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Milano | Vetra – Gli imbrattamuri e l’antica Basilica

Fa niente se uno dei monumenti principali di Milano viene trattato come un “cesso di una stazione” nel peggiore dei quartieri della città. Questa è l’importanza che Curia, Comune e Sovrintendenza dimostrano per la Basilica di San Lorenzo Maggiore (VI secolo), uno dei monumenti più importanti e antichi della città.

Se non si riesce a fermare questo schifo che è l’usanza di imbrattare i muri con le scritte stupide come le tag-firme e appelli più disparati come W LA FIGA o CRIMINAL CLASS, su muri costruiti 1400-1500 anni fa, dove vogliamo andare? Quale eredità e civiltà vogliamo mostrare?

Dal Carrobbio, passando per le Colonne, la Vetra e tutto il Ticinese, regno dei giovani, tutti i muri sono uno schifo, i pali imbrattati, così come le antiche vestigia e le mura. Possibile che non ci sia un filo di ritegno e di civiltà? Possibile che non si riesca ad arginare questa piaga di inciviltà?

A questo punto, visto che non si riesce di fare altrimenti, perché non erigere una cancellata attorno al monumento? Così da evitare che bimbiminkia imbrattino di continuo le antiche mura? Forse l’unica soluzione.

Il bello è che se vuoi allestire un evento nella piazza, la Sovrintendenza mette mille paletti, che ci stanno, per carità, ma che andrebbero anche applicati agli imbrattamenti.

Qui l’articolo del 2017, con lo stesso problema.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


41 thoughts on “Milano | Vetra – Gli imbrattamuri e l’antica Basilica

  1. tatino pensabene

    La cancellata è la cosa piu’ urgente da fare. I gioielli di famiglia si tengono in cassaforte, soprattutto in tempi incerti come questi! Poi pero’ servono punizioni esemplari quando quelle poche volte si riesce a beccare qualcuno sul fatto. Tipovgogna mediatica, oltre che la gogna vera….altrochè multa!

  2. Claudiogi

    Alla cancellata, purtroppo, non sembra esserci alternativa. Ma ancora una volta è impossibile non constatare la latitanza delle istituzioni. Nessuna iniziativa, nessun tentativo di porre un argine al fenomeno. Ma perché questa non volontà di intervenire? In fondo potrebbe anche produrre un bel consenso nell’opinione pubblica, mi riferisco in particolare al Comune, una decisa lotta contro gli imbrattamuri. In teoria più consenso dovrebbe anche portare a più voti.

    1. Adriano

      Il problema è che i voti glieli danno solo i ricchi della zona 1 e gli imbratta muri sono figli loro quindi non credo sia conveniente.
      Fateci caso tutti quelli che hanno messo fuori la bandiera dell’europa abitano in case signorili in centro.
      E poi il problema sicurezza a milano non esiste qui si combatte tutto con la cultura.
      Povera Milano.

      1. Gg

        Mai sentito cosí tante stronzate in Un solo commento.

        Quindi la colpa é dei ricchi radical chic Che abitano in centro e votano PD?

        Non di gruppi di idioti?

        Pensaci prima di scrivere ste cose, cortesemente grazie.

  3. Armando

    Ci vorrebbero cancellate anche attorno alla buona scrittura, per difenderla da articoli così poveri di analisi. Il problema c’è, è sistemico, ma chiaramente i toni di questo scritto fanno appello a quella stessa parte di giudizio che porta le persone a imbrattare. Del resto, è una linea editoriale segnalata.

  4. Anonimo

    25 anni fa il Sindaco Formentini decise di mettere una cancellata intorno al parco e i benpensanti di Milano fecero la solita insurrezione contro la barbarie che avanzava.

    Un quarto di secolo dopo e sembra che la Storia abbia dato ragione a Formentini su tutta la linea, purtroppo le alternative non funzionano. E’ vero che il tempo è galantuomo.

  5. me

    Ma veramente secondo voi una cancellata ferma la stupidità di questi individui?!?

    Io penso che una cancellata potrebbe solamente peggiorare la situazione. È la solita ‘teoria della finestra rotta’. La cura a favore del bello e contro il degrado è la migliore soluzione, magari affiancata anche a tante belle telecamere di sorveglianza.

    1. Adriano

      Infatti a Londra, la città meno sicura d’europa, è piena di telecamere.
      E’ evidente che non bastano, perchè tanto se uno è incensurato non riesci mica a trovare chi è.

