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Milano | Porta Venezia Loreto – Stop ai parcheggi in Corso Buenos Aires

L’assessora alla Mobilità Arianna Censi, è riuscita a sancire la tregua con i commercianti di corso Buenos Aires, l’arteria commerciale che parte da Porta Venezia (piazza Oberdan) e giunge a piazzale Loreto, in procinto a cambiare nuovamente aspetto con un rinnovo totale.

A quanto pare l’idea è quella di eliminare completamente la sosta dal corso lasciando le piazzole del carico/scarico che saranno salvaguardate nel progetto finale. Intanto entro l’estate da corso Buenos Aires sparirà la sosta su entrambi i lati, preludio alla riqualificazione in programma.

Il progetto ancora in approvazione, oltre a prevedere marciapiedi più larghi e la pista ciclabile protetta di fianco al battistrada, nella sua stesura iniziale puntava all’eliminazione di tutti i parcheggi dal corso. Compresi il carico/scarico dei negozi, le piazzole dei taxi e degli alberghi e la sosta per i disabili. I commercianti avevano espresso la loro contrarietà, chiedendo che almeno la sosta utile alle attività commerciali, agli alberghi e alle auto bianche venisse salvaguardata, insieme alle aree per i disabili. Ora la soluzione raggiunta nei giorni scorsi tra Comune e commercianti pare esser stata apprezzata. Perciò i tecnici stanno lavorando al nuovo progetto per garantire anche la presenza delle piazzole su corso Buenos Aires sufficienti al carico/scarico delle merci per le attività commerciali.

A questo punto dovremo attendere il disegno definitivo, e capire sopratutto quale sarà la soluzione scelta per far convivere la pista ciclabile con le aree per il carico/scarico. Intanto pare che le aree di sosta dei Taxi saranno spostate, una rimarrà concentrata in piazza Oberdan, mentre da piazza Lima verrà spostata nella limitrofa via Vitruvio.

Il piano per ora prevede di eliminare tutte le strisce blu tra luglio e agosto. Così poter far partire i lavori veri e propri il prossimo autunno, per cui si procederà a piccoli passi con l’allargamento dei marciapiedi, la pista ciclabile e le nuove alberature in vaso che arrederanno il nuovo corso Buenos Aires.

Ricordiamo che il primo grande intervento di riqualificazione, avvenne nel 2011/12 con l’allargamento dei marciapiedi e la posa della nuova pavimentazione in beola. Riqualificazione che come abbiamo più volte detto, non ci ha mai soddisfatto e che pareva più un “contentino” piuttosto che una vera riqualificazione. Successivamente l’arrivo della ciclabile con restringimento della carreggiata hanno messo in discussione la situazione del corso e la sua viabilità.

Qui un po’ di storia su Corso Buenos Aires.

Referenze immagini: Google map; Roberto Arsuffi

Corso Buenos Aires, piazza Oberdan, Piazzale Loreto, Porta Venezia, Arredo Urbano, Pista ciclabile, riqualificazione




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


97 thoughts on “Milano | Porta Venezia Loreto – Stop ai parcheggi in Corso Buenos Aires

  1. Anonimo

    Però siete stronzi a scegliere le palme tra le piante di inserire nel rendering!

    Quanto vi piace che ci scanniamo tra i commenti, a voi ????
    (Ve lo meritate un Vaff!)

    1. Anonimo

      hanno messo le prime piante che vogliono poca acqua che gli venivano i mente.
      Altrimenti facevamo sarcasmo su come il Comune butti i soldi nel cesso facendo le cose e non la manutenzione….

      1. Anonimo

        Ieri sera leggendo l’articolo su una testata nazionale sono andato a cercare le foto storiche della costruzione metro in corso Venezia, da foto sembrerebbe ci sia abbastanza spazio sul lato destro (duomo alle spalle) per piantare degli alberi.

        Peccato non poter aggiungere foto su i commenti!

