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Milano | Porta Vittoria – Rimosso il cantiere Redefossi in Piazza 5 Giornate, ma…

Da pochi giorni è stato rimosso, dopo più di tre anni, il cantiere per il consolidamento del cavo Redefossi che corre sotterraneo da Via Melchiorrre Gioia passando da Piazza Oberdan, Piazza V Giornate e Piazza Medaglie d’Oro, proseguendo lungo Corso Lodi. Assieme ai lavori di consolidamento e riparazione del condotto fluviale, sono stati effettuati anche i lavori di ristrutturazione e potenziamento della rete fognaria lungo la stessa tratta.

Non che sperassimo in chissà quali migliorie dell’importante piazza storica di Milano, dopo la rimozione del cantiere, anche perché non era compito di MM (che si è occupata dell’intervento al cavo), ma un po’ d’ordine “urbano” lo avremmo gradito.

Qui di seguito vi proponiamo una carrellata di immagini che mostrano lo stato di sciatteria decadimento in cui versa la piazza da anni ormai. Dove le aiuole sembrano dimenticate, dove la pavimentazione è sconnessa e rotta, oltre ad essere ricoperta dallo strato ferruginoso prodotto dal transito continuo dei tram e dalla presenza dei binari che ha colorato ogni superficie di polvere di ruggine.

Dove i pali e i lampioni pare siano messi a caso e dimenticati, senza fioriere, senza AMORE per questa città.

Mentre i due caselli ottocenteschi del dazio posti ai due lati della grande piazza, costruiti nel 1873 sembrano sempre privi di vita, soprattutto uno, “inscatolato” da una rete da diverso tempo.

Purtroppo dobbiamo tornare sull’argomento più volte, dove denunciamo lo stato di abbandono e sciatteria (e a volte degrado) in cui versano le 12 porte (varchi) delle antiche mura del 1500 (e noi ci aggiungiamo anche Piazza Cavour dove si trova l’antica Porta Nuova).

Infatti Piazza Cinque Giornate, importante anche per la STORIA della stessa città, pare naufragare nella totale sciatteria che accomuna le porte di Milano, come si può constatare nelle foto qui proposte.

Sciatteria senza che il Comune e nessuno abbia mai fatto nulla per migliorare la situazione in tutti questi anni, spesso realizzate e sistemate cent’anni fa e mai più ammodernate, se non in soli due casi.

Qui vi elenchiamo i nostri precedenti articoli (2017 e 2018) su Porta Volta, Porta Garibaldi (una delle poche sistemate), Porta Nuova (P. Clotilde), Porta Nuova (P. Cavour), Porta Venezia, Porta Monforte (P. Tricolore, ma qui c’è la scusa del cantiere M4), Porta Vittoria, Porta Romana,  Porta Lodovica, Porta Ticinese (sistemata per Expo 2015) Porta Genova, Porta Vercellina.

Piazza Cinque Giornate è importante anche perché, per chi non lo sapesse, è stata lo scenario di battaglie contro il Governo Austriaco che hanno portato alla Vittoria (da qui il nome – quello storico era Tosa-) dei milanesi e la liberazione dal dominio straniero, rappresentato nel bellissimo monumento al centro della piazza, dedicato alle Cinque Giornate di Milano, animato da figure allegoriche alla base disegnato da Giuseppe Grandi (1843-1894), che fu inaugurato il 18 marzo 1895.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Porta Vittoria, Piazza Cinque Giornate, Corso di Porta Vittoria, Degrado, Sciatteria, Redefossi




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


15 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – Rimosso il cantiere Redefossi in Piazza 5 Giornate, ma…

  1. R

    Amore per questa città, esattamente. Come si fa a non accorgersi dello stato in cui versa. Ci si concentra sulle cose nuove mentre quello che c’è già marcisce.

  2. Anonimo

    Sono d’accordissimo e per fortuna esiste Urbanfile. Ma il motivo? Non è che per caso il comuna ha i soldi che ha e non può fare tutte le sistemazioni che sarebbero necessarie? Citando il compianto Tommaso Padoa Schioppa “Le tasse sono bellissime”. Ecco io propongo di alzarle e sistemare i “beni comuni”.

