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Milano | Progetti: la ricostruzione dei navigli, favorevoli o contrari

Quante se ne sentono di voci a proposito della riapertura, o meglio della ricostruzione, dei navigli in centro città.

Favorevoli contro contrari.

La maggioranza dei cittadini si era espressa con un referendum per la ricostruzione dei canali nell’ormai lontano 12-13 giugno 2011, con un 94,32% di SI per la loro ricostruzione.

Ricostruzione, questo bisognerebbe dire, perché dire “riapertura” a questo punto pare sollevare un polverone poiché  il termine riapertura lascia intendere che sotto il manto stradale si trovino ancora i canali eliminati, cosa errata, perché in cent’anni sono stati cancellati quasi completamente.

Infatti i navigli in centro vennero coperti a partire dal 1930 per far posto alle automobili che oramai stavano incalzando e necessitavano di strade dove correre. La scusa principale per la loro eliminazione fu la scarsa pulizia.

Certo, non mantenendoli puliti per anni, soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale, e con l’idea di eliminarli prima o poi si verificò un degrado ambientale che peggiorò con gli anni.

Mantenere poi una struttura che non aveva più alcuna funzione in una città che stava diventando metropoli e che iniziava ad avere altre priorità, non certo quella di mantenere dei canali per il loro “romanticismo e bellezza”, spinse verso la decisione di seppellirli.

Milano della “ricostruzione” post bellica non si è mai preoccupata di apparire bella e turistica, anche perché il turismo nazionale e soprattutto internazionale si è sviluppato negli ultimi quarant’anni.

Milano in estate, sino a una decina d’anni fa si svuotava letteralmente e non era certo meta di turisti.

Oggi essere una città internazionale vuol dire attrarre capitali, aziende, interessi e anche turismo. Tendenza che da un po’ d’anni sta coinvolgendo la nostra città. Ad esempio mai come quest’anno nel mese di luglio Milano è stata invasa letteralmente da turisti? Infatti nello scorso mese a Milano ci sono state 621.258 presenze, con una crescita del 5,4 per cento rispetto a luglio di un anno fa, quando gli arrivi si arrestarono a quota 589.232. Un trend sempre più in crescita dal famoso Expo 2015.

I nuovi grattacieli, le nuove architetture e le nuove piazze, assieme alle bellezze storiche hanno incuriosito molte persone da ogni parte del mondo, non solo i milanesi.

Milano ha i suoi gioielli: il Duomo e la Scala, Il Cenacolo e il Castello, Sant’Ambrogio e la Galleria, e non solo, anche piccole gemme minori che andrebbero riscoperte, come la Chiesa di Sant’Antonio Abate, Santa Maria dei Miracoli o della Passione, le case Liberty o le architetture del Portaluppi, per fare alcuni esempi. Insomma la Milano degli affari e del lavorare si è scoperta da qualche anno ricca di arte, cultura e cose da vedere. Incredibile.

Ora, la ricostruzione dei canali che ripercorrono il vecchio percorso, diventerebbe, senza alcun dubbio, un’altra grande attrattiva. Molti giustamente sostengono che i nuovi navigli sarebbero più piccoli degli originali e che si troverebbero in un contesto completamente avulso, asettico e moderno. Un inutile canale che porterebbe solo disagi al traffico e nessun beneficio.

Può essere.

Certamente in alcuni punti sembrerebbe un canale “antico” fuori contesto, ma ci sarebbero comunque angoli belli nuovamente, luoghi magari che ora nessuno considera e che potrebbero risultare delle vere e proprie rivelazioni.

Ad esempio chi mai andrebbe a fotografare ora via San Marco, dove un tempo vi era una darsena e oggi vi è un brutto parcheggio, nel cuore di Brera? Un giorno potrebbe ritornare splendido con un bacino d’acqua, con locali che si affacciano sul naviglio, una vera e propria riscoperta.

Oppure via Senato, col palazzo Seicentesco che ora nessuno va a vedere, come la vicina Chiesa di San Pietro Celestino, entrambi si rifletterebbero nuovamente nel naviglio, un po’ come cent’anni fa.

