"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Agenda – Coima lancia Rigenerazione Italia

Coima si interroga sul futuro del nostro paese e lo fa con un panel d’eccezione. Renzo Piano, Francesca Bria, Pietro Salini, il giornalista Mario Calabresi e Manfredi Catella si confronteranno sul tema della rigenerazione del territorio italiano come elemento di rilancio economico e sociale del Paese.

Si partirà da un’introduzione storica sulla città come modello e sul valore dell’esperienza italiana, che in un mondo post-pandemico ha l’opportunità di diventare di nuovo rilevante. Se nel Novecento, e specialmente nel secondo dopoguerra, il modello di città italiana ha smesso di essere rilevante lasciando il primato alle megalopoli, oggi e nel futuro il modello di città italiana caratterizzata da distanze brevi e quartieri connessi può diventare un modello per il mondo e un elemento di ancora maggiore attrazione verso l’Italia.

“La pòlis, la città, ben lungi da essere un’idea che scompare, ha la stessa radice di civiltà. L’antitesi della città non è la campagna, ma il deserto, fisico e affettivo. Dobbiamo solo attuare la nobile arte del rammendo, che non è un rattoppo, ma un ricucire e un tenere assieme i centri urbani con le aree circostanti. È necessario progettare e costruire le infrastrutture fisiche e digitali che possano riconnettere tutto il nostro territorio.” – Renzo Piano

“L’Italia ha bisogno di mettere le potenzialità del digitale e dell’innovazione al servizio delle persone, partendo dai problemi reali: inquinamento e cambiamento climatico, riforestazione delle città, mobilità sostenibile ed elettrica, economia circolare, con un enorme investimento sulle infrastrutture. Banda larga, cloud computing, 5G, intelligenza artificiale sono infrastrutture critiche del futuro e possono generare nuova economia e lavori di qualità. I dati sono la materia prima dell’economia digitale e vanno governati per il bene comune, favorendo la partecipazione dei cittadini, rispettando i diritti digitali e innovando i servizi urbani, per rendere le città più sostenibili, inclusive e democratiche.” – Francesca Bria – Presidente di CDP Venture Capital SGR

L’evento sarò disponibile in diretta dalle ore 11 del 12 maggio e ci si può registare al seguente LINK

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Claudio Nelli, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


15 thoughts on “Milano | Agenda – Coima lancia Rigenerazione Italia

  1. Andrea

    Potete parlare di “connessione” quanto volete ma fintanto che continuerete a progettare e finanziare campane di vetro per ricchi le vostre parole risultano solo pubblicità fuorviante.

    L’inquinamento si combatte consumando di meno, non certo riempiendo le città di dispositivi elettrici.

      1. Andrea

        Non è sempre vero. Sicuramente, per esempio, le antenne del 5G consumano di più.

        Quello della riduzione dei consumi è un argomento molto complesso che non può e non dovrebbe essere trattato come slogan. Sono decenni ormai che la tecnologia promette una riduzione dei consumi…

  2. Anonimo

    In un certo senso concordo con Renzo Piano: credo sia utile portare un po’ di campagna in città, come è stato fatto alla Biblioteca degli alberi o Citylife. Secondo me ogni aiuola e spazio verde andrebbe più valorizzato con erba bella, cespugli e fiori e protetto (anche con griglie o comunque da evidenti divieti di accesso a cani) da maleducati che gettano rifiuti o che ci fanno fare cacca e pipì al cane

    1. Anonimo

      Verissimo. Stessa cosa per avanzi di cibo e sigarette (il fumo sarebbe vietato in tutti i parchi…)

      Ma non citare Citylife e BAM, che sono campane di vetro per i ricchi secondo Andrea, realizzate da privati per aumentare profitti e non per il bene del Pueblo Unido.

      1. Andrea

        Sono occasioni sprecate. Il comune avrebbe dovuto metterci di più il becco sugli spazi comuni. Il progetto iniziale di BAM prevedeva delle passerelle ciclopedonali che attraversavano via Melchiorre Gioia e avrebbero permesso di riconnettere la zona Porta Venezia/Repubblica con Isola Maciacchini. CityLife aveva promesso un parco ma al suo posto ha realizzato delle aiuole circondate da centri commerciali e condomini per milionari, il tutto poco permeabile dall’esterno e ben limitato da una grandissima (auto)strada. Personalmente ha cambiato molto di più la mia vita da milanese il controsenso ciclabile in via Quadrio o la pedonalizzazione di via Paolo Sarpi rispetto alla BAM (continuo a preferire il Parco Sempione) o al centro commerciale di CityLife.

