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Milano | Cordusio – Un palazzo, storie antiche, storie nuove in piazza Cordusio

All’ingresso ci accoglie una sirena.Ma non si scende nel fondo del mare, fra galeoni affondati mille anni fa e tesori ancora tutti da scoprire. 

Eppure sì, di tesori ce ne sono: il pavimento di palladiana, il bancone realizzato con un unico blocco di marmo di 30 tonnellate, tubi e spirali alchemiche in ottone che luccica.

E soprattutto il caffè, declinato in tutti i suoi aromi, conosciuti o finora sconosciuti. E’ Starbucks, il regno del caffè, la catena americana approdata in Italia, a Milano, nel settembre di quest’anno.

Ma cosa c’era prima del trionfo della bevanda in questo splendido sontuoso edificio nel centro di Milano? Nei pressi del Cordusio c’era la Chiesa di Santa Maria Segreta, luogo di culto avvolto nel mistero perché la sua storia è scomparsa durante la sua demolizione, che ha inghiottito tutti i documenti che avrebbero consentito la scoperta delle vicende della antica chiesa sorta due secoli prima dell’anno Mille. Alone di mistero anche intorno al nome, pare che tre donne ne commissionarono la costruzione, per tutte un solo pseudonimo Ancilia Segreta, da qui la denominazione. La dedica a Santa Maria però è anche da ascrivere al culto mariano saldamente radicato nella tradizione milanese.

Edificata nel lontanissimo 836, demolita nel 1911 per far spazio al nuovo edificio: il Palazzo che venne progettato alla fine dell’800, l’inizio della costruzione nel 1899 e inaugurato nel 1901 da Vittorio Emanuele III durante la sua prima visita quale Re d’Italia, seppure la demolizione della chiesa (e delle case attorno) proseguiranno negli anni a venire. Il patrimonio di sculture e dipinti verrà trasferito nella nuova Santa Maria Segreta in piazza Tommaseo.

La destinazione d’uso del Palazzo, quella di sede della Borsa, centro nevralgico dell’economia e della finanza del capoluogo. Borsa che dal 1809 si trovava presso il Palazzo dei Giureconsulti, che delimitava interamente uno dei quattro lati di piazza Mercanti. La realizzazione del nuovo edificio, affidata all’architetto Luigi Broggi, era in sintonia con l’imponente riorganizzazione della vasta area fra il Duomo e il Castello Sforzesco. 

 Facciata in pietra rosa, cancellata in ferro battuto al limite della scalinata d’accesso, piano terreno porticato, due allegoriche enormi statue a rappresentare l’Industria e il Commercio, al primo piano le finestre con timpani triangolari e curvilinei, all’interno affreschi alle pareti e il meraviglioso salone nobilitato da marmi pregiati e coperto da un lucernario con vetri piombati. Questo Palazzo ospiterà la Borsa sino al 1932, quando verrà trasferita a Palazzo Mezzanotte in piazza Affari. Alla Borsa subentreranno le Regie Poste.

Il vecchio palazzo delle Regie Poste

 Che svolgeranno egregiamente i loro compiti sino al fatidico 2018. Via le impalcature. I francobolli saranno sostituiti dalle tazzine di caffè. 

Luigi Broggi – Milano, 6 maggio 1851 – Milano, 14 ottobre 1926

LUIGI BROGGI 

Segue un Corso presso il Regio Istituto Tecnico Superiore – oggi è il Politecnico – nel 1871/72; prosegue poi gli studi, allievo di Camillo Boito, presso la Scuola di Architettura dell’Accademia di Brera, dove verrà nominato Professore Aggiunto per il triennio 1892/95. A Milano avrà il suo studio; uno dei suoi primi progetti sarà la realizzazione dello stabile che ospiterà le “Cucine Economiche” in via Monte Grappa.

Il palazzetto delle ex-Cucine Economiche

Fra i suoi edifici più importanti, il Credito Italiano in piazza Cordusio, per il quale utilizzerà tecniche innovative, come il sistema di riscaldamento centralizzato e l’illuminazione elettrica integrata nei soffitti con plafoniere incassate. Sempre in Cordusio altro importante progetto, il Palazzo della Banca d’Italia. Sarà quella per l’architetto Broggi l’occasione di conoscere la Regina Margherita

La Regina Margherita e l’architetto Luigi Broggi

 che gli riserverà grande stima e che gli commissionerà in seguito la realizzazione della villa di Bordighera. Uomo particolarmente attivo e protagonista della vita pubblica di Milano, sarà un esponente di spicco dell’architettura milanese, così come Luca Beltrami, Carlo Maciachini e Camillo Boito.

Articolo di Giovanna Ferranrte





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