Stessa cosa alla Guastalla o alla Vetra, e potremmo proseguire così lungo il percorso dell’antico canale. Ma anche angoli moderni potrebbero diventare fonte di interesse per scoperte fotografiche, come in via Melchiorre Gioia, coi grattacieli nuovi e vecchi distribuiti lungo il canale ricostruito.

In fondo se qualcuno fa un giro lungo la Martesana, un canale non certo navigabile e che per buona parte passa attraverso contesti di architetture moderne (intorno a via Ponte Nuovo, via Padova e Viale Monza) si renderà conto che la gente lo percorre per una passeggiata, una corsa o a guardare pesci, anatre o pantegane sguazzare nel corso d’acqua: sì, anche le pantegane.

Insomma, a nostro parere la ricostruzione dei navigli oltre a risolvere il flusso delle acque che ora si mischiano a quelle del fiume Seveso, non certo un fiume “pulito” porterebbe benefici estetici e turistici nelle zone che attraverserà e soprattutto ad una drastica riduzione del traffico automobilistico.

D’altronde in alcune parti del mondo si ricostruiscono interi quartieri, come gli esempi che ci sono in Germani, come il Castello di Berlino, il Neumarkt di Dresda o il centro storico di Francoforte, tutte operazioni nostalgiche ma anche turistiche.

E poi l’acqua è elemento storico di Milano, da sempre.

Volevamo portare anche all’attenzione un altro fattore, ovvero quello del futuro delle città.

Sì, perché come vi immaginate le città del futuro? Molti sono preoccupati per il traffico che la riduzione delle careggiate procurerebbe, sopratutto nel centro città.

Ma domandiamoci se il futuro delle città sia ancora fatto da traffico congestionato e flussi automobilistici sostenuto come ora o qualche anno fa.

Noi crediamo che il futuro delle città sia fatto soprattutto da una mobilità sociale e meno individuale, da biciclette, da mezzi pubblici. Insomma, crediamo che le città del futuro saranno più a misura d’uomo.

Secondo noi, comunque, la ricostruzione del canale che dalla Martesana a Cassina de’ Pomm scende lungo via Melchiorre Gioia, per giungere alla Conca dell’Incoronata e proseguire sino alla Darsena avrà un sicuro effetto: riportare l’acqua, che tutti amiamo (basti vedere l’apertura di una nuova fontana per notare come questa diventi subito un’attrazione), per le strade di Milano, come è sempre stato. Se poi non si potrà fare una gita in barca, pazienza, intanto guarderemo questo liquido prezioso scorrere, come un piccolo fiume nostrano tra i quartieri e le cose della nostra Milano.

Il Comune sta lavorando con dibattiti pubblici, incontri durante i quali l’Amministrazione Comunale illustra nel dettaglio la proposta, raccogliendo suggerimenti di modifica e in generale proposte della cittadinanza. Intanto a breve partiranno i sondaggi per controllare effettivamente cosa si trova sotto il manto stradale là dove dovrà scorrere il canale.

Rimane la questione delle prime parti che potrebbero essere riaperte, e ricostituire quella che era l’antica continuità idraulica della città riportando – attraverso la posa di nuove tubazioni ed il riutilizzo ove possibile di quelle esistenti – le acque del Naviglio Martesana sino alla Darsena in un collegamento unico, che poi prosegua nella Vettabbia ed il sistema dei canali irrigui del Sud Milano.

Dal progetto attualmente approvato, le prime aperture del nuovo canale saranno cinque, ritenute le più idonee:

Tratto A: da Via Melchiorre Gioia a Cassina dè Pomm a Via Carissimi (850m).

Tratto B: da Conca dell’Incoronata a Viale Monte Grappa a Via Castelfidardo (230m).

Tratto C: da Via Francesco Sforza a Via Laghetto a Corso di Porta Romana (410m).

Tratto D: da Piazza Vetra a Via Molino delle Armi a Via Vettabbia a Corso di Porta Ticinese (300m).

Tratto E: da via Marco d’Oggiono alla Darsena (260m).

