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Milano | Duomo – Arengario e Museo del 900 Bis: approvato il progetto di fattibilità

Nei giorni scorsi, Palazzo Marino ha dato via all’iter che trasformerà il secondo Arengario di piazza Duomo in uno spazio espositivo di 1.204 metri quadrati all’interno e 111 all’esterno. Spesa complessiva tra lavori e somme a disposizione: 29 milioni di euro.

Approvato il progetto di fattibilità, ora si deve pensare a come sarà trasformato. Tutto dipende se gli architetti riusciranno a convincere la Sovrintendenza del loro progetto permettendo la costruzione della passerella aerea tra i due edifici che li collegherà. In questo modo si unirà in un circuito più semplice l’itinerario di visita alle esposizioni.

Ci si augura che vengano realizzate sia la passerella trasparente sia la “piazza cortile” sottostante tra i due edifici.

La Commissione giudicatrice lo scorso luglio aveva scelto il progetto del team con capogruppo l’architetto Sonia Calzoni insieme a Pierluigi Nicolin, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari e Bruno Finzi quale vincitore del concorso.

Il progetto

Secondo il progetto, ci saranno quattro piani destinati a ospitare un centinaio di opere. Ai primi due livelli due sale equivalenti di circa 400 metri con caratteristiche di “versatilità e neutralità” in modo da poter rinnovare gli allestimenti che potranno andare dagli ultimi vent’anni del Novecento fino al contemporaneo. La relazione li definisce una sorta di “laboratorio delle collezioni”. Ai due piani superiori, la sala superiore dovrà ospiterà un opera di un protagonista della scena artistica internazionale in sintonia con la Sala Fontana del primo Arengario. Per questo è stata posta una particolare attenzione all’effetto notturno di questo spazio predisponendo un’adeguata illuminazione. Mentre al basamento del secondo Arengario verrà ospitato il bookshop, la caffetteria e l’auditorium.

La passerella sospesa

Il cruccio, come dicevamo, per la Sovrintendenza è sempre la passerella sospesa. Infatti, sarebbe un elemento dirompente e accattivante perché rifletterebbe con la sua superficie metallica anche i passanti di piazza Duomo. Diventerebbe un elemento di grande effetto e richiamo. Tuttavia, spezzerebbe il famoso cannocchiale prospettico che è altrettanto di grande effetto. Lo si può ammirare da piazza Scala attraverso la Galleria, l’Arengario, piazza Diaz e per poi culminare con la Torre Martini. 

L’alternativa, come si è detto, sarebbe quella di realizzare una piazza ipogea e un atrio pubblico tra i due Arengari. Si tratterebbe di una “piazza cortile” che permetterebbe non solo il passaggio e lo scambio tra i due edifici, ma anche quello di essere luogo di accoglienza esterno del museo. Ad ogni modo, le due ipotesi non sono in alternativa e potrebbero benissimo convivere assieme. Per avere entrambi si dovrà attendere l’ok dalla Sovrintendenza. Ora bisognerà attendere la stesura del progetto definitivo.

Referenze fotografiche: Sonia Calzoni Pierluigi Nicolin

Duomo, Sonia Calzoni, Pierluigi Nicolin, Arengario, Arte, Cultura, Museo 900, Museo del Novecento, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari, Bruno Finzi

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


36 thoughts on “Milano | Duomo – Arengario e Museo del 900 Bis: approvato il progetto di fattibilità

  1. Wf

    E tante altre novità per piazza Duomo…

    Milano, il Comune cerca investitori per trasformare in albergo un palazzo di via Dogana

    L’immobile, in parte attualmente occupato dalla libreria Mondadori, è oggetto di un avviso di manifestazione d’interesse aperto fino al prossimo 25 febbraio

    Camere con vista Duomo, accanto al Museo del Novecento. È la destinazione prevista da Palazzo Marino per la porzione centrale del palazzo di sua proprietà in via Dogana, sul lato sud di piazza Duomo. L’immobile, in parte attualmente occupato dalla libreria Mondadori, è oggetto di un avviso di manifestazione d’interesse aperto fino al prossimo 25 febbraio: con questo, il Comune – spiega in una nota – cerca soggetti interessati a riqualificare gli oltre 7.260 metri quadri disposti dal piano terra al quinto (più interrato e sottotetto), per farne un albergo con servizi e negozi connessi.