    2. Anonimo

      E’ telegamere… seh vabbeh bonanotte. A) i graffitari mica sorridono in favore di telecamera. Se non sono fessi, agiscono incappucciati. B) non siamo in Cina dove sono tutti schedati col riconoscimento facciale. Se uno è incensurato, pure se lo riprendi, poi lo devi andare a cercare con un’indagine. Lo fai te?? C) le pene sono talmente risibili in Italia che non sono assolutamente un deterrente (ammesso che il processo non vada in prescrizione prima perché in Italia, unico paese al mondo, non c’è nessun filtro per gli appelli e anche una lite di condominio può finire in cassazione, facendo morire di vecchiaia il processo nel frattempo).

    3. Anonimo

      Le telecamere in una realtà come Milano dove non riesci nemmeno a multare i divieti di sosta, non servono assolutamente a nulla contro il vandalismo.

    4. Anonimo

      Non deve fermare la loro stupidità, ma le loro manacce.

      A meno che non abbiano trovato un modo per ovviare al principio fisico dell’impenetrabilità dei corpi, il cancello è l’unica soluzione.

    5. Anonimo

      è evidente che non hai mai studiato il fenomeno del graffitisimo vandalico. E’ proprio l’opposto. PIU’ UNA COSA E’ BELLA e più il graffitaro si accanisce.

      Non hai mai notato che fanno a gara a chi fa la prima pisciatina del cane quando un muro viene ridipinto?

      Senza contare che poi devono postare e farsi commentare, quindi più il monumento è importante e/o difficile da accedere, più è una ‘preda’ ambita

      1. Andy77

        Forse la soluzione ci sarebbe: per tali reati può bastare il giudice di pace, quindi un servizio veloce e poco costoso, la pena prevista dovrebbe essere di ripulire le varie tag con un solo straccetto e acqua più l’obbligo di fare le pulizie dei vari musei/fondazioni della città aggratis. Ovviamente tutto questo fino a quando con queste attività parametrizzate a costo orario standard il vandalo non ripaga il restauro. La rieducazione e l’apprezzamento del bello verranno piano piano, le cancellate non servono a niente diventa una sfida più probante per dimostrare stupidità.
        Ovvio che tutti noi dovremmo denunciare altrimenti questi fanno le primule rosse.

      2. me

        Io ho avuto modo di conoscere il fenomeno dei ‘graffitari’ da molto vicino…

        Ti assicuro che non scrivono su un muro solo perché è bianco, ma bensì scrivono su un muro dove è più rischioso perché difficile da raggiungere, perché è facile farsi beccare, perché è molto in vista.

        Entra in gioco l’adrenalina: sfidando le autorità e i cittadini (classificati da loro) ben pensanti e in ultimo, ma non ultimo, l’ego: dimostrando agli altri graffitari la propria ‘pazzia’, ‘bravura’ e popolarità.

        Per questo non sono d’accordo con il pubblicare le foto delle loro tag, se proprio si vogliono pubblicare le tag dovrebbero essere censurate e/o pixelate, così da non fare il loro gioco dando ancora più visibilità e alimentando il loro ego.

        1. _

          Ma qual’è l’adrenalina e la bravura necessaria per scrivere W la figa e ACAB sul muro di una chiesa paleocristiana a un metro da terra e in una città come Milano dove se scrivi sui muri non ti beccano quasi nemmeno se lo fai a mezzogiorno sulla facciata del Duomo?

          1. me

            ok. Ci rinuncio…

            Giustamente, perche sprecare del tempo per cercare di capire il fenomeno quando si può passare facilmente dalla parte che su internet funziona meglio?

            Da oggi scriverò così anche io:

            Bisogna mettere le cancellate con rete elettrificata intorno ad ogni muro presente in città. Voglio la castrazione chimica e lapidazione in piazza per tutti i gli imbratta muri, anche solo presunti.

            Fa tutto schifo, non c’è rimedio e sarà sempre peggio.
            (Ovviamente la colpa è dei politici, dell’euro, degli immigrati e compagnia bella)

          2. Anonimo

            🙂

            Capisco la frustrazione, ma in tutta franchezza quel che scrivi dei writers è la solita trita e ritrita tiritera che leggo dappertutto da 20 anni. Sicuro sia un contributo a “capire il fenomeno” di qualità così tanto maggiore di ipotizzare di mettere dei cancelli nelle zone più a rischio vicino ai monumenti come all’Arco della Pace?

