"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Ticinese – Come migliorare il “male” della Darsena?

Sembra incredibile ma la Darsena – luogo turistico, storico e attrattivo di Milano – non riesce ad uscire dal suo stato di degrado persistente. Scelta architettonica sbagliata, troppe superfici facili da scarabocchiare, difficili da governare? Possibile che dove ci sia movimento giovanile l’ambiente ne risenta?

Giusto l’altro ieri abbiamo raccolto un po’ di foto dello stato di degrado ormai, catastrofico, del porto di Milano.

Muri imbrattati costantemente…

Erbacce che crescono ovunque e che nascondono (neanche tanto) sporcizia di ogni genere…

La pianta di ailanto che sta crescendo indisturbata sopra il pilone del ponte e che, una volta cresciuto, creerà sicuri problemi alle parti che costituiscono il ponte stesso…

Pali deturpati da “stickers” (adesivi), quando basterebbe una vernice granulosa per impedire questa usanza…

Come abbiamo visto, il maggiore problema di questo luogo storico riqualificato nel 2014, dopo anni di abbandono, è il degrado derivante scritte vandaliche su ogni superficie possibile: muri, muretti e balaustre.

A questo si aggiunge inciviltà diffusa e legata sicuramente anche allo stesso stato dei muri (come sostiene la teoria delle finestre rotte); così ad ogni angolo ci sono mucchietti di immondizia che ristagna per settimane, persino nel piccolo canale del Ticinello.

Dobbiamo dire per precisione che il Comune e Amsa provvedono alla pulizia con solerzia giornaliera, ma questo non basta mai, come si vede dalle foto che abbiamo allegato.

Che fare?

Anzitutto proviamo a risolvere uno dei problemi: quello dei muri imbrattati, decisamente il più radicato e difficile da “estirpare”. Abbiamo provato, ad esempio, a pensare una possibile soluzione che non stravolga più di tanto l’assetto odierno e riduca la superficie muraria del luogo.

Ad esempio, se si riducessero le dimensioni della banchina (sappiamo che venne realizzata in questo modo per ricordare la vecchia funzione e soprattutto per consentire l’allestimento di eventi come fiere, mercatini e quant’altro) creando, tra il muraglione e metà banchina un’aiuola verde con piante e una seduta, di modo da “nascondere” il muro con terra e verde?

Qualche muro rimarrebbe esposto ugualmente, ma sicuramente non come ora. Un intervento che andrebbe aggiunto all’esistente, senza stravolgerlo così tanto; insomma, secondo noi, “poca spesa ma tanta resa”.

Riferimento fotografico e rendering: Roberto Arsuffi

Degrado, Darsena, Porta Ticinese, Navigli, Imbrattamuri, proposte

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


66 thoughts on “Milano | Porta Ticinese – Come migliorare il “male” della Darsena?

  1. gian chiarelli

    L unico problema che si risolverebbe in questo modo è l assenza di bagni pubblici in zona… immaginate cosa diventerebbero le aiuole dopo un certo orario…un cagatoio ed una discarica a cielo aperto.

    Si può agire solo con la manutenzione e con vernici per prevenire i graffiti

  2. Adriano

    Complimenti per la proposta, vi prego create una lista civica e cercate di entrare nella giunta comunale perché se continueremo ad esserci tecnici senza arte né parte come ora, opere così ben pensate non verranno mai realizzate.
    Per ultimo direi che per risolvere tutto basterebbe mettere vigilanza 24h come a city Life e porta nuova garibaldi. Vi ricordò che la collettività sarebbe tranquillamente in grado di sostenere dei vigilantes, visto che la forza pubblica se sta lì farebbe solo la bella statuina senza allontanare nessuno.
    E poi creerei ingressi scaglionati per evitare rave come già accaduto.
    Allora devo dire che è meglio che la feccia stia in un unico punto. Però poi la devi controllare.
    Cioè perché per fare una passeggiata serena con dei bimbi devo andare a city life e non posso stare lì?!

