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Guai a CityLife, gli acquirenti in rivolta

Esposto di Federconsumatori all’Autorità garante del mercato: 230 appartamenti costati fino a 12mila euro al metro quadro avrebbero dovuto essere consegnati un anno fa, ma ancora non si è visto nulla. Intanto la crisi ha ridimensionato il progetto, uno dei più importanti in città, facendo sparire asili e musei. “Potremmo chiedere l’annullamento dei contratti”.

La prima parte dei lavori, tra cui i primi sette edifici con i relativi appartamenti già acquistati, avrebbe dovuto concludersi nella prima metà del 2012 ma, come detto, a oggi nessun inquilino ha ancora ricevuto le chiavi di casa. Il completamento della parte restante delle opere era stato inizialmente previsto per il 2015, data d’inizio dell’Expo meneghino, ma la nuova proroga ha rinviato il tutto al 2023. Il progetto, nel frattempo, è stato ridimensionato causa crisi immobiliare. Tradotto, elementi chiave come la Park Tower, tre edifici residenziali con vista sul piazzale Giulio Cesare dell’architetto Libeskind, il Museo di Arte Contemporanea, il Museo dei Bambini, la scuola materna e il nido non verranno realizzati. Gli abitanti del quartiere, insomma, si troveranno ora a fare i conti, nella migliore delle ipotesi, con altri 8 anni di lavori, per ottenere in definitiva un risultato diverso da quello prospettato inizialmente.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


2 thoughts on “Guai a CityLife, gli acquirenti in rivolta

  1. anthony

    beh, che dire, con quello che costano al mq hanno assolutamente ragione!!! se anche dessero ora le chiavi sarebbero in mezzo a polvere, rumori e lavori ancora a lungo…
    io che abito lì dietro non sono assolutamente felice né dei tagli né del fatto che i lavori vadano avanti fino al 2023, soprattutto perchè la mia via è una di quelle coinvolte nel “provvisorio” cambio di viabilità, e dove il traffico, per le deviazioni, è aumentato del 1000% (prima la mia via non se la filava nessuno, ora è passaggio obbligato).
    vogliamo aggiungerci che la giunta non si è nemmeno degnata di inserire la via tra quelle che necessitano un rifacimento dell’asfalto? pare un groviera…

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