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Milano | Crescenzago – La chiesa dei Re Magi

Nascosta tra i palazzoni di Viale Palmanova, si trova una piccolissima chiesetta antica. Si tratta della Chiesa dei Santi Re Magi nella località detta Corte Regina a Crescenzago (quartiere a nord est di Milano). Incastrata tra via Palmanova e via Rottole, si affaccia su Via Regina Teodolinda. In origine circondata da un piccolo borgo che era una frazione dell’allora paese di Crescenzago, la chiesa ha origini molto antiche. L’edificio è ricordato già nel XII Secolo con la denominazione di Santa Maria in Corte Regina. Nel 1400 attorno alla chiesetta si trovava anche un Lazzaretto che venne abbandonato dopo la costruzione del più famoso a Porta Orientale. Nel 1600 la chiesa fu poi dedicata alla Natività di Maria. Nel 1611, il Cardinale Federico Borromeo, in visita a Corte Regina, trovò, tra l’altro, che le monache, dette Vergini di Vecchiacchia, facevano celebrare delle messe perché avevano, accanto alla chiesa, dei beni immobili. E’ la prima volta che si parla della presenza di queste monache. Esse riuscirono ad introdurre il culto dei Re Magi, ed infine a farla dedicare ai Re Magi.

Sconsacrata alla fine del ‘700, la chiesa dei Magi venne venduta al Demanio, che la affitto come magazzino per i contadini della zona, che la usarono come deposito di materiali agricoli. Col tempo venne abbattuta l’abside e l’aula sacra per far spazio alle macchine agricole diventando anche abitazione per contadini. Durante la seconda guerra mondiale, il campanile fu gravemente danneggiato da una bomba  e parzialmente distrutto. Nel dopoguerra il parroco di San Giuseppe dei Morenti, dalla quale la chiesa ora dipende, riuscì a ottenerla in dono, così si iniziarono i restauri per riutilizzare come chiesetta del sempre più crescente nucleo abitativo del quartiere. Così dopo il restauro, fu nuovamente consacrata il 6 gennaio 1967.

L’aspetto dopo il restauro è originario solo nella parte anterire. Si tratta di un edificio gotico in mattoni rossi alla lombarda, che però denuncia anche un’origine romanica. Il portale sobrio è sormontato da un arco gotico cieco, in cui si trova, a mo’ di lunetta, una formella con la Madonna col Bambino, e da un semplice rosone. D’imitazione, ispirata a quella originale, è invece l’abside ad archetti ciechi e piccole finestre strombate, sul modello di quelle di S. Vincenzo in Prato e di S. Ambrogio (anche perché distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Accanto all’abside si alza il tozzo campanile, romanico nella parte inferiore, mentre la semplice cella incompiuta è frutto di rifacimenti postbellici come abbiamo visto. L’interno è ad una sola navata con tetto a capriate e pareti, sempre in mattoni a vista, semplici. All’interno troviamo un crocefisso ligneo, un dipinto con Madonna e Re Magi, di ignoto seicentesco e una statuetta in pietra. Nell’abside troviamo un affresco moderno dal pittore Martinetti.

Oggi la chiesa è aperta raramente (e quindi vengono celebrate le messe) da ottobre a giugno, mentre rimane chiusa nella stagione estiva.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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