    1. Anonimo

      Ti faccio notare che Porta Nuova e CityLife sono spazi PRIVATI dove i “tenant” (come è di moda adesso chiamare i locatari) pagano profumatamente per stare e quindi non si fa fatica a far saltare fuori i soldi per i vigilantes.

      La Darsena è uno spazio pubblico. Li tiri fuori tu quei soldi?

      Facciamo due conti della serva: almeno 3 guardie per turno su 3 turni, sono 9 persone al giorno. Diciamo uno stipendio lordo di circa 3K, fanno 27.000 euri al mese solo di stipendi, 324 K l’anno minimo.

      sulla fattibilità degli ingressi scaglionati non commento neanche.

      ma dove vivete, a Disneyland?

      1. Adriano

        Va bene allora fai cosi trasferisciti li davanti alla darsena e poi mi vieni a dire se è meglio vivere li o a city life.
        Secondo te i poliziotti e l’esercito che stanno li a non fare nulla chi li paga?
        Informati prima di parlare il solito saputello che difente la feccia…solo perchè non ci vivi…se fossi li con dei bambini poi ne parliamo.
        Sono sicuro che la polizia e l’esercito che stanno li a non fare nulla sono pagati molto di più di 324K e con i tuoi soldi.
        Gli ingressi scaglionati servono a rendere vivibile un posto che oramai è assediato e non vivibile per famiglie con bambini. Ma solo da giovani che fanno casino, vogliamo che sia il loro luogo di ricreazione…allora mettiamo un bel cartello luogo senza regole “anarcolpoli o milanANA” come Christiania a Copenaghen e abbiamo risolto.

    2. Paolo

      Gli ingressi scaglionati? Il lockdown vi ha dato alla testa, è uno spazio pubblico e ci si va quando e in quanti si pare. A qualcuno piacerebbe vivere in una pandemia perenne parrebbe

  3. _

    Di solito fate proposte bellissime, ma l’idea di nascondere il muro con una aiuola e il verde non mi convince.
    Un po’ perchè porterebbe ancora più degrado e sporcizia (come ci vai a pulire dentro?)
    Ma soprattutto perchè stravolge completamente il luogo che è l’ex banchina di un porto, non lo Yacht Club di qualche resort turistico…

    1. servono cancelli e ringhiere

      Infatti, è proprio cosi’ la Darsena è un monumento storico di Milano non lo Yacht Club di qualche resort turistico…Non deve essere stravolto.
      Purtroppo sono problemi che vanno risolti in altro modo. In quanto monumento va trattato come tale, cioè chiuderlo con alti cancelli le ore notturne, esattamente come i parchi cittadini. non sarà romantico e nemmeno economico ma non vedo altre alternative degne.

  4. Alessandro

    Quello delle scritte è una cosa davvero irritante e assurdamente non controllata, non punita. Sul progetto, dico che è bellissimo, anche se toglie spazio al cittadino civile, ma non credo che le aiuole verrebbero rispettate dalla movida. Idem per le panchine e il legno. Sarebbero “taggati” ugualmente. Non c’è rispetto per alcuna superficie. Non so se avete visto la scritta IAN sull’abside di San Lorenzo, a poche centinaia di metri dalla Darsena. È assolutamente necessario creare una banca dati di questi imbrattato e andare a chiedere loro i soldi e la stessa manodopera, per ripulire questo schifo.

  5. Ale

    Questa volta la proposta UF non mi convince. Le aiuole rischiano solo di spostare il problema e il legno si deteriora e necessita di molta manutenzione.
    La soluzione più valida è una pulizia costante dei muri, settimanale. All’inizio costa, ma poi i cretini con lo spray si stufano di fare scarabocchi che spariscono subito.
    Manutenzione costante, manutenzione costante!

  6. Anonimo

    W la giovinezza! W la vitalità!
    No al mondo ibernato, meccanicizzato ed elettrificato – anche se iper ordinato- e antiumano a la ‘the giver’ che ci stanno apparecchiando e che, anche da questo blog, sia pure inconsapevolmente e bambinescamente (asininamente?), viene esaltato e propugnato.
    Sì a una crescita umana e consapevole.
    Se lo stadio di evoluzione è ancora basso, dico sì a questa darsena, perlomeno umana.