Più bici, più ponti, più alberi

Intanto sono già state apportate alcune modifiche al primo progetto presentato. L’amministrazione è orientata a recepire tre o quattro osservazioni di comitati e residenti in merito al progetto di riapertura dei Navigli.
– Una passerella a scomparsa per le biciclette sulla pista ciclabile che si alternerà sotto il ponte delle Gabelle al transito delle barche.
– In via Melchiorre Gioia si proverà invece ad accontentare i residenti con l’inserimento di almeno due ponti in più per attraversare la via, parcheggi a lisca di pesce o posti riservati ai residenti con strisce gialle.
– Nuovi alberi potrebbero essere piantati dietro la Statale e davanti ai giardini della Guastalla. ”

E voi cosa ne pensate?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


72 thoughts on “Milano | Progetti: la ricostruzione dei navigli, favorevoli o contrari

  1. Angelo-MI

    Riapriamoli pure se serve a migliorare l’immagine turistica della città, ma basta con queste aree C, B e questa ossessione antiauto, Non si può pretendere che una città come Milano risolva i problemi di mobilità e trasporto pubblico con le Carrelli vecchie di un secolo!

  2. Piadino.doc

    Assolutamente favorevole. Non sarebbe un caos, sarebbe una manna. Questi incapaci spocchiosi che vogliono la auto anche nel cesso vanno fermati immediatamente!

  3. Anonimo

    totalmente favorevole. milano è sempre più turistica e diminuire il passaggio delle macchine sarebbe un punto a favore per la salute di tutti noi

  4. UMANO.DOC

    Assolutamente favorevole, ci sarebbe un grossa diminuzione del traffico in centro città, questi spocchiosi incapaci di muoversi ovunque con l’auto sotto il culo vanno fermati immediatamente !

    1. Anonimo

      Beh se il tema della riapertura dei Navigli si riduce a festa perchè le auto hanno quattro moncherini di strada in meno dove passare…siamo alla frutta!

    2. BLANCO

      È una vera follia riaprire i navigli! È da fuori Milano nelle campagne che devono cominciare a recuperare i vecchi canali…

  5. Wf

    Bisogna fermare una volta e per tutte questi arroganti in automobile anche al cesso.

    Rendiamo Milano più bella e non un cesso di parking a cielo aperto.

    Iniziare subito a scavare.

  6. Grana padano doc

    Facciamolo! Saremmo ricordati come la generazione che ha ridato speranza alla Città di Milano.. dopo cent’anni di barbari… rivedremmo la città del Porta..(IL POETA) dovrebbe essere d’accordo anche padano doc, strano che non lo sia…non è che non è poi cosi doc?

    1. Anonimo

      Vista la cura e l’amore con cui tengono i Navigli esistenti, sul “più bellezza” non ci farei troppo affidamento.

  7. _

    Se i soldi ci sono, non vedo che male faccia riaprirli.

    Se invece poi per 20 anni mi dicono niente nuove metro, niente arredo urbano decente, niente parchi veri, marciapiedi sempre in bitume, niente nuova Grande Biblioteca, niente Museo d’Arte Contemporanea, niente nuove case popolari del Comune ma concessioni edilizie e rialzi di edifici esistenti a gogo per raggranellare oneri di urbanizzazione (ovviamente con budget lavori sforato), beh allora magari son meno d’accordo.

  8. mirko

    I Navigli vanno riaperti. Trovo sempre più frustrante che per qualsiasi progetto, dal più stupido al più ambizioso, il comune debba fare riunioni, consultazioni, incontri che durano anni e rendono la realizzazione di qualsiasi cosa lentissima. Non si va mai da nessuna parte mentre il resto d’Europa si trasforma con bellissimi progetti.
    Vogliamo una volta tanto essere coraggiosi? Ci siamo espressi con un referendum nel 2011, quante altre volte ci dobbiamo riunire per due km d’acqua che percorreranno la citta?

  9. ...

    La domanda è una domanda retorica… Qualsiasi individuo con un minimo di sale in zucca e visione del futuro non può che rispondere si.

