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Milano | Centro Storico – Salvare il centro dalla sciatteria

Abbiamo segnato in rosso sull’immagine aerea dei Centro Storico di Milano, i luoghi che secondo noi sono in forte degrado urbano e andrebbero assolutamente valorizzati, recuperati o in qualche modo riqualificati.

Priorità del Centro Storico Milano

Alcuni sono già in fase di recupero, come Piazza Beccaria e Piazza Castello/Cairoli. Alcuni andrebbero semplicemente riordinati, come Via Dante o Via Torino, ma altri ancora invece sono completamente da progettare perché terribilmente disordinati, caotici e brutti, come il Carrobbio, Piazza Resistenza Partigiana, Piazza Santo Sepolcro o Piazza Santo Stefano.

Luoghi dove andrebbe studiato un arredo urbano degno di una città europea e turistica.

 

Guardate ad esempio Largo Cairoli, coi lampioni da terzo mondo.

2014-05-11 Cairoli EXPO Lampioni 1A

Oppure situazioni allucinanti come in Via Cusani, dove decenni hanno sommato arredo urbano differente senza trovare una degna soluzione e ora la via pare uno dei posti più brutti di Milano.

2014-07-16 Via Cusani 17 2014-07-12 Via Cusani 2 2014-07-12 Via Cusani 8 2014-07-16 Via Cusani 1

Largo Carrobbio, altro non luogo milanese. Nessuno pare sia stato in grado di rendere questo storico incrocio degno del nome che porta.

2014-06-19_Carrobbio_1

 

Così come Largo Resistenza Partigiana, dove speriamo che una volta ultimati i lavori alla M4 si ponga mano all’arredo urbano di quest’incrocio.

2012-10-09_Cesare_Correnti_Aiuola_2 2014-04-24_Cesare_Correnti_Aiuola_4

Tra le piazze meno curate del Centro Storico possiamo includere anche Piazza Santo Sepolcro, la quale è semplicemente un parcheggio per autovetture…

2012-11-16_Piazza San Sepolcro_4 2012-11-16_Piazza San Sepolcro_3 2012-11-16_Piazza San Sepolcro_2

 

Piazza Santo Stefano… e non parliamo della parte del sagrato davanti alle due chiese, ma del tratto tutt’ora usato come parcheggio, dall’aspetto desolante e sciatto come si vede dalle foto.

2016-01-30_Santo_Stefano_8 Santo Stefano PiazzaA

E ultimo tra i luoghi del Centro Storico il Verziere e largo Augusto, così maltrattato nel corso dei decenni passati. Ora interessato dagli interventi della M4. Anche qui, forse ci sarà qualche intervento al termine del cantiere, speriamo.

2014-06-14 Largo Augusto 6 2014-06-14 Largo Augusto 3

I problemi, come si può vedere dalle foto, sono i soliti: auto parcheggiate ovunque, pali di ogni tipo, disordine vario e la scarsa attenzione al buon gusto.

Chissà se nei piani per la prossima giunta verranno contemplate azioni anche in queste zone . C’è, a nostro avviso, molto da fare…e ci siamo occupati soltanto della parte racchiusa nella “Cerchia” dei navigli, la più centrale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


26 thoughts on “Milano | Centro Storico – Salvare il centro dalla sciatteria

  1. Anonimo

    Incredibile come non si riesca a capire che una città ormai cresce se è considerata bella, vivibile e attrattiva. Noi trasformiamo in parcheggi piazze potenzialmente splendide, generatrici di ricchezza per tutti: turisti, cittadini, casse comunali e statali (grazie alle tasse generate da nuove attività ecc). Continuiamo a sprecare opportunità per far parcheggiare qualche tonnellata di lamiere schifose

    1. Claudio K.

      ci sono quintalate e quintalate di studi tecnico-scientifici in proposito. E’ stato calcolato (non ricordo la fonte, ma era un’università) che ogni euro investito in qualità urbana ne produce da 3 a 5 di ritorno. E’ strano che proprio una città con una tradizione mercantile millenaria come Milano non lo capisca.