        1. F

          Gli unici spazi in cui poter piantare alberi su Corso Buenos Aires sono dove ci sono quei due alberelli tristi sul lato destro all’inizio del corso a Porta Venezia (sempre col Duomo alle spalle) e fooooorse qualcosa in piazza Lima. Per il resto non è fisicamente possibile piantare alcun tipo di pianta che non sia in vaso.
          Va tenuto conto che la metropolitana non occupa solo lo spazio che noi viviamo quotidianamente utilizzandola, ci sono anche una serie di locali tecnici e di spazi riservati alle attività presenti nelle stazioni. Ad esempio a Loreto c’è una sottostazione elettrica per la linea 1 (e forse anche dei locali legati alle pompe per la linea 2). Oppure, su Corso Venezia, fra Porta Venezia e Palestro, c’è il bivio per la linea 4 del progetto del ’57, mai utilizzato, che comunque impedisce di piantare alcunché in superficie. Purtroppo si possono utilizzare solo piante in vaso (tipo quelle in piazza Argentina)

          1. _

            E’ vero che la MM1 è stata costruita a cielo aperto e che ci sono un sacco di sottoservizi che non vediamo, ma è anche vero che la galleria dei treni è a almeno 4 metri sotto il livello della strada – è lo spazio che nelle stazioni è dedicato al mezzanino.

            Come sia stata riempita o cosa ci sia, chi lo so. Ma siamo sicuri che qualcuno abbia mai seriamente studiato il tema in ottica “alberi”?

            Del resto anche il Via Carducci non c’è un albero che sia uno, eppure li la MM2 è stata costruita molto dopo, con tecnica diversa e a profondità maggiore.

          2. Anonimo

            Ma è così superficiale il tunnel della metro? Per un albero un metro di terra è più che sufficiente.

          3. Anonimo

            Interessante.
            Nella foto si vede che la sezione metro è larga come Corso Buenos Aires circa, ma dal lato Loreto, dove si stringe molto. Questo vuol dire che da metà Corso in avanti c’è spazio ai lati.
            La profondità è difficile valutarla bene dalle foto anche perchè è un punto in cui c’è mezzanino e uscite, forse son quelle che vediamo?
            Di certo c’è però molto cemento che non so quanto aiuti gli alberi…..

        2. Anonimo

          Sarebbe interessante studiare la cosa. Spesso si danno per scontati dei dogmi che poi si dimostrano non del tutto corretti e a determinate condizioni gli alberi ci possono stare.

          1. Anima

            L’assessore ha studiato scienze politiche, come professione è bibliotecario, quindi di urbanistica e viabilità and Company non sa proprio nulla……e questi sono i risultati

          2. Anonimo

            Beh anche un bibliotecario laureato un Scienze politiche (non che ci sia niente di male) è capace di chiamare un Tecnico Comunale e dirgli “mi studi questa cosa qui”?

            Il difficile è avere le idee e per questo non c’è percorso di studi o professione che aiuti più di tanto….

      2. Cribi

        La merda ciclotalebana è inarrestabile. Una città appiedata e’ solo più povera e faticosa.
        I cinesi hanno felicemente superato il problema noiinvece lo creiamo. Negozi di brand sempre più poveri e uguali per gente sempre più povera e vessata.

        1. Anonimo

          Eh i cinesi sono decisamente un esempio da prendere

          Potresti dormire in branda in azienda come fanno loro, così non hai più il problema di dover sgommare col SUV tra un ciclotalebano e l’altro mentre vai al lavoro.

        2. Mario Cardinale

          Lascia perdere… sono troppo condizionati dalla propaganda. Quando schiatteranno di fame, freddo e sporcizia (e non potranno più muoversi da casa) capiranno forse che l’ambientalismo è un tumore.

    2. Anonimo

      Ma che fine ha fatto il progetto di riqualificazione San babila/ Loreto ???

      Perché si parla solo del tratto Buenos Aires?

    1. Anonimo

      Per favore UF non avete la possibilità di cancellare commenti che fanno intristire sul genere umano? (Tra parentesi la vedo come una cosa più semplice in confronto alla cancellazione degli imbrattamuri, cose analoghe)

  2. Andrea

    Nella suggestione la corsia delle auto è troppo grande!

    Di cosa se ne fanno le auto di tutto quello spazio? È solo un invito a parcheggiare a bordo strada o a superare i limiti di velocità.