    L’atto fa seguito alla delibera di Giunta con cui lo scorso 30 luglio si è dato avvio al trasloco della libreria, in altri spazi dello stesso palazzo sull’angolo con via Mazzini, che si realizzerà nel corso del 2022. Parallelamente l’amministrazione procederà alla valorizzazione del corpo centrale dell’edificio, in coerenza con il progetto di ampliamento del Museo del Novecento nel “secondo Arengario”.

    In considerazione del piano di investimenti, prevedibilmente ingente, la concessione è di 18 anni a un canone annuale non inferiore a 500 euro al metro quadro per gli spazi a destinazione alberghiera, a 1.850 euro per quelli destinati a ristorazione e a 2.899,81 euro per servizi e negozi.

  2. Anonimo

    Si alla passerella tutta la vita.

    Se la sovrintendenza vuole fare davvero qualcosa di utile che suggerisca al comune di dare dignità a piazza Diaz che è uno schifo di parcheggio inutile.

    Valorizzare piazza Diaz trasformerebbe davvero tutta zona Duomo, dando sfogo alla piazza e portando turisti e pedoni verso la parte meno frequentata e più malmessa del centro.

  3. Anonimo

    Bof! Passerella SI? o passerella NO?
    Direi NO tutta la vita. Non solo hanno optato per una soluzione insignificante e sciatta ma non se ne vede nemmeno l’utilità. Da nessuna parte a Milano si vedono passerelle per collegare palazzi. Tranne alla Rinascente che è un centro commerciale. L’intero progetto mi sembra di una stupidità totale. La caffetteria con annessa libreria e microauditorium, la sala del lampadario….ah ok, è un mini centro commerciale per vendere le cartoline e le magliette con la scritta MILANO! Non chiamatelo allora Museo del ‘900 perchè mi sembra un oltraggio all’idea di spazio culturale. E alla fine a Milano stessa.
    E’ come se nel Centre Pompidou facessero all’ultimo piano lo showroom di Artemide, al pianterreno un mercato coperto, al secondo una libreria, al terzo un multi-sala. Per carità bello, ma non è un centro culturale, è un centro commerciale.
    Ecco una cosa che farei invece li’ dentro è un Multisala, altroché libreria: piu’ 900 di cosi!?

    1. Anonimo

      Perché, illuminaci, un museo moderno non dovrebbe avere un luogo dove potersi prendere un caffè, mangiare qualcosa o acquistare un catalogo di una mostra, un libro o un gadget che ricordi la visita?

      Davvero, sono curioso di sapere perché un museo non può offrire anche dei servizi ai suoi visitatori. Almeno i bagni li concedi o anche questi sono spazi rubati alla tua fantomatica idea di centro culturale?

      1. Anonimo

        perché in piazza duomo di caffè e librerie ce ne sono a volontà per tutte le tasche e per tutti i gusti. Perchè quello che fanno qui non è aggiungere una caffetteria o un book shop al museo. Ma un museo (ma quale museo?) a un bar -edicola-souvenir…Hanno invertito i fattori. Ripeto non sono inorridito dal progetto in sé, che comunque è insignificante e vuoto. Sono inorridito dl fatto di chiamarlo Museo del 900 . Sono d’accordo con chi ha scritto che i palazzi nascono come porta d’accesso monumentale. accostarli con una passerella miserrima smonta definitivamente il senso originario del progetto novecentesco. E’ un affronto. Un offesa al buon senso e all’intelligenza. in piu’ è brutto.

        1. Wf

          Mantu ci sei mai stato dentro al museo?

          In realtà mi sa di no perché è un museo molto molto bello.

          Ed è per questo che si vuole allargare.

          E quelli che tu chiami “lampadari”, che poi denota la tua ignoranza artistica ndr sono opere d’arte.

          1. Anonimo

            ahahahahaha ! speriamo che hai ragione tu! cosa devo dire?…comunque è uno sgabuzzino di museo, francamente il piu’ brutto di Milano, anche se l’ha disegnato un architetto glamour. Allargarlo va bene, ma se poi occupano i nuovi spazi con inutili strutture accessorie come caffetterie, book-shop e sala lampadario…boh!…Dai per piacere! in piazza Duomo ormai ci sono solo bar e souvenir…

  4. Anonimo

    “…la passerella sospesa che (pur)essendo un elemento dirompente e accattivante rifletterebbe con la sua superficie metallica anche i passanti di piazza Duomo, diventando un elemento di grande effetto e richiamo.” Chi scrive queste scemate non ha la minima idea di cosa risulterà in pratica, probabilmente più simile ad un ponte che connette una stazione metro di periferia con un parcheggio esterno.