      Ma si sa che in Italia l’amministrazione pubblica è un mondo a sé che ragiona con la cultura dell’adempimento e non del risultato. Chissà se l’impronta “manageriale” (??) di questa giunta può cambiare qualcosa (politica a parte, parlo solo dal pdv tecnico)

  2. Claudio K.

    Aggiungerei piazza Cavour, di cui peraltro avete già parlato, e l’asse XXII marzo – V Giornate. Piazzale Cantore (che stride ancora di pià adesso con la Darsena).

    E che dire di Foro Buonaparte, dove sono stati rifatti i marciapiedi (anche carini, col conglomerato bianco…) ma solo DA UNA LATO??? Come direbbe mia nonna, ‘na scarpa e ‘na sciavata….

    Per piazza Cordusio i soldi per il restyling dovrebbero venire dalle ristrutturazioni dei palazzi acquistati da vari fondi (se ho capito bene dagli articoli di giornale, si dovrebbero occupare direttamente anche del progetto).

    Per Cairoli-Castello, speriamo nel concorso di idee. Bisognerà martellare sui lampioni, un aspetto sulla cui qualità il comune di Milano proprio non ci sente.

    La mia proposta al manager Sala: sponsor, sponsor, sponsor. Gratifichiamoli con una bella targa dove diciamo che hanno contribuiito al restauro e bla bla. Ci sono secondo me moltissime grandi aziende che sarebbero disposte a mettere dei soldi per migliorare la qualità della via/piazza dove hanno la sede: migliore immagine per loro, investimento in un bene collettivo che migliora la reputazione aziendale, soldi che comunque scaricano………

    1. Alessandro

      Geniale la tua!! Vero!! Sponsor,sponsor! Una targa per chi contribuisce al decoro.Una targa per chi ha cura delle aiuole.Una targhetta sulla facciata di una casa esente da graffiti perchè c’è chi se ne cura.Una targa per chi riqualifica una via ,una piazza.Forse,veramente le targhe sarebbero l’ultima spiaggia…Gli sponsor…Sosteniamo questa idea.

  3. enrico

    Complimenti per l’articolo. Guardavo recentemente in Francia l’arredo urbano e michiedevo come fosse possibile che in Italia e nella ricca Milano, non si riesca a raggiungere lo stesso livello. Dalla mia esperienza ho capito che le amministrazioni pubbliche italiane hanno meno soldi, ma anche meno gusto! Infatti se in altri paesi i “pali e gli oggetti” sono centellinati con gusto in Italia la parola d’ordine è “aggiungere a strati periodici”. Guardavo in Piazza Cordusio, e via Dante sono riusciti dopo i lampioni, a mettere le bandiere, poi le fioriere comprate alla Leroy Merlin, dentro al castello, non si conta piu’ la quantità di pali e indicazioni. Si sono moltiplicati come i “conigli”. Bisogna sempre aggiungere, sovrapporre, invece bisognerebbe togliere, ordinare, riqualificare, poche cose semplice e fatte bene, ( e mantenute!!!) non tante, fatte male senza gusto e in decadenza. Stessa cosa per piazza Castello. Perché l’ufficio arredo urbano di Milano non incontra quello di Nizza, Mentone, Bordeaux e si fa insegnare come tenere una città??

  4. a.

    Bellissimo articolo. Avete colpito nel segno. L’immagine di questi luoghi potenzialmente belli e deturpati da inciviltà dei cittadini e inadeguatezza evidente dell’amministrazione pubblica ( decoro urbano ).

  5. Anonimo

    scusate ma se ci togliete lo spazio per i nostri fuoristrada e le nostre allRoad 4Wagon, in ufficio come ci andiamo, con l’elicottero??????