        Non ce l’ho con i ricchi, penso però che se vogliamo le citta “più inclusive e democratiche” non è realizzando ghetti per ricchi che raggiungiamo l’obiettivo, ci vorrebbe più mescolanza e soprattutto non realizzare quartieri fini a se stessi guidati dal motto “meglio piuttosto” ma impegnarsi tutti (pubblico e privato) per farli dialogare con il resto della città.

  3. Anonimo

    Ma è il tuo cervello che è ghettizzato dai tuoi pregiudizi. “Privato” è per te sinonimo di ingiusto e speculativo

    Per Citylife ti cito un frequentatore di questo sito sempre molto critico e spesso su posizioni simili alle tue (e pure alle mie quanto perora la causa dei ciclisti):
    “Già adesso il parco allargato di Citylife è bellissimo d direi finalmente frequentato. Aprendosi e allargandosi ulteriormente su un ulteriore asse verso la città diventerà una sorta di Hyde park meneghino. Proprio un bel lavoro”. Prova ad indovinare chi è…

    Per BAM/Porta Nuova, il fatto che tu non possa permetterti neanche uno sgabuzzino nella parte residenziale (tranquillo, neanche io), non ti impedisce di sfruttare le ampie zone verdi e attrezzate come le le centinaia di persone che lo frequentano ogni giorno e che, a naso, non sono tutti multimilionari.

    Quanto all’isolamento delle sopracitate aree rispetto alle zone limitrofe, il collegamento fra Isola e Corso Garibaldi attraverso Piazza Gae Aulenti è ottimo e percorso in entrambe le direzioni da migliaia di persone a piedi per recarsi al lavoro o per diletto. Le tanto desiderate passerelle ciclabili richiedono di superare un dislivello di molti metri, ovvero di costruire rampe chilometriche specie per ciclisti che non abbiano gran premi della montagna nel loro palmares. C’è lo scandalo dell’Intersezione Liberazione/Gioia che sta richiedendo mesi per essere completata, ma se questa fosse l’unico attraversamento a raso di una grossa arteria da Repubblica ad Isola, non mi lamenterei troppo.

    I pregiudizi sono una brutta bestia. Liberatene, vivrai meglio

  4. Andrea

    Non sono pregiudizi, sono giudizi basati sulla mia personalissima esperienza.

    Come ho detto gli interventi che hanno migliorato la mia vita da milanese sono altri (e tutti molto più economici). Ne ho già citati alcuni ma vado avanti: Piazza Castello, Piazzale Archinto, Buenos Aires ciclabile, il lago di Niguarda al Parco Nord e relativa passerella. Vuoi che ti cito un intevento privato? Il parco Alfa Romeo che è veramente appartato, gradevole e ben connesso tramite due passerelle veramente ciclopedonali che portano rispettivamente al Monte Stella ed al centro città.

    Siamo tutti d’accordo che quei due quartieri non siano una totale schifezza e che prima era peggio ma secondo me il tutto, tenuto conto delle cifre spese, poteva offrire di piu alla città.

    Il progetto dello scalo Farini (OMA) lo trovo molto interessante, sulla carta mi sembra ben piu equilibrato nella destinazione d’uso (con anche tanti edifici di edilizia sociale), l’area verde è ben divisa dall’area edificata e soprattutto è ben connesso anche tramite due nuovi ponti e quindi utile a tutta la città. Vedremo, potrebbe essere la prima grande opera finanziata da privati che mi accontenta veramente.

    Ti confesso quello che veramente è il mio pregiudizio: uno dei due ponti previsti non verrà realizzato perche troppo costoso e la striscia di verde non sarà così ampia e continua come mostrato nel rendering. Spero vivamente di essere sbugiardato ma secondo me questo dipende molto dall’influenza che il Comune avrà sul progetto non mi aspetto sicuramente che il costruttore sgomiti per realizzare interventi che per lui sono solo un costo (tanto la casa con il terrazzo e la vista sui grattacieli a Milano la vendi in ogni caso).

