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Milano | Scali Ferroviari: approvate le linee di indirizzo dal Comune

Approvate le linee di indirizzo dal Comune per gli scali ferroviari, la palla adesso passa a Regione e Ferrovie.

Mappa Scali Ferroiari

Con 38 voti a favore, 4 astenuti e nessun contrario il Consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo per la trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie dismesse. Il documento di iniziativa consiliare individua i temi prioritari e di interesse strategico per lo sviluppo sostenibile di grandi territori della città. Gli scali Farini, Greco-Breda, Lambrate, Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo occupano una superficie complessiva di 1.250.000 mq e rappresentano, complessivamente e singolarmente, potenzialità eccezionali di rigenerazione urbana e di sviluppo economico e sociale.

“La delibera è frutto di un percorso condiviso di tutto il Consiglio comunale – ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran – Credo che questo sia il modo migliore per presentarsi al confronto con Ferrovie e Regione.  Milano ha ben chiaro cosa si aspetta da queste trasformazioni: un futuro più verde dove centro e periferie siano connesse”.

“Il metodo che abbiamo utilizzato definisce un precedente virtuoso. Tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione si sono sentiti coinvolti e hanno potuto contribuire nel percorso – ha commentato Bruno Ceccarelli, Presidente della Commissione Urbanistica.

“È una rivoluzione copernicana – ha aggiunto Carlo Monguzzi, Presidente della Commissione Mobilità e Ambiente -. Faremo un parco grande come Sempione, case popolari e funzioni per i cittadini, ma soprattutto ogni passaggio sarà nella totale trasparenza e in piena condivisione con i milanesi”.

Di seguito le principali azioni individuate nel testo:

  • abbinare le trasformazioni urbanistiche al potenziamento del nodo ferroviario di Milano a servizio dell’intera area metropolitana;
  • porre al centro della riqualificazione degli scali l’attenzione all’ambiente e il tema del verde, con l’obiettivo di aumentare significativamente il verde fruibile attrezzato e realizzare un sistema continuo di verde sulla cintura ferroviaria. Prevedere inoltre un grande parco a Farini dedicato al tempo libero dei bambini e alle famiglie e un sistema naturalistico ambientale a San Cristoforo, oltre che la realizzazione di una pista ciclopedonale sul sedime della linea dismessa a Chiaravalle;
  • prevedere un mix di servizi e funzioni pubbliche che rispondano alle esigenze del territorio, prevedendo anche funzioni logistiche per migliorare l’efficienza e la sostenibilità della distribuzione merci;
  • realizzare nuovi quartieri caratterizzati da un alto grado di sostenibilità ambientale e dotazioni tecnologiche intelligenti, con contenuto flusso viabilistico privato, rete wi-fi, illuminazione pubblica integrata con dispositivi di monitoraggio ambientale e di sicurezza urbana, edifici a emissioni zero dotati di giardini pensili. Favorire inoltre la realizzazione, anche in periferia, di tipologie edilizie che concentrando il sedime costruito liberino il più possibile le superfici a verde;
  • incrementare il quadro delle previsioni relative alle diverse tipologie di edilizia convenzionata anche con affitto a riscatto e dell’housing sociale, garantendo una distribuzione equa di mix sociale e dando priorità a famiglie con redditi minimi, popolazione universitaria, giovani in formazione, lavoratori precari e nuclei monoreddito o monofamiliari con attenzione particolare a padri e madri separati; prevedere housing sociale anche nelle aree centrali per realizzare un mix sociale e funzionale;
  • progettare e realizzare la circle-line ferroviaria da San Cristoforo a Stephenson con la garanzia di tempi e risorse adeguati. Bisognerà prestare attenzione al tema dell’inquinamento acustico con particolare riguardo rispetto al rinnovamento dei binari;
  • prevedere l’uso temporaneo degli spazi come strumento per restituire alla cittadinanza, già nell’immediato, aree non più dismesse e degradate ma vive e accessibili, provvedendo a garantire adeguata sorveglianza e sicurezza;
  • garantire la regia pubblica del processo di sviluppo delle aree, con attenzione alla ricucitura anche viabilistica con le aree limitrofe;
  • impostare progetti autorizzativi e convenzioni che pongano vincoli alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie;
  • garantire la disponibilità di risorse aggiuntive rispetto agli oneri dovuti in misura non inferiore a quanto previsto dall’accordo precedente;
  • prevedere il ricorso a concorsi per i Masterplan delle aree principali, per i progetti di edifici più rilevanti e le aree significative di verde;
  • proseguire il percorso di confronto con le Commissioni Consiliari competenti, impegnando l’assessore all’Urbanistica a relazionare mensilmente sull’iter dell’accordo e sulla tematica degli usi temporanei;
  • prevedere un dibattito pubblico sviluppando il confronto con la cittadinanza, i Municipi, la Città Metropolitana e gli stakeholder privati e pubblici, destinando adeguate risorse degli oneri di urbanizzazione al débat publique;
  • valutare le necessità dei territori, prevedendo una discussione in Consiglio Comunale che definisca le priorità di intervento;
  • garantire tempistiche rapide, invitando l’assessore all’Urbanistica a completare le procedure per raggiungere l’accordo entro l’estate 2017;
  • prevedere prima del perfezionamento della procedura dell’Accordo di Programma di risolvere il contenzioso in essere con F.S. Sistemi Urbani attraverso la rinuncia da parte della stessa a ogni ricorso esistente;
  • far sí che l’Accordo di Programma preveda per la realizzazione delle opere le migliori procedure per prevenire e contrastare ingressi di aziende riconducibili alla criminalità organizzata ad ogni livello di appalti e subappalti e garantire per tutti i lavoratori impiegati nelle aree ogni diritto per la salute e sul piano economico e sociale.

