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Milano | Loreto – Rinnovamento in Corso Buenos Aires: primi interventi

Mentre proseguono i lavori per il rinnovo e la riqualificazione degli stabili posti all’angolo tra Corso Buenos Aires e via Petrella a Loreto, che saranno trasformati ne “Le Corti Segrete di Baires“, il famoso complesso commerciale e residenziale realizzato anni fa e bisognoso di una completa riqualificazione, ecco che sono cominciati anche i primi interventi tecnici ai sottoservizi del tratto interessato dal cantiere di Corso Buenos Aires.

Qui sotto alcuni nuovi rendering del complesso di edifici di varie epoche uniti da 4 corti abbastanza ampie, in fase di riqualificazione dal 2020 e giunto ormai a compimento o quasi.

L’importante intervento di riqualificazione vede coinvolta F&M Ingegneria per la direzione lavori insieme ad Archeias Architetti Associati per il progetto architettonico commerciale e Lombardini22 per il progetto architettonico residenziale. L’iniziativa è promossa da Meyer Bergman che ha affidato la supervisione del progetto a Kryalos, fra i più attivi player del mercato immobiliare italiano.
La proposta progettuale consiste nella completa riqualificazione attenta a preservare gli edifici storici, dove saranno ricavati ben 166 appartamenti nuovi e delle aree commerciali e delle 4 suggestive corti interne con giardino e percorsi pedonali. Qualche negozio ha già aperto dallo scorso inverno, come avevamo potuto vedere.

Mentre Corso Buenos Aires vedrà un completo ridisegno o restyling con l’allargamento dei marciapiedi, l’eliminazione dei parcheggi laterali, la posa di alberature in vaso (non sono possibili piantumazioni nel terreno) e la conferma della ciclabile che è ancora in studio data la complessità dell’intervento.

Infatti i dubbi sono se realizzare la ciclabile in maniera protetta con cordoli o semplici segni grafici sull’asfalto, come’è ora. Il problema della seconda versione è che ci sarebbe il rischio di vederla sempre invasa dalle autovetture parcheggiate selvaggiamente. Gli uffici tecnici del Comune stanno lavorando anche alla sistemazione e alle modalità per il mantenimento di aree di carico e scarico merci necessari per i negozianti della grande via commerciale.

Intanto è comparso in questi giorni un piccolo cantiere nel tratto di Corso Buenos Aires tra via Petrella e via Pergolesi, interessate proprio dal primo intervento di circa 120 metri finanziato dagli oneri di urbanizzazione delle Corti Segrete di Baires. Un piccolo assaggio di casa sarà il Corso nei prossimi anni.

Nella convenzione tra le Corti e il Comune si parla esplicitamente di «un più ampio e complesso progetto, che prevede il collegamento di piazza San Babila, prolungandosi lungo Corso Venezia, Corso Buenos Aires e via Padova anche mediante elementi di arredo urbano, quali alberature in vaso». Esattamente quello su cui i tecnici stanno lavorando. Un progetto a tappe che va da San Babila a via Padova passando per piazzale Loreto pronto per essere riqualificato grazie al bando di Reinventing Cities.

Nel maggio del 2021, per prova, vennero posizionati dei grandi vasi con alberature, per vedere l’effetto che avrebbero avuto nel contesto.

Referenze fotografiche: Rendering Le Corti Segrete; Gruppofoschia

Loreto, Corso Buenos Aires, Architettura, Riqualificazione, Via Petrella, Le Corti Segrete di Baires, Via Scarlatti, Archeias Architetti Associati, Lombardini22, Meyer Bergman, Studio POLA,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


36 thoughts on “Milano | Loreto – Rinnovamento in Corso Buenos Aires: primi interventi

  1. Wf

    Ok.

    Ma non sembrano così larghi i marciapiedi allargati.

    Poi se togli la striscia di parcheggi auto a protezione della ciclabile devi per forza mettere una barriera FISICA contro gli automobilisti

    Speriamo che la montagna non partorisca un topolino

    1. Anonimo

      Volendo… Oxford street a Londra è simile ma la ciclabile non ha protezione e non mi sembra muoiano come le mosche?

      Ma – ovviamente – da noi è diverso 🙂

    2. Anonimo

      Scusi Wf, ha veramente scritto lei “scopacani” nel post di ieri rivolgendosi ad un altro commentatore (reo di aver denunciato il degrado dei cani ad aree verdi e marciapiedi di Milano)?

      Se è stato lei, attenderemmo quantomeno le sue scuse per aver usato un linguaggio così volgare e aggressivo.

      Argomentazioni/opinioni ok, insulti meglio di no, grazie

  2. Anonimo

    Molto difficile trovare una soluzione adeguata a tutti i temi in ballo.

    E anche per le piante in vaso, senza un sistema fatto come si deve di irrigazione, s’è visto che è davvero durissima sopravvivere.