    1. Anonimo

      Le striscia di verde è molto ampia anche senza contare il tratto di Via della Liberazione. Io vivo in Viale Tunisia e vengo in bici spesso al BAM, con gran facilità. Mi sembra che la polemica sia artificiale e pretestuosa

  5. R. Bitter L.A. Gantz Yaroom

    Mi sembrano critiche ferme al 2005, oltre a semplice disinformazione. La realtà si è incaricata di smentire con i fatti. Il parco CL non è affatto una serie di aiuole irraggiungibili, è un parco vero e grande, per essere dentro la 90-91, come dimostra chi lo affolla. La passerella su MGioia è stata spostata di pochi metri rispetto al progetto iniziale (e comunque finiva in Piazza Aalto). Non sono ghetti (metaforicamente, per ricchi? No, sono popolatissimi ad ogni ora, altro che fini a se stessi). Si poteva fare meglio? No. L’ottimo è nemico del bene, diceva Aristotele. E’ solo una lamentela di maniera

  6. Anonimo

    Io vivo all’Isola da decenni, da ben prima del boom della zona e ho figli. I genitori dei compagni dei miei ragazzi che hanno passato anni qua dicono che il parco BAM (e pure l’intera area di Porta Nuova) ha cambiato loro la vita. E non solo perché l’area dalle Varesine a porta Garibaldi era oggettivamente la peggiore di Milano, ma anche perché quello che è sorto negli ultimi dieci anni non è solo impressionante dal punto di vista architettonico (de gustibus, se vuoi) ma perché abbiamo un’enorme area pulita, ben attrezzata e molto gradevole (le aree a prato fiorito sono uno spettacolo) dove dai bambini del nido agli adolescenti possono passare il tempo senza dovere convivere con le auto. Tantissimi si muovono con bici e monopattini senza trovare barriere architettoniche ne’ salite impossibili (con i bambini piccoli prova ad andare al Parco del Portello dalla zona del monte Stella, la rampa è impossibile, gli altri ponti sono agevolati dal fatto che tutte le aree sono sopraelevate rispetto alla sede stradale)

    Poi che qualcuno avesse preferito altro, assolutamente lecito. Ma il numero di persone impattato positivamente dal rinnovamento della zona è indiscutibile. Qualcosa di più di ammettere a senti stretti che non si tratta di una schifezza.

    Quanto a piazza Archinto, molto carina e ben studiata, purtroppo spesso sporcata da avventori dei locali che si affacciano. Sarà un pregiudizio ma vediamo quando coprifuoco e limitazioni verranno rimossi se i bambini troveranno al mattino cocci rotti e mozziconi di sigaretta nella loro area giochi o nelle aiuole. Ah già, ma lì la colpa è dell’AMSA che non rimuove celermente la spazzatura (citazione tua), non dello zero senso civico di chi la spazzatura la dissemina ovunque. Forse perché non si tratta del terzo bicchiere di cocktail dei fighetti di buona famiglia?

  7. Cosimo Piovasco di Rondò

    A chi (stra)parla di “ghetti per ricchi” in riferimento, per esempio, a CityLife, consiglio vivamente un tour a 6th October City, nei sobborghi del Cairo, oppure a Godrej South Estate a New Delhi. E potrei andare avanti per ore. Poi ne riparliamo.

    CityLife è peraltro talmente poco impermeabile (e poco ghetto), che le cronache recenti raccontano di vari episodi di gruppetti di minorenni (della stessa Zona 7, specificamente delle aree più popolari di San Siro) che se la spassano rapinando i coetanei in giro per il quartiere.

    My 2 cents 🙂

    1. Anonimo

      Con muri di cinta e guardie private. Ho vissuto a Johannesburg, capisco il tuo punto di vista.
      Parchi e aree dì socialità aperti alla tutta la cittadinanza? Mi vien da ridere

      Certo non si deve prendere sempre il riferimento più estremo, ma prendete cento milanesi e cento turisti e chiedete loro se queste aree sono occasioni mancate o splendide zone da frequentare (anche non abitandoci), e vediamo quanti rispondono come il fustigatore dell’iniziativa privata

      1. Anonimo

        Io ai privati farei pelo e contropelo su porcherie come i ricatti al comune sulle volumetrie, non sulle cose che hanno fatto bene anche se per farne legittimo profitto

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