    1. Anonimo e vigliacco come te

      Che concetto stupido di giovinezza e vitalità. Come se educazione e rispetto debbano essere per forza di cose in contrasto con divertimento, baldoria, voglia di vivere. Sogni una pattumiera, non un mondo, caro il mio idealista da due soldi (neanche quattro).

    2. V.

      Sarà anche “W la Giovinezza” ma il post di anonimo @10.36 a me sembra scritto da un ultrasessantenne (sia come linguaggio che come contenuti) 🙂

      1. Anonimo

        di certo scritto da qualcuno che vuol sembrare più intelligente di quel che è, mettendo in fila un po’ di paroline che suonano difficili senza un gran logica a sorreggerle.

        “Per lui/lei Miss Italia finisce qui”

    3. M

      Come se spazi per murales non ce ne fossero già abbastanza in giro per Milano!
      Gli asini, a casa mia, sono quelli che non rispettano i luoghi pubblici e le regole.

      Ripeto: i graffiti non mi fanno schifo, ma ci sono spazi adeguati e altri no. Questo NON è uno spazio adeguato.

    4. BT

      ah ci mancano giusto i figli dei residuati ex sessantottini che inneggiano alla (loro) creatività a carico della spesa pubblica.
      il tutto per robaccia scritta con spray da bomboletta scambiata per prospettive di bramante.
      e citando come distopia quella cafonata di the giver.
      annamo bene

  7. Anonimo

    La giovinezza non si esprime con spazzatura, scritte ed escrementi lasciati a decorare luoghi pubblici. Una percentuale minuscola di teenager e ventenni può trovare divertente e rivoluzionario rovinare beni pubblici o privati. Come una percentuale infinitesimale bullizza, rapina o stupra, e se ne vanta. Vogliamo glorificare anche questi reati con formule come quella vista qui sopra, oppure giustificare comportamenti criminali dando la colpa alla classe dirigente che non fa abbastanza per i giovani?

    La stragrande maggioranza dei ragazzi queste cose non le fa, e non per questo ha meno energia o vitalità. Ha semplicemente più educazione e rispetto, ma non per questo è inquadrata nel sistema o castra i propri istinti iconoclasti.

    Quanto alla proposta vostra, come sempre avete buon gusto e creatività, mi piace più della versione attuale, ma comprendo i dubbi di chi teme diventerebbe un vespasiano verde a cielo aperto e mi infastidisce il principio di dover soccombere alla pressione dei vandali.

    Quanto ai servizi pubblici, rimozione spazzatura e pulitura scritte sui muri sarebbero molto meno onerose con un efficace pattugliamento del territorio (pubblico, privato, misto) per prevenire invece che correggere, mentre la crescita di erbacce ed arbusti non è giustificabile. Il verde ha senso solo se ben mantenuto

  8. Anonimo

    Siamo tutti d’accordo: Milano è orrida e degradata, a prescindere dalle giunte e dai sindaci. La Darsena è il simbolo più evidente di una città che ha da tempo rinunciato alla manutenzione, alla pulizia, alla civiltà (ma la lista è lunga e questo sito le ha puntualmente segnalate). Una milizia privata di vigilantes non riuscirebbe ad arginare i barbari che disturbano i residenti e deturpano costantemente gli spazi pubblici. Le forze dell’ordine non si sognerebbero di intervenire: sarebbe una guerriglia violenta ogni sera. Degrado inesorabile e insopportabile, prima del prossimo render che promette una Milano luccicante per soli ricchi. Dieci minuti di splendore, poi lo squallore, giusto il tempo per gettare la birra vuota nell’aiula, i mozziconi per terra e taggare il muretto.

    1. Andrea

      La mia è una domanda da ignorante in materia ma penso che la risposta non sia così scontata.

      Costa di più il servizio sicurezza (telecamere + guardie giurate) o il servizio pulizia (AMSA)? Magari il proprietario o il manager di qualche azienda ce lo sa dire…

      Infine se spendiamo soldi pubblici per un servizio sicurezza dedicato a prevenire le tag in darsena cosa direbbero gli abitanti delle periferie?

