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Milano | Porta Nuova – Una panoramica dall’alto sulla Biblioteca degli Alberi

In attesa del prossimo autunno che vedrà l’apertura del tanto atteso parco della Biblioteca degli Alberi (qualcuno, forse giustamente, lamenta la scelta di un brutto nome per un parco, visto che non si tratta di una “biblioteca” ma di un arboretum) in fase di ultimazione tra le zone di Porta Nuova, Porta Garibaldi e l’Isola.

La galleria fotografica è dal sito DearMilano.it, un sito fatto di immagini che mostrano interessanti scorci di Milano.

Gli alberi, appena piantati, sono ancora giovani, come si può vedere, e quindi con chiome ancora povere. Nel parco ci sono circa 90mila tipi di piante (alberi e arbusti) e 45mila bulbi, all’interno dei 9,5 ettari del terzo parco più grande del centro città, sorto dove si trovavano gli scali ferroviari delle Varesine e Porta Garibaldi. Qui troverete la storia dell’area di Porta Nuova: Capitolo 1; Capitolo 2; Capitolo 3.

Il parco, differente dagli altri parchi cittadini, è stato progettato dallo studio Inside Outside su disegno di Petra Blaisse di Amsterdam, sarà infatti una specie di Giardino Botanico, di campus culturale e un raccordo urbano che ricuce vari quartieri un tempo separati dal nulla.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Una panoramica dall’alto sulla Biblioteca degli Alberi

  1. Precotto doc

    Troppo schematico,fatto con il righello, pochi alberi e tanto cemento ,non ho visto la vasca, le cose semplici alla fine sono le migliori

    1. Siccome che c’è stata anche la morìa delle vacche

      Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo…

      Grazie a lui abbiamo un parametro rispetto a cui distinguere le opinioni intelligenti

        1. Anonimo

          A questo giro Precotto ha ragione da vendere. Non è un parco, sembrano dei cerchi di grano tratti da un film di Hollywood sull’invasione degli alieni. Non si può proprio vedere una roba del genere con due alberi in croce.

    1. Anonimo

      Secondo me va solo valorizzata la facciata, che in effetti fa schifo.
      Il contrasto tra il parco ed il quartiere moderno, con le casa di ringhiera a me piace.

  2. Wf

    Però se andate nel parcheggiano ai piedi degli edifici del bosco verticale.
    Alla fi e della discesa dove fanno le centrigughe il colpo d’occhio è stupefacente.

    Erba, alberi , silenzio , zero auto e grattacieli sullo sfondo…

    Speriamo gli alberi crescano in fretta.

  3. Wf

    A ogni modo prcott non ha tutti i torti.

    Ormai troppo spesso le elite ricche acculturate hanno la tendenza al nevrotico, ordinato, schematico, il controllo degli impulsi umani e originari in gabbie d linee e disegni intrappolati per gestire mail naturale fluire della natura, dellelemnto umano.

    E questo si rileva ingsbbiante, costringente, soffocante proprio per l’impulso del nevrotico a soffocare gli istinti che trova dissonanti con una sua integrità psichica fragile che ha bisogno di contenimento artificiale.

    Il Kaos è più libero, più naturale, più sano e più umano alla fin fine.
    È costringere gli elementi più frattali meno geometrici della natura come gli alberi e boschi in cataloghi, schemi, e appunto librerie alla fine può risultare scattante.

    Esattamente quellomche cerca una personalità cripto nevrotica.
    Castrare sul nascere istinti percepiti come troppo dirompenti per lui invece di imparare a conviverci e gestirli che sarebbe molto più sano è alla fin fine più appagante…

    Ma Milano è tutta un Po nervosi perché abitata da persone un Po nevrotiche.
    Che hanno bisogno di contenere gli stimoli troppo forti.