  3. Davide

    Ma corso Venezia è tagliata fuori dal progetto ?

    Per me tutta corso Venezia lato via della Spiga fino a San babila andrebbe per metà (corsia in entrata) chiusa e pedonalizzata visto che si parla del centro storico.

    Il marciapiede al momento è dedicato a parcheggio moto, bici e monopattini.

    Poi assurdo che la piazzetta della chiesa di San babila sia un tappeto di motorini.
    Questa è inciviltà dei cittadini e non curanza del comune.

    Assurdo !

      1. Anonimo

        Assessore. Si indica una carica non il genere. Cercate di attivare il cervello. Non è che inventando parole si risolve il problema della disuguaglianza di genere o a voi basta una boldrinata qualunque per aver risolto il problema?

        1. Anonimo

          Ma chi se ne frega della Boldrini. Assessora è una parola, esiste, funziona, la uso. E non mi interessa delle tue menate ideologiche

          1. Anonimo

            Io la uso per paura di offendere qualcuno, ma non credo sia una cosa che abbia veramente attecchito…si usa per evitare problemi e lamentele.

          2. Anonimo

            si assessora è una parola inventata. allora userei anche “spaturno” che va benissimo. nessuna menata ideologia mi spiace per te ma che antani.

        1. Anonimo

          Che poveretti. Crescete. La mamma vi ha viziato e così non siete abituati a interagire con donne di potere? Vi cagate sotto e vi vedete minacciati nella vostra (ahahah) virilità?

          Approfittate del bonus psicologo e andate da uno bravo (anzi, meglio ancora, da una brava).

          1. Anonimo

            No, qui gli unici problemi li hai tu che non hai argomentazioni e passi agli insulti perchè sei un ignorante in lingua italiana. Il femminismo di facciata che nasconde una mancanza di ragionamento e di seguito alla storpiatura della lingua non risolve i problemi di genere. Conta fino a 10 prima di dare sfoggio di poca lucidità mentale.

      1. Anonimo

        le palle di fragiulio.

        Il superiore ha da secoli e secoli la corrispondente superiora e nessuno si scandalizza. Nel Rosario la Madonna è chiamata “avvocata” nostra.

        Semplicemente, non sei abituato a sentirli perché fino a pochi decenni fa non c’erano donne che ricoprivano questi ruoli (e probabilmente perché sotto sotto sei un po’ maschilista).

        Ma la morfologia della lingua italiana parla chiaro. I maschili in -o fanno il femminile in -a, quindi ministra, avvocata, ecc. sono perfettamente corretti. Per i termini in -ore il femminile in -ora, per quanto meno comune, è anch’esso perfettamente corretto, quindi assessora, fattene una ragione.

        Se poi una certa signora vuole farsi chiamare Signor Primo Ministro, problema suo e dei suoi complessi di sostituzione del padre assente.

        1. Anonimo

          L’importante è crederci. Inventarsi regole lessicali e poi spacciarle come dogma è ancora più pietoso che sostenere questo femminismo di facciata. E infatti si nota dall’ultima frase la parzialità del ragionamento. (o della ragionamenta, decida lei)

        2. Anonimo

          Ovviamente “avvocata” non è nel Rosario ma nel Salve Regina…

          Date le premesse credo sia inutile andare più nei dettagli, che è un calco del latino e significhi “protettrice” e non il femminile di Avvocato.

          1. Wf

            Ma sei caduto dal seggiolone da piccolo nel capire che nella filologia del termine protettore o difensore sono sinonimi?

            Hai fatto le scuole differenziali oppure avevi i libri mangiati dai cani negli ultimi capitoli??

            Che scuse hai?

        3. Wf

          Il Presidento Giorgio Melondo ha sdoganato i nomi gender neutral.

          È una donna con le palle.

          Notare la contraddizione.

          Operazione di cambio di sesso

    1. Anonimo

      Tutto si può fare, ma sono più fortunati gli anglosassoni che prima di riferirsi ad una persona non devono andare a fare ricerche se sia maschio o femmina…

      1. Anonimo

        Corso Venezia da i bastioni a San Babila lato via della spiga andrebbe pedonalizzato tutto !

        Le macchine nel centro storico anche no!!