    Adesso però facciamolo e non perdiamoci in quello che gli italiani sanno fare meglio e cioè parlare di un progetto per anni senza mai arrivare al dunque.

    Nel 2011 la città di Milano ha detto si con il 94% di preferenze. Il dibattito pubblico è stato fatto… Adesso cominciamo a scavare da domani !

    1. Anonimo

      Bisogna prima:
      1) Trovare i soldi: Sala non ha ancora chiarito il punto del tutto
      2) Approvare il progetto definitivo e la copertura finanziaria in Consiglio Comunale

      A Milano non c’è la Monarchia dove il Re ordina un plebiscito e si parte.

    2. BLANCO

      Dimmi che senso ha riaprire i navigli?
      Sarebbe un canalino largo a malapena 4 metri e poi solo in alcuni brevi tratti!
      Te non hai idea quante tubi passano sotto la strada sulla circonvallazione, sarebbe un lavoro mastodontico anche a livello economico ripeto per far passare un canalino, e poi sulla circonvallazione sono quasi tutti palazzoni orrendi degli anni 60/70 non è rimasto più nulla della Milano antica,

    1. Bibotto

      Le auto si possono escludere anche senza i 4 vasconi ( non navigli). A tanto si riduce con una spesa enorme. Nel lontano referendum era in evidenza la sistemazione della darsena. E magari i “pro-navigli” hanno manifestato contro le “vie d’acqua”. Contrario.

  10. Grana padano doc

    Non apprezzate il progetto perché non lo conoscete.
    L’ acqua della Martesana e quindi dell’Adda si mescolava a quella del Ticino irrigando la zona sud di Milano e favorendo la navigazione di tutta la Lombardia.. Questa opera gigantesca è stata interrotta per motivi economici agli inizi del secolo scorso. Bisognava favorire le macchine.
    Oggi abbiamo il problema contrario. Dobbiamo limitarne l’uso per via inquinamento e riscaldamento globale. La portata del progetto di riapertura è millenaria. Banalizzarlo è un errore. Non è un sogno, è realtà.

    1. BLANCO

      O sarevvero piu navigabili come i vecchi navigliMilano è una città ultra commerciale non puoi limitare più di tanto l uso della macchina

  11. Anonimo

    Complimenti per la sintesi dell’articolo. Personalmente sono favorevole alla ricostruzione perché la città ha bisogno di riscoprire una dimensione più umana. Come fare due passi senza il rombo costante dei motori, riconnettersi alla natura (alberi, acqua, meno auto), scegliere la bici invece dell’auto e fare più movimento..
    A chi dice che sarà caos traffico faccio solo l’esempio di Corso Europa: è praticamente chiuso da mesi e il traffico non è certo impazzito. Chiudere le strade (sembra un paradosso ma non lo è! ci sono molti studi al riguardo) porta le auto su altri percorsi e fa diminuire gli spostamenti in auto in favore dei mezzi pubblici. Non si crea più caos, dopo una stabilizzazione si ha anzi l’effetto contrario di avere molto meno traffico in generale.

  12. Anonimo

    La riapertura del Naviglio, in tutto o in parte, e soprattutto in centro, regalerebbe nuova linfa alla vocazione turistica di Milano, esplosa dopo Expo, e al recupero dell’identità millenaria di questa bella città. Proviamo a vedere cos’era Cheonggyecheon Stream a Seoul solo alcuni anni fa, e cos’è ora: il centro di una metropoli che cerca di non perdere del tutto il contatto con la natura. Cari saluti

  13. Piero

    Coi soldi delle mie tasse locali, MAI.
    Li usino per pulire i muri lerci di scritte, rifare i marciapiedi e mettere alberi nei tanti posti dove mancano.