    Speriamo che ci siano professionisti seri e preparati al lavoro e incrociamo le dita.

  3. Dave

    Pianteranno quei ciliegi ornamentali giapponesi con cui hanno riempito la zona che muoiono subito. Perché. Il Comune di Milano é un disastro

    1. Gian

      Se n’è parlato molto ma evidentemente non abbastanza e sicuramente non per tempo. A distanza di anni ancora le palme in piazza Duomo continuano ad essere un’idea malsana

  4. Alberto

    Per me bisognerebbe eliminare la sosta delle auto, che restringe il viale (tra l’altro in maniera irregolare) generando una congestione invivibile sia per chi vi transita in auto sia per chi vi passeggia, e realizzare una ciclabile protetta da cordolo al posto dei vecchi parcheggi, raccordando però gli allargamenti dei marciapiedi in modo da renderla più rettilinea. Anche il tratto in corso Venezia é orribile, andrebbe rettificato ed eliminata la sosta.

  5. Si Tav

    “Togliete le auto” è il nuovo ritornello degli imbecilli di sinistra.
    Di per sé non è sbagliato. Il punto è che sono talmente cretini da non capire che l’unico modo per farlo è costruire garage dove i poveracci che abitano in zona possano parcheggiare.
    Altrimenti non si risolve una mazza e si aggravano i problemi.
    Proseguire con le utopie è tipico dei mentecatti

    1. Ale

      Ma di che parli? In Buenos Aires di posti x residenti quanti c’è ne sono? Non è con i posti lungo il corso che cambi la vita dei residenti.

    2. Flavio

      Sì Tav, ti amo!
      Sei il classico arrogantello leone da tastiera che probabilmente non distingue un 6 da un 9, per il semplice motivo che non capisci da che parte va letto.
      Vieni a scrivere nei commenti di Urbanfile per sostenere il tuo partito politico e dare contro a chi è adesso a capo della città.
      Sei un fallito come pochi, ma ancora non te ne sei accorto e, probabilmente mai te ne accorgerai, perché hai un ego talmente grande che ti copre gli occhi.
      Tuttavia mi fa piacere leggerti, perché le sciocchezze che scrivi sono più divertenti delle pietose figure che fa il leader del tuo partito.
      Praticamente vado a teatro senza pagare il biglietto. Grazie Sì tav! 😀

      1. K.

        Beh Flavio che butta il suo tempo il tempo per rispondere a SiTav quanto a “fallito” non è da meno. (nemmeno io, ma liquido la pratica in 2 righe…)

  6. Anonimo

    non si potrebbe iniziare a pedonalizzare qualche traversa… cosi magicamente i negozi su quelli vie fattureranno il doppio e sarà più facile convincere anche i reticenti?

  7. UMS

    Ma la ciclabile a doppio senso non l’hanno appena fatta in Buenos Aires?

    C’è veramente bisogno di….rifarla, mentre rimangono senza:
    Corso Vercelli
    Corso Genova
    Corso di Porta Romana
    Corso di Porta Vittoria
    Via Lorenteggio/Foppa
    Via Solari
    Corso Magenta
    Via Torino
    Via Cesare Correnti
    Via Vittor Pisani
    Via Turati

    e tante altre….

    Capisco l’impatto mediatico e sui social di Corso Buenos Aires, ma non con la sola immagine si governa una città.

    1. Anonimo

      Corso di Porta Vigentina, Corso Italia, Via Ripamonti, Corso Matteotti, Viale Argonne, Corso Monforte, Viale Espinasse, Va Carducci da finire, Pagano, Via Torino, Via Farini (e questa è uno scandalo)

  8. Camillo

    Insomma, mi sembra che siamo ancora in alto mare… Poche idee ma confuse.
    Speriamo che i tecnici del comune (esistono veramente?) escano ogni tanto dagli uffici per controllare i lavori e valutare le soluzioni

    Ma una ciclabile, si riesce a fare dritta?

  9. Anonimo

    Io sarei per la pedonalizzazione totale del corso. Se proprio non si può fare (ma per forza prima o poi ci si dovrà arrivare) va bene anche eliminare tutta la sosta in superficie e lasciare una sola corsia di auto per senso di marcia, magari facendo pagare Area C già da Piazza Argentina per ridurre le auto alla fonte.

    Il resto deve andare a pedoni e ciclisti. Marciapiedi ampi e pista ciclabile protetta dall’arroganza di chi ci vorrà parcheggiarci sopra.

    Fare shopping in Buenos Aires deve essere piacevole, non deve più essere lo schifo che è adesso, con il frastuono di traffico e caos.

    1. Anonimo

      Dai , il progetto fa cagare da tutti i punti di vista , inutile girarci intorno. Le piante sono secche dopo due giorni , tutto andrà in vacca , l’arredamento urbano inesistente. I soldi a questo punto Spendeteli pet le stelle di Natale x il 7 dicembre . Fate più bella figura! Magari tra 10 anni però chiamate un progettista serio , magari straniero sarebbe meglio. Vala’ .