            Stiam parlando di vandalismo spicciolo, non di epici funamboli eroici che pensano le loro imprese per mesi e poi eroicamente le mettono in pratica. Almeno qui: guarda le foto senza paraocchi.

          3. Andy77

            Capisco la frustrazione di dover spiegare a certi figuri non tanto cosa sia giusto ma di come dialogare….Dopo 20 anni di sta gente (1993-2011) stiamo ancora a parlare di cancellate…se l’obiettivo è eradicare il fenomeno bisogna studiarlo e poi agire come fanno i poliziotti quando indagano sui crimini…poi vorrei porre l’attenzione sulla richiesta urlata di pene esemplari: la Mussolini urlava che voleva la castrazione chimica per i pedofili, casualmente dopo aver pizzicato il marito in “ATTIVITA’ LUDICHE” non ne ha più parlato chiedendo riserbo per la sua famiglia….questo succede a parlare sentendo la propria pancia.

      1. Adriano

        Tu pensi che il comune non possa permettersi due guardie in quell’area? 1300000 persone non possono permettersi un po’ di guardie serie in più?…certo che possono è solo la politica che vuole far passare che con la cultura si risolve tutto che non ci vuole reppressione, qui non è una questione di repressione e una semplice considerazione che una piccola percentuale di mele marce ci sarà sempre e comunque anche tra le persone per bene, quindi per ridurre i problemi si chiudono i parchi la sera e si presidiano con delle guardie che servono anche per gestire la sicurezza dell’area.

        1. Anonimo

          Due guardie x tre turni fa 6 full-time. diciamo che guadagnino 35 mila euro lordi l’anno a testa, fanno 210.000 euro l’anno. Solo di stipendio.

          No, non può.

  6. Konrad

    Le telecamere non servono quasi a niente, nemmeno qando riprendono ladri in flagranza di reato, figuriamoci quattro deficienti scribacchini.
    La vigilanza sarebbe un’ottima idea ma i soldi chi ce li mette?
    Probabilmente il buon vecchio cancello farebbe la sua parte, così come la stanno facendo le cancellate attorno al parco, tanto bistrattate ai tempi, quanto utili oggi.
    Nel mio piccolo ho scritto anch’io al Comune, sostanzialmente presentando istanza in linea a quanto scritto nell’articolo.
    Vergognosamente sembra che nessuno voglia rispondere in merito alla cura che sarebbe quanto meno dovuta ad un monumento così importante per la città.
    E’ veramente deprimente.
    Speravo in un guizzo in occasione della settimana del design ma nulla, encefalogramma piatto.

  7. Francesco De Collibus

    No vabbò pena di morte e loro e castrazione chimica ai genitori così non c’è il rischio che procreino di nuovo una bestia simile

  8. Anonimo

    Meglio tatuarli con le loro stesse scritte che mettono sui muri/monumenti. MA sulla fronte, e nelle parti bene in vista.

    1. Andy77

      ahaha come l’orco ebreo di inglorious bastards 😀
      A parte gli scherzi ci vuole presidio del territorio, anche dei residenti e dei cittadini che vivono la zona per altri motivi, non possiamo solo lamentarci se ce ne disinteressiamo anche noi. Tuttavia non è sufficiente. Appena finita la ramanzina/punizione tornano fuori a far casino come i bambini. Devi far loro pulire quanto rovinato e fargli capire con questa tipologia di sanzioni che le cose hanno valore anche per loro. Fagli fare servizio sociale/civile aggratis per 6 mesi e forse diventano meno stupidi di prima. Insomma bastone e carota.
      Se funziona gli facciamo fare un corso su Keith Haring 😀