    1. Anonimo

      Questo problema ce l’hanno tutti i Comuni italiani, eppure non dappertutto la città è conciata così.

      Prendi un regionale e in 30 minuti sei a Bergamo (ritardi Trenord permettendo…), per esempio, e fai un confronto.

      Bisognerebbe fare un piano che preveda delle priorità per ottimizzare i fondi, magari un mix di zone disagiate da recuperare e zone “di rappresentanza” da tirare a lucido, e le Porte dovrebbero essere tra queste ultime.

      Ma mi rendo conto che questo livello di pianificazione è al di là della portata della maggioranza dei nostri amministratori (politici eletti di ogni colore o funzionari assunti per concorso, è uguale).

  3. Anonimo

    Aggiungo che non riesco a capire perchè lo Stato con il reddito di cittadinanza non da un reddito di vero lavoro a disoccupati per fare quei lavori di manovalanza e pulizia che tutti saremmo in grado di fare.

    1. Anonimo

      oddio…. restaurare un pavimento a mosaico non è che proprio tutti tutti sarebbero capaci… e anche a versare catrame dalla betoniera bollente non è che la signora 50+ me la vedo tanto.

      i “Lavori socialmente utili” esistono già e in generale sono stati un mezzo fallimento.

      1. Anonimo

        Io vedo periodicamente i lavori socialmente utili a pulire le cicche delle sigarette dai parterre del tram. E meno male che ci sono loro.

        Su che basi affermi che siano “un mezzo fallimento”?

  4. Roberto

    Non si possono confrontare città medio piccole con una città come Milano. E comunque in qualsiasi città, grande o piccola che sia, siamo noi cittadini i principali responsabili del degrado ,dell’incuria e della sporcizia .
    Se una città risulta più bella e più pulita è anche merito di chi la abita o la vive.

    1. Anonimo

      Potrei eccepire che Milano non è frequentata solo da noi cittadini e quantomeno non credo che siamo noi i “principali responsabili del degrado, incuria e sporcizia”.

    2. Anonimo

      In Italia ci sono 8000 Comuni.

      Bergamo è nella fascia 100/300.000 abitanti. Più grandi ce ne sono solo 12 in tutto.

      Città medio piccola?? Magari città con priorità più chiare ed efficienza maggiore di quelle di Milano…

  5. GG

    Sarò troppo estremo io, ma l’articolo va a parare su non problemi, sulle aiuole tenute male o la polvere di ferro (c’è ovunque a Milano dove passa il tram, buongiorno) mentre il vero punto perché tutti i vecchi caselli daziari sono così sciatti è che potrebbero essere degli spazi di aggregazione stupendi invece sono lasciati come scenografia per le casse da morto con le ruote che sfrecciano ovunque in città. Ci sono più corsie in V Giornate che in Palmanova. Il degrado c’è perché nessun cittadino/turista pensa: “vado a far pausa pranzo/mangiare un gelato/passeggiare/ecc in V Giornate” perché nessuno sanno di mentre si fermerebbe in mezzo a una rotonda a “godersi” le auto che sfrecciano a 70kmh a 2m dalla panchina.
    Finché la precedenza viene data al trasporto privato non si migliorerà mai.

    1. Anonimo

      Nooo, “le casse da morto con le ruote che SFRECCIANO ovunque in città’” merita una menzione.
      Sei un grande.
      Anche “ le auto che SFRECCIANO a 70kmh a 2m dalla panchina” non e’ male ma con le casse da morto con le ruote non ce n’è’ per nessuno.

  6. Roberto

    Il degrado e la sporcizia possono diminuire con la buona volontà e tirando su le maniche. Tutti noi.
    Stamattina ho visto in corso sempione tanti ragazzi che armati di scope e sacchi ripulivano marciapiedi e aiuole.
    Mi hanno detto che erano dell’istituto Severi una scuola nei pressi e che questa iniziativa era stata presa dalla scuola in comunione con legambiente.
    Spero in tante iniziative consimili nella grande Milano.
    Se si vuole migliorare la città tutti dobbiamo fare la nostra parte e vedremo una Milano migliore.

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