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Milano | San Cristoforo – Il degrado perenne del Naviglio Grande

Il Naviglio Grande scorre inesorabile da centinaia d’anni, portando l’acqua del Ticino in Darsena per poi tornare nel grande fiume a Pavia. Il Naviglio Grande attraversa la città giungendo da Corsico/Bucicnasco a ovest e passando dal Rocchetto e nel distretto di San Cristoforo giunge nell’area denominata Navigli, dove ci sono turisti sia di giorno che la sera.

Da anni mostriamo (già nel 2015 e poi nel 2018) lo stato d’abbandono e degrado in cui versa il grande canale, fiore all’occhiello anche del turismo di Milano. Tuttavia, lasciando l’area dei locali e della Darsena (anche quella abbastanza degradata e nella totale sciatteria) e incamminandovi lungo il naviglio verso l’antica e meravigliosa chiesa di San Cristoforo, notereste lo stato in cui versano le balaustre del naviglio lungo la Ripa di Porta Ticinese e la via Lodovico il Moro.

Erano state sistemate e sostituite con nuove balaustre metalliche solo in corrispondenza degli interventi per la sistemazione delle nuove fermate ATM qualche anno fa e completamente ignorate per il resto del naviglio.

Balaustre metalliche arrugginite, deformate, rotte, che potrebbero anche diventare pericolose per i cittadini e non solo.

Balaustre che se chi di competenza le avesse mantenute verniciate ogni anno o due, forse oggi non ci troveremmo a doverle sostituire in toto. Cosa che andrebbe fatta.

Naturalmente le sponde del naviglio, a quanto pare, sono faccenda della società denominata Canale Villoresi e del Comune di Milano, ma che entrambi pare si dimentichino proprio dello stato di degrado in cui versano. Sponde invase anche da piante infestanti da sempre. Piante che come si vede, trattengono l’immondizia più facilmente aumentando maggiormente il degrado.

Abbandono, noncuranza e sciatteria, che novità.

Giungiamo al bel ponte di San Cristoforo… sul quale non aggiungiamo altro: secondo noi le immagini parlano da sole.

E per l’ennesima volta segnaliamo ancora questo benedetto cartello presente da almeno una ventina d’anni. Cartello del quale rimane solo la cornice.

Perché, ci chiediamo per l’ennesima volta, il guardrail è rimasto solo nel tratto presso la chiesetta, quando nel 2015 venne realizzata la nuova balaustra in stile, più bella e sicura per il resto del Naviglio Grande?

Ma dove cavolo è finita la Sovrintendenza? Dov’è il decoro urbano, dov’è il rispetto? Siamo anche stufi di segnalare sempre le stesse cose. Vetra, Porta Ticinese, Darsena e Navigli sono tra le peggiori zone di Milano dal punto di vista del degrado urbano.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

San Cristoforo, Navigli, Naviglio Grande, Degrado, Balaustre, Ripa di Porta Ticinese, la Lodovico il Moro




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


43 thoughts on “Milano | San Cristoforo – Il degrado perenne del Naviglio Grande

  1. A.

    I Navigli milanesi sono una latrina maltenuta, con buona pace di Sala che, tra le sue mille idee sgangherate, aveva pure avuto la brillantissima idea di riaprirli tutti. Poveri noi

    1. Mariano

      Temo che l’astio evidente nella maggior parte dei commenti non faccia che riflettere il disagio che spesso si prova a vivere in questa città…domanda off topic. ne vale ancora la pena?

    1. V.

      Sala ha i suoi difetti, ma chiamarlo peggiore è veramente ingeneroso.

      La palma del peggiore va a Pisapia, unico Sindaco di Milano a scappare a gambe levate senza nemmeno provare a farsi rieleggere !

      1. Enrico S.

        Davvero un pessimo biglietto da visita per una delle zone più caratteristiche e più visitate da chi viene come turista a Milano

    2. L.

      Albertini il migliore? Ma sei demente? Quello dei parcheggi interrati in darsena? Quello dello svincolo autostradale a Famagosta (in piena città) e della merda che è piazza Maggi? Ma sei serio?