    La superficie metallica che riflette si ossiderà, sarà coperta da escrementi di piccione, sarà impossibile da mantenere e resterà per sempre un intralcio visivo, un pugno nell’occhio. Volgare sfregio ad un grande esempio di architettura razionalista. Per non parlare poi del contesto urbanistico. Cosa c’entra una passerella sospesa tra due edifici disegnati come portale d’ingresso ad una piazza (che sia Duomo o Diaz)?

    E quale grande flusso di visitatori si anticipa per un museo carino ma abbastanza modesto da non poter gestire con una galleria sotterranea?
    In genere ho rispetto per Urban File, ma chi scrive è un semplice ‘appassionato’ di architettura, non un esperto, ne un professionista. Spero vivamente che la Sovrintendenza blocchi il tutto. Una pacchianata oscena.

    1. Anonimo

      Appunto perché è brutta aggiungere un ulteriore elemento dissonante non è certo il modo migliore per renderla più bella.

  5. Anonimo

    W la passerella riflettente, un segno esteticamente apprezzabile di contemporaneità in piazza Duomo, oltre che utile all’unità funzionale del Museo (900+100 non 900 spazio 100)

  6. Anonimo

    La passerella è un’oscenità, assolutamente no. Dove sarebbe il problema di camminare da un’arengario all’altro? Altrimenti facciano un passaggio sotterraneo, che si può fare benissimo.

    1. Anonimo

      Un’oscenita secondo lei. Qualcosa che si può eventualmente anche rimuovere in futuro, qualora la sua presenza si rivelerà la terrificante catastrofe totale paventata da qualche commentatore sopra.

      Io invece credo che ci sarà la fila per mesi per salirci, e che i turisti si faranno palate di foto e l’intervento sarà pubblicato un po’ ovunque sul web, rendendo finalmente riconoscibile un museo che ora è un museo a metà.

      Dai su, non tutte le novità sono orrende, cambiare a volte è positivo, rende vive le città, non deve fare sempre paura. Chi teme anche il più piccolo dei cambiamenti il più delle volte poi si ricrede, mi vengono in mente tante cose positive per la città come Expo, i nuovi quartieri, le piste ciclabili, le zone a traffico limitato per ridurre il caos delle auto…

      1. _

        Nessuno nega che meglio che niente è meglio piuttosto e che la passerella sia qualcosa di divertente per i turisti.

        Personalmente non mi piace l’idea perchè preferisco la piazza rimanga pulita da altre sovrastrutture e perchè è su Piazza Diaz che bisognerebbe lavorare.

        Ma se passarella deve essere, sarebbe meglio una bella. Quella del rendering mi sembra un compitino svogliato, insipido e mortificante.

      2. Anonimo

        Secondo me e anche secondo la sovrintendenza, non si rovina una piazza per i mentecatti che vogliono farsi dei selfie. Tra l’altro la possibilità di vedere la piazza dall’alto c’è già con la passerella sopra la Galleria. Non temo nulla, è semplicemente una soluzione orrenda, cambiare in peggio non è affatto positivo.

      3. Matt

        Completamente d’accordo. Rendiamo più vivi ed attrattivi gli spazi architettonici. Siamo abituati ad edifici monumentali che devono solo essere guardati, invece abbiamo bisogno di spazi che vengano vissuti dalle persone.

  7. Albe

    Non è per il cannocchiale prospettico e neanche per l’architettura razionalista, è semplicemente brutta. Se dobbiamo affidare l’avanguardia architettonica di Piazza Duomo ad una passerella di fantasioso acciaio.
    A me pare semplicemente la soluzione meno fantasiosa e più economica. Un’impalcatura di tubi innocenti coperta di rampicanti sarebbe stato meglio.
    Si vuole allargare il museo? Tirate fuori i doldi e fate la piazza ipogea con ingresso da piazza Diaz (così serve a qualcosa) e mettete su coperture avveneristiche.
    Altrimenti tenetevi i due edifici separati ed in quello piccolo mettete mostre temporanee indipendenti percorso museale.
    Oppure ristoranti.

    1. Anonimo

      Ecco le piazze ipogee direi proprio che son una cretinata. Una piazza ipogea farebbe da tappo tra piazza duomo e piazza Diaz, che invece dovrebbero essere il più possibile collegate e rese comunicanti. Piazza Diaz dovrebbe funzionare come sfogo quando piazza duomo è troppo piena di gente, invece è un inutile parcheggio.

      Una piazza sotterranea condannerebbe per sempre lo sviluppo di piazza Diaz e di tutta quella parte del centro che ora è invasa dalle auto e di fatto inutilizzata.

