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Milano | Porta Nuova – La Ca’ Brütta, volutamente brutta

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La Ca’ Brütta è un edificio abitativo di Milano sito in via della Moscova, all’angolo con piazza Stati Uniti d’America, uno dei simboli dell’ambiente milanese degli anni Venti/Trenta. È così chiamata a causa dello scalpore che suscitò all’epoca per via dell’uso stravagante di elementi del linguaggio classico sistemati apparentemente in modo disordinato. Fu l’opera prima dell’architetto Giovanni Muzio, il progettista di maggior prestigio della corrente architettonica definita “Novecento”, per analogia con il contemporaneo movimento artistico. Edificio assai particolare che manifesta l’interesse dell’architetto per il modernismo ed il suo stretto legame con i pittori metafisici, è costituito da due corpi, spezzati da una via privata che aumenta gli affacci interni ed interlaccia il massiccio edificio al contesto urbano. La facciata è suddivisa in fasce orizzontali di cui la più bassa è formata da corsi di travertino; la seconda è caratterizzata da intonaco grigio steso “alla francese”, mentre la terza, in alto, è rivestita di marmo bianco, rosa e nero. Si nota un largo uso di elementi classici, la cui rigidità e simmetria è però dissolta nella disposizione delle finestre su via Turati ed in altri elementi tipicamente asimmetrici. Da notare anche l’accuratezza tecnica e l’attenzione al particolare costruttivo, che saranno tipiche di Muzio per tutta la sua carriera.

Da Wikipedia

Secondo me se un edificio come questo, con due consolati al suo interno – quello francese e quello giapponese – si fosse trovato a Parigi Londra o Madrid, sarebbe stato sicuramente oggetto di cure ben più attente. Credo che non sia mai stato ripulito dal tempo in cui venne completato, e questo lo si percepisce dalle sue pareti esterne, sporche e scolorite. Cosa alquanto brutta a vedersi è poi il parcheggio situato nello spazio tra i due corpi del complesso, uniti da un arco a tre fori molto bello. Il parcheggio è buttato lì senza alcun criterio, delimitato da semplici catenelle. In poche parole, ecco un altro esempio di come Milano non si curi dei propri capolavori architettonici. Spero almeno in una ripulitura per il 2015.

Di seguito una galleria fotografica che mostra come sia l’attuale stato di quest’edificio, così importante per la storia di Milano.

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Dipinta da Marco Petrus

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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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