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Milano | Vetra – I ruderi alle Colonne

Un tempo sull’attuale sagrato che sorge fra le Colonne di San Lorenzo e la Basilica c’era un intero isolato costituito da vecchi edifici popolari che creavano una barriera tra la Basilica e le Colonne stesse. Durante gli anni Trenta questo blocco continuo di case iniziò ad essere considerato troppo fatiscente per essere preservato. Si incominciò pertanto ad abbattere questi edifici, così da dare maggiore respiro e monumentalità alla Basilica. Il piano prevedeva l’isolamento da altri edifici dell’arco medioevale, delle Colonne e della Basilica. Successivamente si procedette all’abbattimento delle costruzioni lungo Corso di Porta Ticinese, iniziando lungo il lato sinistro, dove si iniziò a costruire edifici secondo il gusto urbano di quegli anni Trenta. Stessa sorte era riservata anche al lato destro ma, con l’inizio del Secondo conflitto mondiale e i relativi bombardamenti, i lavori si interruppero. I segni della distruzione di quegli anni sono ancora presenti davanti al famoso colonnato.

Di fianco alla Porta Medioevale c’era il Vicolo dei Fabbri che univa il Corso con via Cesare Correnti e l’allora Pusterla dei Fabbri. Oggi questo vicolo risulta frazionato in tre parti separate a seguito di un piano regolatore che, una volta ultimato, avrebbe dovuto cancellarlo; un piano che avrebbe trasformato l’intera zona in un quartiere moderno, secondo noi però troppo moderno e rivoluzionario per l’importanza storica del luogo.
Negli anni Quaranta e Cinquanta si riprese a costruire. Un solo edificio fu però ultimato, un palazzo di sei piani innalzato per riparare ai danni del Conflitto mondiale. Per il resto l’immobilità assoluta, ruderi post-guerra circondati da recinzioni in legno che avrebbero dovuto essere temporanee e che sono invece ancora lì dopo quasi settant’anni. Insomma, una situazione alquanto brutta per un luogo così importante monumentalmente e storicamente.

Corso Di Porta Ticinese all’altezza delle Colonne negli anni venti
Durante le demolizioni del 1934
Le Colonne di San Lorenzo nel 1923

 

Spesso ci siamo chiesti come potere ricucire questo strappo nel tessuto urbano in un luogo così importante come questo.

 

 

 

La nostra idea sarebbe più o meno questa: costruire un bel palazzo che colmi il vuoto lasciato dalle devastazioni dei bombardamenti; un edificio che riproponga le linee classiche senza la pretesa di copiare nulla di quanto ci fosse precedentemente, non troppo pretenzioso insomma, perché qui gli unici protagonisti indiscussi devono restare le Colonne, la Basilica e l’arco medioevale. Il palazzo lo immaginerei di tre piani, con negozi a livello strada e alte finestre come quelle del palazzo giallo lì vicino. Alla sinistra lascerei la piazzetta creata dopo gli sventramenti e unirei l’edificio alla palazzina anni Cinquanta. Così ricostruito, il nuovo palazzo nasconderebbe l’unico elemento “di disturbo” in questo contesto antico e riporterebbe la via a com’era più o meno cent’anni fa.

 

 

 

 

 




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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