        1. V.

          25 anni fa sembrava una buona idea… Non dimenticare che era metà auto in strada e metà sul marciapiede in linea con la strada. Serviva a far passare le moto e le bici con meno pericolo soprattutto dove c’erano rotaie del tram (ad esempio in Corso Genova).

          Adesso sembra ridicolo, ma è passato un quarto di secolo e abbiamo avuto il tempo di creare la rete di ciclabili: Ad esempio ora in bici in Corso Genova è un sogno e le rotaie non danno più alcun fastidio. 🙂

          1. Wf

            Era demenza allepoca.

            E infatti oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.

            Ma cone si fa a pensare di parcheggiare sui marciapiedi??

            Ci vuole il genio vostro per non capirlo oggi come 25 anni fa

  2. balabiot

    Ma che dite? Le sponde sono di pertinenza del consorzio Villoresi e non mi pare che il Sindaco Albertini abbia fatto nullaper le rive del naviglio, a parte l’idea malsana del parcheggio sotto la darsana che ha imputridito il porto con 10 anni di abbandono. Sveglia ragazzi

    1. Anonimo

      Ok ma a questo punto per la palma del migliore ci resterebbero solo Formentini e la Moratti….
      E direi di aspettare l’ok del PD per le Regionali, prima di cominciare a dire che il miglior sindaco degli ultimi 20 anni è stata la Moratti, siamo d’accordo? 🙂

    1. Anonimo

      Quel megacomplesso con accesso viario dalla povera pista ciclabile è qualcosa di cui Sala si deve vergognare nel profondo. Punto.

        1. Anonimo

          Che sia gradevole o meno è soggettivo e anche in funzione di quanto costa adesso nel pieno della bolla…ma non c’entra niente qui, affari di chi compra e vende.

          Il problema è che usa la ciclabile come accesso…

    2. _

      A Milano ci si indigna per tutto, ma lo scempio della ciclabile dell’alzaia che diventerà strada di accesso per complessi immobiliari non l’ha notata nessuno.

    1. Anonimo

      Dai, hai scritto la metà dei commenti pensando di passare come persone diverse. Ora vai a sfogarti in un altro modo, poveraccio.

      1. Flavio

        Ahahah, è vero, è il frustratone di turno che infelice della sua vita da fallito si mette a commentare più volte in modalità tifoso becero. Il tutto naturalmente senza capire o comprendere quello che c’è scritto nell’articolo.

  3. sta su de doss

    Si perchè la genialata di Albertini di costruire un garage sotto la darsena invece era roba buona per Milanesi doc come siete voi.. nessuna critica? Se ra per la destra avrebbero cementificato pure il naviglio. Sveglia

  4. Anonimo

    I pochi milanesi che hanno votato sala sono di due tipi, i ricchi che abitano in zona 1 in modo che rimanga un ghetto al contrario, cioè qui ci stanno solo i ricchi voi barboni state fuori, e gli altri sono i Terr..i come WF che pensano che con il PD si va sempre sul sicuro, senza minimamente conoscere la città che poi sono li stessi che rompono i cogl..i per le ciclabili da fare ovunque e comunque anche dove non servono ad un c…o vedi via aldo moro, fatta da Maran per aumentare i chilometri di piste.
    Il problema di milano sono proprio queste due categorie… purtroppo. Wf che parla sempre conosce solo il pezzo che fa in bici per andare al lavoro o all’università e poi se va in altre zone si sente disperso, immagino quando va a san siro così lontano da casetta sua…ma come faccio ad andare fino a li con la ciclabile….vai a chiederlo a Maran…e poi ad un certo punto visto che milano vi fa così schifo levate le tende che non vediamo loro di rimanere soli.

