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Milano | Quartieri e zone: approvati dalla giunta i nuovi nomi

Recentemente il Comune si è sbizzarrito in questi giorni a metter ordine ai nomi dei quartieri e zone di Milano (quartieri nuclei più ristretti, mentre le zone sono più ampie).

Noi avevamo trattato l’argomento qualche anno fa in un articolo di successo, segnalando come i nomi storici dei quartieri lentamente stiano sparendo dimenticati dagli stessi cittadini.

Ora il Comune ha cercato di porvi rimedio in qualche modo (a nostro avviso comunque molto discutibile).

I nomi storici e nuovi delle zone di Milano

Così ora compare finalmente NoLo, che sta per “North of Loreto’’ (noi diremmo più  Nord Loreto, siamo a Milano, non a New York), ma anche Porta Nuova (ma non esisteva già?), Santa Giulia, Cascina Merlata e, ancora, Chiesa Rossa, Ortica e Crescenzago (anche questi non esistevano già?). Quartieri nuovi e quartieri storici che non comparivano tra i nomi degli 88 Nuclei di identità locale (Nil) decisi dal Comune qualche anno fa. Quartieri “dimenticati’’ dalla burocrazia, aree della città che da qualche giorno sono state inserite nella mappa ufficiale dei quartieri milanesi grazie a un emendamento presentato dal consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico che ha visto la modifica dei nomi di 36 degli 88 quartieri storici in cui tradizionalmente è suddivisa Milano.

L’emendamento, anzi il subemendamento al nuovo Piano di Governo del territorio con le correzioni suggerite da tutti i gruppi consiliari, è stato approvato dall’assemblea di Palazzo Marino con un’ampia maggioranza: 28 sì (dal centrosinistra al centrodestra), 2 no (Stefano Parisi e Matteo Forte) e 5 astenuti, tra cui i consiglieri grillini.

Le principali modifiche riguardano l’inserimento assieme a Loreto e Casoretto del quartiere NoLo, la zona a nord di piazzale Loreto compresa tra il rilievo ferroviario della centrale e il Parco Trotter, diventato di moda da alcuni anni, sopratutto sui social, un nome ora riconosciuto anche da Palazzo Marino. La stessa cosa si può dire per il nuovo  quartiere dei grattacieli, Porta Nuova, prima indicato solo come Garibaldi-Repubblica. Stessa cosa per il quartiere di Cascina Merlata, sorto durante Expo 2015 e ancora in fase di sviluppo, ai confini tra Milano e Rho. Oppure Santa Giulia, la nuova zona di sviluppo urbanistico nella periferia sud-est della città, affiancata a Rogoredo.

La nuova mappa “recupera’’ anche i nomi di alcuni quartieri storici di Milano, come Chiesa Rossa (a sud), Gorla, Turro e Crescenzago (a nord), Calvairate e Conchetta. Al quartiere Baggio, intanto, si aggiunge l’adiacente quartiere Olmi e l’area dello stadio di San Siro e dell’Ippodromo del Galoppo diventa “Stadio Ippodromi’’ per distinguerla dalla zona residenziale e popolare di San Siro.

A Buenos Aires-Venezia viene aggiunta Porta Monforte e a Lambrate l’Ortica. Mentre Zona di via Tortona “sparisce” e diventa Porta Genova, mentre la zona chiama ta genericamente di via Washington diventa Porta Magenta.

Porta Magenta ci lascia perplessi e ci chiediamo con quale criterio lo abbiano modificato in quel modo, quando storicamente la zona era La Maddalena, dove sorsero diverse industrie all’inizio del Novecento, tra le quali la De Angeli-Frua o la Borletti. Porta Magenta era il secondo nome dato a Porta Vercellina.

Noi continueremo a chiamare la zona di via Washington come Maddalena e Porta Magenta la zona attorno a corso Magenta, come abbiamo sempre fatto.