        Anche io ho la macchina e tre figli da portare a scuola più il mio lavoro fuori Milano, motivo per cui la uso tutti i giorni.

        Ma il centro storico con le macchine è da primitivi.
        Il centro deve diventare CENTRO pedonale come tutti le città eleganti ed europee.

        Basta catrame colante su i cordoli, nel centro ci vanno i sanpietrini, piante e tavolini e passeggiate senza aver paura che una Lamborghini ti schiaccia il figlio.

        Assurdo che ancora nel 2023 bisogna ripete l’abc.

        1. Anonimo

          Grande idiozia dato che per oltre metà del Corso non ci sono negozi, i marciapiedi sono già larghi e c’è già la ciclabile. Soliti discorsi senza cervello da Talebani. Crei solo problemi di viabilità.

          1. Wf

            Ahhahahahaha.

            Si vabbè vai a vivere a Timbuctù che li ci sono solo auto diesel…

            Ritorna nelle caverne del pleistocene insieme alla tua automobilina

            Il mondo è cambiato nel frattempo.
            Non ci sono più Boldi e De Sica

      2. Anonimo

        in realtà devono, e peggio di noi, perché adesso ogni volta devono chiedere a una persona che “pronouns” vuole. Magari è un uomo e vuole she/her o è una donna e vuole he/him, oppure si sente non-binary e vuole they/them.

        Se sei fortunato te lo scrivono tra parentesi dopo il nome, se no si va a tentativi.

        1. Anonimo

          Oh grande, allora c’è anche su questo blog di buzzurri qualcuno che sa cosa bisogna fare per essere gentili e inclusivi

  4. Anonimo

    Concordo con Davide, corso Venezia lato via della spiga andrebbe pedonalizzato fino piazza san babila

    150 metri che cambierebbero completamente la percezione e l’ordine della via!

    1. Anonimo

      Ci hanno provato quelli di un hotel lì vicino, non facciamo nomi. Pagavano loro, ma si sono dovuti arrendere alla burocrazia.

    1. Anonimo

      Nessuno che capisca che il render è una suggestione fatta in pochi minuti da quelli di UF e non ha niente di ufficiale… ma giù a lamentarsi comunque… Questo è il livello di alfabetizzazione, c’è poco da fare, purtroppo non si possono rifare le scuole 😀

      1. Anonimo

        Le piante in vaso non le ha pensate UF, sono una soluzione già individuata da tempo e ormai “famosa”, motivata in teoria con il passaggio dei tunnel della metropolitana appena sotto.
        Io credo che sia meglio lasciare stare gli alberi in vaso, finiscono male in breve tempo (come in via Vittor Pisani, dove peraltro escludendo il tratto con il parcheggio sotterraneo si potrebbero piantumare alberi veri nella terra), e diventano causa di degrado: piuttosto metterne solo dove si può (nel nuovo piazzale Loreto pare ci saranno alberi ovunque, nonostante il mezzanino, che in parte sarà sciperchiato ma non per intero).

        1. Anonimo

          la presenza della metropolitana impedisce di piantare qualsiasi cosa che non sia in vaso. Consiglio di andare a cercare le foto dei cantieri della linea rossa negli anni 50/60, fanno capire perfettamente come mai sul tracciato originale della rossa (marelli – lotto, ma anche pagano – gambara) non si possa piantare nulla. Il tunnel è letteralmente appena sotto i nostri piedi.

          1. V.

            Corso Buenos Aires è molto più largo verso Porta Venezia rispetto a com’è a Piazzale Loreto. Posto che la MM1 ha sempre la stessa sezione, o hanno costruito la metro sotto le case vicino a Loreto o nel tratto da metà a Porta Venezia spazio ai lati c’è a studiare la cosa.

  5. Marco

    Questa cosa di togliere i parcheggi da corso Buenos Aires si dice da anni, e invece sono ancora lì. Meno chiacchiere e più fatti cara la mia assessora.