  5. Annais

    Quando c è stato il “bilancio partecipativo” avrvo presentato le problematiche del Naviglio Grande, in particolare alle fermate d3i mezxi dove in alcuni casi ilmarciapiede accanto alla spinda del Naviglio era di circa 30 cm., copia mandata l sindaco Dala. Non si è fatto ancora nulla

    1. Anonimo

      Io abito in zona e tutte le fermate da porta Genova a negrelli sono state allargate, con tempi biblici, ma sono state allargate

  6. Orso yoghi

    Ma per piacere. Albertini quello che voleva fare un garage sotto la Darsena? e che è rimasta bloccata nel degrado tra corsi e ricorsi al Tar? Quelli avrebbero cementato anche il navilgio.. Le sponde sono di competenza dell’ente villoresi. la pista ciclabile si farà come stanno facendo la Pavese dopo anni di abbandono. Se solo le ferrovie si decidessero a mollare i terreni a S Cristoforo.. Sveglia

  7. Luca

    Che belle diatribe da bar dello sport anni 80(solo con molto rispetto in meno tra i partecipanti) . Le balaustre da mesi le stanno pulendo e riverniciando dando l antiruggine . Sia sponda alzaia sia Lodovico il moro . Ora stanno andando verso la Darsena

    1. mm

      Finalmente un commento intelligente…mi sono trasferita a Milano nel 2014 quindi non posso commentare riguardo alla giunta Albertini ne Moratti. Onestamente la città è migliorata da quando sono arrivata, ma chiaramente c’è ancora strada da fare…però ricordiamoci il punto di partenza, non proprio Parigi, Londra o NY, ma una città industriale bruttina con un bel centro storico iper trafficato e pochissimo verde.

      1. Anonimo

        Un commento intelligente e non da bar sport : ” Le balaustre da mesi le stanno pulendo e riverniciando dando l antiruggine.Sia sponda alzaia sia Lodovico il moro . Ora stanno andando verso la Darsena”?
        Se sai chi sono gli Umarell ti consiglio di frequentarli, ti farai una cultura.

      2. Paolo pgl

        Per quanto riguarda le barriere sulle sponde Della Darsena su entrambi i lati sono state risistemate da Fabbri e pittori ancora a partire da Buccinasco e Corsico( in questi comuni ancora degradate)

        Ad oggi stanno lavorando su entrambe le sponde sia i Fabbri che i pittori con un cantiere mobile che sta per arrivare proprio al ponte di San Cristoforo

        È chiaro che il loro è un mandato per la rimessa in pristino delle balaustre esistenti

        Non mi pare che siano cambiate le tipologie da alcuni dei due lati laddove sono presente balaustre Basse di Foggia differente o addirittura guard rail zincati

        Insomma non si può certo dire che il comune non stia lavorando su questo tema

        1. Anonimo

          A me più che “Fabbri e pittori” sembravano una normale squadra che rimetteva in qualche modo in sicurezza le parti più scandalose per evitare la denuncia penale se succedeva qualcosa.

          Comunque basta passare e farsi un’idea coi propri occhi. Anche della differenza tra Milano e i comuni limitrofi che a me sembra tengano meglio il naviglio.

          1. Amaro

            Perdonalo…
            La scintillante Milano fa questi effetti ai suoi fortunati abitanti. Basta leggere gli interventi sono sempre tutti arrabbiati con tutto, che siano i SUV, le bici, i parcheggi, le ciclabili, i cani, i tavolini dei bar, le buche, gli scooter o i poveri boomer (“poveri” si fa per dire ovviamente, son gli unici che hanno due soldi visto che non gli fregano tutto i locali a prezzi assurdi o le case a prezzo di bolla)

  8. E.x

    Meno male che non è passato sotto i binari del treno per passare da Lodovico il Moro/Cassala a via Malaga dietro il deposito AMSA…Quello si che è degrado anche se non lo vede nessuno..

  9. Patrizia

    Ne vale la pena vivere a Milano, intendi?
    Forse, nemmeno per lavoro, ritengo Milano vivibile. Tranne rare eccezioni.
    Dalle risposte precedenti, e senza entrate nel merito delle scelte del politico di turno che “dirige” la città, insofferenza, disagio e amarezza sono tangibili.
    Ma io vivo sulla sponda del Naviglio Grande, a 30 km da Milano.
    Recentemente, transitando da S. Cristoforo (meravigliosa), andando verso porta Genova, ho ben notato lo stato di degrado, incuria che accompagna il corso del Naviglio Grande.
    Come tante – troppe – altre zone milanesi, a macchia di leopardo.
    Patrizia

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