I nomi storici e nuovi delle zone di Milano nella parte centrale



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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Quartieri e zone: approvati dalla giunta i nuovi nomi

  1. Anonimo

    Inutile dire che i vostri nomi erano in generale più logici, soprattutto la divisione in zone…

    Comunque passi per NoLo (figuriamoci se il Comune se lo perdeva) ma “Cuccagna”? Mah…

  2. ...

    Ma invece di pensare a queste cazz..e perché non pensano a come rendere più vivibile questa città focalizzandosi su come migliorare viabilità, decongestionamento del traffico e arredo urbano che fa veramente pena….

    I limiti di questa classe politica e la sua mancanza di lungimiranza on finiranno mai di sorprendermi !!!

    1. ivan

      come se stessero tutto il giorno a ciondolarsi aspettando che arrivi tu con la tua visione, che risolverà di botto tutti i problemi che affliggono le metropoli…

  3. papoff

    ma quindi ora esiste ufficialmente una porta nuova che non c’entra nulla con la prima porta nuova (medievale) alla fine di via manzoni..bella roba.

    comunque mi pare di capire che i nil non sono i quartieri, sono raggruppamenti decisi dal comune..sebbene queste nomenclature col tempo, sicuramente, ne faranno sparire altre.

  4. Alessandro

    A vedere la mappa però la Maddalena c’è ancora in corrispondenza di via Washington e invece Porta Magenta indica un’altra zona più centrale, direi in corrispondenza di Corso Magenta proprio. No?

  5. Anonimo

    Quindi secondo questi geni Porta Magenta si estenderebbe dal Castello Sforzeco fino a via Washington? Scusate ma tra i due quartieri ci sono differenze abissali di arredo urbano, di interesse storico e di distinazione degli immobili essendo il primo molto più denso di uffici e il secondo di destinazioni residenziali.

    Mischiare il tutto sembra un carlonata… ma la cosa non mi meraviglia.

    1. Anonimo

      Più che una carlonata, sembra fatto ad uso e consumo degli agenti immobiliari.

      A parte il caso di NoLo (che notoriamente serve a vendere case orribili a prezzi gonfiati), c’è Brera che ancora un po’ che lo allargavano arrivava fino al monumentale o anche Lorenteggio e Giambellino col confine disegnato con la carta millimetrata a zig zag per dividere accuratamente le zone decenti dalla casbah. Mentre zona Tortona e Porta Genova sembrano essere stati uniti (son dello stesso colore).

      Visto che a Milano si fa una consultazione partecipata guidata multimediale e polisensoriale di cittadini e residenti anche solo per piantare un alberello, suggerisco la prossima volta di provare a coinvolgere chi ci abita nelle zone e sui nomi. Almeno vien fuori qualcosa di meno calato dall’alto e sicuramente più sentito.

  6. Anonimo

    A puro titolo di analisi, sarebbe divertente vedere come si sovrappone questa divisione con quella storica delle parrocchie e dei decanati, che hanno tradizioni spesso abbastanza antiche. Ma anche nello sviluppo dei quartieri anni 60 la chiesa è di solito concepita al centro del quartiere.
    Non credo che una mappa esista? UF ce l’ha?

  7. Silvia Trevale

    Sono nata in via Marghera, vissuta in via Washington-piazza Piemonte e da 60 anni in piazza Po. La mia famiglia ha sempre indicato come Porta Magenta la nostra zona. Non vedo il problema posto da alcuni.

    1. Anonimo

      Se entra NoLo devono entrare anche Jambellino, Rozzangeles, Kolonne e Bovisaska.

      Oppure se si va a caccia di nomi perduti che eran già in disuso ai tempi di Carlo Porta, aboliamo Porta Garibaldi e torniamo al nome vero anteSavoia – Porta Comasina.

  8. Daniele

    Per fortuna almeno viene considerata l’esistenza di Sella Nuova (quartiere e storico comune che la gente associa erroneamente a Baggio, abitanti compresi). Anche se da questa mappa non riesco a capire se sono stati bene rispettati i confini.

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