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Milano | San Siro – Quella cascina…in mezzo ai piedi!

In ogni città ci sono tante storie infinite, una di queste è senza dubbio quella della cascina che ancora taglia in due la via Paravia a San Siro.

Antica costruzione rurale del 1600, conosciuta come Casanova, Case Nuove o Ca’Nuova (anche Ca’Noeuv in milanese), la cascina è segnalata nella “Carta dei fieni, legne, seminerie de risi…” dell’ing.G. B. Clerici (Claricio) del 1659 col nome di Casanova.

Formata da due cortili, fino agli anni Cinquanta del Novecento c’erano attive due aziende agricole, negozi e case date in affitto a famiglie operaie. Tra le attività commerciali vi erano un lavandaio, un commerciante di equini e una trattoria: “l’osteria della Pinuccia”. Una delle attività agricole era svolta da una famiglia di ortolani, i Curti, specializzati nella coltura delle fragoline “i magiostritt”, che raccoglievano al mattino presto per venderle fresche e fragranti al mercato. L’altra azienda invece era improntata sull’allevamento di mucche da latte, i fittavoli erano i signori Marchi, poi a questi sono subentrati i Papetti. Vicino alla cascina vi era in funzione una grande fornace, utilizzava la creta dei campi per fabbricare mattoni e coppi.

(Fonte Cascine di Porta Vercellina)

La cascina Case Nuove col tempo si è ritrovata “incastonata” nel reticolo viario della città che si è sviluppata senza considerarla, con l’intenzione di cancellarla per sempre. Ma lei, misteriosamente ha resistito sino ad ora, anche se in terrificante degrado.

Ci troviamo in una zona di belle case signorili, per buona parte realizzate dal dopoguerra in poi, eppure nessuno pare interessarsi più a questo manufatto ingombrante e oramai fortemente decadente.

Di proprietà del Comune, la cascina era stata interessata da un risanamento già nel 2012, quando venne concessa la costruzione dell’edificio di via Don Carlo Gnocchi che confina con la cascina. Abbandonata per lungo tempo, era diventata rifugio di disperati, oltre ad essere anche pericolosa per i passanti visto che stava letteralmente crollando. La ristrutturazione però non è stata portata a termine: troppi interventi moderni, troppe ricostruzioni hanno completamente stravolto la storica cascina che era vincolata dalla Sovrintendenza. Così i lavori sono stati bloccati e il risultato è questo che si vede dalle nostre foto, degrado e abbandono completo da ormai 5 anni.

Ci chiediamo come sia potuto accadere questo? Possibile che non si riesca a trovare una soluzione per il recupero di questo antico manufatto (anche se oramai gravemente compromesso?) Ci chiediamo anche come sia stato possibile concedere la realizzazione di un nuovo edificio così poco rispettoso del vecchio esistente e che, in teoria, si doveva fondere col vecchio manufatto ma che a noi non pare abbia seguito le indicazioni.

Così ancora oggi, dopo più di Sessant’anni dalla realizzazione della via Paravia, i muri di quello che era la Cascina Case Nuove ingombrano il passaggio senza avere alcuno scopo, se non quello di crollare ormai, giusto per rompere le scatole!

Noi siamo per il progresso ma anche per la conservazione del patrimonio storico della città e queste situazioni – come per la cascina di Molino Dorino da poco citata in un nostro articolo –  evidenziano come la storia rurale di antiche cascine stia sparendo e riteniamo che sarebbe meglio non accadesse.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | San Siro – Quella cascina…in mezzo ai piedi!

  1. Claudiogi

    Sicuramente da condividere. Aggiungerei anche che è davvero difficile definire progresso la costruzione di un edificio come quello. Rispetto alla vecchia cascina lo definirei un bel regresso.

  2. Alessandro Magno

    Si potrebbero consolidare le strutture rimaste e creare un parchetto quadrato e protetto per i residenti.

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