      Ricordiamoci che per quanto brutte siano, stiamo parlando di scritte sul muro, mica di bische e prostituzione.

      1. Anonimo

        Ben sappiamo quanto ti ripugni la pulizia delle zone gestite da privati come Citylife e Porta Nuova, però non è difficile per i più preferire aree non deturpate da “innocue” scritte sul muro (e magari spazzatura sparsa)

        La prossima volta che aprirai il capitolo traffico e parcheggi ricordati che le auto non sono bische o prostituzione

        1. Andrea

          No, ma penso che le bische clandestine stiano alle tag come il traffico automobilistico stia alle bici che passano col rosso.

          1. Anonimo

            La tua classifica di gravità delle infrazioni e delle violazioni (nonché dei reati) con uso di proporzioni certifica l’ideologia di cui sei impregnato.

            Un beota qui sotto la mette sul politico da destra. Tu lo imiti da sinistra.
            Il cervello tuo sta a quello di un organismo monocellulare, quanto quello del tuo epigono dirimpettaio sta a quello di un vegetale

      2. Anonimo

        Le periferie beneficerebbero di più servizi, se le risorse pubbliche non fossero buttate via per rimediare a vandalismi senza senso (i costi AMSA per ripulire sporcizia potrebbero essere riallocati)

        1. Andrea

          I costi dell’AMSA verrebbero riallocati in costi di guardie giurate e telecamere, per questo chiedo (la mia non è una domanda retorica): costa di più un servizio di pulizia o un servizio di sicurezza?

          1. Anonimo

            No, è una domanda che nasconde neanche troppo bene una convinzione. Che le imprese degli imbrattamuri siano bagatelle senza conseguenze, che i costi associati siano fisiologici e che tutti apprezzino o accettino sporcizia e degrado. Se è così a casa tua, buon per te.

            La maggior parte di chi scrive qui sembra vederla diversamente e un serio democratico come te dovrebbe rispettare la voce degli altri specie se in maggioranza.

            La sottile differenza fra vigilanza e pulizia (o prevenzione del problema contro correzione della problema) è che si potrebbe avere una città pulita e non, quando va bene, ma molto di rado, ripulita

            Comunque è chiaro che si tuoi occhi (e a quelli di altri…):
            1- uso dell’automobile: crimine efferato
            2- parcheggio illegale: reato penale
            3- parcheggio legale: peccato grave
            4- spazzatura lasciata in giro: naturale diritto di chi festeggia
            5- fumo in zone vietate: dimostrazione di forti principi libertari
            6- scritte sui muri: arte ed espressione creativa dei giovani
            7- violazioni codice stradale in bici: eroica dimostrazione di coraggio anti sistema

            Inutile dire che questo è ridicolo come la stessa scala letta al contrario dai tuoi amici dell’altra fazione

      3. BT

        questa è la domanda da fare.
        chiudere, recintare.
        non nascondiamoci dietro un dito vengono da tutta la lombardia a fare i loro bisogni in darsena.
        colpa dei navigli e della sconclusionata politica del comune e delle relative zone di movida.
        sui navigli c’è ahime il peggio della gioventù zarri e tamarri da ogni dove che poi si trasferiscono in darsena.

    2. Anonimo

      Io non sono d’accordo. Milano è bellissima, e lo dicono tantissimo residenti e visitatori anche sprovvisti di patrimoni da favola…

      A maggior ragione quel che non funziona deve essere corretto, ma questa retorica disfattista fa ridere.

      Come quella partigiana che parla a vanvera di destra e sinistra in assenza di idee proprie

  9. E.

    E’ sempre bello vedere una vostra proposta, ma in questo caso non credo sia adatto: come già evidenziato da altri, le aiuole diventerebbero subito ricettacolo di immondizia varia, senza contare le funzioni di orinatorio da una cert’ora in poi.
    Continuo a essere dell’idea che le soluzioni possono essere solo due:
    1. ricoprire i muri con graffiti di artisti di street art, magari facendo un concorso su base biennale, come succede ad esempio sui muri dell’Ippodromo del Galoppo che prima erano ricorperti di tag e ora vengono visitati come attrazioni della città
    2. far crescere dei rampicanti lungo alcuni dei muri, anche se credo sia un’ipotesi più costosa

    E’ inutile dire che propendo per la prima, sarebbe una grande occasione di rigenero urbano con cadenza fissa.