    1. CK (Sigma Lunato Kappa)

      ti faccio sommessamente notare che:

      a) i giardini all’inglese “spontanei” 7-800eschi che piacciono tanto ai tradizionalisti, tipo parco Sempione, sono altrettanto artificiali… progettati, disegnati e costruiti artificialmente in ogni dettaglio… anzi, se possibile sono ancora più falsi, perché fingono di essere naturali mentre non lo sono

      b) il giardino geometrico non l’ha certo inventato Petra Blaisse nel 21.mo secolo, fa parte della nostra tradizione, tant’è vero che, guarda un po’, è conosciuto in tutto il mondo come “giardino all’italiana”… a meno che tu non mi voglia dire che già nel 16.mo-17.mo secolo esistessero delle “élite acculturate cripto nevrotiche” (https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_formale)

      c) il paesaggio della Pianura Padana è INTERAMENTE artificiale e plasmato dalla mano dell’uomo… almeno da quando i coloni romani si misero a disboscare foreste e spianare colline per piantare il farro… sono le rogge, i filari, la centuriatio romana che definiscono il nostro paesaggio storico… non c’è niente di più falso e nevrotico qui che creare qualcosa di finto-naturale (https://it.wikipedia.org/wiki/Centuriazione)

      Questo parco è un capolavoro e vivaddio che non ci hanno rifilato l’ennesimo giardinetto da Suburbia.

      infine permettimi una piccola nota sulla differenza tra cultura e acculturazione.

      Acculturazione è, per esempio, fingere una dimestichezza che non si ha con un concetto filosofico, scrivendo pretenziosamente Kaos invece che Caos con l’ortografia italiana… mentre se la si avesse davvero, si scriverebbe Chaos, dato che in greco il termine ha una Chi e non una Kappa.

      Hai mai sentito parlare del metodo KISS? Te lo consiglio vivamente.
      (https://it.wikipedia.org/wiki/KISS_(principio)

      Di solito l’unico messaggio che si trasmette affastellando paroloni uno dietro l’altro come hai fatto tu nel tuo commento è che si sta cercando di coprire la povertà di concetti con un vocabolario pretenzioso.

      1. Wf

        Il classico caso che per confutare la tesi finisce per rafforzarla…

        Guarda che le mie non erano osservazioni personali.

        Rilassati e goditi il verde.

        Puoi vedere anche tu da solo che cè una differenza tra queste geometrie e il giardino all’italiana. Al più mi sembra un giardino filosofico metafisico alla de chirico se proprio vuoi cercare illustri predecessori..

        Poi ti sfugge che lantinomia che suggerivo non era quella vero falso.
        O natura vs artificio.
        Hai preso una cantonata.

        Ma quella legge vs kaos.
        Ossia le geometrie che ingabbiano e tutto ordinano contro le dinamiche caotiche oppure appunti frattali.
        Se non sai cos’è un frattale chiedi..
        Ma rilassati.
        Il nevrotico deve controllare tutto è tutto mettere in ordine .

  4. Anonimo

    A parte che si scriva Caos, Kaos o Chaos, dopo questo inutile sfoggio di erudizione posso personalmente e ignorantemente sostenere che trovo molto più rilassante passeggiare in un parco tipo il Sempione piuttosto che in questa griglia bibliotecaria o in un angosciante giardino all’italiana?

    1. Anonimo

      Concordo con te.

      Ma temo che il progetto della biblioteca degli alberi risponda ad un preciso studio di marketing su qualche target di moda adesso.

      Che poi è lo stesso target che se entra in una pizzeria e non trova 8 tipi di farine, lievitazioni di 48 ore, mozzarella di latte di bufala maremmana allevata allo stato brado, pomodori coltivati in serra biodinamica e scelta tra 4 diversi tipi di olio EVO, escono schifati dal locale chiamandolo “commerciale” 🙂

      W i parchi ruspanti e divertenti (e pure le pizze normali)

  5. Slaz

    Io credo che ognuno possa legittimamente esprimere la propria opinione senza che vi sia bisogno di avere una laurea in scienze agrarie o in architettura o ingegneria. Alla fine è un parco pubblico, dovranno giovarne i cittadini e questi hanno il diritto di esprimere le loro preferenze.