    1. robertoq

      Capisco che faccia figo dare addosso a SUV, wagon e simili (quando in realtà anche le Smart, le 500 e ogni tipo di scooter sparpagliato ovunque non è che facciano arredo urbano…), ma bisognerebbe anche guardare le situazioni nello specifico:
      Piazza Santo Stefano è un parcheggio per residenti (i residenti in Piazza Santo Stefano hanno proprio tutta questa necessità di parcheggiare gratis in mezzo alla Piazza?).
      In Piazza San Sepolcro sono invece solo auto di servizio della Questura (che secondo me potrebbe trovare una soluzione più decorosa)

  6. wf

    Sarebbe ora che ci si ponesse il problema dell’immagine che Milano offre al mondo con questi angoli brutti bituminosi e ricoperti di lamiera.

    Ma soprattutto il danno economico che ne deriva sul turismo, lo svago, il consumo dei beni e servizi di tempo di turismo e il danno di immagine per l’attrazione di operatori,turisti,persone,imprenditori,attività economiche che tutto questo modello di arredo e NON STILE urbano provoca.

    Uno stile basato su bitume, grigio, sporco e automobili affastellate davanti e che coprono chiese e monumenti, nascondono, stuprano le bellezze della citta e lavrendono invivibile e poco appetibile per il turista abituato a ben altra cura e sensibilita negli angoli della città.

    Quanto si può quantificare in soldi reali tutto questo danno autoindotto?
    Questa tenace autolesionista voglia di brutto e asfalto?
    Proprio ci fanno ribrezzo soldi di chi viene da fuori?
    Ci fa ribrezzo nuove attività economiche che certamente non apriranno le loro serrande davanti a un luogo poco invitante con scarico dei gas ad altezza Martini.

    Usque tandem?
    Quelli che perdiamo sono soldi veri.

    1. Claudio K.

      Non solo il turismo. Oggi anche le multinazionali quando devono scegliere dove mettere una loro sede sono molto attente alla qualità della vita, perché si ripercuote sui loro manager.

      Ricordo un’azienda con cui collaboravo anni fa, una multinazionale olandese, che nella filiale Sud Europa aveva quasi tutti manager italiani, ma alla fine per la sede proprio per questo motivo scelse Valencia invece di Milano.

      1. wf

        Esattamente anche quello che valuteranno i responsabili delle agenzie europee che sala vuole far portare a Milano.
        Qualità della vita. Che non è solo soldi e lavoro.

        Non a caso Microsoft sposta i suoi dipendenti in una zona ristrutturata dove la qualità urbana si è alzata.

        Mica sono scemi tra stare in una piazza brutta e di asfalto di Milano e fuori Milano allora tanto meglio restare a peschiera Borromeo.

        Mentre se gli offri una zona bella e vivibile con una bella ristrutturazione piena di locali e svago serale, non c’è confronto.

        Questo dovremmo fare se vogliamo attirare lavoro.
        Rendere Milano IN VOLTA GLIA NTE.
        appunto.
        Farlo capire alla gente

  7. Camillo

    togliamo anche a malincuore tram e rotaie, lasciamo solo i tram circolari.
    i tram sono un vincolo troppo forte e limitante dal punto di vista urbanistico.

    1. engciv

      Ora non esageriamo… Ci lamentiamo della troppe auto sparse per tutta la città e poi vogliamo eliminare il trasporto pubblico, che potrebbe aiutare ad eliminare proprio quelle tanto odiate auto? Non mi sembra che questa strategia abbia molto senso, sinceramente.

    2. Claudio K.

      Eeeeh??? Tu non sei mai stato ad Amsterdam vero?? Io a Bruxelles o in qualsiasi città tedesca…. O in Francia dove i tram li avevano tolti e li hanno rimessi …..