    1. Precottino

      Sono d’accordo. La Darsena attira una certa tipologia di personaggi che si crogiola in quel tipo di ambiente, se la fai diventare un posto decente la fauna si sposterà a “darsenizzare” qualche altra zona, magari anche più di una.

      Lasciamoli lì in pace e amen. Tanto le case il valore non lo perdono, è pieno di gente “bene” a cui quel clima piace.

  10. emmezeta

    Usare quello spazio per incoraggiare la street art legalizzata?
    Non mi pare che la nuova darsena sia questa perla di architettura, ha invece gli spazi giusti per ospitare murales. Temporanei?
    Invece di andare a nascondere..

  11. Andrea

    La mia è una domanda da ignorante in materia ma penso che la risposta non sia così scontata.

    Costa di più il servizio sicurezza (telecamere + guardie giurate) o il servizio pulizia (AMSA)? Magari il proprietario o il manager di qualche azienda ce lo sa dire…

    Infine se spendiamo soldi pubblici per un servizio sicurezza dedicato a prevenire le tag in darsena cosa direbbero gli abitanti delle periferie?

    Ricordiamoci che per quanto brutte siano, stiamo parlando di scritte sul muro, mica di bische e prostituzione.

    1. Anonimo

      Penso che gli “abitanti delle periferie” non si sentano una categoria sociologica, ma cittadini di Milano a tutti gli effetti e quindi non sarebbero dispiaciuti se la Darsena non avesse muri lerci come tutto il resto della città…

  12. M.I.

    Sono giovani… posso spaccare, drogarsi ,defecare per strada, tirare sassi alla polizia, picchiare chi ha la sfortuna di passare in quel momento… ma che bella cultura che esprimete voi anziani ideologicamente lobotomizzati

  13. Claudio Cardinale

    …e magari il ponte che nella foto si ha come nome “Alexander Langher” rendelo accessibile tramite una rampa e non tramite un ascensore che è sempre guasto….

  14. Ignazio

    Propenderei per il Metodo Singapore. Laggiù, di fronte all’inciviltà sono usi nell’appoggiare una canna di bambù sulla nuda chiappa del maleducato. La fastidiosa sensazione dell’arbusto che si stampa sul deretano, provoca un ravvedimento immediato e scarsa voglia di emulazione.

    1. Anonimo

      È tristemente vero che il rispetto della legge e pure l’educazione al rispetto della legge abbiano più successo con misure da far rivoltare nella tomba il Beccaria e il Cattaneo.

      Io preferirei i “lavori forzati” con attività socialmente utili come pena per chi ha compiuto atti contro la collettività

      1. Raniero Avogadro

        Per irrogare sanzioni occorrerebbe individuare gli sporcaccioni che sfregiano non solo i muri della Darsena ma un po’ tutta la città. E’ purtroppo un male di questo secolo (non solo italiano) dovuto alla inciviltà che dilaga.

    2. Paolo

      Guarda, puoi andare tranquillamente a vivere in Arabia Saudita dove se rubi ti segano via una mano… Benvenuto nel XXI secolo Ignazio

    3. anima

      Singapore è una città splendida dove tutti coadiuvano a tenerla pulita e ordinata. Se noi siamo sempre alla sinistra e alla destra, come ai tempi di Peppone e Don Camillo abbiamo veramente poco da dire. Educaxione e senso civico dovrebbero essere insiti in ogni cittadino non del centro o della periferia, che hanno pari dignità, di milano o di ogni altra città italiana ma del mondo

  15. Maurizio

    Quando si fa l’intervento di “riqualificazione” più orribile di sempre, senza rispetto della storia del luogo, con centinaia di metri di muri foderati di mattonelle che neanche nei bagni pubblici… cosa si pretende poi?

