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Milano | Porta Nuova – La torre UTC-Pirelli 39 a Coima

Ci sono state cinque offerte da Asterope Srl, famiglia Borromeo, Bridge (China Investment, la società che sta realizzando il complesso dei Giardini d’Inverno proprio in via Pirelli), Matteotti 12, poi esclusa dall’asta, Kryalos e Coima Sgr, pervenute per l’acquisto dell’edificio a torre di via Pirelli 39, ma alla fine il grattacielo anni Cinquanta che fu del Comune di Milano finisce nel pacchetto della Coima Sgr di Manfredi Catella.

Il Comune lo aveva messo in vendita per poco più 87 milioni di euro (più 18 milioni per l’area antistante di parcheggio sotto piazza Einaudi) ma la concitata asta per alzata di mano è arrivata in poco più di un’ora a portare nelle casse dell’amministrazione milanese ben 175 milioni di euro. Per la prima volta l’asta si è svolta con il metodo dell’incanto, che prevede la possibilità di continui rilanci sull’offerta più alta. Nel 2013, il valore complessivo dei due lotti era stimato in 78 milioni di euro.

L’edificio di via Pirelli 39, gli Uffici Tecnici del Comune, è formato da un grattacielo di 90 metri per 26 piani e un corpo basso edificato a ponte con l’arcata su via Melchiorre Gioia. I parcheggi antistanti vengono concessi con diritto di superficie di 90 anni.

Pirelli 39 venne costruito nel 1966 su progetto di un gruppo di architetti formato da: Gandolfi Vittorio; Putelli Aldo; Bazzoni Renato; Fratino Luigi.

Con questo nuovo acquisto, Coima si conferma il re di Porta Nuova, infatti ricordiamo che sono in fase selettiva i progetti per la torre di via Melchiorre Gioia 20, stessa cosa per l’edificio d’angolo di via Pirelli 35 appartenuto a Telecom-Tim. Sempre per Coima è in fase di realizzazione Gioia 22 su progetto di Cesar Pelli.

“Il successo dell’asta del cosiddetto Pirellino dimostra la crescita di valore della nostra città e mette a disposizione dei milanesi 191,618 milioni di euro – dichiara il Sindaco di Milano Giuseppe Sala –. Intendo essere molto chiaro sull’utilizzo di queste risorse: metà saranno utilizzate per nuove opere a servizio degli altri quartieri della città e il resto andrà a finanziare il progetto per i nuovi uffici del Comune di Milano. Infatti il 4 aprile si conclude la manifestazione di interesse relativa alle proposte per la nuova sede degli uffici che erano nel Pirellino e attualmente sono in affitto in via Bernina. La nostra volontà è di portare questi uffici in altri quartieri, contribuendo così al loro rilancio. La prospettiva finale, come contenuto nel PGT, è di realizzare un distretto dedicato agli uffici comunali in zona Cenisio”.

Come stabilito nel bando, l’operatore dovrà procedere con un concorso internazionale di progettazione per garantire un alto valore qualitativo all’intervento. L’immobile di via Pirelli 39, edificato negli anni ‘60, è inserito in un’area di grande sviluppo urbanistico e caratterizzata da elevata accessibilità al trasporto pubblico. La sua superficie è di 27.321 mq, mentre quella del parcheggio è di 24.600 mq, per circa 727 posti auto.
L’edificio è attualmente interessato da lavori di manutenzione straordinaria, riguardanti la bonifica da amianto e la rimozione delle parti impiantistiche ed architettoniche: la conclusione dell’intervento, a carico del Comune, è prevista per il prossimo settembre.

La vendita dell’immobile di via Pirelli 39, compresa nel Piano delle Alienazioni immobiliari 2018, segna un altro passo nel percorso di valorizzazione immobiliare intrapreso dal Comune di Milano.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Porta Nuova – La torre UTC-Pirelli 39 a Coima

  1. Andy77

    Speriamo che si riesca a creare un insieme compatto è coerente con le altre proprietà. Sarebbe bello che venisse reinterpretato in modo innovativo la parte di edificio sospeso sopra la strada

  2. Wf

    Da 87 a 175 milioni i euro di incasso per le tasche del comune?!

    Questo vuol dire valorrizzare gli immobili del comune.
    Piu del doppio della base d’asta!

    Che colpaccio ben piazzato!
    E pensare che di solito gli edific pubblici si sono semore regalati agli amici degli amici…

    Incredibile!
    Bravi!

    1. Precotto doc

      Attenzione , bisogna togliere le spese che il comune sta spendendo per la bonifica che non sono bruscolini , speriamo che L abbattano , anche se un po’ mi dispiace

    2. Anonimo

      Era in vendita da anni e non lo voleva nessuno.
      Poi improvvisamente arriva una offerta del doppio della base d’asta (anche se era stata nel frattempo notevolmente abbassata).

      Bello è bello.

      Certo che se pensi che il costo del palazzo è gravato da 60 milioni di bonifica, è un prezzo molto ma molto alto…

      There’s no such thing as a free lunch. 🙂

    3. Anonimo

      Se togliamo i costi della bonifica, allora non siamo lontanissimi dall’offerta che Ada De Cesaris rifiutò sdegnata anni fa?

      1. Anonimo

        Di solito le notizie interessanti le trovi solo sui giornali fuori dal coro, che siano il giornale o il manifesto…

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