  9. Luca

    Il problema sono le pene! In Italia non si va in galera praticamente mai, i barbari selvaggi che hanno fatto a pezzi la povera Pamela si sono presi 4 anni di galera in primo grado, ma di cosa parliamo! In ogni caso il problema repressione e’ solo (e sempre) secondario, ai ragazzi, e non solo, devi dare valori solidi e forti a cui aggrapparsi senno’ rimane solo il nichilismo autodistruttivo di cui gli imbrattamuri e i tossici sono solo il piu’ fulgido esempio. Non sono credente, ma la chiesa “liberale” e’ uno dei piu’ grandi abomini dell’umanita’, l’idea che cosi’ si sarebbero riavvicinati i giovani ad essa e’ stata completamente errata, li ha invece allontanati ancora di piu’. La mancanza di regole e disciplina che la chiesa era solita impartire (con tutti i suoi limiti e difetti evidentemente) ha creato mostri. E questi seguaci della chiesa “di sinistra” sono gli stessi che vorrebbero accogliere i migranti…Non siamo in grado di riportare alla civilta’ i nostri giovani, come pensano di convincere un musulmano ad abbandonare la sua tradizione per abbracciare quella di una civilta’ morente? Ah vabbe’ ma noi abbiamo il black friday e rinominiamo in inglese tutti i nostri palazzi, vuoi mettere?

    1. Anonimo

      No un musulmano non lo puoi convincere ad abbandonare le sue tradizioni neanche sotto tortura, per il resto sono perfettamente d’accordo con te, Luca

    2. Anonimo

      Quindi, riassunto del tuo blackfriday-pensiero: i ragazzacci cattivi fanno i graffiti perché non vanno più all’oratorio e il prete non gli fa più dire tre pater ave e gloria se in confessione ammettono che si sono toccati.

  10. Anonimo

    @Andy77

    “Studiarsi il fenomeno”??

    Come se Milano fosse la prima città dell’orbe terraqueo dove compaiono i graffiti… sono decenni che il fenomeno viene studiato… basta andarsi a leggere cosa scriveva Baudrillard ne “L’insurrezione mediante i segni” più di 40 anni fa… c’è poco da aggiungere (certo, capisco che citare Baudrillard qui è come parlare di meccanica quantistica nell’ora di matematica di una seconda media, ma proviamoci).

    Il tempo di analizzare è finito, adesso è il tempo di AGIRE. Non c’è bisogno di inventare niente, basta copiare quello che hanno fatto in tante altre città.

    1. Andy77

      Sono d’accordo! Per esempio a Berlino per il Memoriale hanno utilizzato una vernice anti vandalo. Oppure le pene sostitutive che ho suggerito sono già utilizzate in Inghilterra. Certo il discorso cambia se vuoi i cancelli…come mi pare di capire che redarguire un pirla fotonico mentre imbratta faccia rodere il culo…ci deve pensare il fantomatico vigilantes che deve avere il dono dell’ubiquità e magari la pistola….ANONIMO forse è meglio lamentarsi dei bambini che giocano nei condominii…

      1. Anonimo

        ma perchè devi sempre insultare tutti o trattarli come fossero minus habens?

        Non puoi discutere come fan tutti? Tu con i tuoi limiti, gli altri con i loro.

        1. Andy77

          Riporto solo un passo di ANONIMO: “certo, capisco che citare Baudrillard qui è come parlare di meccanica quantistica nell’ora di matematica di una seconda media, ma proviamoci”
          Allora fossi ANONIMO dovrei chiamare l’ONU per offesa maestà….Nascondersi dietro la citazione di un filosofo per poi chiedere a gran voce una azione di verso opposto al senso dato dal filosofo in questione cosa sarebbe?
          Se ANONIMO improvvisamente si sente un Minus Habens considerando la risposta offensiva probabilmente è perché ha realizzato che non basta citare…e che forse le proposte e le azioni le avevo suggerite…
          Quando un ANONIMO risponde così vuol dire che si riconosce nel ritratto ma il ritratto non gli piace….
          Detto questo: i vandali esistono dalla notte dei tempi e orma è assodato che il motivo per cui si imbrattano le opere d’arte o le parti comuni è la voglia di di lottare contro il fantomatico sistema e l’adrenalina entra in gioco eccome.
          Le cancellate le hanno messe ovunque ma con risultati scarsi a maggior ragione in paesi con scarsa cultura nella manutenzione come l’Italia (Milano non fa eccezione).
          Se l’intento invece è diverso dal privare una comunità del patrimonio a causa di pochi facinorosi ma rendere tutti coscienti che il patrimonio comune va difeso e bisogna educare (anche coattivamente) le persone ad amare il patrimonio comune allora l’approccio va cambiato. Gli approcci che ti ho elencato, soprattutto quello inglese, hanno avuto un impatto positivo. Non sarà un’azione ad effetto per ristorare le nostre pance, richiede più tempo, ma l’obiettivo è raggiungibile e si evita la perpetuazione di certi gesti.

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