      Altro che toglierli … Baciamoci i gomiti per essere una delle poche città italiane che non ha smantellato la rete negli anni 60…

      A Roma farebbero carte false per avere 20 linee di tram, la maggior parte delle quali attraversa il centro …

      1. engciv

        Volevo aggiungere anch’io la sua stessa argomentazione, ma poi mi sono dimenticato. Comunque, senza andare all’estero, anche da noi in Italia si possono trovare esempi di ripristino/introduzione del servizio tranviario: Firenze, Palermo, Bergamo (tranvia interurbana), Venezia (anche qui interurbana), Padova…

    3. GR

      Il tram non è assolutamente limitante, anzi, è un modo per ridisegnare l’utilizzo di una strada. Eliminare il tram dalla strade significa perdere il 70% di tutte le corsie riservate presenti in città lasciandoci in balia di puzzolenti bus bloccati nel traffico.
      Bisognerebbe al contrario potenziare i nostri tram, acquistando nuove vetture e velocizzando i percorsi con semafori intelligenti.
      Poi possiamo anche discutere su un futuribile tunnel tranviario sotto il centro di Milano (come fanno da decenni in Germania), di certo non per riaprire il centro al libero transito automobilistico.

      1. robertoq

        Anche a me piace il romantico tram, ma quando sono in giro in bici stramaledico tutte le strade dove passa il tram:
        1) le poche volte che è in corsia protetta perché non lascia posto per avere piste ciclabili parallele (e.g. Mac Mahon, Via Larga, Cenisio, XXII Marzo)
        2) la stragrande maggioranza delle volte che è in sede promiscua perché rischio la pelle con le rotaie.

        1. GR

          Non è detto che corsia tranviaria e pista ciclabile possano essere in contrasto fra di loro, basta progettare le cose con criterio. Ad esempio in viale Tunisia l’idea di base era molto buona (corsia tram al centro+una corsia carrabile per senso di marcia+pista ciclabile ai lati), peccato che sia stata sporcata non proteggendo adeguatamente la corsia tram, col risultato che essa oggi è invasa dalle auto.

          Poi ripeto, cosa vogliamo fare? Mandare all’aria una rete per fortuna ancora ben ramificata per far spazio alle bici? Forse non è il tram il pericolo numero 1 dei ciclisti, dato che segue una traiettoria FISSA e BEN DEFINITA, al contrario di auto, moto & co.

  8. Anonimo

    E comunque è vero, le zone che più si sono rianimate, per negozi e attività commerciali, sono le zone riqualificate e gradevoli dove la auto sono state limitate: vedasi Paolo Sarpi, tutta la zona di Garibaldi/Porta Nuova, la Darsena. Le zone che più stanno penando sono quelle dove il parcheggio è selvaggio e non c’è spazio per i pedoni, prima tra tutte corso Buenos Aires che, diciamolo, è una via di mezzo tra un’autostrada e una camera a gas

    1. Claudio K.

      Mah, secondo me la soluzione per Baires è abbastanza semplice … Andrebbe fatta a senso unico verso la periferia … Oppure divisa a metà da piazza Lima in due sensi unici opposti … Così si eliminerebbe il traffico di attraversamento. E si potrebbero allargare a alberare i marciapiedi

      1. GR

        Il problema fondamentale è che attorno a corso Buenos Aires manca un’arteria di scorrimento parallela sulla quale poter deviare una delle due correnti di traffico. Ci fosse una strada più o meno simile accanto metterei la firma per dividere i flussi di traffico, così da poter allargare i marciapiedi del corso, strettissimi in alcuni punti (si veda le uscite della metro in piazza Lima) e dare una sistemata definitiva alla via. L’unica pecca è il non poter piantare alberi per via della metro poco sotto la strada

        1. GP

          L’ultima sua affermazione non è del tutto corretta. Se si allargassero i marciapiedi si potrebbero comunque posizionare alberi a basso fusto in vasi permanenti. Penso ad esempio alla soluzione adottata in via Volturno (fermata Isola M5).

  9. EffeMilano

    Ve ne siete già occupati, ma visto che se ne è parlato tanto in campagna elettorale sarebbe bello un articolo analogo sulle periferie, o comunque sulle zone fuori dai bastioni. C’è tanto da fare, ma in alcuni casi piccoli interventi sarebbero sufficienti per gettare nuova luce su intere zone.
    Di esempi ce ne sono tanti…ridipingere le grate che costeggiano il cavalcavia di via Farini, rivedere l’arredo urbano in zona Turro, ecc.

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