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Milano | Zona Risorgimento – Monastero di San Benedetto in Via Bellotti

In via Bellotti, soffocata da due palazzi, si trova la scura facciata di una chiesa. Si tratta della graziosa chiesa conventuale di San Benedetto dove, nell’adiacente complesso, risiedono le Monache Benedettine Adoratrici Perpetue del SS Sacramento.

Il Monastero ebbe origine l’11 ottobre 1892, quando tre monache appartenenti a quell’ordine, provenienti dal monastero di Arras (Francia – Passo di Calais) costrette all’esilio dai decreti di soppressione dei monasteri di Francia. che ricevettero dall’arcivescovo di Milano la preghiera di fondare un monastero. Già nel 1894 risulta essere stata presentata regolare istanza al Comune per un progetto di ‘Caseggiato ad uso collegio e scuole esterne da erigersi fuori Porta Manforte per conto delle Madri Benedettine’ a firma del’ing. Giuseppe Piazzino. La licenza edilizia veniva concessa il 27 agosto 1896. L’edificio copriva allora solo una parte del lotto compreso tra le vie Kramer, Bellotti, Poerio e Goldoni; per la precisione l’angolo tra le vie Bellotti e Kramer con un esteso giardino e orto.

Nel 1918 il Monastero incaricò l’arch. Spirito Maria Chiappetta di aggiungere al fabbricato un ulteriore volume (da destinare a sede scolastica) ed una chiesa, prospettanti entrambi via Bellotti. La posa della prima pietra avvenne nel 1921; la consacrazione neI 1929. L’architetto Chiappetta (1868-1948) fu autore di numerose architetture sacre, prevalentemente in Lombardia e nel Nord-Italia, a Milano segnaliamo: L’Istituto Vittoria Colonna di via Conservatorio, il non lontano Santuario di San Camillo de Lellis sull’angolo fra via Boscovich e via Lepetit, la Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio in via Ricotti alla Bovisa e la facciata della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, per citare le principali opere.

Come era di gran moda, soprattutto all’inizio del Novecento, l’architettura prescelta per la realizzazione della chiesa fu il gotico, in questo caso spiccatamente di impronta nordica. Il Chiappetta completò l’edificio sacro, già in parte realizzato, con l’aggiunta di un transetto prospiciente la via Bellotti per i fedeli. Per la chiesa egli disegnò varie soluzioni di facciata in stile neogotico — documentate dal suo archivio — ma ebbe difficoltà con la Commissione all’Ornato che nel 1923 respinse la domanda di nulla-osta all’esecuzione di quel progetto. Così alla fine la facciata rimase incompiuta, in nudo ammattonato come la vediamo oggi. Del disegno originale venendo realizzati solo il rosone, il portale e il bel portico di collegamento tra chiesa e scuola. Scuola che contrasta un po’ dalla chiesa per stile, più eclettico-classico. Sul retro del complesso scolastico-monastico e della chiesa si trova un grande giardino di clausura e entro un recinto protetto uno spazio per la scuola. Nel 1943 il monastero subì ingenti danni, specie sul lato di via Kramer.

L’interno della chiesa, visitabile solo in parte, visto che è un convento di clausura, è molto buio. In stile gotico nordico, presenta un soffitto con nervature che partono dalle sottilissime colonne e che formano un suggestivo ricamo di pietra. La forma è paragonabile alle altre chiese disegnate dall’architetto Chiappetta come San Camillo o la Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio.

Ultimamente per sanare i debiti, il monastero vendette a Dolce & Gabbana una parte dell’orto, ma per motivi burocratici i lavori non iniziarono mai e ancora oggi parte del giardino è abbandonato.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Zona Risorgimento – Monastero di San Benedetto in Via Bellotti

  1. Thomas Villa

    Che Geniaccio che era Spirito Maria Chiappetta! È riuscito ad incastrare una piccola chiesetta neogotica in un lotto davvero minuscolo…
    Peccato che la chiesa non sia ben illuminata, sarebbe davvero carina e fotogenica se lo fosse, come tutte le altre creazioni del Chiappetta…

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