      1. Albe

        Concordo sull’inutile parcheggio, figlio degli anni 50 e di un altro periodo storico. Non capisco il fastidio per la piazza coperta ipogea come ingresso al museo, non necessariamente precluderebbe il transito tra piazza diaz e piazza duomo e non serve ricordare che è una soluzione già ampiamente utilizzata in musei ben più importanti.

        1. _

          Credo che i problemi della piazza ipogea siano a) che costa di più b) che devi trovare qualcuno in grado di progettarla per bene

          Cioè, non basta fare taglia e incolla del finger di un aeroporto e appiccicarlo sul rendering per provare a forzare la mano alla Soprintendenza sui giornali 🙂

  8. Anonimo

    …allora a ‘sto punto perchè non mettiamo una passerella anche ai caselli daziari…alla fondazione Feltrinelli…anche li’ una bella passerella con il nascente spazio comunale (suo gemello ridotto). ecc. ecc…E poi una manica lunga come agli Uffizi che collegasse Palazzo Reale, Museo del 900, la Galleria, la Scala e le Gallerie d’Italia…

  9. N

    Questi architetti non ne hanno azzeccato ancora uno
    a me personalmente la passerella fa rabbrividire e ancora più osceni vedo dei dettagli come – cancellare le grandi arcate del piano basso e quel enorme (ma da render falsamente molto leggero e trasparente) corpo caffetteria che andrà a dimezzare l’altezza scenica del piano terra.
    Niente ma davvero niente di che.
    Strafare per far schifo, gia il primo museo è davvero modesto in quanto a qualità architettonica….. con quella scalinata alla Guggenheim dei poracci che manco sono riusciti a farla tutta della stessa inclinazione e hanno dovuta sfalsarla a gradoni….

  10. lisander

    La passerella pedonale mi pare un progetto gradevole e di buon senso che fa da trait d’union tra i due edifici che sarebbero altrimenti avulsi tra di loro, una soluzione di continuità per marcare l’appartenenza al contesto museale che diversamente non verrebbe percepita qualora si realizzasse un tunnel sotterraneo, manco fosse un bunker!Se poi si realizzasse anche la piazza ipogea sarebbe un valore aggiunto.La passerella consentirebbe altresi’ la vista su Piazza Duomo e Piazza Diaz (si spera un domani riqualificata, oggi fa schifo), aggiungendo un elemento di originalità al plesso museale; ed anche la parte sottostante riflettente della stessa mi sembra un elemento di attrattività; non comprendo, ne condivido i timori sulla compromissione del canocchiale ottico, ma dai non scherziamo, ma di che parliamo, non siamo certo in contesto di dimore settecentesche (vedi ad.es. villa Mirabello nel parco di Monza)! la Terrazza Martini, con rispetto parlando, a parte l’insegna omonima che le da visibilità non è certo un edificio iconico, come il Chrysler Building o il One world Trade Center o il Burj Khalifa!Concludendo, mi piace, è un bel progetto, speriamo che la Soprintendenza non faccia capricci.

  11. Raniero Avogadro

    Concordo in pieno con le valutazioni marcatamente negative degli interventi precedenti. Si tratta di un insulto ad un monumento, l’Arendario, che comunque lo si giudichi è una presenza importante nella piazza del Duomo e testimonianza di una cultura architettonica comunque di alto livello e certamente di ben altra statura dei modesti professionisti autori del progetto in questione (per non parlare dell’incompetenza e della mancanza di visione di chi al Comune approva uno scempio simile), Mi permetto, in proposito, di manifestare il mio stupore per il commento positivo all’idea della passerella aerea espresso nella presentazione al tema. Ho sempre apprezzato le vedute e i criteri di apprezzamenti estetici del monitorore di questo interessantissimo forum, di cui siamo veramente grati, ma in questo caso non possiamo tacere il nostro profondo dissenso.

  12. Fabio

    Quanto alla passerella, di primo acchito non mi convinceva. Poi ho provato a “posizionarla” nelle altre finestre, anche al primo piano. Ma niente, in qualunque posizione coprirebbe la storica Terrazza Martini, o l’altrettanto storica Torre Velasca, o entrambe. Ma la soluzione, in realtà c’è già: l’avevate scritta senza accorgervi voi di Urbanfile:
    https://blog.urbanfile.org/2020/01/23/milano-duomo-quelle-uscite-dimenticate-in-piazza-duomo/
    C’è già pronto inutilizzato il sottopassaggio colle apposite uscite! Basta dargli una pulita!

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