  14. Luca Algeri

    Assolutamente favorevole. L’acqua rende più bello qualsiasi ambiente. Che siano laghi, fiumi, o … Navigli.I disagi per la mobilità saranno alleviati dalla M4 e, comunque, il futuro del centro storico entro la prima cerchia è pedonale e ciclabile, eccetto che per i residenti . Anch’io non apprezzo questo continuo bisogno di ricorrere ad estenuanti consultazioni. C’e gia stato un referendum consultivo. La riapertura era nel programma del Sindaco, è stato eletto, che lo attui senza troppi indugi. Ho qualche dubbio però sulla dimensione. In molti tratti (ad esempio via Francesco Sforza lato Porta Romana) i nuovi Navigli saranno così stretti da assomigliare più a fossi di campagna che a canali.
    Inoltre, se si vuole renderli navigabili, saranno così profondi (perché i ponti dovranno essere a raso) !da essere poco visibili, e l’effetto estetico ne verrà un po’ compromesso. Però il miglioramento delle zone che saranno attraversate non può essere messo in dubbio, anche perché le vie oggi ricoperte sono oggettivamente bruttine.

    1. Anonimo

      Quali consultazioni?

      Il referendum che parlava di Darsena e di sistema dei Navigli dal punto di vista idraulico e paesaggistico con una spesa massima di 10 milioni di Euro l’anno per un triennio? (cito testualmente)

      O il “debat public” (su cui evito commenti per rispetto verso chi in modo onesto ci si è impegnato…)

    2. Anonimo

      «Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?»

      «Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale».

  15. Wf

    Apriamo i navigli per la Milano del futuro bella, turistica, con l’acqua è sostenibile come meno puzza schifosa di auto e rumore di auto e velocità minore di sempre automobili…

    Milano bella e piacevole per il futuro.

  16. Davide Bassini

    Assolutamente favorevole.
    Spiegarne i motivi è assolutamente privo di senso visto certi INDIVIDUI.DOC. Sarebbero le proverbiali perle ai porci.

  17. Andrea

    “Riapertura dei navigli” è un termine molto generico, io mi dichiarerò favorevole o contrario ad un preciso progetto di riapertura.

    Quello che vedo ora è solo un progetto che cerca di inseguire il sogno di una Milano più bella ma che non pensa troppo alla pratica.

    Per far scomparire le auto da una via non basta mettere un cartello di divieto d’accesso, bisogna pensare alle alternative!

    Nei progetti sembra di vedere dei vicoli tranquilli e poco frequentati voglio ricordare che si sta parlando della circonvalazione interna di Milano!

    Io ci credo poco che alle 8.30 del mattino in via Molino delle armi ci saranno (come nell’immagine) una decina di persone che si guardano in torno e due (due di numero) ciclisti che pedalano spensierati in mezzo alla gente. Siamo sicuri che gli studenti che dall’università Statale raggiungeranno le colonne di San Lorenzo in bicicletta lo faranno con altrettanta spensieratezza? Non sarebbe il caso di creare uno spazio loro dedicato?

    1. Wf

      Alla statale ci arriverai con la m4 pirletti!
      🤣🤣🤣

      Adesso pure gli studentelli del menga dobbiamo farli andare a lezione col suv.
      Calcinculo e via!

  18. Bauscia LombardoPadana DOC

    Bello pensare ai navigli aperti, SE navigabili, non sono navigabili e in piu il problema del traffico enorme che non può essere spostato su bici o mezzi pubblici indipendentemente dalla M4.
    ASSOLUTAMENTE CONTRARIA !

    1. Anonimo

      Certo che se i favorevoli alla ricostruzioni dei navigli hanno come migliori argomentazioni solo la eopocale riduzione delle auto in tutto il centro (!) e le folle di turisti adoranti (!!)…ci si deve dedicare a sfottere chi la pensa diversamente con finti nick, vero?! 😉

  19. Anonimo

    Favorevole. Il futuro di Milano dipende da tre cose :

    – meno automobili

    – più verde

    – più vivibilità per pedoni e ciclisti

  20. Giovanni

    Il progetto ha molto fascino ma
    – traffico (esiste, speriamo diminuisca, ma non possiamo pretendere che la bici sia un sostituto perfetto)
    – pulizia e decoro (ci sono tratti esistenti dei Navigli che sono discariche a cielo aperto)
    – zanzare (é vero che l’acqua scorre, ma vi siete mai fatti un giro in estate sulla martesana? basta andare in fondo a v.Padova lungo la ciclabile). Per non parlare delle nutrie (immagino la felicità di chi vive in Area C con le nutrie sotto casa)
    – si parlava di 500 milioni di euro solo per i lavori, escluso mantenimento. Siamo sicuri non ci siano altri modo piú efficienti di spenderli?
    Ricordiamoci che una volta fatti non si torna indietro.
    Saluti