    1. Matteo

      ….. e le auto finiranno arrampicate in ogni dove nelle vie laterali. E non parlo di chi viene in Buenos Aires a fare shopping ma parlo delle auto dei residenti. È stato chiesto il loro parere in merito a questo stupro cittadino? Avete presente quanti furgoni per le consegne Amazon ed esselunga si dovranno fermare in mezzo alla strada (perché non hanno la possibilità di fare diversamente) per poter fare le consegne? Gli appartamenti che si affacciano sul corso avranno bisogno di idraulici, elettricisti, muratori…gente che lavora e che non va in giro a fare il radical schic che prende la bici con il carrellino per fare 400 metri per portare i figli a scuola e far vedere che “lui si che è green”.
      Beata ignoranza, beati voi che evidentemente non dovete “correre tutto il giorno”.
      Sarebbe bello avere i marciapiedi larghi, le ciclabili, le strade larghe, i parcheggi ma non è possibile avere tutto e quello che si sta facendo è la scelta peggiore che va ledere soprattutto i diritti dei residenti.

      1. Anonimo

        Guarda che lavora anche chi è “radical schic” e va in giro con la bici e il carrellino. La dovete smettere di pensare che lavora solo chi ha un furgone. Ti dirò di più: la maggior parte della “brava gente che lavora” lo fa in un ufficio, verso cui si può tranquillamente recare con i mezzi o con la bici.

        I residenti? troveranno un modo, affitteranno un box. Cioè davvero non hai pensato che ci potesse essere una problema di parcheggio quando hai comprato una casa su Corso Buenos Aires? Davvero? Su Corso Buenos Aires!

        Io domani vado a vivere in piazza Duomo e poi inizio a lamentarmi di non poter parcheggiare sotto casa. Ma va a ciapa i ratt.

  6. Wf

    Sgonfiano le ruote ai suv parcheggiati a Milano: blitz di un collettivo ambientalista. E il proprietario di un’auto fa denunciaa cura della redazione Milano

    Volantini su alcune auto in via Mameli: il collettivo suv-versive sostiene di farlo contro l’inquinamento, gli incidenti stradali e l’occupazione dello spazio pubblico

    19 GENNAIO 2023

    “Non prenderlo sul personale, non ce l’abbiamo con te, ma con la tua auto di lusso”. Comincia così il volantino che  alcuni automobilisti hanno trovato sui parabrezza dei loro suv parcheggiati in via Mameli, a Milano, e ritrovati con le ruote sgonfie.

    Il volantino è firmato dal “Collettivo delle suv-versive” e il fatto è denunciato in una nota da Silvia Sardone, europarlamentare e commissario cittadino della Lega, e Chiara Pazzaglia, consigliere della Lega in Muncipio 4, che definiscono gli autori “talebani dell’ambientalismo più sfrenato”.

    Da parte loro, gli autori del gesto nel volantino spiegano di aver sgonfiato le gomme perché usare un suv comporta maggior rischio di incidenti gravi, maggior inquinamento e maggior occupazione dello spazio pubblico. Gli autori del volantino invitano quindi i proprietari ad andare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.

      1. Wf

        Milano, ambientalisti sgonfiano le ruote dei suv: «Causano incidenti mortali e inquinano il doppio»

        di  Redazione Milano19 gennaio 2023, 18:33

        Il blitz del Collettivo delle suv-versive in via Mameli. Gli attivisti hanno lasciato un volantino sul parabrezza dei veicoli motivando il gesto: 
        «E se il tuo suv è elettrico, il 60% dell’energia deriva da fonti fossili»

        Questa volta il blitz ambientalista non è firmato Ultima Generazione. Lo suggeriva innanzitutto la modalità, l’assenza di vernice. A colpire alcuni  automobilisti milanesi è stato il Collettivo delle suv-versive, che in via Mameli, probabilmente nella notte tra mercoledì e giovedì, ha sgonfiato le ruote dei suv parcheggiati motivando il gesto in un volantino lasciato sul parabrezza: «Non prenderla sul personale, non ce l’abbiamo con te, ma con la tua auto di lusso — il preambolo del messaggio che denuncia il maggior rischio di incidenti mortali guidando veicoli grandi e potenti, oltre che la maggiore occupazione di suolo pubblico —. Inoltre i suv inquinano in media due volte più di un veicolo leggero classico. Se il tuo suv è elettrico, chiediti come viene generata l’energia che utilizzi per caricarne la batteria: in Italia, il 60% dell’energia elettrica deriva da fonti fossili».