    Per me (sperando di non ledere la sensibilità di nessuno…) è un bel parco ed al posto del nulla, sempre meglio si sia dato spazio al verde che ad altro cemento. Io abito lì vicino e non vedo l’ora che venga aperto.

    Però anche io (se avessi potuto scegliere) avrei preferito qualcosa di meno schematico, con viali non larghi quanto il rio delle amazzoni e che si addentravano nel parco magari senza che dal principio di ognuno di essi si potesse scorgere la fine. Soprattutto sarebbe stata gradita più presenza del fattore acqua. Se dovessi dire, mi sembra proprio questa la pecca maggiore. Una sola vasca triangolare in 9,5 ettari di parco mi sembra davvero pochissimo. Non so se alla base di questa scelta ci sia una esigenza specifica o meno. Magari qualcuno può saperlo. Ma in estate, anche solo il vedere l’acqua scorrere dà l’idea di maggior freschezza (certo se poi i genitori devono portare i bambini a fare il bagno come si trattasse di piscine, come già accade ai giardini del Ratanà, allora meglio di no).

    So invece (per chi se ne lamenta), che la scelta di alberi con questo tipo di fusto (medio piccolo) è imposta dalla regolamentazione cittadina, in quanto si è appurato che il trapianto di alberi dal grande fusto in terreni del tutto nuovi presente delle grosse problematiche; non sempre gli arbusti attecchiscono, infatti, per contro spesso si ammalano e muoiono.

    Un’altra pecca strategia, secondo me, è la scelta di mettere l’area cani a ridosso delle abitazioni con migliaia di mq a disposizione! Questa cosa è assolutamente incomprensibile, quasi grottesca.

    Abito nei pressi di un’area cani e i padroni che portano i loro cani sovente non hanno nessun riguardo per l’orario. Se sono le 7 del mattino o mezzanotte di sera e il proprio cane abbaia senza soluzione di continuità, lasciano che sia. Tanto che importa se c’è un bimbo piccolo o un anziano o un semplice lavoratore che vuole riposare ad un orario in cui non dico che dovrebbe regnare il silenzio ma quasi. Loro sono nell’area cani, tutto è concesso. Ed in effetti l’errore grossolano è di chi colloca dette aree a ridosso delle abitazioni (quando invece delle direttive comunali imporrebbero una distanza minima di 30 mt, quasi mai rispettata). Ma viviamo in un’epoca in cui gli animali o li sfruttiamo/trucidiamo senza pietà o li veneriamo più di un cristiano.

    Ciò detto, il parco lo concepiremo in maniera completa solo quando il processo di crescita degli arbusti e gli ultimi dettagli saranno completati. Ed in ogni caso, nonostante qualche difetto, sarà manna dal cielo.

    1. Wf

      Sai che ho pensato subito vedendolo da dentro…
      Che effettivamente se invece di linee rette che come Tu dici fanno vedere fin da subito il loro terminare avessero optato per archi tangenti il tutto sarebbe stato più morbido e armonioso.
      È forse più bello da attraversare allungando de facto i percorsi del parco stesso sfruttando meglio appunto le distanze curve e creando seni concavi e convessi in un gioco di curve elastico.

      Cmq come dici tu è un bel parco.

  6. Precotto doc

    costruito più per vedere e fotografare, che per divertirsi , magari con vialetti in ghiaia e qualche albero in più non sarebbe stato male , un parco più semplice avrebbe dei costi di manutenzione molto minori , visto che poi ricadrà sul comune , detto questo non significa che sia brutto , anzi é bellissimo , adoro quella zona la più inclusiva di Milano , da una parte zona corso Como dall altra L isola

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