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Milano | Varesine – La città perfetta, prima parte

Ecco una serie di foto scattate da noi durante quest’ultimo week-end alle Varesine dopo l’apertura del percorso pedonale che unisce finalmente Piazza Gae Aulenti con Via Galileo Galilei e Piazza Della Repubblica. La nuovissima Piazza Alvar Aalto (designer e accademico finlandese, tra le figure più importanti nell’Architettura del XX secolo, 3 febbraio 1898, 11 maggio 1976) posta ad un’alterzza pari ad un piano molto alto, presenta al centro una piccola aiuola al centro di una leggera piramide molto schiacciata. Qualche panchina e futuri negozi che apriranno sotto le torri. Peccato non sia stata pensata una vera discesa per le bici, ma solo ascensori e scivoli lungo le scale. Comunque uno spazio molto d’effetto. Si scende al piano giardinetti, geometrici, posti tra le torri e le villette. Un giardinetto molto bello e rilassante per sostare, passeggiare all’ombra dei grattacieli. Siamo anche saliti al 25° piano della torre Diamante, aperta in via eccezionale. Possiamo dire che in questo spazio, escludendo magari la parte architettonica che può piacere o meno, ma pare di essere all’estero, perché noi non siamo abituati a certa qualità urbana.

Piazza Alvar Aalto

Le scalinate

Il bel giardino delle Varesine

Il panorama dal Diamantone


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


One thought on “Milano | Varesine – La città perfetta, prima parte

  1. alessandrodoniselli

    Pubblicate sempre foto ed articoli interessanti. E’ da un po’ che non passo in quella zona e noto con piacere che hanno finalmente finito i lavori.
    Sicuramente, negli ultimi anni, si è fatto un passo avanti importante a livello di qualità progettuale, architettonica ed estetica di edifici, ma soprattutto di giardini, piccoli zone verdi residuali e spazi pubblici in generale, con una cura dei dettagli di arredo urbano che spesso è stata trascurata in passato.
    Detto questo però, al quartiere per essere definito perfetto (sempre che questa dicitura possa essere attribuita) a mio avviso manca una cosa che nella maggior parte dei casi viene “dimenticata” quando si realizzano interventi simili: manca sempre un programma urbano capace di introdurre nella zona cluster di attività in grado di rendere la zona attiva ed attrattiva durante tutto l’arco della giornata e non solo come zona di lavoro o residenza. Senza fare questo, l’intervento, al di là del solo aspetto esteriore (e di qualche caratteristica tecnica), si differenzia poco dalle esperienze di urbanizzazione razionalista o del movimento moderno (in Italia) soprattutto dal lato sociale dell’architettura.

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