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Milano | Porta Nuova – Il rifugio riaffiorato dove sorgerà il nuovo grattacielo

Nei giorni scorsi si è parlato molto del rifugio sotterraneo antiaereo rinvenuto dopo gli scavi per le fondamenta del nuovo edificio di  Gioia 20 e 21, il grattacielo di 98 metri d’altezza (l’altro sul lato opposto della via sarà di  64 metri) in costruzione in via Melchiorre Gioia, un progetto dello studio Antonio Citterio – Patricia Viel and partners.

Il manufatto rinvenuto dopo gli scavi e sepolto per oltre sessant’anni da un banale parcheggio, è una struttura in mattoni dai muri molto spessi (più di un metro), un corridoio tubolare, senza più soffitto e senza più la parete di chiusura, lungo circa 13,5 metri e largo circa 6 metri, il cui accesso, probabilmente da una stanza più ampia ancora piastrellata con mattonelle, è tenuto da una porticina, ancora presente, in metallo.

Presenta ancora le scritte sui muri: “Vietato fumare”, “Attenzione al gradino”. Quel che resta dello stanzino, ormai spoglio sono – in un angolo – bottiglie di vetro sporche di fango

Si tratta di quel che rimane del sotterraneo dell’industria qui presente sino alla Seconda Guerra Mondiale, quando a lato di via Melchiorre Gioia scorreva, scoperta, la Martesana verso il centro e qui, estrema periferia, era un brulicare di laboriose fabbriche, come la Pirelli (dove oggi sorge il grattacielo del Pirellone) e come – proprio in questo punto – l’industria dell’Elvetica (successivamente rinominata Breda quando Ernesto Breda la comprò in stato di liquidazione e ne sostituì la denominazione sociale, riprendendo la produzione ed espandendola).

Come ogni grande industria, anche questa, presente ancora negli anni Quaranta lungo via Melchiorre Gioia, venne dotata di un rifugio antiaereo, dove famiglie e lavoratori al suono delle sirene fuggivano sottoterra per proteggersi dai bombardamenti.

Il ritrovamento nel cantiere è stato prontamente segnalato alla Soprintendenza, come previsto dalla legge. Nei giorni scorsi si sono tenuti i rituali sopralluoghi e rilievi topografici e ora si è in attesa del responso per sapere se si debba considerare manufatto da conservare o se si possa demolire.

via Melchiorre Gioia, Porta Nuova, Centro Direzionale, Antonio Citterio – Patricia Viel and partners, G20 EST-G20 OVEST, via Sassetti, via Pirelli

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Il rifugio riaffiorato dove sorgerà il nuovo grattacielo

  1. Lorenza

    Da quando la Soprintendenza si preoccupa dei rifugi antiarerei?
    Io abito in viale Tunisia in un palazzo bruttarello costruito nel 1939 ed anche noi siamo forniti di rifugio antaiereo , utile per depositare i sacchi di sale ed altre attrezzature del portinaio
    Speriamo che la Soprintendenza non lo venga a sapere e ci multi

    1. Anonimo

      Quattro mura ma che in termini di superficie occupata e di progetto già acquisito, comportano costi aggiuntivi e varianti.

  2. Umberto Ilacqua

    La 1a urgenza di milano: rimuovere i binari morti
    La 2a: sostituire tutti i pave’ed i sampietrini con asfalto…
    Saluti

    1. Edoarda Paolini

      Macché asfalto! Asfalterebbero anche i parchi. Io amo i sampietrini rosa di Milano; sono belli ed hanno una tradizione. Speriamo che non prevalgono gli asfaltatura, almeno nelle zone centrali di Milano.

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