  21. Precotto doc

    milano é capitale economica italiana da più di 100 anni , lo si deve anche alla chiusura dei Navigli ( ricordiamoci che sono artificiali , la vera milano é questa ) i 500 milioni L investirei sulla ricerca e occupazione , se ci sono ! Venezia é piena di canali é bellissima ma si sta spopolando perché ? molti misurano L internazionalità di Milano con L aperture di negozi Apple e starbuks , ma le multinazionali che stanno spostando la sede europea dall Inghilterra , vanno a Parigi Amsterdam Francoforte , io mi esalterei più per questo che per 4 negozi

    1. Wf

      La contraddizione.
      Vanno ad Amsterdam dove hanno i canali e chiuso alle auto dagli anni 80.
      E Amsterdam è una città di affari ed economia.

      Quindi?
      Tuttomdiscorso sballato.

      1. Anonimo

        Amsterdam ha anche una superficie 4 volte minore di quella di Milano e una densità di abitanti tripla.
        Magari ricordiamoci anche di questo.
        Canali e biciclette sono una bella cosa,ma bisogna portare sempre più persone a vivere dentro Milano e densificarla maggiormente. Fare i pendolari con la metro verso un centro solo pedonale dove abitano in pochi non è necessariamente divertentissimo.

        1. Wf

          Cioè mi stai dicendo che Amsterdam ha mo,ti più abitanti di Milano è addirittura avendo più abitanti nel centro residenti gli hanno aperto i canali, fatto la guerra ale automobili e tutto fila liscio, l’economia esplode, i movimenti ci sono, è funzionale, efficiente, dinamica, attiva culturalmente mentre…

          I residenti di Milano che sono meno strillano come poiane per la riapertura di 1 canale…

          Sempre contraddizione siamo.
          Non c’entra chic ne radical
          Si chiama logica.

          Poi se sono povero preferiscomuna città pubblica accessibile e più bella.
          Perché se sono ricco me ne fotto tanto il weekend vado a Cortina.
          Col suv parcheggiato dove non cè il naviglio…

          Che se la città fa schifo tanto coi soldi prendo il suv e me ne vado a Santa Margherita Ligure, parcheggio il suv e prendo la bici.

          Che tanto dei pezzenti delle periferie milanesi me ne fotto.
          Io devo parcheggiare i Cayenne per poi farmi le gite nei Week end, ma certo non a milano che puzza di smog e asfalto.

          Milano mi serve solo per fatturare..
          Te capì ciccetti!
          El ragiunament…

          1. Anonimo

            Wf, dire che non hai capito il punto (e nemmeno la differenza tra numero e densità di abitanti…) sarebbe riduttivo.

            Nel dubbio hai comunque sparso una buona dose di bile e insulti assortiti…

            Amen, su facebook si trova di peggio 🙂

          2. Anonimo

            E basta con ste banalità dei suv, Cortina, SantaMargherita,
            Ma i milanesi li vedi nei film di Vanzina?

  22. Precotto doc

    hai la solita supponenza di avere sempre ragione ,tipica dei radical chic, la tua libertà finisce dove inizia la mia , invece di rispondere e contraddire gli altri , ascolta , che qui tutti abbiamo la stessa importanza

  23. salame milano dop

    Wf invece evidenza una giusta contraddizione e ci racconta un’alta narrazione. Molte volte i ricchi non hanno bisogno di una città più vivibile e umana.. tanto loro hanno la possibilità di andare tutti i week end a Zermatt o dove volete voi.
    Gente per cui la possibilità d parcheggiare il Suv ovunque è un diritto intoccabile. .. guai a limitarne la libertà.
    Milano per loro è solo un grande parcheggio all’aperto.
    Tocca a noi che restiamo sempre a Milano renderla più bella e accogliente.. riaprendo i navigli!
    Te capì ciccetti?

