello spazio che la circonda.
Perché, bella o brutta che la si consideri – e noi qualche dubbio estetico continuiamo ad averlo –, una scultura collocata nello spazio pubblico nel cuore di Milano merita comunque cura e attenzione. Altrimenti, oltre a essere ignorata, rischia di diventare anche l’ennesimo piccolo simbolo di incuria urbana.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Ambrosiana, Cinque vie, Cordusio, Daniel Libeskind, piazza Pio XI, scultura
Metodologia censurabile, ma l’idea di fondo di sradicare questo orrore è senz’altro condivisibile.
SPERIAMO SIA LA VOLTA BUONA CHE LA TOLGANO E LA RENDANO AL MITTENTE – BRUTTISSIMA!! Con il meccano si fanno cose migliori
Di capolavori così possiamo anche farne a meno.
Con i monumenti MIlano non ci azzecca molto, a parte le statue degli uomini illustri tutti NON nelle piazze che portano il loro nome, Manzoni in piazza san fedele, Verdi in piazza Buonarroti ecc…
tra questa, l’ago e il filo e il pisciatoio dedicato a Pertini non saprei scegliere quale smantellare per prima.
Nel caso, non ci mancherà.
A volte sembra abbiamo un’attrazione per il brutto…questa “scultura” era uno dei casi. Ciò no toglie che resta uno dei (tanti…troppi!) atti vandalici in teoria inaccettabili….ma davanti ai quali, tutti tacciono