Milano | Cinque Vie – Come perdere la facciata dopo la II Guerra Mondiale

Di fronte a piazza Santa Maria Beltrade, sul lato opposto di via Torino, è situato un complesso edilizio degli anni 50 appartenente un tempo alla Banca Commerciale di Milano.


Fino all’inizio del novecento questa stessa area era occupata da semplici case private a quattro piani, con apertura ad arco sulla strada come risulta da alcuni disegni rinvenuti nell’archivio storico civico. Nel 1908 i fratelli Daccò comprarono dai consorti Maccia, dall’opera Pia Visconti di Montrone e dalla famiglia Cogliati, le case di via Torino 21, via Unione 1 e 3 e via Falcone 4. L’idea era costruire un nuov edificio per la Milano del futuro, proiettata alle grandi città europee, dove i grandi magazzini imperavano nelle vie commerciali. Così già dall’anno seguente i Daccò incaricarono lo studio Lavaini Dovara di progettare quest’edificio commerciale. I progetti, realizzati dal 1909 al 1913 mostravano l’intenzione di fabbricare un edificio a cinque piani fuori terra la cui imponenza doveva evidentemente sottolineare la stabilità finanziaria della casa di commercio. Il palazzo doveva presentare grandi finestroni ai piani commerciali e una ricca decorazione. Le testate d’angolo di via Unione e via Falcone, in cui si aprivano gli ingressi, furono progettate a completare l’elegante imponenza dell’edificio due alte cupole a lucernario poste alla sommità degli angoli, come mostra chiaramente un disegno prospettico dell’epoca. In un secondo tempo si rinunciò alla cupola sull’angolo di via Falcone.
Lo stabile fu terminato all’incirca nel 1915 così riproposto riqualificava il volto della via Torino, donando un aspetto imponente e raffinato e facendole dimenticare l’antica denominazione di “Malcantone”.

Durante un’incursione aerea dell’agosto 1943 l’edificio subì gravi danneggiamenti. Constatata l’impossibilità di ripristinarne la costruzione nel suo aspetto originario e soprattutto nelle decorazioni delle facciate quasi interamente andate distrutte, il fondo di previdenza della Banca Commerciale presentò al Comune di Milano nel luglio del 1946 un progetto redatto dall’ingegner Mariani che prevedeva il mantenimento della struttura originaria dell’edificio pur cambiandone completamente le caratteristiche interne e di facciata. Lo schema compositivo delle nuove facciate, pur segnando l’originario andamento della cortina priva di aggetti, venne completato con il rigido schema dell’architettura degli anni Trenta.

Oggi del bel palazzo commerciale ci sono rimaste le graziose colonne che si trovano nei negozi al piano terra (anche qualche stucco nel soffitto, sempre all’interno degli spazi commerciali) e le foto d’epoca giunte sino a noi, anche se per ora abbiamo trovato solo una visione da lontano con cupoletta che sovrastava le vecchie case della via centrale.

Purtroppo non siamo mai riusciti a trovare altro materiale storico del palazzo vecchio.

Le colonnine superstiti all’interno dei negozi

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