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Milano | Brera – Via libera alle modifiche per completare Palazzo Citterio

Dopo due anni, finalmente, è arrivato il parere favorevole per il progetto di allestimento delle collezioni moderne e alla costruzione della nuova scala monumentale per Palazzo Citterio: i Comitati tecnico scientifici coinvolti dalla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio hanno infatti dato parere positivo al progetto presentato da James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense e dal suo team. L’idea è quella di poter aprire Palazzo Citterio al pubblico alla fine del 2022, cioè a 50 anni dalla sua acquisizione.


    “Il 2021 inizia con una bella notizia – dichiara James Bradburne all’ANSA – La lettera è arrivata nel tardo pomeriggio del 30 dicembre, come fosse il perfetto inizio dell’anno nuovo. Adesso possiamo portare a termine il progetto che Milano aspetta da quasi 50 anni”. 

Il pomo della discordia riguardava l’ingresso da “condominio” (come lo definì Philippe Daverio) della nuova ala del museo e la scarsa monumentalità. Nel 2018 Bradburne stesso aveva richiesto delle modifiche, criticando il restauro portato avanti dalla Sovrintendenza che, a suo dire, non teneva conto della futura destinazione museale ( montacarichi troppo piccolo per spostare alcune tele di grandi dimensioni, ingresso non all’altezza del prestigio del museo, condizioni climatiche non idonee a ospitare quadri), presentando un suo progetto.

Così ora potranno partire i lavori e, come ha dichiarato Bradburne speranzoso, poter aprire Palazzo Citterio per il 2022. La soluzione prevede, oltre allo scalone in vetro, più spettacolare e degno di un grande museo, anche lo spostamento dell’ingresso principale dal civico 12 di via Brera al 14 e un più capiente montacarichi per le opere più voluminose.

Per ora non si è detto nulla sulla passerella in vetro che unirebbe la Pinacoteca di Brera con Palazzo Citterio “sorvolando” l’Orto Botanico in modo spettacolare, sarà il prossimo passo?

La storia di Palazzo Citterio:

La complicata vicenda di quest’edificio va fatta cominciare con l’acquisizione da parte dello Stato per la Pinacoteca di Brera dello storico palazzo nel 1972 per un miliardo e 148 milioni di vecchie lire dal conte Giannino Citterio per farne una dependance della pinacoteca.

La necessità di ingrandire lo spazio espositivo della Pinacoteca di Brera derivò, all’epoca dal fatto che molte raccolte di collezionisti come Jucker e Vitali, Mattioli e Jesi, sarebbero confluite nelle già ricche raccolte del museo. L’intenzione era di collegare tramite il giardino confinante i due palazzi, adattando lo storico palazzo di Brera 12 con nuove strutture.

Palazzo Citterio è un classico edificio nobiliare del barocchetto settecentesco milanese con lunga fronte su Via Brera, con ogni probabilità venne realizzato unendo due edifici ben più antichi.

La fronte di tre piani mostra eleganti balconcini di ferro arabescati. Mentre dal cortile con due lati a portici settecenteschi si accede più internamente al profondo giardino contiguo all’orto botanico di Brera, con cui confina.

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio venne in parte distrutto dai bombardamenti del 1943, come molte altre case di Milano.

All’interno l’edificio saliva a cinque piani più attico con l’ala ricostruita dopo la guerra, che era di quattro piani.

Il primo grande progetto degli anni Settanta lo si deve al gruppo di architetti formato da Ortelli e Sanesi, i quali demoliscono parte degli interni, soprattutto la parte ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma soprattutto demoliscono il grande scalone d’ingresso neoclassico a due rampe.

Poi tutto si bloccò, lasciando un palazzo incompiuto e un cantiere.

Ancora nel 1982, il palazzo non era finito ma erano già stati spesi molti soldi. Nel frattempo alcuni spazi vennero comunque utilizzati per mostre come una, grandiosa, su Burri e un’ altra su “Gli ori di Taranto”.

Poi, sul finire degli anni Ottanta venne deciso di chiamare l’archistar del momento: James Stirling, progettista di musei, come la Staatsgalerie di Stoccarda.

La Fondazione San Paolo offrì un contributo di circa 6 miliardi di vecchie lire e il progetto si avviò.

Ma purtroppo l’architetto morì il 25 giugno del 1992, lasciando il cantiere nuovamente congelato.

Il blocco del progetto fu dovuto anche all’intervento del Governo con un altolà dell’allora ministro della Cultura Urbani e del sottosegretario Sgarbi che bocciò senza appello, sostenendo che le nuove modifiche avrebbero stravolto troppo il palazzo storico.

Oramai lo scavo per il “bunker” sotto il giardino, uno stanzone enorme in cemento armato con un soffitto sorretto da un unico pilastro, secondo il progetto di James Stirling, era stato avviato e quasi concluso.

Altri anni di congelamento per qualsiasi progetto. Poi si arriva ai gironi d’oggi, quando si pensa di trasferire l’Accademia di Brera prima alla Bovisa, poi in una caserma dismessa dalle parti di Pagano.

Seguì la decisione di completare l’opera, che fece comparire i nomi di alcuni dei più importanti progettisti italiani: Antonio CitterioMichele De LucchiItalo Rota, tanto per fare qualche nome. Nel 2014 il vincitore però sarà Amerigo Restucci.

Così nel 2015, l’avvio dl progetto curato da Restucci, che ha previsto la conclusione di tutti i lavori iniziati e congelati, compresa la scala rimasta incompiuta dall’allora progetto Ortelli e Sianesi, il restauro del palazzo storico settecentesco (compreso il cortile d’onore) il completamento delle sale collocate al piano interrato e terra, progettate dagli architetti Ortelli e Sianesi, contraddistinte dai soffitti a cassettoni in calcestruzzo, il completamento delle sale espositive collocate al secondo piano e coperte negli anni Settanta con un soffitto a shed. Era stata prevista anche la conclusione del corpo ipogeo voluto dal progetto di James Stirling e la sistemazione del giardino che confina con l’Orto Botanico di Brera, con la grotta e la vecchia limonaia che i Citterio avevano portato da Villa Gallia sul lago di Como, dove saranno collocati bar e aree di relax, funzioni indispensabili per un museo moderno. Poi nel 2017 il fermo e la richiesta per una nuova scala monumentale e un montacarichi migliore, che ora sono stati sbloccati.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Brera – Via libera alle modifiche per completare Palazzo Citterio

  1. Elius

    Speriamo sia bello…stendiamo un velo pietoso sui tempi perdi e sul ruolo della soprintendenza…quella scala in cemento era inguardabile almeno in foto…

    1. Anonimo

      James Bradburne 1
      sovrintendenza 0

      E a vincere, naturalmente, è Milano.

      Il progetto di prima era davvero ridicolo, non degno di un museo così importante.

  2. Anonimo

    Vedremo come e se non si sovrapporrà con il parallelo allargamento del museo del 900 e con le Gallerie d’Italia (900) di Intesa S Paolo. Se anziché tanti piccoli reami ci fosse una sinergia il risultato sarebbe notevole..

    1. Wf

      Partirà a brevissimo la riorganizzazione dei principali musei cittadini per “distretti culturali ” con eventuale biglietto comune etc etc.

  3. Anonimo

    James Bradburne 1
    sovrintendenza 0

    E a vincere, naturalmente, è Milano.

    Il progetto di prima era davvero ridicolo, non degno di un museo così importante.

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