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Milano | San Siro – Si dei tecnici per il nuovo stadio, ma…

Un sostanziale “si” per il nuovo stadio di Milan e Inter. Questo pare sia il verdetto della Conferenza dei servizi, l’insieme di tutti i soggetti pubblici interessati a una trasformazione urbanistica e chiamati a esprimere un loro giudizio sulla fattibilità dell’operazione.

Si tratta per ora solo di un sì tecnico. Per quello politico, ossia l’indicazione o meno dell’interesse pubblico del progetto Nuovo Stadio di San Siro bisognerà aspettare prima l’indicazione del Consiglio, chiamato a esprimere un indirizzo; poi la giunta comunale che dovrà dire se la proposta da 1,2 miliardi che Inter e Milan hanno presentato per lo stadio e il nuovo distretto composto da uffici, hotel, cinema, ristoranti, e centro congressi, potrà essere considerata di pubblico interesse.

I dubbi sono molti, a partire dalle volumetrie che eccedono quelle del PGT appena approvato (0,63 contro 0,35). Troppo cemento. Ma anche la disputa sul valore effettivo dell’attuale stadio Meazza, 44 milioni per le società, mentre in passato gli uffici comunali l’avevano valutato 110 milioni. Il valore della concessione è di 68 milioni e mezzo.

L’obiettivo di dotare Milano di un impianto di nuova generazione e la potenziale importanza di rigenerazione urbana che ne deriverebbe all’ambito circostante lo stadio, hanno avuto la meglio sul mantenere e riqualificare il vecchio impianto.

In sostanza si chiederebbe meno cemento, quindi volumetrie, una “maggior quantità di verde profondo” (meno giardinetti sospesi e in vaso, insomma), ma anche il nuovo assetto urbano dovrebbe “dialogare” con il futuro sviluppo della vicina area del trotto su cui altri privati, il colosso americano Hines, sta per realizzare un complesso di case e servizi. Altro paletto al progetto, pare essere che per il nuovo stadio non sarà consentito l’uso come sede di concerti ed eventi non connessi allo sport.

Però sul vecchio San Siro pende ancora la sentenza della Sovrintendenza, che potrebbe ricorrere al Ministero dei Beni Culturali, e cambiare ancora le sorti del progetto voluto dalle squadre sportive.

Foto Fabio Polosa




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | San Siro – Si dei tecnici per il nuovo stadio, ma…

  1. Mario

    Niente concerti nel nuovo stadio.
    ASan Siro sì, ed è vincolato, (oltre che tra i più belli al mondo per il Times), fonte di interesse dei turisti.
    La conseguenza logica sarebbe salvarlo.
    Mi appello alla sovrintendenza

  2. Luca Algeri

    Però mi devono spiegare perchè a San Siro che produce un inquinamento acustico molto superiore a quello previsto per il nuovo stadio i concerti li fanno e continuerebbero a farli, mentre nel nuovo stadio, che è espressamente progettato per avere un inquinamento acustico molto meno impattante, i concerti sarebbero vietati, Davvero un controsenso.

  3. Joe

    Mantenere San Siro così com’è (o addirittura completando il 3° anello) e costruire nelle aree esterne spazi commerciali a spese di Inter e Milan, che portino fatturato alle squadre. Poi riqualifica del quartiere con proposte e progetti già messi in campo, ricordandosi di aree verdi (che comunque oggi non ci sono).

  4. Luca

    Ripeto è un cavolo di stadio dove si muovono 22 pirla.
    Non una statua di Michelangelo o un dipinto di Leonardo.
    Buttatelo giù

    1. Renato S.

      No guardi non ha capito. Io in vita mia ci ho messo piede una sola volta. E non seguo il calcio. Però non si può ignorare che lo stadio di San Siro, dopo il Duomo, sia il secondo monumento più visitato di Milano dai turisti, in particolare stranieri.

      Se non ci crede, vada in via Monterosa e guardi la folla sul bus a due piani che fa il giro turistico…

      Ripeto. In termini calcistici potrebbero disintegrarlo i marziani senza che mi cambiasse il battito cardiaco, ma è inutile fingere che non sia un’icona della città. È come se a Londra demolissero il Tower bridge.

      1. Anonimo

        Se è per i turisti, son sicuro che andranno in massa anche a vedere quello nuovo.

        Se poi troveranno che oltre allo stadio c’è anche un’area carina, curata, con qualcosa da fare, un negozio di souvenir calcistici e un museo decenti e magari pure qualche albero…chissà mai che si fermino qualche ora anzichè scappare a gambe levate dopo il selfie come fanno oggi.

    2. max

      è un business da centinaia di milioni di euro, ridurlo a gente in pantaloncini che calcia una palla è riduttivo. E lo stadio è , volenti o nolenti, un landmark della città. Poi concordo sul fatto che sia più logico abbatterlo e costruirne un altro.

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