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Milano | Rottole – La città dimenticata: via Padova 102-104

Ci sono angoli di Milano che spesso non vengono considerati o completamente dimenticati dall’amministrazione. Uno di questi, che ci è stato segnalato, è una sorta di appendice di via Padova per accedere ai civici 102 e 104. Siamo esattamente a ridosso del rilievo ferroviario dopo il cavalcavia di via Padova e all’angolo con Via Carlo Esterle, a cavallo dei distretti di Nolo, Turro e Rottole.

La via, poco più di un vicolo ormai, è a fondo cieco e porta solo ai civici dei palazzi costruiti in un solo blocco su progetto dell’ingegnere Aldo Bozzetti nel 1955 e 1965. Quando il complesso venne edificato, la ferrovia si trovava di qualche metro più arretrata, consentendo un maggiore respiro alle case che si affacciavano su quel lato. Sul finire degli anni Sessanta le ferrovie, per necessità, ampliarono il rilievo ferroviario di almeno 6 metri, arrivando quasi a lambire i palazzi del nostro racconto.

Oggi questo tratto di strada cieca, è un vero e proprio cono d’ombra di via Padova escluso dal progetto di riqualificazione della via annunciato più volte (se mai partirà). In pratica la via è il proseguimento di via Pontano, famosa e pubblicizzata dallo stesso Comune per i suoi murales variegati e un vero museo a cielo aperto, eppure completamente dimenticata. Siamo persino non lontano dalla graziosa via Bassano del Grappa e dalle sue belle casette colorate dal sapore caraibico.

Come ci hanno segnalato, la via è priva di illuminazione pubblica e marciapiedi e le uniche luci presenti sono fornite dai condomini dei palazzi. Anche l’Amsa pare non passi mai a pulire la via, quasi non fosse di loro competenza.

Altra segnalazione: essendo così vicini alla ferrovia forse ci vorrebbero dei pannelli fonoassorbenti istallati per ridurre l’impatto acustico provocato dai molti treni in transito verso e dalla stazione Centrale di Milano.

Per giunta sotto il rilievo ferroviario si trovano degli spazi aperti, delle nicchie, utilizzati per parcheggi semiabusivi (così ci dicono), a rischio igienico con presenza di topi, deiezioni e immondizia che si depositano li sotto. Naturalmente decoro e sicurezza, specie di sera e di notte non mancano. Nicchie che, specie di notte, fungono persino da grancassa eccezionale per i rumori dei treni che transitano a velocità al livello superiore.

Ci dicono che i condomini hanno più volte segnalato la cosa anche al Municipio 2, apparentemente senza riscontro.

Insomma, come ci riferiscono, basterebbero poche cose per dare dignità anche a questo tratto di via Padova e ai suoi abitanti.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Condomini via Padova 102

Rottole, Turro, Nolo, Casoretto, Ferrovia, Via Padova, Via Carlo Esterle, degrado




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


8 thoughts on “Milano | Rottole – La città dimenticata: via Padova 102-104

  1. Adriano

    Ma devono fare marketing green Washing dopo aver fatto morire tutti gli alberi piantati non possono perdere tempo per i cittadini residenti

  2. Roberto

    Credo che sia molto difficile avere tutto sotto controllo in una grande città come è ora Milano.
    Forse spetterebbe al municipio di competenza fare le dovute segnalazioni e chiedere interventi di miglioramento oppure alla polizia locale.

    1. Adriano

      Povero Sala, quanto lavoro deve fare….è troppo grande la città…ma finitela di difendere l’indifendibile.
      Si informi un po’ su come sta gestendo il verde la giunta più verde della storia…e non diamo la colpa alla siccità, io qui in centro ho due aiuole davanti alla scuola comunale con irrigatore e sono morte tutte le piante….troppo difficile gestire una città così grande…ovviamente con una serie infinita di segnalazioni per avvisare il comune…fanno ridere e tutti quelli che li difendono senza mai criticare. Vi informo che la critica è costruttiva non è così per lamentarsi e basta serve a migliorarsi, ma in realtà a loro non frega niente di migliorarsi o migliorare la città. Perchè hann capito che basta fare marketing localizzato su alcuni temi che piacciono a tutti e poi così la gente si distrae e non pensa ai problemi di questa città.
      Dove sono i vigili di quartiere che servirebbero per segnalare tutta l’incuria e il degrado? li hanno tolti perchè altrimenti le segnalazioni erano talemente tante che non sarebbero bastati solo le markettate si sarebbe dovuto rimboccarsi le maniche.. poveri noi.
      Senza critiche si finisce male…

      1. MMBB

        Il punto è che su questi blog si critica e basta , tutti leoni da tastiera. Nello specifico quella zona è stata altamente dimenticata nelle iniziative di riqualificazione della città; ma dire che in città non si fa nulla o si fa sempre solo nei soliti posti è veramente miope

    2. Enrico S.

      Ho vissuto 17 anni nella vicina via Cavezzali e per esperienza personale posso dire questo è solo uno degli angoli più squallidi della città, ma è in buona compagnia. Non esagero se dico che nonostante il nome NoLo tanto decantato come nuovo quartiere di tendenza, quasi tutto ciò che da piazzale Loreto ( la piazza più brutta di Milano per il momento; si spera nell’avvenire), fino alla cerchia della ferrovia, quindi indicativamente da via Ferrante Aporti fino alla Stazione di Lambrate, andrebbe in grandissima parte spianato con le ruspe e rifatto ex novo. Vie strettissime, aree verdi inesistenti ( a parte il lodevole Parco Trotter e qualche giardino interno), palazzoni vecchissimi e poco manutenzionati costruiti nei primi anni del ‘900, più altre brutture degli anni ’50 e ’60…Dubito che quella zona migliorerà mai, nemmeno esteticamente, Per questo ed altri motivi, ora abito in una zona della città completamente opposta a via Padova.

  3. GG

    Questi hanno il posto coperto gratis e si lamentano!…scherzi a parte, la legge dice che non si deve parcheggiare sotto i ponti ma tutti se ne fregano, qua hanno anche messo le catenelle perché così gli altri cittadini non ci parcheggino, poi si lamentano che l’Amsa non ci arriva a pulire…

    I pannelli fonoassorbenti non andrebbero solo qua, andrebbero messi in tutta l’area urbana! Mi fa ridere che arrivando a Brescia hanno messo i pannelli anche a protezione dei campi, con le case a centinaia di metri di distanza, qua invece ci sono chilometri di tracciato che passa a pochi metri da abitazioni e gli unici punti con pannelli (se non sbaglio) sono a Forlanini e un paio di viadotti di transito per Centrale.

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