    1. Anonimo

      Che si rispetti i beni pubblici e privati a prescindere dalla loro qualità architettonica o artistica. Non è complicato

    2. Anonimo

      Maurizio ha ragione. L’intervento non può certo dirsi piacevole e bello, bisogna avere il coraggio di dire che si è sbagliato e correggerlo, con migliorie e qualche abbellimento, riducendo i muraglioni o ricoprendoli di vegetazione per esempio.

      C’è da dire che i muraglioni proteggono un po’ dal rumore terrificante dell’autostrada che c’è dietro. Ma le auto, ahimè, sono il vero grave problema della città ma non si possono toccare.

      1. Anonimo

        Maurizio ha torto marcio quando il tono del suo intervento è giustificazionista per chi deturpa spazi pubblici, fossero pure i più orrendi dell’universo

  16. Anonimo

    Quanti problemi che vi fate. Ogni grande città ha il suo quartiere giovane, creativo, di locali, movida e di disordine. A Milano ci sono darsena e Navigli. Non è perché ormai si è over 45 anni che tutta la città si deve adeguare e diventare una sorta di Zurigo o Singapore. Una grande città è anche questo, saper dare spazio a tutti, anche ai giovani. Le scritte sui muri si puliscono, si può anche dare qualche multa in più magari, ma la massa di giovani che vuole fare le tre del mattino a bersi una birra non la puoi fermare, e non penso che sia nemmeno giusto fermarla.
    Quei giovani diventeranno, prima o poi, dei cinquantenni e inizieranno anche loro a lamentarsi del degrado e del rumore. È la vita.

    1. Anonimo

      Che tristezza che pensare a cicli della vita così stereotipati. Ubriachezza e vandalismi che fanno parte della giovinezza, poi si mette la testa a posto con fidanzata e cravatta, poi casa e figli e soddisfazione professionale, per chiudere con un tramonto astioso in cui l’invidia per chi ha più anni di fronte a sé fa lamentare per degrado e rumore…

      Si può conoscere la parola rispetto anche alle superiori o all’università. Ci sono legioni di teenager e giovani adulti che non hanno bisogno di una bomboletta di vernice o un tasso alcolico elevato per divertirsi e esprimersi

      1. Anonimo

        Che tristezza un ex giovane che non ha mai fatto un po’ di baldoria o trasgredito a qualche regola in vita sua.
        Poi ovvio che nessuno sta dicendo che sia giusto far movida violenta o chissà che, qua è bene ribadirlo perché è un attimo che chi la vede leggermente diversa venga ricoperto da insulti (altro segno che questo blog è frequentato da tanti boomer brontoloni che internet non la sanno proprio usare)

        1. Un vecchio trentenne

          Mi spieghi dove è il sottile spartiacque fra far baldoria/trasgredire qualche regola (sintomi di vitalità e di esuberanza degli anni verdi della vita, ovviamente) e movida violenta (ovviamente da condannare senza se e senza ma)? Danni alle cose OK, attacchi alle persone non OK? Vilipendio a luoghi di tuo interesse non accettabile, lo stesso a posti meno cari al tuo cuore comprensibile?

          Non pensi che sia un filo arbitrario e che -se scritte sul muro e bottiglie rotte fossero lasciati da altri nella tua cucina- forse, ma dico forse, parcheggeresti tutta questa comprensione e liberalità e saresti inviperito pure te?

          Vedendo gli scempi di ieri dei tifosi inglesi con le pancione piene di birra, riflettevo che molte delle parole dei giustificazionisti posso essere utilizzate tranquillmente per etichettare con un “Sono ragazzi…” anche le imprese di questi personaggi. Immagino che nel tuo afflato ecumenico comprenderai anche questi comportamenti, visto che hai messo il disclaimer in cui rovesci sui boomer brontoloni l’accusa di violenza verbale e di attacchi a suon di insulti ai poveri difensori delle libertà individuali: a pensarci bene, se non c’è stato il morto o feriti gravi, tu comprenderai le legittime motivazioni di questi giovanotti esuberanti, no?

