Milano | Corvetto Nosedo – Il Quartiere Omero e Barzoni

Dici Corvetto e si pensa solo ai disagi di un quartiere o distretto difficile. Ma l’area che prende oramai il nome dal piazzale circolare posto alla connessione tra corso Lodi, viale Lucania e Viale Enrico Martini in origine era zona di campagna sino a cent’anni fa, dove si trovavano diverse cascine e un antico borgo. Cascine tra le quali il famoso gruppo detto della Gamboloita e il borgo di Nosedo, una frazione di Chiaravalle, posto più a sud. Area che venne urbanizzata e trasformata dopo il 1925 quando il Comune volle realizzare un grande quartiere di case popolari per il crescente numero di operai che si stanziavano a Milano. Tra il 1925 e il 1931 venne così realizzato il grande quartiere Regina Elena, ora Mazzini, programmato per ospitare le persone in condizioni di maggior disagio sociale. Il quartiere Mazzini, realizzato su progetto di Giovanni Broglio, è di ampie dimensioni – il maggiore fra quelli realizzati fra le due guerre – ed è organizzato in quattro grandi isolati trapezoidali. Nel corso del tempo si è rivelato un campo minato per la vita sociale della zona.

Nel dopoguerra si volle proseguire con l’edilizia pubblica nella zona, costruendo altri quartieri per ospitare gli operai sempre più attirati dalla grande città.

Ecco così delinearsi il Quartiere Omero, realizzato nel 1949 che si distribuisce lungo via Omero, seguito dal quartiere comunale Gabrio Rosa (1948-1951), gli insediamenti INA Casa Barzoni e Montemartini (1949-1951), il quartiere comunale Barzoni (1952), progettati dall’Ufficio per l’Edilizia Popolare del Comune di Milano che all’epoca era diretto da Arrigo Arrighetti.

In questi mesi del 2022 alcuni edifici sono sottoposti all’intervento di rinnovo edilizio con cappotto termico grazie all’ecobonus (ecobonus è una agevolazione fiscale dedicata alla riqualificazione energetica dell’immobile), che ne sta alterando un po’ l’aspetto e soprattutto il colore, che si vede dalle immagini qui di seguito.

Coevo all’esperienza del QT8, il quartiere Omero rappresentò il tentativo di realizzare un ambito urbano diversificato con una comunità autosufficiente immersa nel verde. Purtroppo l’esperienza avuta al QT8 di uno spazio libero e fruibile ovunque, qui viene disattesa in parte, con la frammentazione del disegno di parchi e giardini separati spesso da recinzioni.

I blocchi edilizi variano per tipologia e dimensioni, dalle case a schiera, agli edifici in linea attestati lungo la via Omero, quasi tutti allineati nord-sud secondo l’asse eliotermico e realizzati da vari architetti.

Gli edifici porticati affacciati su piazza Gabrio Rosa sono fra i più particolari e interessanti del comparto, certamente progettati da Irenio Diotallevi (palazzi verdi nelle foto qui presenti). Compreso il meraviglioso edificio con negozi e abitazioni realizzato nel 1949 su progetto di Arrigo Arrighetti di via Osimo.

Edificio che denota una particolare ricercatezza nel disegno e che, purtroppo oggi risente della crisi del commercio di vicinato con buona parte dei negozi chiusi da anni ormai.

Gli spazi verdi, come dicevamo, sono frammentari e per la maggior parte cintati.

All’esperienza dello IACP sono riconducibili anche le “case minime” realizzate nel comparto. Casette a schiera con alloggi su due piani dotati anche di un piccolo orto che, nella maggior parte dei casi, purtroppo oggi, è occupato da verande o pavimentato. La stessa tipologia di case a schiera le possiamo trovare anche a Lorenteggio e a Crescenzago.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Google

Fonte: Ordine degli Architetti,

Corvetto, Piazza Gabrio Rosa, Via Omero, Quartiere Omero, Gamboloita, Nosedo, Arrigo Arrighetti

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

4 commenti su “Milano | Corvetto Nosedo – Il Quartiere Omero e Barzoni”

  1. Buongiorno, complimenti per i Vostri articoli. Se non interpreto male si parla di viale Omero edificata nel 1949 è si da la stessa data al palazzo porticato di Gabrio Rosa. Non è molto importante ma vi è un errore di circa 5 anni, visto che io sono del gennaio 1953 ed ho visto costruire tutti quei palazzi, o perlomeno tutta la parte ovest Osimo. Purtroppo me lo ricordo bene perchè sono nato nella prima casa di Montemartini 2 ed affacciandomi alla finestra in piedi su un seggiolino guardavo le pecore brucare. Anche per Montemartini c’è un piccolo errore, il civico 2 è stato consegnato nel dicembre 52 ed io sono il primo bambino nato nel condominio 2 Gennaio 53. Tanto scrivo solo per eventuali dubbi di altri lettori, visto che queste precisazioni non cambiano il bellissimo articolo. Distinti saluti. Sandro Biolcati

    Rispondi
  2. Peccato che delle casette Barzoni nessuno se ne occupa…. Sono nate nel 52…ci abito dal 1965 e il Comune ha fatto solo 2 ristrutturazioni in 70 anni di vita di queste casette ora chiamate “baracche”… Dovevano ristrutturarle ancora una volta x via delle olimpiadi del 2026 ma non si vede nessuno… Ci hanno proprio abbandonato… 🙁

    Rispondi

Lascia un commento