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Milano | Arte – Le sculture di Carlo Ramous vivono ancora a Milano

Un articolo di Davide Chiesa – Designtellers

https://www.youtube.com/watch?v=20lCFAmByWQ

Di ritorno da un mio viaggio recente sono atterrato all’aeroporto di Malpensa e mentre mi recavo come al solito al parcheggio per riprendere la mia macchina mi sono imbattuto in quello spazio espositivo che c’è tra i Car rentals e la fermata del Malpensa Express, che si chiama La Porta Di Milano. Lì per lì sono entrato come entro normalmente in questo spazio, un po’ distratto, pensando a quello che ho da fare una volta rientrato in città, ma questa volta qualcosa di estetico e di familiare mi ha fatto rallentare e mi sono presto reso conto che stavo attraversando uno spazio dedicato alle sculture di Carlo Ramous.

 

 

È probabile che in molti si chiedano: “Ramous, chi era costui?” ma sfido chiunque abiti o lavori a Milano a dirmi che non ha mai visto il “Cigno” di Piazza Conciliazione. Ebbene quella è una delle tante sculture sparse per le vie e le piazze che ci ricordano l’opera di questo artista milanese che tanto ha lasciato alla nostra città. Il “Cigno” (ho sentito anche la “Zeta” negli anni) in realtà si chiama “Gesto per la Libertà” ed è stata esposta in Piazzetta Reale per la prima volta nel 1974 insieme ad altre sculture chiamate Arco, Timpano, Con­tinuità, Anelito, Sviluppo, e successivamente sistemata dove l’abbiamo sempre vista.

 

 

Terminata quella mostra, Arco, Timpano, Continuità, Anelito e Sviluppo vennero trasportate per essere esposte a Parma; ma quell’esposizione non venne mai realizzata e per 37 anni sono rimaste abbandonate e dimenticate in un deposito comunale. Nel 2011 l’ingegner Walter Patscheider le ha ritrovate, sfregiate dalle forche e dalle benne dei mezzi di cantiere usati per il loro trasporto, ammassate in un campo, ricoperte di macerie. Con un grande lavoro di restauro e con l’aiuto di bozzetti originali esistenti, oggi possiamo ammirare Arco alla fermata della metropolitana lilla San Siro Ippodromo in uno spazio urbano ben qualificato, mentre Timpano e Continuità sono esposte dal 2013 nel giardino della Triennale di Milano. Ma non sono le uniche, se giriamo un po’ per la città con l’occhio attento ci possiamo imbattere anche in “Monumento ai caduti dell’Isola” in Piazzale Segrino e in “Finestra nel cielo” in Piazza Guglielmo Miani, dedicata ai “Caduti per la Libertà”, a testimonianza del fatto che questo artista milanese non è stato per niente dimenticato e in questi anni sta invece avendo il giusto riconoscimento che spetta alla sua opera.

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Alcuni cenni biografici su Carlo Ramous

Carlo Ramous nasce a Milano nel 1926; frequenta il Liceo Artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, per poi continuare gli studi presso l’Accademia di Brera con Marino Marini e Giacomo Manzù, dove espone per la prima volta un’opera nel 1946. La serie delle mostre personali di rilievo comincia più tardi, con mostre importanti presso la Galleria del Milione di Milano (1956), la Galleria del Cavallino di Venezia (1962) la Galleira Jolas (1971). Risale al 1962 la sua prima partecipazione con un gruppo di opere alla Biennale di Venezia, dove viene presentato da Gillo Dorfles. Vi tornerà dieci anni più tardi (1972) con una sala all’interno della rassegna Aspetti della scultura contemporanea, con uno stile completamente mutato. Mentre la critica più attenta, sia in Italia sia all’estero, scrive del suo lavoro (Giuseppe Marchiori, Giovanni Carandente, Guido Ballo, Enrico Crispolti, Herta Wescher, Marco Valsecchi), Ramous avvia una importante collaborazione con l’architetto Mario Tedeschi, che porta alla realizzazione delle facciate a rilievo per le chiese di Santa Marcellina a Milano e San Giovanni Bosco a Baggio, inizio di una lunga collaborazione con architetti e progettisti ben rappresentata dal monumentale intervento sullo stabilimento tipografico di Cino Del Duca progettato da Tullio Patscheider a Blois.

La sua scultura assume presto una importante dimensione urbana, ben rappresentata dalle grandi mostre di sculture all’aperto nel centro storico di Parma nel 1973 e in Piazzetta Reale a Milano nel 1974. Una delle opere esposte allora, Gesto per la libertà, troverà collocazione nel 1981 in piazza Conciliazione a Milano, prima di una serie di grandi sculture collocate dall’artista in Italia e all’estero, fino alla realizzazione di Ad astra nel Chou Park a Chiba City, in Giappone (1992).

Carlo Ramous muore a Milano nel 2003.

 

CARLO RAMOUS. SHAPING THE SPACE

Aeroporto di Milano Malpensa, Porta di Milano (Terminal 1)

Prorogata fino al 15 ottobre 2018

 

Orari: dalle 8.00 alle 22.00

Ingresso libero

Infomazioni: tel. 02 232323

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


2 thoughts on “Milano | Arte – Le sculture di Carlo Ramous vivono ancora a Milano

  1. Crusca

    I “car rentals” ci saranno a JFK o a Heathrow, a Malpensa ci sono gli autonoleggi.

    Siamo italiani, usiamo l’italiano grazie, almeno quando la nostra lingua ha termini altrettanto efficaci di quelli inglesi.

    PS: Sì, lo so, il tema dell’articolo sono le sculture di Ramous, e mi sto soffermando sui dettagli e bla bla, ma non si può scrivere un articolo sull’arte e l’estetica e poi piazzarci in mezzo un obbrobrio del genere.

    Anche la lingua ha una sua estetica, chi non la sa cogliere, come la può cogliere davvero in altri ambiti?

    1. Maria Grazia Ramous

      Sono la figlia dello scultore Carlo Ramous ho letto la sua opinione della mostra e mi dispiace dirlo non sono d’accordo su quello che ha scritto. Bisogna conoscere l’arte moderna e prima di scrivere queste cose si deve informare. Le sculture di mio padre sono astratte.

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