2016-05-28_Scalo_Romana_6 scalo_farini Scalo_Romana_A


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Scali Ferroviari: approvate le linee di indirizzo dal Comune

  1. robertoq

    “progettare e realizzare la circle-line ferroviaria da San Cristoforo a Stephenson con la garanzia di tempi e risorse adeguati.”

    Questo nel vecchio accordo non c’era, e mi sembra positivo. Mi chiedo dove faran passare i binari (a meno che non scavino, anche se mi sembra un tratto bello lungo e costoso).

      1. robertoq

        mmm… quando ho letto la notizia ero appena arrivato al lavoro quindi ancora dormivo e sognavo ed ho pensato che chiudessero l’anello da San Cristoforo a Stephenson…
        In effetti probabilmente intendono il semicerchio esistente, insomma da San Cristoforo a Stephenson passando per la linea esistente a est. Va benone lo stesso!

      2. Claudio K.

        Ci sono, ma solo in alcuni punti sono quadruplicati (cioè differenziati due per traffico locale e due per lunga percorrenza). In molti tratti ci sono solo due binari, dove passano tutti i tipi di treni. Quindi diventa molto difficile far convivere un servizio metropolitano ad alta frequenza con i vari regionali, intecity e perfino AV.

        Se non ricordo male, questo era il problema principale che aveva frenato il progetto quando era stato già proposto ai tempi della Moratti (oltre, naturalmente, ai fondi necessari). Anzi, questo è in generale il problema del nodo ferroviario di Milano che è un vero e proprio collo di bottiglia.

        Però nel frattempo le tecnologie di controllo elettronico dei treni si sono evolute tantissimo e oggi è molto più facile far viaggiare in sicurezza tanti treni a distanze ravvicinate. A meno che non stiano pensando di allargare le trincee e aggiungere i due binari metropolitani…. Ma in certi punti, tipo viale Monza, lo vedo piuttosto complicato.

      3. Claudio K.

        Aggiungo un altro dettaglio: oltre ai binari bisogna pensare anche a TRENI ADEGUATI di TIPO METROPOLITANO come nelle S-bahn tedesche o nelle Cercanías spagnole… se come per le altre S ci mettono i TAF, che per viaggi brevi sono piuttosto scomodi, finisce che ‘sta linea la useranno in pochi dentro Milano…

        …come succede già oggi col Passante, che è usato più che altro dai pendolari, ma pochissimo dai milanesi per muoversi dentro la città.

        1. papoff

          ok roberto, infatti 🙂

          tutto giusto, claudio, inglesismi compresi.
          si potrebbe chiamarla anche linea 0 (zero) volendo.
          è quasi una O, non inficia la numerazione del metrò…

  2. Claudio K.

    OT: vogliamo farci portavoce dell’abolizione dell’inutile e cacofonico uso dell’inglese quando non è indispensabile? Anche questa è una questione estetcia in fondo.

    Perché dobbiamo chiamarla Circle Line (manco fossimo a Londra!) e non posssiamo chiamarla Circolare Ferroviaria, o Circolare Suburbana, o Suburbana Circolare?

    (che, tra l’altro, se mai si farà, non sarà né Circle né circolare…)

    1. robertoq

      In ogni caso a Londra l’equivalente della nostra “Circle Line” si chiama “London Overground”, che non sarà di gran fantasia ma almeno è chiaro visto che la rete sottoterra si chiama “Underground” e il Passante “Crossrail”

      Noi abbiamo le linee M e le S, forse queste potremo chiamarle C?

  3. Claudio K.

    OT: vogliamo farci portavoce dell’abolizione dell’inutile e cacofonico uso dell’inglese quando non è indispensabile? Anche questa è una questione estetcia in fondo.

    Perché dobbiamo chiamarla Circle Line (manco fossimo a Londra!) e non posssiamo chiamarla Circolare Ferroviaria, o Circolare Suburbana, o Suburbana Circolare?

    Oppure perché non ci teniamo il nome bellissimo e molto più adeguato alla realtà che ha adesso, Linea di Cintura?

    (visto che, tra l’altro, se mai si farà, non sarà né Circle né circolare… però sarebbe bello, se in omaggio alla tradizione e in ricordo della defunta circolare tranviaria, venisse battezzata S29/S30)

  4. Giovanni

    Io chiedo che l’anello del Curvone sia chiuso, visto che col treno non è possibile, da un tratto VERAMENTE ciclabile, ad ovest.
    Oltre a chiudere un anello di mobilità sostenibile andrebbe a ripristinare il più volte promesso e poi sappiamo come concluso, percorso ciclabile delle vie d’acqua.

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