        2. Un trentenne anziano

          Mi spieghi dove collochi il sottile spartiacque fra “far baldoria/trasgredire qualche regola” (sintomi di vitalità ed esuberanza degli anni verdi della vita, ovviamente) e “movida violenta” (ovviamente da condannare senza se e senza ma)?

          Provo ad indovinare: danni alle cose OK, danni alle persone non OK? Vilipendio a luoghi ed oggetti di tuo interesse non accettabile, lo stesso in posti a te meno cari tollerabile, se non accettabile?

          Non pensi che sia un filo arbitrario e che -se le scritte sul muro e le bottiglie rotte fossero state lasciate da altri nella tua cucina- forse, ma dico forse- parcheggeresti tutta questa comprensione e liberalità e saresti inviperito pure tu?

          Vedendo gli scempi di ieri dei tifosi inglesi con le pancione e piene di birra, riflettevo sul fatto che molte delle argomentazioni dei giustificazionisti potrebbero essere utilizzate tranquillamente per etichettate con un “Sono ragazzi…” anche le imprese di questi personaggi. Immagino che nel tuo afflato ecumenico comprenderai anche le ragioni di questo comportamento, visto che hai messo un disclaimer in cui rovesci su boomer brontoloni l’accusa di violenza verbale e di attacchi a suon di insulti ai poveri difensori delle libertà individuali. A pensarci bene, se non ci sono scappati morti o feriti gravi, questi giovanotti esuberanti andrebbero ringraziati per una ventata di energia in un mondo altrimenti vecchio e grigio, pieno di conformisti benpensanti

  17. anima

    Qui si confobde eta con educazione. Non necessariamente un giovane è maleducato e un non giovane bene educato. La citta deve essere fruibike da tutti, senza discriminazioni di sorta, non da una parte la citta dei giovani dove è concesso di tutto, tipo lo zoo di berlino e una per le altre eta. Non necessariamente il solo modo per divertirsi è bere, imbrattare una o piu zone della citta pervpuro vsndalismo. I giovani hanno bisogno di includione, di proposte serie e creative dove vivere e crescere.

    1. Marco ‘93

      Spiegaglielo tu che si può avere ventisei anni e non considerare la vernice e la vodka gli unici strumenti di divertimento ed espressione. Io ne ho ventotto e molti di quelli che scrivono qui mi considererebbero un infelice prematuramente invecchiato perché ho altri interessi e preferisco una città pulita ad una sporca

  18. Anonimo

    Sì è vero. Ogni grande città ha la sua zona vandalizzata e questo accade secondo me quando lo spazio è strutturato per essere fruito quasi esclusivamente da una sola e specifica categoria sociologica. Non che tutti i ragazzi amino spandere disordine, sporco e brutture ma è ovvio che se si crea un luogo dove in certi orari c’è una concentrazione esagerata di ragazzi, giorno dopo giorno , decade perché sicuramente una parte di loro andrà oltre quello che la loro età rende naturalmente accettabile anche se un poco sopra le righe.
    Quindi secondo me va cambiata in modo sostanziale l’architettura di questo spazio introducendo elementi forti che attraggono anche altri possibili fruitori: famiglie, bambini, ecc..così che lo spazio, piano piano venga occupato ANCHE da altri soggetti e si diversifichi…Questa è l’esperienza che ho vissuto per uno spazio sotto la mia abitazione in zona periferica a Milano

  19. Anonimo

    Sì è vero. Ogni grande città ha la sua zona vandalizzata e questo accade secondo me quando lo spazio è strutturato per essere fruito quasi esclusivamente da una sola e specifica categoria sociologica. Non che tutti i ragazzi amino spandere disordine, sporco e brutture ma è ovvio che se si crea un luogo dove in certi orari c’è una concentrazione esagerata di ragazzi, giorno dopo giorno , decade perché sicuramente una parte di loro andrà oltre quello che la loro età rende naturalmente accettabile anche se un poco sopra le righe.
    Quindi secondo me va cambiata in modo sostanziale l’architettura di questo spazio introducendo elementi forti che attraggono anche altri possibili fruitori: famiglie, bambini, ecc..così che lo spazio, piano piano venga occupato ANCHE da altri soggetti e si diversifichi…Questa è l’esperienza che ho vissuto per uno spazio sotto la mia abitazione in zona periferica a Milano

