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Milano | Ponte Seveso – Via Gluck e i dintorni

Ho fatto un giretto in Via Cristoforo Gluck, tornata recentemente alla ribalta dopo alcune recenti dichiarazioni di Adriano Celentano e l’annuncio del Comune di voler deliberare la richiesta di vincolo paesaggistico per quattro aree della città, tra cui appunto il tratto di strada di cui stiamo parlando. Congiuntamente a questo, per iniziativa di alcune associazioni e del consiglio di Zona 2, al civico 14 – dove il cantante è nato – si penserebbe di apporre una targa con alcuni versi della celeberrima canzone di Celentano presentata al Festival di Sanremo del 1966. Queste decisioni però sembrerebbero non piacere al Molleggiato, che così replica a Palazzo Marino: “Ormai è tardi, è una delle strade più brutte di Milano”.

Non capisco cosa voglia dire il cantante con la sua dichiarazione: “E’ una brutta via”. A mio avviso ce ne sono di ben peggiori. Forse vorrebbe la Gluck di cinquant’anni fa, dove il verde sconfinato si trovava a neanche due isolati da lì? Mi sa che ha sbagliato epoca ed è rimasto un po’ indietro col naturale progresso urbano di qualsiasi città del mondo.
Ribadisco che, secondo me, Via Cristoforo Gluck non è così tremenda, nonostante si trovi lungo il lato più anonimo della Stazione Centrale. Ad un occhio attento troviamo invece alcuni bei palazzi di inizio Novecento, di edilizia popolare ma ben conservati. Piuttosto sono le vie intorno ad essere un po’ abbandonate a se stesse.

Partiamo dall’incrocio con Viale Lunigiana: la strada è alberata, ma credo sia da lungo tempo uno dei peggiori viali di Milano, con innumerevoli autovetture parcheggiate ovunque che creano solo disordine, la pesa ormai in disuso, rotaie di tram abbandonate e anch’esse invase dalle solite automobili. Inoltre proprio all’incrocio con via Gluck, tra macchine e motorini selvaggiamente posteggiati, si trova uno spazio abbastanza ampio con un bagno pubblico al centro ed un cartello pubblicitario. Ci fosse un’aiuola con qualche fiore ed un paio di alberi il miglioramento sarebbe immediato.
Nei pressi di Via Giuseppe Bruschetti mi sono accorto che tutti i cestini della zona straripano di immondizia, come se l’AMSA non passasse da giorni da quelle parti.
Via Edolo è l’apoteosi del disordine, con auto sistemate a lisca di pesce ma senza un criterio serio. Anche l’altro tratto di Viale Lunigiana, quello dopo Melchiorre Gioia – e qui concludo il piccolo tour in Ponte Seveso – riserva le sue sorprese: un’auto maleducatamente abbandonata sul verde sembrava esplodere tanto era imbottita di materassi che straripavano da alcuni finestrini semiaperti. Per fortuna qualche architettura di qualità c’è anche qui.

Ponte Seveso meriterebbe un’attenzione migliore.

 




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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