    1. Anonimo

      Giusto,mettiamoci anche Zermatt. Guarda che ci sono anche le panda parcheggiate ovunque,le hai mai viste, salame Milano dop ciccetti?

    2. wf

      Uno con il senso per capire il discorso lo abbiamo trovato finalmente in questa tempesta di cervelli…

      Esattamente così!
      Cingue pussee ma russ!

      Cinque lire in più (pagare i navigli) ma rosso (ossia una città bella e non da grigia e peina di smog e auto con tanto di canali )

      Te capì?
      Tiremminnanz!

      Eppure non era difficile da capire…

    3. Anonimo

      Il problema di wf è che anziché abitare intorno ai canali, come capita ai 900k abitanti di Amsterdam, vive in una qualche desolata periferia la cui massima aspirazione è avere una linea di metro (immagino la 4) dove con solo 8 fermate a 2€ hai il privilegio di andare ad arricchire un qualche gestore di bar sui navigli riaperti.

      Poi il gestore del bar torna a casa col SUV, Wf a piedi che la metro a mezzanotte e 30 chiude 🙂

      1. Wf

        Non so se ce l’hai con gli abitanti di Amsterdam,
        Con il 90% dei milanesi
        Oppure con il 90% della vita tipica molto molto piacevole dei cittadini europei…

        Non capisci nemmeno che quello che hai scritto e che prendi in giro è quello che tu te vogliono tranne te.
        Vivere in periferia con i mezzi di trasporto super efficienti , tornare a mezzanotte dai locali per bere qualcosa senza usare l’auto, magari la metro.

        Bauscia.
        Autogol
        Metti d’accordo le idee

  24. Michele

    Io penso che con un quarto del budget della riapertura dei navigli si potrebbe trasformare la città pedonalizzando e costruendo ciclabili eliminando parcheggi. Purtroppo, penso anche, che non ci sia il coraggio di farlo e allora si userà l’alibi dei navigli per cercare di migliorare la città ma spendendo molto di più e con meno beneficio. (ma ottenendo il consenso popolare che altrimenti penserebbero di non ottenere).
    Insomma la strada è quella giusta ma si potrebbe fare molto di più spendendo molto meno se ci fosse il coraggio.

  25. Alessandro Magno

    Favorevolissimo da sempre. Milano è acqua ed è navigli…se si ama non si può essere contrari.
    Ma facciamo un Referendum per aprirli tutti…il timore è che restino 5 vasche per troppo tempo.
    Coraggio Sindaco! Io non l’ho votato ma se riesce in questa che sembrava un’utopia la prossima tornata ha il mio voto.

  26. Alessandro Magno

    Favorevolissimo da sempre. Milano é acqua e anche Navigli…se si vuole bene alla città e si é orgogliosi della propria storia non si può essere contrari (per questo anche la lega a Milano e favorevole …a parte Padano.doc)
    Solo perplesso di aprire in due tempi con i primi 5 tratti prima , con il rischio che per troppo tempo restino 5 vasche. Presentiamo il progetto completo e partiamo con i lavori in quei 5 tratti come prima fase (nella sostanza non cambia ma nella forma molto).
    Coraggio Sindaco! Io non l’ ho votata, ma se riesce in questa utopia che cambia la città ha il mio voto.
    😁

  27. Precotto doc

    Cherridere, tutti inquisiti per il seveso , che esonda ogni volta che piove , forse s intende il fiume aperto , tutti a pesare alla riapertura del naviglio , siamo in Italia 🇮🇹 !!!!!!! Dai che c è la facciamo 😃😃😃😃😃😃😃😃

  28. stefano

    assolutamente favorevole!!!

    ps piccola chiosa sui commenti a questa giunta (che secondo me dovremmo clonare): E’ FINITA LA PACCHIA, è il nuovo ROMA LADRONA. (poi sappiamo com’è andata a finire).

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