      1. Ale

        Dai, stai di endo che possiamo lasciare tutto così… restando agli anni ’70. No grazie, lasciamo il passato solo autoeasfalto al passato.

    2. Anonimo

      Si certo, ma dove vive lei? Questa castroneria, detta dall’inconcludente Sala, fa il paio con la riapertura dei Navigli (altra follia fantascientifica di Sala, che si è ovviamente risolta nellennesimo nulla di fatto del soggetto).
      Poi mi dovrà spiegare dove transiteranno le decine di migliaia di auto che annualmente attraversano Buenos Aires.
      Chiudere una strada del genere ha zero senso, se non si sa poi che farne delle viabilità complessiva della città.

      1. Anonimo

        Dove vivo? In Europa. E visito, per lavoro e per tempo libero molte altre città che queste pedonalizzazioni le hanno fatte decenni fa. E queste città stanno benissimo, sono piacevoli da vivere e sono anche più ricche della nostra, con più attività commerciali e di ristorazione.

        Le persone si possono spostare in molti modi diversi e spostarsi in auto è il modo in assoluto più inefficiente e più problematico di tutti. Spostare una persona con un mezzo di 2 tonnellate che genera rumore e inquinamento non deve più essere incentivato come oggi, con parcheggi che sono di fatto gratis, stradoni dove possono fare quello che vogliono, zero multe, zero controlli.

      2. Anonimo

        le auto che ci transitano non transiteranno più, e magari gli autisti inizieranno a prendere i mezzi, o ad andare a piedi/in bici

  10. Anonimo

    Penso sia “solo “ un problema economico , Sala non centra . Voglio spiegarmela così . Tutte le realizzazioni dei suoi due mandati sono frustranti e minimalisti nel senso ridotti all’osso. Direi quasi offensivi . Ma se la coperta è corta si può capire. Dovremmo dircelo più spesso . Poi però ho dubbi che sia solo questo . C’è cattiva gestione impossibilità a cambiare lo stato di fatto… insomma Milano come Roma alla fine anche se con proporzioni diverse. Inutile andare oltre …. Perché poi uno inizia a vedere gli incendi ai rifiuti intorno a Milano … ecc ecc

    1. Anonimo

      Che se fosse veramente solo problema economico, uno si domanda che fine ha fatto la spending review della macchina burocratica o perchè gli oneri di urbanizzazione non sono stati rivisti come previstp….

  11. Paolo

    Le piante nei vasi sono solo una operazione estetica solo funzionale a rendere temporaneamente gradevole il passeggio

    Puro green washing

    Nessun beneficio per la comunita’ dato che le piante sono solo destinate a crescere stentatamente se non morire

  12. Mattia

    Penso che l’idea più utile sia eliminare del tutto la sosta, allargare i marciapiedi e/o eliminarli del tutto creando una strada a raso e a protezione della ciclabile (che a questo punto diventerebbe dritta) basterebbe mettere dei paletti segnaletici alti e flessibili (una soluzione molto usata all’estero).

  13. Rocs

    Io vorrei una ciclabile che seguisse tutto il percorso metro verde… gobba crescenzago cimiano Udine lambrate piola Loreto … veramente incomprensibile perché non sia ancora stata fatta

  14. lisander

    L’intervento su Baires mi pare del tutto condivisibile e degno finalmente di una città europea; togliere i parcheggi ai lati è giusto, infatti è insensato e anacronistico pensare di fare shopping in auto su quella strada, visto e considerato che è servita dalla M1, con tre fermate, 4 linee automobilistiche, 1 filoviaria e 1 tranviaria,e quindi non ci sono piu’ alibi per non spostarsi con i mezzi su quella direttrice; non credo siano molti i residenti che parcheggiano proprio su Baires, ma capisco che sia un problema e che coloro che abitano nei pressi meritino un occhio di riguardo; la pedonalizzazione del corso invece è come la corazzata Potemkin (ci siamo capiti!), non ha alcun senso, del resto anche gli Champs Elysee’hanno larghi marciapiedi e un ampia carreggiata riservata alle auto e non mi risulta che la Sindaca (che brutta parola!)seppur talebana e radicale e pro bici voglia chiudere al traffico il lungo Viale Parigino; bene quindi la riqualificazione di Baires cosi come è prevista, che la renderà senz’altro piu’ gradevole da percorrere e vivere per i pedoni, permettendo il solo transito delle auto e gli ovvi spazi riservati al carico/scarico delle merci; unica appunto da fare riguarda i vasi che ospiteranno le relative piante che paiono
    troppo grandi e fuori scala rispetto alla dimensioni dei marciapiedi, ma probabilmente è un aspetto che sarà affrontato in sede di progettazione definitiva.

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