        Un proprietario ha presentato denuncia ai carabinieri e altri cittadini potrebbero fare altrettanto. L’episodio è stato ripreso in una nota anche da Silvia Sardone, europarlamentare e commissario cittadino della Lega, e Chiara Pazzaglia, consigliere leghista del Municipio 4, che definiscono gli autori «talebani dell’ambientalismo più sfrenato». Il Collettivo invita le «vittime» ad andare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. 

    1. K.

      Perlomeno hanno fegato. Non fanno gli sbirulini con la vernice sul dito di Cattelan, ma rischiano botte vere se li cuccano…

      1. Anonimo

        Talmente tanto fegato che lo fanno a notte fonda.

        Leggo che in via Mameli hanno sgonfiato le gomme una auto elettrica, del resto ho visto in un TG un’intervista a un idiota ci quelli che bloccano le strade e ho detto idiota non per offendere, era veramente un ritardato mentale.

        Sarebbe interessante sapere chi c’è dietro questa organizzazione, questi da soli non sanno neanche allacciarsi le scarpe.

        1. Anonimo

          Saranno i nipoti di quelli che tiravano la farina alle signore con la pelliccia 30 anni fa e che ancora si illudono che le pellicce le han fatte sparire loro 🙂

  7. Camillo

    La svolta a destra/sinistra dove c’è come andrà gestita? La teoria è bella, ma farci stare tutto compresi i parcheggi carico scarico etc già vedo qualcosa di schifoso all’orizzonte… Gli alberi in vaso hanno bisogno poi oltre che di irrigazione costante anche di giardinieri capaci e presenti.
    Se le corsie sono così larghe parcheggeranno comunque come in viale Tunisia.

  8. Maury

    Era ora!
    Ma poi non capisco la polemica sui parcheggi da parte dei commercianti….
    La maggior parte della gente arriva con i mezzi a Buenos
    Dov’è il problema???

    1. Anonimo

      Guarda che, al contrario dei 3 vasoni di V. Pisani, questi in B. Aires avranno un sistema di irrigazione automatico. Ora non è che se due alberi si sono seccati significa che tutti gli alberi in vaso della città si seccheranno.

      1. Anonimo

        No, significa che si secheranno appena l’impianto di irrigazione avrà un minimo problema o si ottureranno gli ugelli.
        Il malfunzionamento è nell’ordine delle cose, la manutenzione inesistente a Milano pure.

        Un tipico esempio di Arredo Urbano NON resiliente. E quindi destinato a misera fine purtroppo.

  9. Anonimo

    Pedonalizzare corso Venezia subitooooooooooo

    Se per Buenos Aires ci sono mille problemi per le attività varie, hotel e parcheggi

    In corso Venezia direi che la strada ha meno problemi e il miracolo può essere fatto !

    1. Anonimo

      Cosa che non ha alcun senso dato che la ciclabile c’è già e per oltre metà i marciapiedi sono larghi e non ci sono negozi ma tutti uffici/residenziale quindi utilità della pedonalizzazione meno di zero ma vai a creare solo problemi di viabilità.

      1. Anonimo

        I problemi li usi in testa tu, se ancora dopo l’estate caldissima della scorsa estate non hai capito che bisogna parcheggiare la macchina in garage!

        Hai mai sentito parlare di centro storico chiuso al traffico ?
        No, Perché se tu pensi che via Dante sia solo il centro stai sbagliando di grosso.
        Quella è solo (una) via del il centro e dovrebbe essere tutto così….

        Brera come esempio!

        Milano va pedonalizzata completamente dentro le mura, con solo accesso a residenti e taxi.

  10. A.

    Gli alberi in vaso sono una cretinata e sappiamo tutti che diventeranno cestini a cielo aperto dei soliti maleducati che popolano numerosi la nostra città.
    Sarà da vedere se questo progetto avveniristico si rivelerà come al solito una mezza ciofeca dal punto di vista estetico (come è accaduto, quasi sempre, nei progetti di riqualificazione della giunta Sala).

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