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Milano | Casoretto – La casa di Giovanni Muzio immersa nel verde

Case d’abitazione in via Ampère 95, 97, 99 e 101. Realizzata nel 1935 su progetto di Giovanni Muzio.

Al Casoretto, ricco quartiere di case interessanti costruite durante il Novecento, che variano dall’art déco al Liberty, dal Razionalismo all’International Style anni Cinquanta Sessanta, vi portiamo a vedere una meraviglia degli anni Trenta progettata dal grande architetto milanese Giovanni Muzio (1893-1982).

Si tratta delle Case d’abitazione in via Ampère 95, 97, 99 e 101, un complesso residenziale borghese realizzato nel 1935.

Muzio introdusse con il complesso di via Ampère una tipologia di condominio urbano, all’epoca insolita per Milano che, pur garantendo un’occupazione intensiva del terreno, mirava al conseguimento di un’alta qualità degli appartamenti in funzione del vivere moderno. Mantenendo la prevista ripartizione del lotto in quattro case, l’architetto arretrò i due corpi centrali rispetto ai due laterali che rimasero allineati alla cortina di case, lasciando spazio ad un piccolo giardino che fungesse da ingresso al condominio, aperto verso la via Ampère.

Nel rispetto del regolamento edilizio, tale arretramento consentì al corpo centrale di raggiungere un’altezza maggiore, 7 piani rispetto ai laterali che sono di 4, consentendo inoltre di realizzare nella parte alta le “ville sul tetto”, con terrazzi molto più ampi.

La facciata arretrata della parte più alta è dominata da grandi logge.

L’idea di Muzio per quest’edificio fu quella di creare un insieme tra appartamenti e natura grazie alla realizzazione del giardino prospiciente la via e quello posto sul retro, con le piantumazioni delle logge e dei giardini pensili sul tetto e incrementati poi nel tempo dai rampicanti che oramai ricoprono l’intera facciata. Un servizio di giardinaggio continuo, supportato dalle spese condominiali, era parte costituente del ricercato standard abitativo.

Interessante fu per l’epoca la tecnologia utilizzata per questi appartamenti. Il complesso infatti venne dotato di ascensori, di una comune antenna radio, di una moderna centrale termica (con temperature costanti: 18 gradi nei locali abitativi, 20 nei bagni, 10 nel garage) e di particolari sistemi di isolamento acustico nei muri e nel soffitto, che assicuravano un’ottima protezione acustica tra i singoli appartamenti. Fin dall’inizio gli appartamenti furono forniti di citofono di collegamento con l’autista nel garage e con la portineria, e di linea telefonica, che già nel 1936 fu attivata per più del 50% degli alloggi. Il cambio automatico dell’aria in cucina evitava cattivi odori nei piccoli alloggi e in portineria si trovavano moderni aspiratori elettrici per la polvere e lucidatrici elettriche dei pavimenti a libera e gratuita disposizione di tutti. Era un vero condominio moderno e urbano, con un altissimo grado di comfort, assicurato sia dal punto di vista tecnologico che dei servizi offerti.

Oggi la casa è quasi nascosta dalla fitta vegetazione composta dalle alberature della via Ampère, dai quattro platani nel giardinetto prospiciente la facciata, dalle rigogliose aiuole piene di ortensie, dai giardini pensili dei singoli appartamenti e naturalmente dalla vite americana che ne riveste le pareti, si salvano le due ali laterali.

Volevamo segnalare anche la casa sempre in Via Ampère 59, anch’essa realizzata allo stesso modo, con giardino posto all’ingresso e con la facciata, anche in questo caso, completamente ricoperta dal rampicante.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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