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Milano | Porta Ticinese – Museo Diocesano, il progetto nel cassetto

In Corso di Porta Ticinese dopo più di sessant’anni sono ancora visibili tracce delle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. A queste si aggiungono i retaggi irrisolti di un piano regolatore (ante e post bellico) scellerato, che prevedeva la demolizione di tutto il quartiere antico per ricostruire il tessuto urbano lasciando le due chiese (San Lorenzo e Sant’Eustorgio) e la porta medioevale al centro di spiazzi enormi. Questo piano regolatore non è stato fortunatamente seguito fino in fondo ma ci ha lasciato un corso di Porta Ticinese con fronti non allineati ed edifici ad angolo non coerenti. Questo accade, ad esempio, all’altezza dell’entrata al Museo Diocesano: questo spazio indefinito è ora occupato da un parcheggio improvvisato, una stazione di BikeMi e un’aiuola selvatica. L’ingresso al Museo realizzato con una “temporanea” struttura in legno, da almeno 5-7 anni conferisce al tutto un aria precaria, da cantiere. Nel 2008 venne presentato un progetto abbastanza dinamico, che usciva dai soliti schemi cubici: una sorta di tettoia in rame che avrebbe unito i muri ciechi delle case adiacenti accompagnando i visitatori all’ingresso del museo o a quello del Parco delle Basiliche. Probabilmente a causa della scarsità di finanziamenti, cosa frequente in Italia per iniziative a carattere culturale, il nuovo edificio per ora rimane un miraggio e lo spazio antistante il Museo resterà ancora per un tempo indefinito un luogo desolante.

 

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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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