  20. anonimo

    veramente uno schifo.mi vergogno all’ idea di un turista che viene in visita in questa zona
    comunque è questione di educazione e l’educazione al rispetto del bene comune dovrebbe essere insegnata da piccoli.
    se pensiamo che Milano si vanta di essere la città più europea di Italia ci possiamo immaginare come siamo messi bene.
    quelle poche volte che vengo a Milano non vado sicuramente in questo posto veramente squallido per non arrabbiarmi-
    diciamo che anche il contesto non è molto gratificante.
    stiamo parlando di una bagnarola acquitrino che si decanta come se fosse il lago di central park- con intorno palazzacci squallidi anni 70
    che dire: non ce la faremo mai

    1. BT

      e anche questo è vero.
      i palazzi attorno sono i più brutti esempi anni 60/70 della città.
      ne percepisco i rumori condominiali da fuori.

      la macchia d’acqua è in effetti di modeste dimensioni ma se fosse ben tenuta sarebbe meglio perché potrebbe essere usate per attività nautiche/paranautiche.

      insomma era meglio lasciarci la sabbia.

  21. Anonimo

    La soluzione è solo e soltanto una: smetterla di pulire i muri quotidianamente (le teste marcie e malate dei writer godono di ciò, ancora non l’avete capito) e iniziare ad arrestare e denunciare questi VANDALI (perchè altro non sono) non appena tentano di rovinare muri.
    Dopo aver fatto dei bei rastrellamenti si pensa a ripulire la città, e se ci saranno ancora dementi intenzionati a farlo, vai con l’arresto.

    Questa è gentaglia, dei subumani che devono marcare il territorio come gatti randagi su un muro per sentirsi realizzati… ma di che parliamo?

  22. Anonimo

    Per chi imbratta e sporca la cosa pubblica, quindi pagata da tutti, un lungo periodo di servizio sociale a favore dei piu deboli. Chiamare writer chi sporca è un eufemismo. In tante citta del mondo e anche a milano si sono dati spazi, vefi muri, per dare ai writer una possibikita di esprimere il loro talento artistico che spesso ediste realmente.
    Nella darsena c’è solo degrado ma penso sia ancora piu squallido e dequalificante giustificare questa situazione che farne parte integrante. Siamo messi male davvero

  23. F

    Permettete… i tag vengono rimossi ad ogni evento in Darsena, ora hanno avuto tempo di rifarsi perché siamo “fuori stagione”. La Milano pubblica da anni fa l’albero di Natale con lo sponsor, stessa cosa è la manutenzione della Darsena. Ho visto giocare a golf, pattinare, correre in F1, imitare personaggi del passato, vendere film, fiori, barche, alimentari, prodotti di multinazionali… Certo, togliere il consultorio a 50 metri, dare una stretta alla spaccio violento a 150mt (le colonne) e far girare ogni tanto qualche militare in più servirebbe… così come più cestini e i bagni pubblici (!) ma, a mio avviso, la soluzione è un arredo più spartano (bisogna togliere, non mettere, creare apertura non barriere con aiuole e zone d’ombra e soprattutto non rimpicciolire la passeggiata, per consentire sempre eventi, che col loro denaro ripuliscono le brutture). È un porto, ristrutturato togliendo alcune parti molto affascinanti che aveva e mettendo troppo cemento, ma è anche amatissimo e sempre frequentato da quando è stato riaperto. Poi se vogliamo vedere piazza Duomo sporca, basta andarci alla fine del primo sabato di saldi, e il gioco è fatto. 😉

  24. Anonimo

    Mah, non ho esperienza diretta del primo sabato di saldi in piazza Duomo ma ritengo poco verosimile che chi abbia avuto questa poco invidiabile opportunità’ si sia presentato sul luogo munito di bombolette spray.
    Quindi concordo in pieno con Anonimo 18:16 che giustificare e benaltrificare la situazione in darsena sia fuori luogo.

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